Chiesa Madre Lequile

Chiesa Madre Lequile Pagina di informazione sulla vita della comunità parrocchiale

Accorrete!!!
20/07/2023

Accorrete!!!

*E se vi proponessimo una serata di mezza estate tutta in famiglia?*Vi aspettano tante postazioni gioco create appositam...
14/07/2023

*E se vi proponessimo una serata di mezza estate tutta in famiglia?*

Vi aspettano tante postazioni gioco create appositamente per voi nelle quali vi sfiderete e misurerete la vostra forza e la vostra capacità di mettervi in gioco. Giochi per tutte le età, premi per tutti e tanto tanto divertimento!! E dopo, per godervi il meritato riposo, ci sarà per voi la possibilità di vivere un momento di musica e recuperare le energie presso i vari stand gastronomici.
Programma della serata:
🎯 ore 19.30 ritrovo
🎯 dalle 20.00 alle 21.30 giochi 🎲🎳🎱
🎯 dalle 21.30 musica, balli e stand gastronomici 💃🎶🍔🍟

La quota d’iscrizione è di €10 a famiglia e comprende la possibilità di giocare nelle varie postazioni tutte le volte che lo si desidera e 2 consumazioni (2 panini+2 bevande analcoliche).

Le iscrizioni saranno aperte dal 16 al 19 luglio dalle 19.00 alle 20.30 presso la Chiesa Madre.

Vi aspettiamo numerosi!!!!

22/04/2023

La fede della Chiesa ci insegna che per quanti confidano nel Signore non c’è fine di vita ma essa è solo trasformata. Si realizza quanto afferma il salmista: “Il tuo volto Signore io cerco” ( Sal 27,8).
Uniamoci nella comune preghiera perché il Dio della vita si mostri ricco di misericordia verso i nostri cari che vivono la beatitudine eterna.

In questa settimana preghiamo particolarmente per i defunti:

Domenica 23 Aprile
8.30 Pro populo
10.30 Defunta Antonietta
19.00 Defunta Stella

Lunedì 24 Aprile
19.00 Defunti Angelo e Salvatore

Martedì 25Aprile
19.00 Defunta Nerina

Mercoledì 26 Aprile
19.00 Defunti Fabio e Pinuccio

Giovedì 27 Aprile
19.00 Defunti Piero e M. Angela, Giuseppe e Addolorata

Venerdì 28Aprile
19.00 Defunti Antonio, Maria, Giovanni e Vito

Sabato 29 Aprile
19.00 Defunto Gino

III DOMENICA PASQUA DI RISURREZIONE23 Aprile 2023Dal Vangelo  secondo Luca  (Lc 24,13-35)Ed ecco, in quello stesso giorn...
22/04/2023

III DOMENICA PASQUA DI RISURREZIONE
23 Aprile 2023

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Il Vangelo di Emmaus racconta il pellegrinaggio verso l'accensione del cuore da parte di due discepoli sconsolati, tristemente incamminati oltre un sogno finito nel sangue. Sono due, fanno strada insieme, condividono lo stesso dolore, capaci di ascoltarsi e di accogliersi. Ed ecco che uno sconosciuto si accosta a loro, piccola comunità che crea comunità. Il Signore Gesù cammina per le strade del mondo perché il suo cielo è la terra, il suo cielo sono gli altri. Egli abita nei passi dei cercatori ed è seduto alla destra di ciascuno di noi. Ti parla in colui che già sta facendo strada o vita con te, nella tua casa. Salvezza che ti cammina a fianco, questo è il nome della prima donna per il primo uomo, questo può essere il nome di ogni sconosciuto compagno di cammino.
La liturgia della strada apre la liturgia della speranza: noi speravamo tanto che fosse lui! E dicono di una storia capita male, di un amore sfociato nel fallimento, nell'illusione. Gesù cominciò allora a spiegare che il Messia doveva soffrire, legge il dolore e l'amore, legge la vita con la Parola di Dio. E l'anima dei due camminanti comincia a rasserenarsi perché scoprono una verità immensa: c'è la mano di Dio, ed è posata là dove sembra impossibile, sulla croce. C'è la mano di Dio, così nascosta da sembrare assente, ma tesse il filo d'oro dentro la tela del mondo, lo tesse dal punto più basso, dalla croce. Noi dimentichiamo costantemente qualcosa: più la mano di Dio è nascosta più è potente. Più la mano di Dio è silenziosa, più è efficace.
La svolta del racconto di Emmaus viene dalla croce, come ogni svolta grande della nostra vita. La croce è l'unica parola da ascoltare, la parola definitiva che devo custodire, consegnare, scrutare, capire, pregare. Ed il cuore comincia ad ardere: c'è una strada, una speranza, qualcuno conduce. Non ci ardeva forse il cuore mentre lungo la strada ci spiegava il senso delle scritture e il senso della vita? Il dono dello Spirito ancora oggi è questo ardore del cuore, questa incandescenza dell'anima che la Parola di Dio, la voce di un suo figlio, il gemito e il giubilo del creato, un amore, un profeta riaccendono dentro di noi.
Il mio augurio per ciascuno è il dono di Emmaus, il dono favoloso e intermittente del cuore acceso, anche se solo di tanto in tanto, e raramente; è di trovare sempre in Dio qualcosa capace di rubare il cuore; è qualcuno, lungo la strada, che ci parli di Dio in modo che ascoltarlo sia rimanere accesi. E sarà sufficiente a ripartire, anche se è notte attorno, a riconoscerlo proprio nello spezzare il pane: perché spezzare qualcosa di mio per gli altri è il cuore del Vangelo.

