Arciconfraternita Santa Maria Maggiore

Arciconfraternita Santa Maria Maggiore L'Arciconfraternita Santa Maria Maggiore di Ispica, è una confraternita appartenente al culto cattolico. Maria della Cava, della Basilica di S. M. Ilarione.

La storia della città di Ispica, in origine Spaccaforno, è intrecciata con la storia e le vicende della chiesa di S. Maria Maggiore e della sua Arciconfraternita, la quale ha legato la sua esistenza ed il suo patrimonio spirituale alla devozione al Simulacro del SS. Cristo Flagellato Alla Colonna, in origine un antico Crocefisso venerato da San Ilarione presso l'antica Chiesa di Santa Maria della

Cava e, dopo il 730 d.C., anno in cui l'imperatore bizantino Leone III Isaurico emanò l'editto per la distruzione delle immagini sacre-Iconoclaste, ricomposto nella statua di Cristo legato alla Colonna. Scampato miracolosamente al terremoto del 1693, il Simulacro soprannominato U Viecciu (Il Vecchio), venne trasferito nella ca****la costruita in breve tempo sul colle Calandra, con le stesse pietre della Chiesa della cava in parte distrutta dal terremoto, dove tuttora viene custodito e venerato, l’attuale Basilica Santa Maria Maggiore, il cui interno è una delle testimonianze più significative della cultura artistica tardobarocca e rococò della Sicilia sudorientale. La cassa processionale viene portato in solenne processione, rigorosamente a spalla, in occasione del Giovedì Santo. Resta incerto l'anno di fondazione dell'Arciconfraternita. Secondo l'anonimo autore di un foglio rinvenuto nell'archivio parrocchiale, la confraternita è stata fondata nel XIV secolo. I documenti più antichi sono un legato di maritaggio del 1551 e la visita episcopale del 1554. Nella relazione dei Rettori in risposta alla richiesta di delucidazioni del Sottintendente di Modica del 1824 è detto che la sua erezione riconosce il suo principio assai prima del 1693; a conferma è citata la visita del 1573. Nella successiva relazione del 1825 è scritto: Eretta nel 1452 col titolo eziandio di Confraternita come lo era l'antica Chiesa di S. Maggiore detta la Cava nell’antica Spaccaforno. Più in dietro non si può andare perché i precedenti documenti dell'Archivio Arcivescovile di Siracusa furono distrutti da un incendio del 1522.[1]

