Parrocchia San Lazzaro Lecce

Parrocchia San Lazzaro Lecce Pagina ufficiale della Parrocchia "San Lazzaro" - Lecce La chiesa di San Lazzaro venne fondata nel sec. Fu eretta a parrocchia il 19 luglio 1906 da Mons.

XV perché servisse agli usi religiosi dell’attiguo ospedale per lebbrosi ed infetti di malattie contagiose. Gennaro Trama, vescovo di Lecce. Inaugurata il 17 Marzo 1907, venne dedicata il 10 dicembre 1916 dopo un ultimo ampliamento. Attuale parroco è Mons. Pierino Liquori.

Qualche assaggio dei nostri primi tre giorni di Grest!😍Siamo un bel numero, circa 400, e tra preghiera, canti, giochi, l...
14/06/2026

Qualche assaggio dei nostri primi tre giorni di Grest!😍
Siamo un bel numero, circa 400, e tra preghiera, canti, giochi, laboratori e tanta amicizia viviamo la bellezza della nostra amata comunità di San Lazzaro!
E dopo un weekend di "riposo" non resta che darci appuntamento a domani!🤣😅🤗

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO14  Giugno 2017 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,36-10,8)In quel tempo, Gesù, vedendo le ...
13/06/2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
14 Giugno 2017

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,36-10,8)

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

«Gesù, vedendo le f***e ne sentì compassione». Tutto ciò che segue è generato dalla compassione, termine di una carica e intensità infinite: il Maestro prova dolore per il dolore del mondo, il molto dolore dell'uomo. Gesù è la compassione, il pianto di Dio fatto carne. Piangere è amare con gli occhi. «La messe è molta...» Ciò che il suo occhio guarda non è lo sterminato accampamento umano dove ha piantato la sua tenda, vede invece molti raccolti di dolore, tante messi di paure, e greggi di pecore sfinite perché non hanno pastore. La sua risposta è un dolore che lo prende alle viscere. E chiama i dodici e lo affida loro: dovranno preservare, custodire, salvare la compassione, il con-patire, il meno zuccheroso dei sentimenti. Salvarlo e seminarlo nel mondo, attraverso sei azioni: predicate, guarite, risuscitate, sanate, liberate e donate. La missione è duplice: predicare e guarire la vita, o almeno prendersene cura. E il rapporto è sbilanciato, uno a cinque. Cinque opere per guarire, una per narrare. Per proclamare che «Dio è così, si prende cura e guarisce. Dio è vicino a te, con amore”» Forse ci saremmo aspettati una risposta più risolutiva al dolore delle f***e, un soccorso più efficiente: perché il Signore soccorre la fragilità dell'uomo con la fragilità di altri uomini, anziché con la sua onnipotenza? Perché Lui interviene per i suoi figli, attraverso gli altri suoi figli. La risposta di Gesù alla sofferenza del mondo sono io. “Dio salva attraverso persone” (R. Guardini). «Pregate il Signore della messe perché mandi operai»... e capisco: “manda me, Signore, come operaio della compassione, raccoglitore di dolore. Manda me come lavoratore della pietà, mietitore di sofferenza; manda me, a mangiare pane di pianto con chi piange, a bere calici di lacrime con chi soffre, a lottare con tutti contro il male. Manda me, Signore, con mani che sostengono e accarezzano, con parole che fasciano il cuore”. La compassione di Dio spezza lo schema buoni/cattivi, meritevoli o no. Posa due binari sui quali andare oltre i deserti aridi del paradigma buono/cattivo: sono le mani della pietà e le labbra della preghiera, che rendono l'amore cristiano ciò che deve essere, un amore sempre meno selettivo.Ogni figlio di Dio che ha bevuto alla Fonte Amorosa della vita, merita di bere un sorso al mio piccolo ruscello.«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Scandalo e bellezza: Dio non aspetta di essere riamato, intanto ama; non attende di essere ricambiato, intanto dona. Gesù è il racconto di questo Dio inedito, passione di compassione, annuncio che solo un amore senza condizioni può generare amanti senza condizioni.

Don Federico

Da Mercoledì 10 Giugno prenderà il via il nostro meraviglioso GREST 2026. Per quattro settimane circa 300 tra bambini e ...
06/06/2026

Da Mercoledì 10 Giugno prenderà il via il nostro meraviglioso GREST 2026. Per quattro settimane circa 300 tra bambini e ragazzi popoleranno la nostra comunità e daranno vita al nostro quartiere attraverso questa meravigliosa esperienza nella quale, tra preghiera, giochi, amicizia e divertimento, impareranno a conoscere sempre più e sempre meglio Gesù. Già da ora preghiamo il Signore perché benedica questo tempo di grazia che la nostra parrocchia sta per vivere.

