Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Latina scalo

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13/06/2026

13 giugno 2026
C’è “di più” e “di più”!
Abbiamo parlato tante volte del “magis” ignaziano, l’invito, che poi è un cammino, a scegliere ciò che “di più” aiuta a raggiungere il fine che è amare Dio.
Ma nel vangelo di oggi si parla di un “di più” diverso, incapace di rendere la persona pronta a fare la Sua volontà, che poi è il nostro “magis”.

Gesù si rifà al rapporto di schiettezza, di chiarezza, di sincerità che deve esistere all’interno della comunità. Il Maestro, quindi, riprende la pratica del giuramento come espressione di ciò che abita dentro la persona: il tuo “sì” delle parole, sia il tuo “sì” che hai dentro; e il tuo “no” con le parole, sia il tuo “no” che hai dentro.
Il “di più” viene dal maligno perché è il diavolo che ha introdotto nel mondo la menzogna, egli l’ha fatto perché esprime l’immagine del potere che schiaccia.
Il “di più” nel parlare è l’uso delle strutture che attraverso parole e parole i potenti fanno per dominare e convincere gli altri. Quindi è necessario allontanare da sé ogni linguaggio di convenienza, formalista o falso.

“Sì, sì, no, no” è l’invito ad essere liberi, persone trasparenti e vere. A non vivere nella paura.
Che il mio “sì”, che il mio “no” siano l’opportunità di vivere il presente per aiutare il futuro a vivere meglio l’oggi.
Buona giornata!
Nello

12/06/2026

12 giugno 2026
La sapienza del cuore…
Nella Festa del Sacro Cuore di Gesù accogliamo delle parole immense che ci ricordano come il nostro Dio, in verità, non sia imparziale. Egli fa le parti, anzi le prende…quelle dei piccoli, contro sapienti e dotti. Questo perché il criterio che Dio ha scelto è l’amore, non la dottrina o la Legge.

Non dobbiamo dimenticare che c’è una sapienza religiosa che se non è imbevuta, intrisa di amore, di misericordia, rischia di parlare di Dio, senza Dio.
Gesù è l’immagine viva di tutto questo, Egli è il Dio con noi, un Dio non da cercare, ma da accogliere. E accogliendo questo Dio c’è da andare non verso di Lui, ma verso gli uomini.
Il “giogo” di Gesù sono le Beatitudini, si tratta di un dono dolce e leggero, perché non ci sono leggi da osservare per essere a Lui graditi, è il Signore che accoglie senza che noi dobbiamo prima fare qualcosa per Lui.
Non un amore da osservare, quindi, ma un amore da ricevere.
E forti di questa Parola, oggi, possiamo davvero stare col Cuore in festa.
Buna giornata!
Nello

11/06/2026

11 giugno 2026
Un nome che è tutto un programma!
Diciamolo dai, questo detto ci sembra così tanto vero! Chissà quante volte è capitato a noi di vedere una persona con un nome particolare ed esprimere con stupore: “Quello ha un nome che è tutto un programma!”.
Normalmente, questa frase veniva presa nella sua accezione negativa, come a raccontare un programma di vita non proprio esaltante.
Anche per il Santo di oggi il suo nome esprime un programma: Barnaba infatti è un nome di per sé aramaico e vuol dire in realtà “figlio della profezia”, bar=figlio e nebuà=profezia. Ma interessante è la spiegazione di Luca, perché nella comunità primitiva il profeta è un paraclito: rappresenta per cui colui che consola, esorta, proclama e soprattutto fa discernimento.

