Parrocchia Sant'Andrea Fabiano Alto

Parrocchia Sant'Andrea Fabiano Alto Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia Sant'Andrea Fabiano Alto, Chiesa cattolica, Via Sant'Andrea 71, La Spezia.

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🙏Un innalzare lo sguardo che non deve suscitare paura ma gratitudine, perché quell’innalzamento è la misura d’amore con ...
14/09/2026

🙏Un innalzare lo sguardo che non deve suscitare paura ma gratitudine, perché quell’innalzamento è la misura d’amore con la quale Dio ama i suoi figli..
Esaltazione della Croce🌿✝️🌿
14 Settembre2026

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio del...
14/09/2026

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore.

🌿📖🌿 Il vangelo della festa dell’Esaltazione della Santa Croce include un frammento della conversazione che Gesù ha con Nicodemo, uno degli uomini illustri di Gerusalemme, che va a incontrarlo di notte,Nicodemo si avvicina con deferenza al Signore, attratto dalla sua imponente figura e dalla sua predicazione piena di autorità e di sapienza. Le parole di Gesù sono profonde e da parte nostra richiedono una disposizione di ascolto attenta e umile, come quella di Nicodemo.
Il brano fa parecchi riferimenti al binomio sopra/sotto e alle azioni di salire e scendere, con un grande contenuto teologico.
Tutto questo mistero è possibile perché Gesù si è lasciato innalzare sulla croce, per trasformare paradossalmente in una esaltazione il gesto terribile e umiliante di innalzare i crocifissi perché fossero visti da tutto il popolo.

B u o n a 🌿L e t t u ra

🌿📖🌿 Oggi siamo invitati a interrogarci su chi siamo e su cosa vogliamo essere: portatori di bene o portatori di male?Cos...
13/09/2026

🌿📖🌿 Oggi siamo invitati a interrogarci su chi siamo e su cosa vogliamo essere: portatori di bene o portatori di male?
Cosa sono realmente il bene ed il male? Quando un cuore è ricolmo di bene si riconosce dalla tranquillità che porta in ogni posto dove si trova; quando invece non lo è, porta scompiglio, inquietudine e forte turbamento. Ma cosa spinge un cuore a non scegliere il bene?
Un cuore che non sceglie il bene è un cuore che costruisce parole e gesti senza pensare alle conseguenze, è un cuore impaziente, che pensa che la via più facile per ottenere il proprio posto nel mondo sia quella di affossare gli altri con forza e senza sporcarsi le mani, per affermarsi, senza fare i conti con la propria coscienza.
Un cuore invece che sceglie il bene sa che ci vuole tempo e tanta pazienza per capire come stare al mondo, che porgere una mano all’altro è sempre la scelta giusta, che mettere una buona parola è sempre il miglior modo per costruire la pace, che ascoltare è la più alta forma dell’amore e che non per forza aggiungere qualcosa sia la scelta più corretta.
Perché il cuore che sceglie il bene mette in conto che tutto e tutti hanno il loro tempo, che non è detto che un albero che quest’anno non dona frutti non possa essere il più prospero in futuro.
E poi che sensazione di pace dona l’accogliere la parola di Dio che ci indica la strada di Verità e di Vita, una strada che non crolla nonostante le tempeste della Vita!

B u o n a🌿 D o m e n i c a

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde alb...
12/09/2026

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore

🌿📖🌿 Oggi siamo invitati a interrogarci su chi siamo e su cosa vogliamo essere: portatori di bene o portatori di male?
Cosa sono realmente il bene ed il male? Quando un cuore è ricolmo di bene si riconosce dalla tranquillità che porta in ogni posto dove si trova; quando invece non lo è, porta scompiglio, inquietudine e forte turbamento. Ma cosa spinge un cuore a non scegliere il bene?
Un cuore che non sceglie il bene è un cuore che costruisce parole e gesti senza pensare alle conseguenze, è un cuore impaziente, che pensa che la via più facile per ottenere il proprio posto nel mondo sia quella di affossare gli altri con forza e senza sporcarsi le mani, per affermarsi, senza fare i conti con la propria coscienza.
Un cuore invece che sceglie il bene sa che ci vuole tempo e tanta pazienza per capire come stare al mondo, che porgere una mano all’altro è sempre la scelta giusta, che mettere una buona parola è sempre il miglior modo per costruire la pace, che ascoltare è la più alta forma dell’amore e che non per forza aggiungere qualcosa sia la scelta più corretta.
Perché il cuore che sceglie il bene mette in conto che tutto e tutti hanno il loro tempo, che non è detto che un albero che quest’anno non dona frutti non possa essere il più prospero in futuro.
E poi che sensazione di pace dona l’accogliere la parola di Dio che ci indica la strada di Verità e di Vita, una strada che non crolla nonostante le tempeste della Vita!

