Parrocchia San Lazzaro Lecce

Parrocchia San Lazzaro Lecce Pagina ufficiale della Parrocchia "San Lazzaro" - Lecce La chiesa di San Lazzaro venne fondata nel sec. Fu eretta a parrocchia il 19 luglio 1906 da Mons.

XV perché servisse agli usi religiosi dell’attiguo ospedale per lebbrosi ed infetti di malattie contagiose. Gennaro Trama, vescovo di Lecce. Inaugurata il 17 Marzo 1907, venne dedicata il 10 dicembre 1916 dopo un ultimo ampliamento. Attuale parroco è Mons. Pierino Liquori.

Sabato 6 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.00 ci prepareremo a questa festa con l’Adorazione Eucaristica comunitaria.
30/05/2026

Sabato 6 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.00 ci prepareremo a questa festa con l’Adorazione Eucaristica comunitaria.

Venerdì 5 giugno è il primo venerdì del mese: ci recheremo nelle case delle persone sole o ammalate per portare la prese...
30/05/2026

Venerdì 5 giugno è il primo venerdì del mese: ci recheremo nelle case delle persone sole o ammalate per portare la presenza del Signore.

La nostra Chiesa di Lecce ricorda il 70 esimo anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Lecce dal 29 a...
30/05/2026

La nostra Chiesa di Lecce ricorda il 70 esimo anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Lecce dal 29 aprile al 6 maggio 1956. Per ravvivare la memoria di questo evento e accrescere la consapevolezza della nostra identità di popolo di Dio, la celebrazione cittadina del Corpus Domini, in questo lieto anniversario, avrà un respiro diocesano. Per volontà dell’arcivescovo, infatti, tutta la Chiesa particolare di Lecce è convocata giovedì 4 giugno alle 19 presso la Chiesa cattedrale per la solenne concelebrazione al termine della quale si snoderà la processione con il Santissimo Sacramento. In tutte le Chiese della diocesi mons. Panzetta ha disposto la sospensione della messa vespertina.

SANTISSIMA TRINITA’31 Maggio 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha...
30/05/2026

SANTISSIMA TRINITA’
31 Maggio 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Nell’itinerario liturgico e spirituale che la Chiesa ci ha proposto nel “tempo di Pasqua” e dopo le solennità “dopo Pasqua”, la festa odierna della Ss. Trinità intende ricondurci al cuore/centro della nostra esperienza cristiana.
Noi siamo credenti perché abbiamo detto di “sì” all’Alleanza di amore propostaci, attraverso Gesù, da Dio Padre.
Ma chi è il Dio che ci propone questa straordinaria e impegnativa Alleanza di amore?
È il Dio che a Mosè ha rivelato il suo nome/volto (1ª lettura). Oggi, attraverso la liturgia della Parola, il Signore fa la stessa cosa che ha fatto con Mosè: ci parla di se stesso e si presenta a noi.
Ci parla della sua vita e di quello che Lui vuole essere per noi.
In una parola, ci fa conoscere il suo “nome” che, nel linguaggio biblico, vuol dire la sua storia e i suoi progetti.
Quindi noi credenti, dicendo di sì all’Alleanza di amore di Dio, non rispondiamo e non entriamo in contatto con una forza anonima della natura.
Il Dio di Israele e il Dio di Gesù ha un nome, ha un volto, ha un cuore, ha un progetto per noi.
E di questo progetto vuole che entriamo a far parte.
Cosa dice di sé il Dio dell’Alleanza? «Il Signore passò davanti a lui, proclamando: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Ecco ciò che qualifica il nostro Dio: la misericordia e la pietà.
È vero il prosieguo del testo parla anche dell’ira di Dio. Mentre però grazia e fedeltà sono sovrabbondanti, l’ira è contenuta.
Tutto quello che Dio è e fa lo abbiamo potuto sperimentare - «toccare con mano», scrive Giovanni - in Gesù, che ci rivela e ci fa conoscere il Padre.
La vicenda umana di Gesù, la premura misericordiosa che egli ha mostrato verso tutte le miserie dell’uomo è rivelazione del “nome” di Dio, cioè dell’amore eterno del Padre.
Per questo, possiamo dire che Gesù non è solo un dono di Dio, è Dio che si dona; non è solo la mano di Dio, è Dio che si accosta all’uomo per aiutarlo.
La conseguenza è che il nostro rapporto con Dio si decide tutto nel nostro rapporto con Cristo Gesù.
Chi rende possibile in noi ed in mezzo a noi l’esperienza di questo amore e di questa profonda comunione è lo Spirito di Dio.
Incontrare, celebrandola, la Ss. Trinità vuol dire sentirsi raggiunti da Dio “misericordioso e pietoso” e quindi fare esperienza dell’azione della Trinità santa nei nostri confronti: un’azione continua di un amore e di una misericordia senza limiti.
Essere devoti della Ss. Trinità è essere devoti dell’amore di un Dio che si dona e che domanda di donarsi.
Segnarsi – come lodevolmente e tanto spesso facciamo - nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo vuol dire esprimere la volontà di inserirsi e di inserire attivamente ogni nostro gesto nel progetto di amore del Padre, di Gesù suo Figlio e dello Spirito Santo.