Così scopriamo la preziosa arte di essere accanto come avvocato difensore, come guida e come consolatore. Barnaba è tutto questo, egli è l’uomo accanto, l’uomo insieme, l’uomo a sostegno di…
In questa concezione allora egli diventa, e siamo alla prima lettura di oggi, l’uomo capace di vincere ogni resistenza e, con fiducia, andare a prendersi Saulo, dimenticato, in quel di Tarso.
Questo episodio cambierà le sorti della prima comunità cristiana e, guardando a lungo, di tutta la chiesa e sarà possibile perché quest’uomo “figlio della profezia” ha uno sguardo capace di andare oltre le apparenze e di vedere una strada lì dove tutti vedono il nulla.
Occorrono occhi buoni, pieni di Spirito Santo e pieni di fede per fare questa operazione; non basta la bontà personale, ma ci vuole la capacità di fare dell’opera del Signore il baricentro del proprio vedere e delle proprie scelte.

Saper riconoscere Dio all’azione nella storia delle persone che camminano accanto a noi non è cosa così facile, perché ci viene molto più semplice giudicarle le storie senza riconoscere la scintilla divina.
Infatti, Barnaba non si fida solo di Saulo, ma si fida anche del suo essere allenato a vedere il Dio di mezzo, il Signore dimorante nell’esistenza di ogni uomo. Si tratta di essere mistici, di vedere Dio nella vita e dirlo attraverso il linguaggio dell’umanità. E quando questo diventa il modo di agire personale, ecco aprirsi dinnanzi a noi le possibilità più belle, scoprire la meraviglia di ritrovarsi ancora a bocca aperta a lodare per il dono di un cammino fatto di continui e speciali incontri.
Buona giornata!
Nello

10/06/2026

10 giugno 2026
Sperimentare!
Possiamo parlare di fede da tanti punti di vista: teologico, umanistico, esperienziale…e tanto altro. Una storia ci aiuta a capire cosa voglia dire “fede”.
Cinque uomini in un locale videro una donna bellissima che mangiava da sola. A tutti batteva il cuore.
Il primo: "Cosa non farei per averla, per conoscerla. Ma se mi faccio avanti, chissà cosa potrebbe pensare! Manco la conosco. Penserà che sono un poco di buono e che ci provo con tutte". E lasciò stare anche se gli rimase sempre il rammarico di cosa sarebbe potuto succedere.
Il secondo: "Se solo fossi bello! Se avessi qualche carta da giocarmi! Se vado lì cosa le dico? E se magari ha già un altro? E poi, io posso ambire ad una donna così? E se poi mi dice di no?". Così per non rischiare se "la mise via" perché, si giustificò, "non erano donne per lui quelle".
Il terzo non vide l'ora di tornare a casa. Prese la sua chitarra e compose canzoni stupende piene di emozione, di amore e di desiderio che lei però non sentì mai.
Il quarto andò a casa, telefonò agli amici e raccontò a tutti di aver visto la donna più bella del mondo e che nessuno di loro mai avrebbe potuto capire quanto bella fosse.
Il quinto si alzò dal tavolo, le si avvicinò e chiese di sedersi vicino. La donna gli disse di sì e quella sera rimasero insieme, ma anche quella successiva e anche quella successiva ancora e per tutte le sere della vita.

Ecco cos’è la fede, sperimentare. Significa agire e sentire ciò che accade nel momento in cui scelgo di non essere spettatore, ma protagonista della mia Vita; certo che solo entrando in relazione con Dio possa riconoscere qual è il Suo vero nome: Amore.
Buona giornata!
Nello

09/06/2026

09 giugno 2026
Sale e Luce!
Accogliamo la Parola che ci invita a riconoscere ciò che siamo: “sale della terra e luce del mondo”, uomini e donne che sanno dare sapore e illuminano la Vita.

In un giardino c’era una enorme quercia, maestosa, grande e protettiva verso tutte le piante. Quando il vento soffiava la quercia aveva imparato a far vibrare le sue foglie così da produrre armonie e suoni. C’era anche una piccola pianta: un piccolo stelo con poche foglie e soprattutto tante spine. La quercia umiliava il piccolo stelo: “Io proteggo tante piante…sono casa per gli uccelli e per gli animali…compongo bellissime armonie grazie al vento. Tu sei uno stecco, per di più spinoso che non serve a niente”. Il piccolo stelo si sentiva veramente inutile e ci soffriva molto.
Lì vicino c’era anche un pesco che diceva al piccolo stelo: “Abbi pazienza e vedrai…”. La cosa continuò finché a maggio il piccolo stelo fiorì… e tutto il giardino scoppio in un lungo, sincero, caloroso applauso: era una rosa.

