Chiesa dell'Immacolata -Linguaglossa

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25/11/2022
25/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Matteo 24, 42

"Vegliate."

Volume 36, 10 Maggio 1938

“Povera figlia, come è dura la veglia, non è vero? Quante volte il tuo Gesù si trova con queste pene sì crude e strazianti! Quante veglie Mi fanno fare le creature! Posso dire che sto sempre in veglia e soffro l’irrequietezza del mio amore: se la creatura pecca, Me la sento sfuggire dalle mie braccia ed Io veglio, la guardo e la vedo attorniata dai demoni che fanno festa e giungono a burlarla del bene che ha fatto. Povero bene, quanto viene coperto dal fango della colpa! Ed Io siccome l’amo ancora, le mando qualche barlume di luce e veglio; le mando rimorsi per farla rialzare, e veglio; i minuti Mi paiono secoli né posso quietarmi se non la vedo ritornare nelle mie braccia, e veglio; veglio sempre, le spio i palpiti del suo cuore, i pensieri della sua mente per suscitare il ricordo di quanto l’amo, macché, invano, e son costretto a vegliare. Che dura veglia! Se Mi ritorna, Mi riposo alquanto, altrimenti continua la mia veglia. Se un’altra vuol fare un bene e prende tempo e non si decide mai, Io veglio, cerco d’allettarla col mio amore, colle ispirazioni ed anche colle promesse; ma non si risolve, trova tanti pretesti, difficoltà, e Mi tiene sempre in veglia. Quante veglie Mi fanno fare le creature, ed in tanti modi!
Ecco la tua veglia, per tenere un poco di compagnia alla mia veglia continua. Perciò soffriamo insieme, amami e troverò un piccolo riposo alle tante mie veglie”.

24/08/2022

Conmento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta

Gv 1,51

«In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».

Volume 11, 13 ottobre 1916

"Stavo facendo le Ore della Passione, ed il benedetto Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, nel corso della mia Vita mortale, migliaia e migliaia di Angeli corteggiavano la
mia Umanità e raccoglievano tutto ciò che facevo, i passi, le opere, le parole, anche i sospiri, le pene, le gocce del mio Sangue, insomma tutto. Erano Angioli deputati alla mia custodia, a rendermi onore, ubbidienti a tutti i miei cenni, salivano e scendevano dal Cielo per portare al Padre ciò che Io facevo. Ora, questi Angioli hanno un ufficio speciale, e come l’anima fa memoria della mia Vita, della Passione, del mio Sangue, delle mie piaghe, delle mie preghiere, si fanno
intorno a quest’anima e raccolgono le sue parole, le sue preghiere e compatimenti che Mi fa, le lacrime, le offerte, le uniscono alle mie e le portano innanzi alla mia Maestà per rinnovarmi la
gloria della mia stessa Vita. E’ tanto il compiacimento degli Angioli, che riverenti stanno a sentire ciò che dice l’anima, e pregano insieme con lei. Perciò con quale attenzione e rispetto l’anima deve fare queste Ore, pensando che gli Angioli pendono dalle sue labbra per ripetere appresso a lei ciò che essa dice!” Poi ha soggiunto: “Alle tante amarezze che le creature Mi danno, queste Ore sono i piccoli
sorsi dolci che le anime Mi danno; ma [in confronto] ai tanti sorsi amari che ricevo, sono troppi pochi i dolci; perciò, più diffusione, più diffusione!”

23/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Matteo 23,24

"Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il ca****lo!"

Volume 2, 16 Aprile 1899

"siamo andati dentro ad una chiesa, ma anche là era offeso, più che in altri luoghi;
non perché nelle chiese si facciano più peccati che nel mondo, ma perché sono offese fatte dai suoi più cari, da quegli stessi che dovrebbero mettere anima e corpo per difendere l’onore e la gloria di Dio; perciò giungono più dolorose al suo Cuore adorabile. Quindi vedevo anime devote, che per bagatelle da niente non si preparavano bene alla Comunione; la loro mente, invece di pensare a Gesù, ci pensavano ai loro piccoli disturbi, a tante cose minute e quest’era il loro apparecchio. Quanta pena facevano queste tali a Gesù e quanta compassione facevano loro stesse!
Ché badavano a tante pagliuzze, a tante frasche ed intanto, poi, non benignavansi di [dare] uno
sguardo a Gesù.
Gesù mi disse: “Figlia mia, quanto impediscono queste anime che la mia grazia si versi in loro! Io non guardo alle minutezze, ma all’amore con cui si accostano e, loro me ne fanno un
cambio, più badan[d]o alle paglie che all’amore; anzi, l’amore distrugge le paglie, ma con molte paglie non si accresce un tantino d’amore, anzi, lo si diminuisce."

22/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Lc 1, 38

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Volume 12, 17 Gennaio 1921

“Figlia mia, è mio solito scegliere le anime più abiette, inabili e povere per le mie opere più grandi. La mia stessa Mamma nulla aveva di straordinario nella sua vita esteriore. Nessun miracolo, nessun segno teneva che la facesse distinguere dalle altre donne; il suo solo distintivo era la perfetta virtù, [a] cui quasi nessuno faceva attenzione. E se agli altri Santi li ho dato il distintivo dei miracoli, ad altri li ho fregiati con le mie piaghe, alla mia Mamma nulla, nulla; eppure era il portento dei portenti, il miracolo dei miracoli, la vera e perfetta crocifissa, nessun’altra simile a Lei!"