Don Federico

Mercoledì 27 Maggio, alle ore 19.30 nel nostro salone teatro vivremo un momento bello dal punto di vista spirituale e cu...
23/05/2026

Mercoledì 27 Maggio, alle ore 19.30 nel nostro salone teatro vivremo un momento bello dal punto di vista spirituale e culturale promosso dall’Associazione “Amici di San Filippo Neri”: la proiezione del film “Filippo, il Santo della Gioia”, una rivisitazione del celebre “Preferisco il Paradiso”, sotto l’attenta regia di un nostro parrocchiano, Giuseppe Verdesca. Siete tutti invitati per trascorrere qualche ora nella distensione e nella contemplazione di questo grande Santo che molto ha da insegnarci.

Lunedì 25 Maggio alle ore 19.30 il coro giovanile e i maestri dell’Istituto “A.Grandi -S.Castromediano” offre alla nostr...
23/05/2026

Lunedì 25 Maggio alle ore 19.30 il coro giovanile e i maestri dell’Istituto “A.Grandi -S.Castromediano” offre alla nostra comunità un concerto mariano dal titolo “Tu sorgi, più bella dell’aurora”. La nostra bella partecipazione, dopo l’esperienza vissuta nella scorsa Settimana Santa, sarà un incoraggiamento per questi ragazzi.

PENTECOSTE24 Maggio 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)La sera di quel giorno, il primo della settimana, men...
23/05/2026