Dietro le tue spine c’è tanta Bellezza! Non dimenticarlo…
Ma, allo stesso tempo, fai vedere il valore e la Bellezza di ciascuno dietro le sue spine.
La gente di questo mondo ha bisogno di qualcuno che narri la Bellezza presente in ogni individuo.
Buona giornata!
Nello

08/06/2026

08 giugno 2026
Una proposta di felicità…
Questo sono le Beatitudini: una proposta di felicità.
Perché se per il mondo felicità è avere, per Gesù felicità è essere.
Se per il mondo felicità è avere titoli, fama e gloria, per Gesù felicità è avere relazioni vere e autentiche.
Se per il mondo felicità è possedere, per Gesù felicità è essere liberi.
Se per il mondo la felicità è fuori se stessi, per Gesù la felicità è dentro se stessi.

Tutto questo è perché le Beatitudini non sono un comando, ma una proposta: se vuoi puoi sentire la Vita che ti scorre dentro, l’energia che ti pulsa, la Forza che ti abita, la Bellezza che si narra attraverso di te. Felicità e amore, binomio che si manifesta l’uno nell’altro: per amare, infatti, bisogna essere felici. E per essere felici davvero bisogna amare.
Le Beatitudini sono un dono che è dato a ciascuno per essere felice.
Adesso se ti va, vivile!
Buona giornata!
Nello

07/06/2026

07 giugno 2026 / Corpus Domini
Diventare ciò che si mangia…
La festa di oggi è uno straordinario invito a diventare come Lui.
Mangiare l’Eucaristia non come atto esterno, ma come risposta alla chiamata a lasciare il proprio “uomo vecchio” per diventare Cristo. Lasciare il proprio “io” per diventare il “Dio in sé”. E questo non è un processo semplice o facile, ecco perché il vangelo parla di “masticare”. È una vera è propria ruminatio, un’assimilazione graduale, lenta.
Diventare ciò che si mangia vuol dire diventare come Gesù. E non si può diventare “Lui” se si vuole rimanere “sé”, ovvero rimanere ancorati alle proprie idee e atteggiamenti, alle proprie credenze e fissazioni.

Gesù comprende che la vita vive a spese di un’altra vita. È un vero e proprio dono d’amore che si rinnova in ogni passaggio della propria storia. La vita è, infatti, un dono che si riceve per renderla a sua volta dono per gli altri. La vita è il dono che Dio ti fa, il modo in cui la vivi è il dono che fai a Lui. E l’infelicità nasce proprio quando scopri di non avere un motivo per cui vivere. Hai la vita – che è un dono – ma non sai che fartene – ovvero non sai come spenderla –. Questo ci dice che se non si ha una ragione per vivere, non c’è ragione per vivere; la risposta a questo è l’apatia, la non curanza, il lasciarsi vivere.
La festa di oggi non è la festa del “corpo di Cristo”, ma la festa del Suo corpo che vive in noi, questo per ricordarci chi siamo: io sono un dono! Un dono è qualcosa di atteso, cercato e desiderato. Esserlo vuol dire che il mondo ha bisogno di me, ha bisogno di ciascuno di noi.
Cosa posso donare io? Quale speciale e unica ricchezza custodisco in me e che posso dare al mondo?
Che la ricerca abbia inizio. Ricordando che la vita non è un cammino per trovare se stessi, ma un cammino per diventare se stessi.
Buona domenica!
Nello

06/06/2026

06 giugno 226
Lo sguardo di Gesù…
La storia della povera vedova ci permette di cogliere la profondità dello sguardo di Gesù. Se non fosse stato per il Maestro nessuno mai avrebbe saputo di questa donna. Quello che per gli altri era insignificante, banale e senza valore, per Lui non lo era.
Il fatto è che tutto risplende nella luce Sua!