E. Ronchi

L'Uomo è un essere duale, e ogni alba nuova è al bivio di Sè. 🦋Ne parleremo con Tyna in una serata di ascolto, dialogo, ...
17/04/2023

L'Uomo è un essere duale, e ogni alba nuova è al bivio di Sè. 🦋
Ne parleremo con Tyna in una serata di ascolto, dialogo, musica e confronto!
Vi aspettiamo...

14/04/2023

La fede della Chiesa ci insegna che per quanti confidano nel Signore non c’è fine di vita ma essa è solo trasformata. Si realizza quanto afferma il salmista: “Il tuo volto Signore io cerco” ( Sal 27,8).
Uniamoci nella comune preghiera perché il Dio della vita si mostri ricco di misericordia verso i nostri cari che vivono la beatitudine eterna.

In questa settimana preghiamo particolarmente per i defunti:

Domenica 16 Aprile
8.30 Pro populo
10.30 Pro populo
19.00 Defunti Salvatore, Nicola, Rita, Massimo e Pino

Lunedì 17 Aprile
19.00 Defunti Maria e Cesare

Martedì 18Aprile
19.00 Defunti Francesco e Pina

Mercoledì 19 Aprile
19.00 Defunti Oronza, Antonio e Marcello

Giovedì 20 Aprile
19.00 Defunti Piero e M. Angela

Venerdì 21Aprile
19.00 Defunti Antonio, Pina, Francesco e Vito

Sabato 22 Aprile
19.00 Defunta Giuseppina

II DOMENICA PASQUA DI RISURREZIONE16 Aprile 2023Dal Vangelo  secondo Giovanni  (Gv 20,19-31)La sera di quel giorno, il p...
14/04/2023

II DOMENICA PASQUA DI RISURREZIONE
16 Aprile 2023

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

I discepoli erano chiusi in casa per paura. Casa di buio e di paura, mentre fuori è primavera: e venne Gesù a porte chiuse. In mezzo ai suoi, come apertura, schema di aperture continue, passatore di chiusure e di frontiere, pellegrino dell'eternità. Come amo le porte aperte di Dio, brecce nei muri, buchi nella rete (F. Fiorillo), profezia di un mondo in rivolta per fame di umanità. Venne Gesù e stette in mezzo a loro. Nel centro della loro paura, in mezzo a loro, non sopra di loro, non in alto, non davanti, ma al centro, perché tutti sono importanti allo stesso modo. Lui sta al centro della comunità, nell'incontro, nel legame: "lo Spirito del Signore non abita nell'io, non nel tu, egli abita tra l'io e il tu" (M. Buber).
In mezzo a loro, senza gesti clamorosi, solo esserci: presenza è l'altro nome dell'amore. Non accusa, non rimprovera, non abbandona, "sta in mezzo", forza di coesione degli atomi e del mondo. Pace a voi, annuncia, come una carezza sulle vostre paure, sui vostri sensi di colpa, sui sogni non raggiunti, sulla tristezza che scolora i giorni. Gli avvenimenti di Pasqua, non sono semplici "apparizioni del Risorto", sono degli incontri, con tutto lo splendore, l'umiltà, la potenza generativa dell'incontro. Otto giorni dopo Gesù è ancora lì: li aveva inviati per le strade, e li ritrova ancora chiusi in quella stessa stanza. E invece di alzare la voce o di lanciare ultimatum, invece di ritirarsi per l'imperfezione di quelle vite, Gesù incontra, accompagna, con l'arte dell'accompagnamento, la fede nascente dei suoi. Guarda, tocca, metti il dito... La Risurrezione non ha richiuso i fori dei chiodi, non ha rimarginato le labbra delle ferite. Perché la morte di croce non è un semplice incidente di percorso da dimenticare: quelle ferite sono la gloria di Dio, il punto più alto che il suo amore f***e ha raggiunto, e per questo resteranno eternamente aperte.
Ai discepoli ha fatto vedere le sue ferite, tutta la sua umanità. E dentro c'era tutta la sua divinità. Metti qui la tua mano: qualche volta mi perdo a immaginare che forse un giorno anch'io sentirò le stesse parole, anch'io potrò mettere, tremando, facendomi condurre, cieco di lacrime, mettere la mia mano nel cuore di Dio. E sentirmi amato. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! L'ultima beatitudine è per noi, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi non vede e inciampa, per chi ricomincia. Così termina il Vangelo, così inizia il nostro discepolato: con una beatitudine, con il profumo della gioia, col rischio della felicità, con una promessa di vita capace di attraversare tutto il dolore del mondo, e i deserti sanguinosi della storia.

