Parrocchia SS. Annunziata in Santa Maria delle Grazie in Lacco Ameno

Parrocchia SS. Annunziata in Santa Maria delle Grazie in Lacco Ameno Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia SS. Annunziata in Santa Maria delle Grazie in Lacco Ameno, Chiesa di Dio, Corso Angelo Rizzoli, 64, Lacco Ameno.

26/08/2026
In ricordo e preghiera.🙏La Diocesi di Ischia invita la comunità a un momento di raccoglimento spirituale in occasione de...
17/08/2026

In ricordo e preghiera.🙏

La Diocesi di Ischia invita la comunità a un momento di raccoglimento spirituale in occasione della commemorazione del terremoto che ha colpito l'isola nel 2017. Un'occasione per onorare la memoria delle vittime e stringersi in preghiera per il futuro.

Se la fede cristiana è la “sensazione” che Dio esista e che ci ama, allora essa è destinata a finire presto.Infatti capi...
16/08/2026

Se la fede cristiana è la “sensazione” che Dio esista e che ci ama, allora essa è destinata a finire presto.

Infatti capitano cose nella vita che mutano costantemente il nostro sentire.

Basta una semplice esperienza negativa o di rifiuto per avere la sensazione di essere soli, abbandonati e lasciati in balia degli eventi.

La fede cristiana è il dono di credere “ostinatamente” contro tutto e contro tutti (persino contro noi stessi) che l’Amore di Dio avrà sempre l’ultima parola su tutto.

E’ questa la “grande fede” della donna del Vangelo di oggi.

Va da Gesù disperata perché la figlia sta male, e invece di ricevere la sensazione di sentirsi capita e accolta, attraversa invece la sensazione di indifferenza, rifiuto e persino di umiliazione.

Ma questa donna non si muove da lì.

Non rompe il rapporto con Cristo, fino al punto in cui Cristo non solo la esaudisce ma le rivolge uno dei complimenti più belli del Vangelo: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».

E’ la fede di questa donna che dobbiamo domandare, e non la fede emotiva delle sensazioni, delle facili emozioni ed entusiasmi che trasformano la fede in un diversivo per sopravvivere ma non in qualcosa che può capovolgere realmente tutta la nostra esistenza.

Dobbiamo pregare non fino al punto di convincere Dio (che tristezza sarebbe una simile convinzione!) ma fino al punto di lasciare che quella preghiera converta noi, ci accompagni passo dopo passo al punto più essenziale di noi stessi in cui la preghiera coincide con il nostro stesso essere.

La “prova” che questa donna vive ha trasformato essa stessa in preghiera.

E’ diventata lei il miracolo che domandava, per questo l’ottiene anche per la figlia.
Mt 15,21-28

Don Luigi Maria Epicoco

09/08/2026

“Io vado a prepararvi un posto” (Gv. 14,2)

Nel pomeriggio di domenica 9 agosto le campane della nostra Diocesi hanno suonato dapprima a lutto e in seguito a festa: il caro don Agostino Iovene ha raggiunto le porte del Paradiso.
Sacerdote da ben 56 anni, lascia un gran dolore nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Uomo dalla grande tenacia e di profonda cultura, ha saputo trasmettere la Parola di Dio e gli insegnamenti della Chiesa con serietà e dolcezza a moltissimi fedeli.
Da sempre impegnato in Diocesi, non ha mai trascurato l’attività pastorale, portandola avanti con mirabile operosità e rigore. Nel suo lungo ministero si è più volte prodigato per i più giovani, coltivando con loro e per loro spazio e tempo.
Legatissimo alla sua comunità, ha spesso investito fatica e passione nella realizzazione del centro parrocchiale (ad oggi cuore pulsante della nostra vita comunitaria!), nel restauro della chiesa e nella stesura di un volume intento a preservare e diffondere l’identità e la memoria della nostra Parrocchia.
Indissolubilmente affezionato alla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie in San Pietro e fortemente stimato da tutta la comunità isolana, ci lascia come testamento spirituale il valore dell’amicizia e della comunione tra noi e con Gesù, avendo sempre uno sguardo vigile e costante alle generazioni future.
Lo ricorderemo sempre per la sua attenzione meticolosa, la sagace ironia e lo sguardo loquace attraverso gli occhiali.
Il Signore della vita accolga la sua anima nel Suo regno e nella Sua misericordia lo conduca al sempiterno gaudio. Lo accompagnino la Vergine Maria, San Pietro apostolo e Sant’Agostino d’Ippona, cui era molto devoto.
Requiescas in pace e grazie di tutto, don Agostino. Il tuo ricordo vive in noi, che ci impegniamo ad accompagnarti nell’ultimo viaggio con la nostra preghiera.🙏❤️