Con l’inizio del Grest si sospendono l’adorazione eucaristica quotidiana e la lectio divina che saranno ripristinate dal mese di Ottobre

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE7 Giugno  2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)In quel tempo, Gesù disse a...
06/06/2026

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DEL SIGNORE
7 Giugno 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Partire dalle letture bibliche proclamate possiamo legare la festa del Corpus Domini al Giovedì Santo.
In quella sera Gesù si consegnò ai suoi discepoli invitandoli ad entrare in piena comunione con Lui: Prendete ... Mangiate … Bevete.
Ma quella comunione doveva portare frutti concreti, doveva spingere tutti a familiarizzare con quello che Gesù stesso avrebbe fatto di lì a poco, prendendo una brocca, un catino e uno straccio e lavando i piedi dei suoi: la comunione con Gesù doveva e deve portare a familiarizzare con il servizio.
Quando veniamo in Chiesa per partecipare all’Eucaristia dobbiamo sapere che veniamo per sederci a tavola come i discepoli in quel primo Giovedì Santo.
È una tavola sulla quale troviamo la Parola, il pane ed il vino consacrati.
Da questa tavola dobbiamo imparare a prendere/mangiare tutto: la Parola, il pane ed il vino.
Ma, oggi, che senso ha per noi celebrare questa festa e , in genere, che senso ha per noi celebrare l'Eucaristia?
Che senso ha ritrovarci insieme ad adorare e a contemplare questi segni della vita quotidiana: pane e vino?
Innanzitutto noi stiamo qui perché abbiamo preso sul serio le parole, le promesse e gli inviti di quella sera del Giovedì santo: Fate questo in memoria di me.
Ma siamo qui anche perché siamo certi che, attraverso il pane e il vino che Gesù ha spezzato e dato quella sera e che continua a spezzare e a donare ogni volta che celebriamo l’Eucaristia – attraverso quel pane spezzato – passa la nuova Alleanza; si realizza cioè la nostra unione con Lui e tra noi.
Chi entra seriamente e con passione, attraverso l’Eucaristia, in questa nuova Alleanza, contribuisce a fare la storia secondo Dio.
Troppe Eucaristie sembrano finalizzate solo alla convocazione assembleare e cultuale senza rimandi alla vita e alle vicende della gente.
Noi cristiani non veniamo invitati ad adorare e a contemplare una presenza qualsiasi e generica di Gesù!
Noi veniamo invitati ad adorare e a contemplare la presenza di Gesù pane spezzato, pane donato, che è condanna di ogni atteggiamento egoistico, che è condanna della cultura del dare solo perché si è ricevuto, del dare perché si è in attesa del contraccambio.
L’Eucaristia è il Sacramento del cuore aperto, è educazione al dono gratuito e senza riserve, è il pane che ridona energia e voglia di rimettersi in cammino, come ci insegna la prima lettura, dove la manna assicura al popolo affaticato dal cammino la possibilità di continuare la sua marcia verso la liberazione.
La ricchezza ed il dinamismo di questa pagina ci fa capire quanto limite c’è in una fede eucaristica che si accontenta di guardare, ammirare e circondare di devozione il pane ed il vino consacrati senza far derivare da questo scelte di intensa e viva ca**tà.
«Se non mangiate...». Gesù è lì per essere mangiato, per essere assimilato, per entrare dentro di noi ed essere quella forza esplosiva che, come ha fatto Lui, trasforma il nostro mondo ed il nostro modo di fare Chiesa.
Spesso noi facciamo delle mezze comunioni che (non sembri una bestemmia!) sono delle inutili comunioni.
Se il mangiare il corpo di Cristo infatti non mette dentro di noi il desiderio di farci mangiare, è segno che abbiamo ridotto l’Eucaristia a rito vuoto; ed è quello che Paolo (2a lettura), sempre molto realista, chiama l’aver mangiato e bevuto indegnamente.
Quante comunioni fatte! Ma quanta poca comunione vissuta e realizzata!

Don Federico

Sabato 6 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.00 ci prepareremo a questa festa con l’Adorazione Eucaristica comunitaria.
30/05/2026

Sabato 6 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.00 ci prepareremo a questa festa con l’Adorazione Eucaristica comunitaria.

Venerdì 5 giugno è il primo venerdì del mese: ci recheremo nelle case delle persone sole o ammalate per portare la prese...
30/05/2026

Venerdì 5 giugno è il primo venerdì del mese: ci recheremo nelle case delle persone sole o ammalate per portare la presenza del Signore.

La nostra Chiesa di Lecce ricorda il 70 esimo anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Lecce dal 29 a...
30/05/2026

La nostra Chiesa di Lecce ricorda il 70 esimo anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Lecce dal 29 aprile al 6 maggio 1956. Per ravvivare la memoria di questo evento e accrescere la consapevolezza della nostra identità di popolo di Dio, la celebrazione cittadina del Corpus Domini, in questo lieto anniversario, avrà un respiro diocesano. Per volontà dell’arcivescovo, infatti, tutta la Chiesa particolare di Lecce è convocata giovedì 4 giugno alle 19 presso la Chiesa cattedrale per la solenne concelebrazione al termine della quale si snoderà la processione con il Santissimo Sacramento. In tutte le Chiese della diocesi mons. Panzetta ha disposto la sospensione della messa vespertina.

