04/04/2017
Comune della provincia di Vibo Valentia che registra il più alto incremento demografico. Il paese in pochi anni è passato da poco più di 1.000 agli attuali 4.205 abitanti (ed è in continuo aumento). Questo fenomeno,in controtendenza rispetto agli altri comuni della provincia,si spiega anche con il fatto che molti vibonesi hanno trasferito la loro residenza proprio qua,andando cosi ad abitare nella frazione “Vena di Ionadi” che oramai è completamente saldata al capoluogo di provincia tanto da formare con esso un unico agglomerato urbano. Il nome “Ionadi” deriverebbe dal greco moderno che significa “ il luogo delle violette” probabilmente dovuto all'abbondanza di questo fiore nel territorio. Gli abitanti del luogo raccontano una leggenda che spiega il perché le violette sono molto diffuse. Si dice,infatti, che questa abbondanza sia attribuita a un miracolo effettuato da San Francesco di Paola verificatosi dopo che il santo recandosi in Sicilia dormì una notte in una grotta vicina al paese. Non si conosce la data del primo insediamento di Ionadi, ma durante la costruzione della strada che collega il borgo alla frazione Nao (verso la fine dell'Ottocento) sono stati portati alla luce dei reperti di probabile fattura ellenica (tre capitelli e un leone accovacciato in marmo con una colonnina). La tesi portata avanti tende a dimostrare che Nao, da naos-ou (tempio), era anticamente una colonia greca che ospitava un tempietto dedicato al culto delle dee Giunone e Diana. Supposizioni a parte, è certo comunque che Ionadi fu casale di Mileto e che ne seguì i passaggi feudali. Fu, dunque, di Ruggero di Lauria, poi dei Sanseverino di Marsico, dei Ruffo di Montalto e dei Sanseverino di Bisignano. Attraverso i de Mendoza, poi,passò per successione femminile in casa Silva. Con la legge francese del 1807 il paese diventò Comune autonomo e gli venne attribuita la frazione Nao.
Principali beni storico-culturali da visitare: chiese rinascimentali e barocche e molti palazzi signorili.