07/01/2026
I CANONI DI DORT (1618-19)
Articolo VI
Ma ciò che non può fare né il lume naturale né la legge, Dio lo compie per opera dello Spirito Santo, mediante la Parola o il ministero della riconciliazione, cioè il Vangelo che riguarda il Messia, grazie al quale è piaciuto a Dio salvare i credenti sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.
Articolo VII
Nell’Antico Testamento, Dio ha manifestato questo segreto della sua volontà a un ristretto numero di persone, ma da quando, nel Nuovo Testamento, è stata tolta la differenza dei popoli, egli lo manifesta a un maggior numero di persone. Non si deve vedere la causa di questa dispensazione nella maggior dignità di una nazione rispetto ad un’altra o nel fatto che essa si serva meglio del lume naturale, bensì del beneplacito di Dio che è liberissimo e nel suo amore gratuito. Per cui, coloro ai quali è accordata una così grande grazia, al di là e contro ogni loro merito, devono riconoscerla con cuore umile e con rendimento di grazie. Ma gli altri, ai quali questa grazia non è concessa, devono adorare con l’apostolo la severità e la giustizia dei giudizi di Dio, ma non devono assolutamente cercare di sondarli con curiosità.
Articolo X
Riguardo poi al fatto che gli altri chiamati dal ministero del Vangelo vengono e sono convertiti, la cosa non deve essere attribuita all’uomo, quasi che egli si scegliesse da se stesso mediante il suo libero arbitrio separandosi dagli altri che pure sono provvisti di grazia uguale o sufficiente per credere e convertirsi (come afferma la superba eresia di Pelagio), ma deve essere attribuita a Dio, il quale come ha eletto i suoi da tutta l’eternità in Cristo, così li chiama efficacemente a suo tempo, dona loro la fede e il pentimento e, dopo averli liberati dal potere delle tenebre, li trasporta nel regno del suo Figlio, perché annuncino le virtù di colui che li ha chiamati dalle tenebre nella sua ammirabile luce e non si glorino in se stessi ma nel Signore, come testimonia la Scrittura apostolica in diversi passi.