SANTISSIMA TRINITA’31 Maggio 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha...
30/05/2026

SANTISSIMA TRINITA’
31 Maggio 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Nell’itinerario liturgico e spirituale che la Chiesa ci ha proposto nel “tempo di Pasqua” e dopo le solennità “dopo Pasqua”, la festa odierna della Ss. Trinità intende ricondurci al cuore/centro della nostra esperienza cristiana.
Noi siamo credenti perché abbiamo detto di “sì” all’Alleanza di amore propostaci, attraverso Gesù, da Dio Padre.
Ma chi è il Dio che ci propone questa straordinaria e impegnativa Alleanza di amore?
È il Dio che a Mosè ha rivelato il suo nome/volto (1ª lettura). Oggi, attraverso la liturgia della Parola, il Signore fa la stessa cosa che ha fatto con Mosè: ci parla di se stesso e si presenta a noi.
Ci parla della sua vita e di quello che Lui vuole essere per noi.
In una parola, ci fa conoscere il suo “nome” che, nel linguaggio biblico, vuol dire la sua storia e i suoi progetti.
Quindi noi credenti, dicendo di sì all’Alleanza di amore di Dio, non rispondiamo e non entriamo in contatto con una forza anonima della natura.
Il Dio di Israele e il Dio di Gesù ha un nome, ha un volto, ha un cuore, ha un progetto per noi.
E di questo progetto vuole che entriamo a far parte.
Cosa dice di sé il Dio dell’Alleanza? «Il Signore passò davanti a lui, proclamando: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Ecco ciò che qualifica il nostro Dio: la misericordia e la pietà.
È vero il prosieguo del testo parla anche dell’ira di Dio. Mentre però grazia e fedeltà sono sovrabbondanti, l’ira è contenuta.
Tutto quello che Dio è e fa lo abbiamo potuto sperimentare - «toccare con mano», scrive Giovanni - in Gesù, che ci rivela e ci fa conoscere il Padre.
La vicenda umana di Gesù, la premura misericordiosa che egli ha mostrato verso tutte le miserie dell’uomo è rivelazione del “nome” di Dio, cioè dell’amore eterno del Padre.
Per questo, possiamo dire che Gesù non è solo un dono di Dio, è Dio che si dona; non è solo la mano di Dio, è Dio che si accosta all’uomo per aiutarlo.
La conseguenza è che il nostro rapporto con Dio si decide tutto nel nostro rapporto con Cristo Gesù.
Chi rende possibile in noi ed in mezzo a noi l’esperienza di questo amore e di questa profonda comunione è lo Spirito di Dio.
Incontrare, celebrandola, la Ss. Trinità vuol dire sentirsi raggiunti da Dio “misericordioso e pietoso” e quindi fare esperienza dell’azione della Trinità santa nei nostri confronti: un’azione continua di un amore e di una misericordia senza limiti.
Essere devoti della Ss. Trinità è essere devoti dell’amore di un Dio che si dona e che domanda di donarsi.
Segnarsi – come lodevolmente e tanto spesso facciamo - nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo vuol dire esprimere la volontà di inserirsi e di inserire attivamente ogni nostro gesto nel progetto di amore del Padre, di Gesù suo Figlio e dello Spirito Santo.

Don Federico

Mercoledì 27 Maggio, alle ore 19.30 nel nostro salone teatro vivremo un momento bello dal punto di vista spirituale e cu...
23/05/2026

Mercoledì 27 Maggio, alle ore 19.30 nel nostro salone teatro vivremo un momento bello dal punto di vista spirituale e culturale promosso dall’Associazione “Amici di San Filippo Neri”: la proiezione del film “Filippo, il Santo della Gioia”, una rivisitazione del celebre “Preferisco il Paradiso”, sotto l’attenta regia di un nostro parrocchiano, Giuseppe Verdesca. Siete tutti invitati per trascorrere qualche ora nella distensione e nella contemplazione di questo grande Santo che molto ha da insegnarci.

Lunedì 25 Maggio alle ore 19.30 il coro giovanile e i maestri dell’Istituto “A.Grandi -S.Castromediano” offre alla nostr...
23/05/2026

Lunedì 25 Maggio alle ore 19.30 il coro giovanile e i maestri dell’Istituto “A.Grandi -S.Castromediano” offre alla nostra comunità un concerto mariano dal titolo “Tu sorgi, più bella dell’aurora”. La nostra bella partecipazione, dopo l’esperienza vissuta nella scorsa Settimana Santa, sarà un incoraggiamento per questi ragazzi.

Indirizzo

Via San Lazzaro, 38
Lecce
73100

Orario di apertura

Lunedì 07:00 - 20:00
Martedì 07:00 - 20:00
Mercoledì 07:00 - 20:00
Giovedì 07:30 - 20:00
Venerdì 07:00 - 20:00
Sabato 07:00 - 19:00
Domenica 08:00 - 10:00

Telefono

+390832343523

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