15/08/2026
NOTIZIE STORICHE SULL'ANTICO CULTO AD ISPICA DI MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO DELLA BASILICA S. MARIA MAGGIORE DI ISPICA.
La straordinaria devozione del popolo ispicese per la Vergine Assunta in Cielo si ricava dalla testimonianza del Simulacro che reca la data del 1598: il popolo della Cava celebrava l’Assunzione di Maria prima del suo riconoscimento ufficiale della Chiesa, ovvero 352 anni prima del riconoscimento come dogma della fede (1 Novembre 1950, Anno Santo, con la Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” di Papa Pio XII), a testimonianza della profonda religiosità e conoscenza delle antiche scritture e della divulgazione delle stesse nell’entro terra siciliano, ricevuta dalla tradizione storica della Chiesa antica.
Il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, reca la firma del Vescovo San Gregorio di Tours ( 538 ca.- 594): «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso».
Grande impulso la dottrina dell’Assunzione riceve dai teologi della Scolastica, specialmente da quelli della Scuola francescana, come è documentato dalla stessa Costituzione dogmatica Munificentissimus Deus.
Pensiero comune a tutti è che il corpo di Maria non può essere andato soggetto alla corruzione del sepolcro.
Le origini della festa dell’Assunzione si trovano in Oriente, nella metà del VI sec., come risulta dalla narrazione di alcuni pellegrini che hanno visitato Gerusalemme in quegli anni.
Verso la fine del VII, l’imperatore Maurizio estende la festa a tutte le regioni dell’Impero, fissandola al 15 agosto.
In Occidente, i primi segni di una festa “in memoria” della Vergine appaiono nel VI secolo nella Gallia, dove viene celebrata il 18 gennaio sotto il titolo di “Depositio Sanctae Mariae”.
A Roma la celebrazione della festa dell’Assunzione viene introdotta nel VII secolo da Papa Sergio I, assieme ad altre feste mariane (la Purificazione, l’Annunciazione, la Natività e la Dormizione di Maria); e ben presto diviene anche la più importante di tutte e si estende rapidamente a tutto l’Occidente, stabilendo la data della festa al 15 di agosto.
In seguito S. Leone IV volle aggiungere alla festa, che già si celebrava sotto il titolo dell'Assunzione della beata Genitrice di Dio, una maggiore solennità, prescrivendone la vigilia e l'ottava; e in tale circostanza volle partecipare personalmente alla celebrazione in mezzo a una grande moltitudine di fedeli.
Papa Pio XII nella solenne proclamazione esprime: «Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo” - “expleto terrestris vitae cursu, fuisse corpore et anima ad caelestem gloriam assumptam”
Si parla anche di “Dormizione di Maria”, tant’è che in diverse raffigurazioni antiche la Vergine è raffigurata in uno stato, appunto, “dormiente” (l'uso del termine "dormizione", dal latino “dormitio”, deriva da una parte della dottrina teologica che Maria non sarebbe veramente morta, ma sarebbe soltanto caduta in un sonno profondo, dopodiché sarebbe stata assunta in cielo). Occorre però riconoscere che il dogma di Pio XII non definisce se l'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo sia stata preceduta da sonno profondo (la c.d. “Dormitio Virginis” che intende sia un sonno che la morte naturale): pertanto, la Dormizione di Maria non è oggetto di dogma nella Chiesa Cattolica che celebra soltanto l’Assunzione; l'esclusione voluta al fine di escludere un'anticipata Resurrezione.
Il Simulacro di Maria SS. Assunta in Cielo
E’ custodito nella Ca****la a dx della Basilica S. Maria Maggiore di Ispica; in legno e cartapesta, è scampata miracolosamente alle rovine del terremoto del 1693, proviene dall'antica Chiesa di S. Maria della Cava, dove era collocata nell'altare destro: “Oggi finalmente, dopo una ventina di giorni di febbrile lavoro di sgombro delle macerie della Chiesa di S. Maria della Cava, a cui ha dato mano una vera folla di paesani d'ogni ceto e mestiere, fra cui non pochi Sacerdoti e persino ragazzi, è stato possibile trasportare nella cripta di detta chiesa le due immagini del SS. Cristo e della S. Vergine Assunta; ed era tempo, in quanto le continue piogge di questi giorni minacciano di provocare una delle solite annuali e disastrose piene della Cava”(Dal diario anonimo datato 1 Marzo 1693).
La stessa ubicazione è stata mantenuta nella nuova Chiesa.
La statua presenta la seguente composizione: “La Vergine, assisa in trono con le braccia e le mani aperte, ha un mirabile, delicato viso roseo assorto nell'estatica contemplazione della patria celeste in cui è assunta. Una veste dorata ne ricopre il corpo fino ai piedi e un manto che sembra di seta operata, girando sul petto e le spalle, si poggia con flessuose pieghe sul grembo. Accanto, unite al suo corpo, le stanno serafini e puttini alati; due angioletti sono separati, ai due lati, sopra la base dorata. Dietro la statua, in basso, è incisa la data 1598.
La tela dedicata da Olivio Sozzi all’Assunzione.
Traendo ispirazione da Leonardo e Tiziano, e dal ricordo della Ca****la della Madonna Assunta esistente nella Chiesa di S. Maria della Cava (a dx della Croce Latina e dall’antica statua in essa giacente, risparmiata dal terribile terremoto del 1693, Olivio Sozzi rappresenta la scena dell’Assunzione in maniera più semplice, probabilmente per non turbare quella principale già eseguita nel quadro della navata centrale.
In alto, in mezzo ad un sorriso di cielo, “la Rosa in che il Verbo Divino carne si fece”, librata nello spazio, con le braccia aperte che attirano verso l’Empireo, assisa su un va****so ammasso di nuvole, ascende, circondata da diverse coppie di angeli “dalle facce del color di fiamma viva e dalle ali d’oro” danzanti e osannanti alla Sua gloria “Regina Coeli dolce e cantando. In basso, sta l’Arcangelo Gabriele, … quegli che portò la palma giù a Maria quando il Figlio di Dio carcar si volle della nostra salma – bellissimo, con le ali distese, in costume guerriero; con la spada fiammeggiante colpisce Lucifero (tutto avvinto dalle spire del serpente) il quale, portandosi la mano sulla nuca sanguinante, si sprofonda nel vuoto” (tratto da R. Fronterrè, “La Basilica di S. Maria Maggiore di Ispica”).
Nel 1794 Giovanni Gianforma, figlio di Giuseppe, decorava con colonne tortili e statue in stucco, sul modello di quella del SS. Cristo, la Ca****la dell'Assunta.
I quattro grandi manti e padiglioni di porpora, con corona globata e crociata, che decorano le pareti laterali, sono il simbolo araldico della regalità di Maria.
In alto nella Ca****la è posta una vetrata artistica dedicata a Maria SS. Assunta in Cielo realizzata dal celebre artista toscano Francesco Mori a cura dell’Arciconfraternita S. Maria Maggiore e grazie al prezioso contributo di famiglie ispicesi per devozione alla Vergine Maria.