La Chiesa di San Francesco, conosciuta anticamente con il nome di Chiesa della Madonna degli Infermi, pare sia stata fondata nella seconda metà del 1400 da un certo Giovanni Senatorelli, il quale donò la stessa ai Padri Minimi nel 1508. Il transetto ha una copertura a calotta semisferica, arricchito da un arco a tutto sesto finemente decorato di stucchi e dall'ideogramma "Charitas". L'altare è in
stile fanzago, molto comune nelle chiese calabresi. La luce entra attraverso dei finestroni posti al di sopra della trabeazione che corre per tutto il perimetro. Posto sull'ingresso il Coro. La facciata è in stile neoclassico, impreziosita da una vetrata, con Francesco benedicente. L'ingresso è caratterizzato da un pronao quadrangolare chiuso da due portali strombati. II pronao è coperto da una volta a crociera, sulle cui unghie sono posti rispettivamente quattro affreschi, raffiguranti la vita di San Francesco. Un quinto affresco, molto degradato, è sulla parete laterale. Si entra in chiesa oltrepassando un arco a tutto sesto in muratura L'interno della chiesa è in sobrio stile barocco. Nel 1956, abbattuto il muro divisorio, fu annessa l'adiacente Ca****la dei Morti, o Ca****la di San Marco. Nel 1994, divenne ufficialmente, Ca****la di San Francesco. Al suo interno, il Busto del Santo e la Reliquia benedetta del suo dito custodita in una teca argentea del 1600. La navata è arricchita da dipinti di discreta fattura raffiguranti la vita del Santo padano, la Vergine, Gesù e altri Santi. Episodi della vita di San Francesco sono presenti anche sulla volta e nel transetto. Le tele e gli affreschi, non sono purtroppo databili con esattezza, ma possono essere attribuiti ai pittori che operavano nel secolo scorso in Calabria, e in particolare il Colelli, il Casuscelli, il Fiore, il Pallone, e il Palmieri. La chiesa Parrocchiale di San Pancrazio Vescovo, comunemente chiamata Chiesa Matrice, è di incerta fondazione. Nella visita ad limina di Mons. Montorio del 1595 sì legge che fu voluta dall'Università di Sambiase. Un cronista narra che nel 1769 fosse ancora incompiuta. Originariamente era intitolata a Santa Maria delle Grazie. Attualmente si presenta con un impianto a croce latina, suddivisa in tre navate, da pilastri cruciformi e archi a tutto sesto. Il transetto nell'intersezione individua in basso il presbiterio. Le navate laterali, originariamente dedicate al Sacramento e alla Vergine delle Grazie, sono sormontate da volte a crociera che delimitano altrettanti altari laterali, con figure di Santi, e sul fondo terminano con una ca****la, rispettivamente dedicata al Sacro Cuore e alla Vergine delle Grazie. La navata centrale, dedicata a San Pancrazio, è sormontata da una volta a botte, finemente decorata e impreziosita da tele raffiguranti episodi della vita di Gesù. Il transetto è coperto da una cupola ottogonale sorretta da un alto tamburo anch'esso ottagonale. Sul tamburo, le virtù cardinali, e alla base i quattro evangelisti. Al centro della cupola, la SS. Trinità. I bracci del transetto presentano una copertura con calotta semisferica finemente decorata. L'altare è in marmo e alle sue spalle vi è un profondo abside quadrangolare, anch'esso sormontato da volta a botte.Al suo interno sono presenti seggi lignei, in avanzato stato di degrado e pregevoli tele. Il portale d'ingresso è sormontato da una cantoria lignea, in cui è presente un organo ottocentesco. La facciata è sobria, intonacata a modo di bugnato. É suddivisa in due ordini da una trabeazione poco accennata da cui si erge il corpo della navata centrale, sormontato da un timpano triangolare. I dipinti e gli affreschi della Chiesa Matrice sono da attribuirsi al Fiore (Eduardo e Felice), al Pallone, al Colelli e tradizione popolare vuole che uno dei quattro evangelisti sia da attribuire al Mattia Preti.