Preghiera ai Santi Gioacchino e Anna​O Santi Gioacchino e Anna,sposi fedeli e custodi della speranza,a voi guardiamo nel...
26/07/2026

Preghiera ai Santi Gioacchino e Anna

​O Santi Gioacchino e Anna,
sposi fedeli e custodi della speranza,
a voi guardiamo nel giorno della vostra festa
con cuore colmo di gratitudine e devozione.
​Voi che nella vostra lunga e paziente attesa
avete custodito la fede e la fiducia nelle promesse di Dio,
siete stati benedetti oltre ogni misura
diventando i genitori di Maria, l'Immacolata,
la Madre del nostro Salvatore.
​Insegnateci la vostra stessa costanza nella preghiera,
la vostra umiltà e il vostro amore sponsale,
capace di superare ogni prova e ogni silenzio di Dio.
💙
​Invocazioni e Intercessioni
​Per le famiglie:
💙
Santi Gioacchino e Anna, proteggete le nostre famiglie. Custodite l'amore dei coniugi, donate pazienza nei momenti di difficoltà e fate delle nostre case piccoli santuari di fede e di pace.
💙
​Per i nonni e gli anziani:
Voi che siete i nonni di Gesù, volgete lo sguardo a tutti i nonni del mondo. Siano per le nuove generazioni fari di saggezza, custodi delle radici e testimoni credibili di fede. Confortate chi sperimenta la solitudine e la fragilità della vecchiaia.
💙
​Per i figli e i nipoti:
💙
Benedite i nostri giovani e i nostri bambini. Sotto la vostra ala protettiva, possano crescere in età, sapienza e grazia, amando Dio e il prossimo come voi avete insegnato alla vostra Santa Figlia.
💙
​Conclusione
💙
​O gloriosi Santi Gioacchino e Anna,
presentate la nostra preghiera al vostro Divino Nipote, Gesù.
Otteneteci la grazia di vivere una vita santa
per poter un giorno contemplare, insieme a voi e a Maria,
la bellezza eterna del Suo volto nel Regno dei Cieli.
​Amen.
💙
​Santi Gioacchino e Anna, pregate per noi.🙏

Buona domenica Fratelli e sorelle nella fede Leggiamo e meditiamo la Parola del Signore Alleluia, alleluia.Ti rendo lode...
26/07/2026

Buona domenica
Fratelli e sorelle nella fede
Leggiamo e meditiamo la Parola del Signore
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Vangelo Matteo (13,44-52)
Il Signore sia con voi
+Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te o Signore
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
Lode a te o Cristo
La Parola del Vangelo cancelli i nostri peccati

Scintilla di meditazione
Tutta l'esistenza, tutta la storia della nostra umanità deve tendere indefessamente ad un approdo finale di benessere totale e definitivo. È il primo impegno, è il lavoro per eccellenza che Dio stesso ci ha commissionato, lavoro che è diventato tragitto, ritorno verso la meta. È quello che noi chiamiamo paradiso e che il Vangelo di oggi paragona ad una perla preziosa e ad un tesoro nascosto nel campo. Tutto si identifica con il bene supremo ed ultimo, con il Sommo Bene, con Dio stesso. Viviamo per trovarlo, servirlo, amarlo in questo mondo e poi possederlo per sempre nell'eternità. Stiamo parlando del fine ultimo della nostra vita, della salvezza eterna della nostra anima, dotata di immortalità. È importante prendere coscienza del fatto che tutto è legato al nostro vivere quotidiano, alla scelte anche semplici di ogni giorno, al saper vivere il tempo che ci è dato in vista dell'eternità. Occorre il grande dono della fede ed in particolare il dono della Sapienza divina che ci rende capaci di scegliere, di valutare, di ponderare i beni che ci necessitano per vivere e quelli che ci consentono di raggiungere la meta ultima. Siamo soggetti alla seduzione e all'inganno: accade ancora che ci prenda la tentazione di credere che possa esistere un per noi un bene migliore di quello che il nostro Creatore e Signore ci offre per il presente e ancor più per il futuro. Le perle false sembra siano più numerose di quelle vere e preziose. L'idea di poter scoprire tesori nascosti ha ammagliato schiere di illusi cercatori. Il Signore Gesù si propone a noi come Luce del mondo, come lampada ai nostri passi, come via sicura e come verità incontestabile, come maestro e guida. Affidandoci a Lui non perderemo mai di vista l'obiettivo primario ed unico della nostra esistenza, sicuramente meriteremo il titolo di cercatori di Dio e di conquistatori del Regno. Basti pensare che il contrario è il disorientamento e l'affannarsi inutilmente.
Pace e bene