PENTECOSTE
24 Maggio 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Alla luce del racconto che Luca fa dell’evento della Pentecoste, la prima, intensa preghiera che possiamo rivolgere allo Spirito Santo è di aiutarci ad uscire, come ha fatto con la prima comunità cristiana, dalla “stanza chiusa” di cui parlano gli Atti.
Vogliamo chiedere per la nostra comunità il gusto di “vivere fuori” dalla stanza chiusa nella quale amiamo stare, una “stanza chiusa”, simbolo di protezione e di sicurezza ma ancora di più e in realtà simbolo di paura, spesso simbolo di rinunzia a vivere la vita in pienezza.
Chiediamo allo Spirito di Dio di irrompere con decisione nella nostra storia, aiutandoci a sintonizzarci con i miracoli che lui da sempre compie in chi gli apre il cuore.
Le letture proposteci, questi miracoli dello Spirito, ce li ricordano: il primo miracolo, che ancora compie lo Spirito, è di attualizzare l’evento storico di Gesù, rendendolo disponibile e significativo per ognuno di noi.
Lo Spirito mantiene aperta la storia di Gesù, ci fa sperimentare l’importanza e la forza che le parole di Gesù e i suoi gesti possono avere oggi per noi.
Quale che sia la condizione di vita in cui ci troviamo: il primo miracolo che lo Spirito di Dio compie è quello di farci sperimentare una relazione viva con Gesù vivo, è quello di farci sperimentare un incontro personale, intimo e pieno con il Signore e con la sua verità:
«Lo Spirito...vi insegnerà ogni cosa … egli vi guiderà alla verità tutta intera».
L’insegnamento dello Spirito, quello che lui dà a quanti gli aprono il cuore, non è un insegnamento ripetitivo, non è semplice memoria.
L’insegnamento dello Spirito non può essere confuso con il progressivo accumulo di conoscenze, ma è piuttosto un progressivo viaggio verso il centro, che è Gesù; è un progressivo viaggio che porta da una conoscenza per sentito dire, a una comprensione personale, attuale e trasformante. Sono questi i miracoli che lo Spirito di Dio da sempre compie in chi, invocandolo, gli apre il cuore. E chi apre il cuore allo Spirito di Dio, allo Spirito della Pentecoste accetta la misura della ragione, accetta la fatica della storia, non sopporta la “stanza chiusa” nella quale si coltivano certezze non esposte all’ansia, al vento e alle intemperie della storia.
Il secondo miracolo che, stando al Vangelo, compie lo Spirito e che domandiamo che valga anche per noi è quello trasformarci in testimoni credibili.
TRASFORMARCI da discepoli in testimoni, mettendoci in condizione di non abbandonare il campo quando ci assale il dubbio, lo scandalo o lo scoraggiamento.
Il secondo miracolo compiuto dallo Spirito di Dio a Pentecoste è l’aver rimesso in cammino una comunità che rischiava di rinchiudersi in sé stessa.
Quando la prima comunità si è lasciata raggiungere dal vento impetuoso e fecondo dello Spirito, allora è nata la Chiesa, la Chiesa della Pentecoste, quella Chiesa che è nostra madre e della quale noi non dobbiamo deturpare il volto.
Ma quale è il volto della Chiesa che nasce a Pentecoste? È il volto di una Chiesa - Inaspettata. Morto Gesù, il capo, tutti pensavano di aver risolto una volta per tutte il problema della presenza scomoda di un gruppo di persone con un messaggio nuovo.
Guardando alla Chiesa di Pentecoste si coglie l’importanza di riuscire a parlare e farsi capire. L’importanza, per la Chiesa, di fare gesti che hanno un senso per l’uomo di oggi, gesti attraverso i quali è possibile cogliere la presenza forte e significativa di Gesù, accanto ad ogni uomo.
Ma è anche una Chiesa che suscita interesse, che fa problema perché non ha in sé la spiegazione, non ha la pretesa di giustificarsi, di difendersi o peggio, di esaltarsi o esibirsi.
Non si rassegna ad essere innocua, non si rassegna al puntello dell’ordine costituito, elemento decorativo nel panorama delle feste.
Insomma, una Chiesa animata dallo Spirito è una chiesa disposta ad uscire dalla “stanza chiusa”; è, come ci ricorda Papa Francesco, una “Chiesa in uscita”, che sente forte l’esigenza di spalancare le proprie porte e ve**re incontro nel nome di Gesù alla richiesta di senso, ai bisogni essenziali, agli interrogativi più forti che attraversano la storia degli uomini e delle donne di oggi.

Don Federico

Stanno arrivando le quattro settimane più belle e strabilianti per la nostra vita comunitaria!Il Grest 2026 è, ormai, al...
19/05/2026

Stanno arrivando le quattro settimane più belle e strabilianti per la nostra vita comunitaria!
Il Grest 2026 è, ormai, alle porte!
Dal 25 Maggio al 6 Giugno si apriranno UFFIACIALMENTE LE ISCRIZIONI!
Intanto da stasera puoi scaricare il programma completo del Grest 2026 e l'intera modulistica da compilare attentamente nella sezione apposita sul sito www.parrocchiasanlazzarolecce.it

Sabato 23 Maggio, Primi vespri della Solennità di Pentecoste, il nostro arcivescovo mons. Angelo Raffaele Panzetta convo...
16/05/2026

Sabato 23 Maggio, Primi vespri della Solennità di Pentecoste, il nostro arcivescovo mons. Angelo Raffaele Panzetta convoca tutta la comunità diocesana per la Solenne Veglia di Pentecoste da lui presieduta nella Chiesa Cattedrale alle ore 20.00.

Indirizzo

Via San Lazzaro, 38
Lecce
73100

Orario di apertura

Lunedì 07:00 - 20:00
Martedì 07:00 - 20:00
Mercoledì 07:00 - 20:00
Giovedì 07:30 - 20:00
Venerdì 07:00 - 20:00
Sabato 07:00 - 19:00
Domenica 08:00 - 10:00

Telefono

+390832343523

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