Solo agli occhi di Dio può risaltare, risplendere, l'intensità e il dono di tante persone che per il mondo sono invisibili. Gesù non si scelse i sacerdoti, né i ricchi o i sapienti del tempo. Egli si scelse persone forse intellettualmente povere, a volte dure e ostinate, come Pietro e tutti i discepoli. Gli altri maestri si saranno messi a ridere nella scelta dei discepoli del Maestro. Ma lui vedeva dentro: forse avevano poco, ma quelle persone erano capaci di dare tutto il poco che avevano.
Non chiederti mai quanto uno ha ma quanto ti può dare.
Tutto risplende nella luce tua, Signore.
Tutto risplende nella luce tua perché tu vedi oltre il poco o il tanto.
Tutto risplende nella luce tua perché il mio buio può essere luce ai tuoi occhi, la mia povertà ricchezza e il mio poco un tesoro inestimabile.
Buona giornata!
Nello

05/06/2026

05 giugno 2026
Chiarezza!
Il vangelo di oggi riporta l’ultima disputa che fa Gesù davanti al tempio.
È un continuo disputare, perché chi vuole coprire sé con orpelli e fronzoli vari vuole nascondere la cosa più importante: se stesso.

Al contrario l’invito è a sviluppare sé e la propria Luce, per non dover dipendere dal giudizio e dallo sguardo degli altri.
In fondo se stiamo con Gesù si scopre che Egli era perseguitato da divere parti: gli apostoli lo speravano diverso e la gente comune era divisa tra scetticismo, rifiuto e facile entusiasmo.
Il Maestro fu odiato da molti, anche dai suoi familiari e dai religiosi del tempo.
Guardando a Gesù anche noi dobbiamo liberarci da certe immagini candide date da film e letture, per raccogliere la Forza di un uomo che è stato fedele a se stesso ad ogni costo, pagando il prezzo più alto: la vita.

Si tratta, allora, di essere fedeli e sviluppare sé attraverso il coraggio per lottare in ciò che si crede, la tenacia per portare avanti le proprie idee e la capacità di rischiare per difendere certi fondamentali valori.
Buona giornata!
Nello

04/06/2026

04 giugno 2026
Concretamente amare…
Voi ricordate il giorno in cui avete smesso di essere in relazione con la Parola come oggetto, per viverla come soggetto? Nel senso di sentire che la Parola mentre la leggi, ti legge…

La Parola di oggi è un invito a vivere la relazione con il Signore della vita, per portare nella vita il Signore. Ascolta e ama…
L’incontro col Vangelo, in effetti, cambia tutto. Basta lasciarsi leggere…
Gesù non ci chiede di essere di esempio, ma di servire. Si tratta di mettere le mie qualità e doti, le mie sensibilità e ricchezze a servizio degli altri.
Gesù non aspetta che sia tu a fare qualcosa per Lui, ma è Lui a fare per te. Perché Lui è venuto per amarmi, accettarmi, sostenermi, aiutarmi a vedere ciò che è importante vedere, accogliermi sempre e in ogni caso. Un Dio vicino che rimane vicino.
Gesù mai chiede di essere perfetti, ma misericordiosi. La religione è ciò che l’uomo fa per Dio, ma la fede è ciò che Dio fa per l’uomo. È solo nella fede che si incontra il Dio di Gesù Cristo. La fede è l'esperienza che Lui vive in te, che Lui ti spinge, che Lui è la Forza e che questa vive dentro di te. Questo è il vangelo, questa è la Bellezza che ti abita dentro.
Buona giornata!
Nello

Indirizzo

Piazza San Giuseppe
Latina
04100

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