IL SEME DELLA PAROLA – Commento al Vangelo del giorno – Sr. Ch. Cristiana Scandura osc –19 Luglio 2026 – Mt 13,24-43 – X...
19/07/2026

IL SEME DELLA PAROLA – Commento al Vangelo del giorno – Sr. Ch. Cristiana Scandura osc –19 Luglio 2026 – Mt 13,24-43 – XVI Domenica T.O. – A

“Un'altra parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo»” (Mt 13, 24).
Le parabole evangeliche sono brevi narrazioni che Gesù usa per annunciare i misteri del Regno dei cieli. Utilizzando immagini e situazioni tratti dalla vita quotidiana, il Signore vuole indicarci il vero fondamento di tutte le cose. Egli ci mostra Dio che agisce, che entra nella nostra vita e ci vuole prendere per mano.
Il tema contenuto nel Vangelo odierno è proprio il Regno dei cieli. Il “cielo” non va inteso soltanto nel senso dell’altezza che ci sovrasta, poiché tale spazio infinito possiede anche la forma dell’interiorità dell’uomo.
Gesù paragona il Regno dei cieli ad un campo di grano, per farci comprendere che dentro di noi è seminato qualcosa di piccolo e nascosto, che, tuttavia, possiede un’insopprimibile forza vitale. Malgrado tutti gli ostacoli, il seme si svilupperà e il frutto maturerà. Questo frutto sarà buono solo se il terreno della vita sarà stato coltivato secondo la volontà divina.
Per questo, nella parabola del buon grano e della zizzania, Gesù ci avverte che, dopo la semina fatta dal padrone, “mentre tutti dormivano” è intervenuto “il suo nemico”, che ha seminato l’erba cattiva. Questo significa che dobbiamo essere pronti a custodire la grazia ricevuta dal giorno del Battesimo. Sant’Agostino, commentando questa parabola, osserva che “molti prima sono zizzania e poi diventano buon grano” e aggiunge: “se costoro, quando sono cattivi, non venissero tollerati con pazienza, non giungerebbero al lodevole cambiamento”.
Se dunque Dio è nei nostri confronti così paziente e misericordioso, cerchiamo di assomigliargli.

La Parola della Domenica - 12 luglio 2026Dal Vangelo secondo MatteoMt 13,1-23Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in ...
12/07/2026

La Parola della Domenica - 12 luglio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,1-23
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello se- minato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

"Un seminatore, alquanto originale, esce a seminare, ma non si preoccupa di dove cade il seme. Getta i semi anche là dove è improbabile che portino frutto: sulla strada, tra i sassi, in mezzo ai rovi. Questo atteggiamento stupisce chi ascolta e induce a domandarsi: come mai?Noi siamo abituati a calcolare le cose – e a volte è necessario –, ma questo non vale nell’amore! Il modo in cui questo seminatore “sprecone” getta il seme è un’immagine del modo in cui Dio ci ama. È vero infatti che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in questa parabola Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cioè in qualunque nostra situazione: a volte siamo più superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall’entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti. Dio è fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama così: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascerà in noi il desiderio di essere un terreno migliore. Questa è la speranza, fondata sulla roccia della generosità e della misericordia di Dio."

(Papa Leone XIV, Catechesi del 21 maggio 2025)

Giovedì 09 luglio 2026Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-15)In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:«Strada facendo,...
09/07/2026

Giovedì 09 luglio 2026

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore

Gesù manda i discepoli a manifestare la potenza del Regno, chiedendo loro di guarire, risuscitare e scacciare il male. Tuttavia, per portare un dono così immenso, Gesù non chiede equipaggiamenti speciali, ma una radicale povertà.
«Non procuratevi oro né argento» significa, letteralmente, spogliarsi di ogni sicurezza umana. L'oro e l'argento non sono solo monete, rappresentano il tentativo umano di garantirsi il futuro da soli, di fare affidamento sulle proprie risorse, sulle proprie forze e sul proprio conto in banca. Gesù ci sta dicendo che la missione non cammina grazie ai mezzi materiali, ma grazie alla fede.
Presentarsi a mani vuote, senza sacca e senza doppia tunica, costringe il discepolo a fare spazio all'Unico necessario. Significa che l'unica vera ricchezza da offrire è la gratuità di ciò che si è ricevuto. Solo quando siamo leggeri e liberi dalle nostre zavorre diventiamo canali limpidi della Sua grazia!

Indirizzo

Corso Angelo Rizzoli, 64
Lacco Ameno
80076

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