B u o n a L e t t u r a

11/09/2026

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Parola del Signore.

🌿📖🌿 Queste parole, scritte duemila anni fa, appaiono ancora oggi tristemente attuali! Quante guide cieche abbiamo oggi? Quante persone che ritengono di possedere la verità e decidono di imporla agli altri?
E quante persone, in un mondo che effettivamente ci mette di fronte a tante, forse troppe, variabili, scelgono la semplificazione, la direzione dettata da un altro, ciò che viene gridato più forte e che sembra ricoperto di alone di certezza?
Eppure nessun discepolo è più del maestro e, anche quando si avvolge tutto di fede e religiosità, la questione rimane: restare con le orecchie e il cuore ben aperti, disponibili ad accogliere il soffio leggero dello Spirito che non semplifica la complessità della vita, ma chiede di entrarci, di lasciarsi mettere in discussione, di incontrare le persone al di là delle etichette. E questo può mettere in crisi perché sembra toglierci quel quadro che crea sicurezza e stabilità.
Però il rischio può essere di pensarci arrivati, nel giusto, convinti di sapere tutto e questo ci mette nella condizione di vedere solo la pagliuzza di chi di fronte a noi non ci rispecchia, evitando (anche per comodità) di lasciarci interrogare e disturbare da ciò che in noi è una grossa trave che impedisce la Vita vera. Ci vuole una buona dose di umiltà e di consapevolezza personale per farlo, però questo è l’unico modo per continuare il pellegrinaggio della vita, cercando un equilibrio dentro lo squilibrio che accompagna ogni passo di crescita.

B u o n a L e t t u r a

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quell...
10/09/2026

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.

🌿📖🌿 Finché Gesù fa discorsi di bontà, verità, giustizia credo che tutti ci troviamo d’accordo.
Ma la cosa più sconvolgente del messaggio cristiano non è nel semplice buon senso di
un uomo che funziona innanzitutto nella sua umanità.
La cosa che cambia completamente le carte in tavola rispetto a qualunque altra proposta
religiosa sta nella richiesta di rinunciare al meccanismo di “azione-reazione” che tutti
ci portiamo dentro:
“Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi
odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A
chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare
la tunica”.
Possiamo anche accettare di comportarci bene con chi si comporta bene.
Al massimo possiamo tollerare chi ci fa del male non rispondendo con la stessa moneta.
Ma “amare i nemici” è una richiesta troppo alta, troppo esigente.
A leggerlo l’effetto è quello delle esagerazioni retoriche di chi vuole rendere un’idea e
usa un’immagine assurda.
Ma noi sappiamo bene che Gesù non stava esagerando, ma stava esattamente
chiedendo questo ai suoi discepoli.
Noi siamo abituati troppo a fare del vangelo una lettura romantica, simbolica, teorica
astratta. Ma se cominciassimo invece a prendere il vangelo in parola ci accorgeremmo
di come il cristianesimo non può essere un facile buonismo da quattro soldi, bensì un
rivoluzionario modo di vivere, amare, scegliere.
“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non
sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà
perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi
sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi
in cambio”.
Usare misericordia, smettere di giudicare, smettere di condannare, perdonare, questi
verbi usati da Gesù non ci lasciano scampo.
Il cristianesimo si regge o crolla esattamente su ciò.
Il resto è un modo per perdere tempo.

B u o n a 🌿L e t t u r a

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:«Beati voi, poveri,perché vostro è il regno di Dio....
09/09/2026

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Parola del Signore.

