13/04/2026
OMELIA della VEGLIA PASQUALE
Cari Yanis, Anita, Maria Leyla e cara Maria, tra poco appenna battezzati riceverete la veste bianca dei figli di Dio è una veste preziosa dice infatti il nostro essere amati da Dio, di un amore così grandi e così forte da sconfiggere il peccato e la morte, è una veste che noi più grandi abbiamo ricevuto come voi il giorno del nostro battesimo e che se pur riposta in qualche angolo dimenticato dell'armadio non smette di richiamarci al desiderio del cielo, di una vita santa, alla responsabilità di custodire ciò che abbiamo ricevuto in dono...
Le letture che abbiamo ascoltato racchiudono e condensano la storia stupenda della fedeltà di Dio al suo popolo, dalla creazione del mondo, che opera magnifica, al sacrificio di Isacco che è vicenda di fiducia e di fede, fino al passaggio del mar Rosso, con la liberazione del popolo dalla schiavitù del Faraone, fino all'annuncio dei profeti di un cuore nuovo, di acqua nuova, di un popolo nuovo, tutta la scrittura ci racconta come il Padre, divino tessitore, non ha mai smesso di tessere la sua salvezza tra le trame complicate della storia degli uomini...
E questo tessere non è mai lineare: Dio ha tessuto dentro la fragilità, dentro le infedeltà, dentro le resistenze del cuore umano. Eppure non ha mai interrotto il filo.
Questa notte ci dice che Dio lavora anche nel silenzio, come il filo che passa nascosto sotto il telaio, così Dio opera: non sempre visibile, ma sempre fedele. Anche quando non vediamo nulla, anche quando sembra che tutto sia finito.
Ireneo di Lione dice: "la storia della salvezza è un unico disegno, un’unica economia, in cui Dio conduce tutto verso Cristo" davanti a quel sepolcro vuoto noi scopriamo di ogni filo l'origine ed il suo fine, tutto viene a noi dalla risurrezione del Cristo, tutto in noi tende a risorgere ad una vita che profuma di eternità.
In questa notte di veglia però vorrei fermarmi con voi sulle parole dell'apostolo Paolo “Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte… per camminare in una vita nuova” (Rm 6,3-4).
Noi stanotte non guardiamo più solo ciò che è accaduto a Cristo, ma ciò che accade in noi. Anche noi in Cristo oggi siamo chiamati a vita nuova tramite i Sacramenti della Chiesa.
Il battesimo non è un gesto simbolico: è una immersione reale,
entriamo nella morte di Cristo, per uscire rinati alla sua vita, rinunciamo a satanta ed alle sue opera, al nostro IO che si fa Dio e ci decisiamo per la comunione divina, si lascia una logica di vita per entrare in un’altra. Non più un io chiuso in se stesso, ma un noi che è il Corpo di Cristo vivente nella storia, la sua Chiesa!
Questa notte non fa teorie, ha dei volti quelli dei nostri fratelli e sorelle che vengono battezzati quattro vite entreranno in questa trama esse sono il segno che la Pasqua non è finita ma che ancora accade, che ancora il Padre nel Cristo risorto continua ad operare la sua salvezza.
La veste che voi ricevete carissimi e di anche noi siamo stati rivestiti ci racconta tutto questo di un Dio che non tradisce, che non mente, che non ci ripensa, siamo figli suoi, rinati con cristo ad una vita che vale l'eternità!
E allora custodite questa veste: non solo come un ricordo, ma come una verità.
Perché dice chi siete, dice chi siamo e dice anche il cammino che ci attende essere ogni giorno sempre più ciò che in questa notte ci è stato donato, figli di Dio, fratelli in Cristo tra noi.
Rivestiti di Cristo, uomini nuovi capaci di relazioni nuove, di dire parole nuove, di gesti nuovi, rivestiti di Cristo dentro questo grande tessuto che Dio continua a tessere e che altro non è che la storia delgi uomini.