21/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Luca 13, 24

"La porta stretta"

Volume 2, 7 Maggio 1899

“Figlia mia, che sarà di tante opere, anche buone, fatte senza retta intenzione, per usanza e per fine d’interesse? Qual vergogna non sarà di loro nel giorno del giudizio, nel vedere tante opere, buone in se stesse, ma marcite dalla loro intenzione, che invece di renderle onore come a tanti altri, le stesse loro azioni le renderanno vergogna? Perché non sono le opere grandi che miro, ma l’intenzione con cui si fanno; qui è tutta la mia attenzione”. Per poco Gesù ha fatto silenzio ed io pensavo alle parole che aveva detto; mentre andavo ruminando nella mia mente, specialmente sulla purità dell’intenzione e [su] come, facendo il bene alle creature, le stesse [creature] devono scomparire, facendo una la creatura con lo stesso Signore e fare come se le creature non esistessero, Gesù ha ripreso il suo dire, dicendomi:
“Eppure, così è. Vedi, il mio Cuore è larghissimo, ma la porta è strettissima; nessuno può riempire il vuoto di questo Cuore se non che le anime distaccate, n**e e semplici, perché, come tu vedi, essendo la porta piccola, qualunque impedimento, anche minimo, cioè, un’ombra d’attacco, un’intenzione storta, un’opera senza il fine di piacermi, impedisce che entrino a deliziarsi nel mio Cuore. L’amore del prossimo molto ne va nel mio Cuore, ma deve essere tanto congiunto al mio, in modo che deve formarne uno solo, senza potersi discernere uno dall’altro; ma quell’altro amore del prossimo che non è trasformato nel mio amore, Io non lo guardo come cosa che a Me appartiene”.

20/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Mt 23, 3

"Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno."

Volume 19, Maggio 13, 1926

“Figlia mia, il tuo confessore si ha trovato cose grandi innanzi a Me, perché quando intraprendeva un ufficio, un impegno, non tralasciava nulla per compiere esattamente quell’ufficio, era attentissimo, faceva dei grandi sacrifizi, e se era necessario si disponeva anche a mettere la propria vita per fare che il suo ufficio fosse compito esattamente; aveva un timore, che le opere a lui affidate, se non operasse come si conveniva al suo ufficio, potesse essere lui d’ostacolo alla stessa opera a lui affidata; questo significa che apprezzava e dava il valore giusto alle mie opere, e la sua attenzione attirava la grazia che ci voleva per il disimpegno del suo ufficio. Questo, apparentemente non sembra un gran che, ma invece è tutto, perché quando uno è chiamato per un ufficio, e compie i doveri che ci sono in quell’ufficio, significa che lo fa per Dio, e nell’adempimento del proprio dovere c’è la santità.

19/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Mt 22, 39

“Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso".

Volume 6, 8 Novembre 1903

Trovandomi nel solito mio stato, stavo pregando per certi bisogni del prossimo, ed il benedetto Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto:
“Per qual fine preghi per queste persone?”
Ed io: “ Signore, e Voi per qual fine ci amaste? ”
E Lui: “ Vi amo perché siete cosa mia stessa, e quando l’oggetto è suo proprio, [uno] si sente costretto, è come una necessità di amarlo ”.
Ed io: “ Signore, sto pregando per queste persone perché sono cosa vostra, altrimenti non mi sarei interessata”. E Lui mettendomi la mano alla fronte quasi premendola, ha soggiunto:
“Ah, così è perché cosa mia? Così va bene l’amore del prossimo”.

18/08/2022

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta.

Matteo 22,11

“Amico come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?”.

Volume 16, 14 gennaio 1924

“Figlia mia, vuoi tu sapere la causa perché fui spogliato quando fui flagellato? In ogni mistero della mia Passione, prima Mi occupavo di rinsaldare la rottura tra la volontà umana e la Divina, e poi alle offese che produsse questa rottura. Onde, l’uomo quando nell’Eden spezzò i
vincoli dell’unione tra la Volontà Suprema e la sua, si spogliò delle vesti regali della mia Volontà e si vestì dei miseri cenci della sua, debole, incostante, impotente a far nulla di bene. La mia Volontà gli era un dolce incanto in cui lo teneva assorbito in una luce purissima, che non gli faceva conoscere altro che il suo Dio, da cui era uscito, il quale non gli dava altro che felicità senza numero, ed era tanto assorbito dal tanto dare che gli faceva il suo Dio, che non si dava nessun
pensiero di sé stesso. Oh, come era felice l’uomo, e come la Divinità Si dilettava nel dare a lui tante particelle del suo Essere per quanto la creatura ne può ricevere, per farlo simile a Sé! Onde, non appena spezzò l’unione della nostra Volontà con la sua, perdette la veste regale, perdette
l’incanto, la luce, la felicità; guardò sé stesso senza la luce della mia Volontà, e guardandosi
senza l’incanto che lo teneva assorbito, si conobbe, ebbe vergogna, ebbe paura di Dio, tanto che la stessa natura sentì i suoi tristi effetti, sentì il freddo e la nudità, e sentì il vivo bisogno di coprirsi; e come la nostra Volontà lo teneva al porto di felicità immense, così la sua lo mise al porto delle miserie."

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