E. Ronchi

Martedì ricorre la Solennità di “Santu Itu te mienzu”, giorno che porta anche alla  chiusura dei 300 anni dall’arrivo de...
08/04/2023

Martedì ricorre la Solennità di “Santu Itu te mienzu”, giorno che porta anche alla chiusura dei 300 anni dall’arrivo delle reliquie del nostro patrono a Lequile. Le Sante messe avranno il seguente orario presso la rettoria di San Vito: ore 8.30 e 9.30. Alle ore 10.30 si snoderà la solenne processione con il simulacro del Santo che sosterà in piazza per il cambio e la benedizione delle bandiere. Alle ore 19.00 la solenne concelebrazione presieduta da S. Ecc.za Mons. Cristoforo Palmieri, Vescovo emerito di Rreshën in Albania e al termine il rientro della statua in Chiesa Madre.
Nei giorni 10 e 11 Aprile la messa vespertina non sarà celebrata in parrocchia!

08/04/2023

La fede della Chiesa ci insegna che per quanti confidano nel Signore non c’è fine di vita ma essa è solo trasformata. Si realizza quanto afferma il salmista: “Il tuo volto Signore io cerco” ( Sal 27,8).
Uniamoci nella comune preghiera perché il Dio della vita si mostri ricco di misericordia verso i nostri cari che vivono la beatitudine eterna.

In questa settimana preghiamo particolarmente per i defunti:

Domenica 9 Aprile
8.30 Defunto Fernando
10.30 Pro populo
19.00 Defunta Giovanna, Angela e Luigi

Lunedì 10 Aprile
19.00 Defunti Vito, Gino e Uccia

Martedì 11 Aprile
8.30 Per i confratelli defunti
9.30 Per i benefattori defunti
19.00 Defunti Carmela e Pietro

Mercoledì 12 Aprile
19.00 Defunti Vanna, Beppe, Eugenia e Maria

Giovedì 13 Aprile
19.00 Defunti Tatiana e Pasqualina

Venerdì 14 Aprile
19.00 Defunto Tonio

Sabato 15 Aprile
19.00 Defunti Agnese e Gigi

PASQUA DI RISURREZIONE9 Aprile 2023Dal Vangelo  secondo Giovanni  (Gv 20,1-9)Il primo giorno della settimana, Maria di M...
08/04/2023

