Così Padre Remigio Le Pera da Cropani, nel 1964, descriveva la Processione di Sant'Antonio e gli Statuari:
"...In Calabria la fede è ancor viva e sentita. In molti paesi, anche ai nostri tempi, si fà a gara per portare sulle proprie spalle una stanga della varetta del Santo durante la processione. Anzi, in alcuni luoghi, si usava mettere addirittura all' asta per aver diritto e l'onore di partec
iparvi. In altre città, come a Reggio e a Nicotera era un diritto acquisito dalla categoria dei marinai, e altrove da altre categorie. A Nicastro, invece, portare la statua di S. Antonio è un privilegio che si tramanda di padre in figlio. Si concede solo, in via eccezionale, a qualche altra persona per un motivo particolare. Gli statuari, così sono chiamati, vestono un camice bianco con mozzetta color caffè, come l'abito del Santo. Essi, che ormai oltrepassano il numero di 30, nel mese di giugno, di quest'anno sono stati riuniti in Pia Unione con proprio tesserino e regolamento. La processione, che, negli anni passati durava ben tre giorni, oggi è ridotta ad un sol giorno, e si svolge con ordine per le principali vie della città." Mattina del 14, alle ore 9, la Statua esce dalla sua. Chiesa e viene portata in Cattedrale, dove S. Ecc.za il Vescovo, assistito dal Capitolo, celebra il Pontificale, oppure fa assistenza pontificale. Un Predicatore, o lo stesso Vescovo, dopo il Vangelo, tesse le lodi del Santo. Nel pomeriggio, alle ore 15, la processione riprende, continuando il percorso stabilito dalle competenti Autorità. Alle ore 20, quando raggiungo l'altezza del Palazzo Comunale, S. Ecc.za il Vescovo con il Capitolo, Seminario ed Autorità, prendono parte ufficiale alla processione, per tutto il corso Numìstrano fino al ponte di «S. Antonio».
È superfluo descrivere la grandiosità e lo spetta-colo di fede che assume la processione del Santo, che incede solenne sotto gli archi tempestati da migliaia di lampadine. Il corso, largo come una piazza, si copre letteralmente di una marea di popolo, che sí stringe intorno al Santo con Un'anima sola ed un cuore solo. Clero; il canto folcloristico del popolo; il suono marziale del concerto musicale; i bengali multicolori che si accendono dal balconi, danno una visione fantasmagorica che impressiona con un ricordo indelebile il forestiero, non abituato a simili spontanei manifestazioni di fede e di entusiasmo da non riscontrarsi neppure a Padova. Il Santo giunge finalmente con una fiaccolata sulla porta del Santuario, mentre è rivolto verso la Città, s'impartisce la Benedizione Eucaristica. La folla si scema e ritorna sul corso, dove ascolta rinomate musiche, le quali suonano fino all'ora dei fuochi artificiali, che chiuderanno la festa con un colpo secco di petardo. Per la storia, dobbiamo dire che la Processione del Santo, specie in alcuni periodi, fu molto contra-stata con conseguenti episodi rincresciosi. Nel 1931, quando tra il Governo fascista e la Chiesa, per contrasti politici, quest'ultima proibì tutte le Processioni in Italia, in Nicastro successero gravi inconvenienti popolari, che sfociarono contro le Autorità.