🌿📖🌿 Gesù rivolga le Beatitudini guardando il gruppo dei discepoli, il testo ci dice che egli ha attorno a sé una grande folla, accorsa per ascoltare la sua parola e per essere guarita e liberata da sofferenze, fatiche e malattie. In questo scenario si crea un’interessante provocazione: a chi si riferiscono davvero i titoli di “povero”, “affamato”, “afflitto” e “perseguitato”?
L’aspetto più importante, infatti, è che Gesù non si è limitato a dire le beatitudini, ma le ha incarnate lui per primo: non solo ha cercato anzitutto i poveri, ma egli stesso si è fatto povero, sofferente, affamato ed è stato perseguitato fino alla croce.
Da qui, allora, scaturisce la chiamata di ogni discepolo. Se è vero che i poveri sono amati da Dio e a loro appartiene il Regno, per cogliere il senso profondo delle Beatitudini occorre uno sguardo di fede. La chiave per comprendere l’apparente paradossalità delle Beatitudini sta proprio qui: anche chi non vive una condizione di povertà materiale è chiamato ad assumere l’atteggiamento spirituale dei poveri. Questo significa spogliarsi delle proprie false certezze e riporre la fiducia nell’unica vera speranza che non delude: la salvezza di Dio.

B u o n a L e t t u r a

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme ...
08/09/2026

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.
Parola del Signore

🌿📖🌿 La genealogia di Gesù può essere letta come la storia di una catena che Dio non spezza cancellandola, ma trasforma attraversandola.
La nostra storia familiare ci consegna molto: valori, amore, ma anche paure, ferite, silenzi e dinamiche che rischiamo di ripetere inconsapevolmente. Non tutto ciò che riceviamo, però, è destinato a essere trasmesso.
In Gesù, dentro una genealogia tutt’altro che perfetta, irrompe una novità che viene dallo Spirito. È il segno che il passato non ha l’ultima parola: Dio può entrare proprio nelle nostre storie più complesse e generare qualcosa di nuovo.
Spezzare le catene ereditarie non significa rinnegare le proprie radici, ma riconoscere ciò che abbiamo ricevuto e scegliere cosa continuare e cosa interrompere.
Bisogna alzarsi dalla posizione di chi si sente determinato dal proprio passato e cominciare a camminare nella libertà che nasce dalla presenza di Dio.
Non siamo soltanto ciò che abbiamo ereditato.
Siamo anche ciò che, insieme a Dio, possiamo generare.
Dio con noi significa proprio questo: la nostra storia non è conclusa. In Lui può sempre cominciare qualcosa di nuovo.

B u o n a 🌿L e t t u r a

📌Notizie dalla Diocesi
07/09/2026

📌Notizie dalla Diocesi

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli sc...
07/09/2026

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore.

🌿📖🌿 La sinagoga è un luogo che raduna, un luogo dove si sta insieme. In particolare, il pio israelita frequenta la sinagoga il sabato, giorno consacrato al Signore.
Quel sabato vi si trovano insieme Gesù, un uomo dalla mano paralizzata, scribi e farisei, gli assidui frequentatori del luogo. Ma già dalle prime battute il luogo, più che radunare, divide. Scribi e farisei, i padroni di casa, non sembrano favorire l’integrazione di Gesù e dell’uomo con la mano paralizzata.
Da qui può sorgere un primo invito a guardare le nostre comunità e a come in esse favoriamo l’integrazione di chi si avvicina o di chi vive nel bisogno.
Poi Gesù scuote il luogo con un segno: lì, nel giorno di sabato, guarisce l’uomo, riordinando davanti alla comunità ciò che è importante davanti al Signore – la vita e l’operare il bene prima di tutto.
Resta sullo sfondo la vicenda dell’uomo, quasi usato dal racconto per veicolare il messaggio di Gesù, che possiamo immaginare conoscesse già quest’uomo e lo attendesse nei suoi bisogni anche in altri luoghi. Con un gesto forte, l’uomo – che non ha un nome, ma è riconosciuto dalla sua malattia – viene messo al centro. E proprio per il fatto di non essere chiamato per nome nel racconto viene esposto a partire dal suo limite. È un’esposizione non priva di una certa violenza, che serve principalmente a scuotere scribi e farisei, e sembra dirci come sia necessario riuscire a esporre i propri limiti per riacquistare una vita vera.
E rimane da gestire un delicato equilibrio: quello delle comunità, chiamate a integrare e a mettere al centro la vita, e quello personale di chi deve essere integrato – un equilibrio che solo una presenza profetica come quella di Gesù può forzare e accelerare.

B u o n a po🌿 L e t t u r a

Indirizzo

Via Sant'Andrea 71
La Spezia
19123

Orario di apertura

Sabato 15:30 - 17:00
Domenica 10:00 - 11:30

Telefono

+393389297723

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