PASQUA DI RISURREZIONE
9 Aprile 2023

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte, buio nel cielo e buio nel cuore. Non ha niente tra le mani, non porta aromi come le altre donne, ha soltanto il suo amore che si ribella all'assenza di Gesù: «amare è dire: tu non morirai!» (Gabriel Marcel).
E vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Il sepolcro è spalancato, vuoto e risplendente, nel fresco dell'alba. E fuori è primavera. Il sepolcro è aperto come il guscio di un seme.
Il segno è un corpo assente dalla tomba. Manca un corpo alla contabilità della morte, i suoi conti sono in perdita. Manca un ucciso alla contabilità della violenza, e questo vuol dire che il carnefice non avrà ragione della sua vittima in eterno.
Il Signore Gesù non è semplicemente il Risorto, l'attore di un evento che si è consumato una volta per tutte nel giardino fuori Gerusalemme, in quell'alba del primo giorno dopo il sabato. Un evento concluso? No. Se noi tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, allora contemporanea a me è la croce, e contemporanea a me è anche la Risurrezione. Chi vive in lui, chi è in lui compreso, è preso da lui nel suo risorgere.
Cristo è il Risorgente, adesso. Sorge in questo momento dal fondo del mio essere, dal fondo di ogni uomo, dal fondo della storia, continua a risorgere, a immettere con la mano viva del creatore germi di speranza e di fiducia, di coraggio e libertà. Cristo Gesù risorge oggi, energia che ascende, vita che germina, masso che rotola via dall'imboccatura del cuore. E mi indica la strada della pasqua, che vuol dire passaggio ininterrotto dall'odio all'amore, dalla paura alla libertà, dall'effimero all'eterno. Pasqua è la festa dei macigni rotolanti via, adesso, dalla bocca dell'anima. E ne usciamo pronti alla primavera di vita nuova, trascinati in alto dal Cristo Risorgente in eterno.
Cristo non è semplicemente il Risorto, non è solo il Risorgente, egli è la Risurrezione stessa. L'ha detto a Marta: io sono la Risurrezione e la vita ( Gv 11 ,25 ). In quest'ordine preciso: prima la risurrezione e poi la vita. Ci saremmo aspettati il contrario. Invece no: prima viene la risurrezione, da tutte le nostre tombe, dal nostro respiro insufficiente, dalla vita chiusa e bloccata, dal cuore spento, dal gelo delle relazioni. Prima la risurrezione di noi, «né caldi né freddi, né buoni né cattivi; di noi, i morti vivi» (Ch. Peguy) e poi la vita piena nel sole, e poi la vita meriterà finalmente il nome di vita.
La sua Risurrezione non riposerà finché non sia spezzata la tomba dell'ultima anima, e le sue forze non arrivino all'ultimo ramo della creazione. E il mondo intero sarà carne risorta per la tua carne, crocefisso Amore

E. Ronchi

CON PIEDI LESTI E CUORE GONFIO ANNUNCIATORI DELLA PASQUACarissimi tutti, dopo aver tanto camminato nel tempo quaresimale...
08/04/2023

CON PIEDI LESTI E CUORE GONFIO ANNUNCIATORI DELLA PASQUA

Carissimi tutti, dopo aver tanto camminato nel tempo quaresimale, siamo giunti alla Pasqua!
Finalmente vediamo nitide le luci del "giorno primo ed ultimo, giorno radioso e splendido del trionfo di Cristo" (Liturgia delle ore).
Da discepoli che desiderano lasciarsi coinvolgere nell'evento pasquale, appuntamento fondamentale e fontale per la nostra vita di fede, mettiamo in moto il nostro cuore e le nostre gambe: saranno gli strumenti per riconoscere e amare il Vivente come i due di Emmaus e per andare nella storia ad annunciare che Lui, "il Signore della vita era morto e, ora, vivo trionfa"(Sequenza pasquale).
Vorrei, allora, che tutti ci immedesimassimo nel coraggio di Maria di Magdala, che avessimo l'entusiasmo divino e l'umana fragilità di Pietro, che coltivassimo l'amore contagioso per Cristo di Giovanni, il discepolo prediletto.
Tre vicende diverse, un comune pregio: questi tre intimi di Cristo trasudano iniziativa.
In quel mattino, il più bello e luminoso della storia, con il cuore in subbuglio corrono, non si danno per vinti, osano, vanno oltre e vedono l'inaudito.
Amici cari, "è Pasqua" non sia solo l'affermazione augurale che, per abitudine, si dice in questo giorno santissimo.
Diventi, invece, certezza di un incontro!
È Pasqua solo se sapremo non fermarci a ciò che è immediato ma riusciremo a saper andare oltre;
è Pasqua se riusciremo a comprendere che aver fede non è avere compreso tutto ma è consapevolezza di non conoscer nulla se non la gioia di essere amati di un amore incondizionato, un amore vero che ricrea, che si propaga e che è impossibile da controllare;
è Pasqua se sapremo farci impotenti dinanzi al Mistero per permettere al Risorto di ribaltare dalla nostra storia i tanti massi che parlano di morte, che annunciano la fine, che dicono assenza di speranza.
Se anche noi andremo incontro al Maestro con stupore, troveremo la pace del cuore, assaporeremo la felicità vera, incontreremo la luce che dirada le tenebre e annuncia il giorno che non tramonterà mai.
Questo il mio augurio per voi, questa la mia richiesta di benedizione al Signore per ognuno di voi!
Buona Pasqua, con amicizia e affetto grandi.

Lequile, 9 Aprile 2023
Pasqua di Risurrezione

Vostro
Don Federico

Indirizzo

Largo Castello 26
Lequile
73010

Telefono

+390832631400

Sito Web

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