Fu merito della Arciconfraternita aver chiamato ad Ispica nel 1762, per pitturare la Chiesa Olivio Sozzi, il cui corpo, rinvenuto sotto il pavimento della Ca****la dell’Assunta, venne sistemato in un'urna di vetro e collocato nella cosiddetta Casa della Cera. È sempre stato è e sarà suo lodevole vanto custodire nei secoli le tradizioni ed il patrimonio di fede e di arte della Chiesa. Nel 1908 la Basilica veniva eretta in Monumento Nazionale, proprio “per le buone pitture di Olivio Sozzi e Vito D'Anna” che la decorano. Nell'antico statuto, i Confrati dovevano compiere queste opere pie: maritaggio delle donzelle povere, celebrazioni di messe, soccorso ai Confrati indigenti, visita a quelli infermi ed assistenza ai loro funerali, mantenimento decoroso del culto della Chiesa, istruzione ed esercizio negli atti di religione e pietà. Giornata Mondiale delle Confraternite e della Pietà Popolare 5 Maggio 2013
Il 12 febbraio 1651 Monsinior Capobianco, Vescovo di Siracusa istituiva l’Arciconfraternita con scopo di culto. Con decreto del 1755 Carlo III regolamentava le funzioni e le processioni sacre, imponendo il silenzio durante le processioni. Il 24 dicembre 1783 l'Arciconfraternita fu legalmente costituita con Real Decreto, dato in Palermo dal Viceré di Sicilia Marchese Domenico Caracciolo. Nel 1827 fu soppressa, ma Ferdinando II di Borbone, con decreto del 1842, accordava il suo beneplacito per la riattivazione della congregazione. Dal 1850 al 1870 la vita dell'Arciconfraternita S. Maria Maggiore non ebbe varianti: l'Italia era impegnata nelle guerre di indipendenza e di unificazione del regno. L'Arciconfraternita non svolse, però, alcuna azione politica: si diede invece all'amministrazione della sua istituzione ed alla realizzazione di opere pie tanto necessarie per la popolazione immiserita dalla nuova carestia e dal colera. Sorsero le seguenti istituzioni: il Legato di Niccolò Cultrera in favore delle donzelle povere; il Monte dei pegni per i crediti mediante cauzione con pegni; ed altri istituti con fine di culto, mutuo soccorso, beneficenza, assistenza morale. Dopo l'Unità d'Italia, con legge del 1862, fu fatto il nuovo Statuto. Esso stabiliva l'esclusivo fine religioso, il rispetto delle disposizioni governative, l'appartenenza dei Confrati al sesso maschile, cattolici e di buoni costumi, ed il numero limite di 100 unità. Lo scopo precipuo restava il mutuo soccorso in caso di bisogno e di malattia; sussidi, elemosine e medicinali erano elargiti ai poveri bisognosi del Comune. Il 30 marzo 1893 - festa del Giovedì Santo e 2º Centenario del terremoto dell'11 gennaio 1693- i Confrati portarono in processione il SS. Cristo alla Colonna nel Santuario della Cava e lo posero nella stessa Cripta dove nel 4° secolo era stato venerato da S. Nella porta della Chiesa fu apposta una lapide commemorativa compilata dal Dott. Leontini Presidente dell'Arciconfraternita ("In segno di perpetua ricordanza del terremoto del 1693 nel secondo centenario la leggendaria Immagine del Cristo fra questi ruderi riportando Spaccaforno rigenerato questa lapide pose")[2]. La legge del 1929 stabiliva il definitivo passaggio alle dipendenze dell’Autorità Ecclesiastica.

NOTIZIE STORICHE SULL'ANTICO CULTO AD ISPICA DI MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO DELLA BASILICA S. MARIA MAGGIORE DI ISPICA.La...
15/08/2026

NOTIZIE STORICHE SULL'ANTICO CULTO AD ISPICA DI MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO DELLA BASILICA S. MARIA MAGGIORE DI ISPICA.

La straordinaria devozione del popolo ispicese per la Vergine Assunta in Cielo si ricava dalla testimonianza del Simulacro che reca la data del 1598: il popolo della Cava celebrava l’Assunzione di Maria prima del suo riconoscimento ufficiale della Chiesa, ovvero 352 anni prima del riconoscimento come dogma della fede (1 Novembre 1950, Anno Santo, con la Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” di Papa Pio XII), a testimonianza della profonda religiosità e conoscenza delle antiche scritture e della divulgazione delle stesse nell’entro terra siciliano, ricevuta dalla tradizione storica della Chiesa antica.

Il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, reca la firma del Vescovo San Gregorio di Tours ( 538 ca.- 594): «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore. Ed ecco che per la seconda volta il Signore si presentò a loro, ordinò che il sacro corpo fosse preso e portato in Paradiso».

Grande impulso la dottrina dell’Assunzione riceve dai teologi della Scolastica, specialmente da quelli della Scuola francescana, come è documentato dalla stessa Costituzione dogmatica Munificentissimus Deus.
Pensiero comune a tutti è che il corpo di Maria non può essere andato soggetto alla corruzione del sepolcro.
Le origini della festa dell’Assunzione si trovano in Oriente, nella metà del VI sec., come risulta dalla narrazione di alcuni pellegrini che hanno visitato Gerusalemme in quegli anni.
Verso la fine del VII, l’imperatore Maurizio estende la festa a tutte le regioni dell’Impero, fissandola al 15 agosto.
In Occidente, i primi segni di una festa “in memoria” della Vergine appaiono nel VI secolo nella Gallia, dove viene celebrata il 18 gennaio sotto il titolo di “Depositio Sanctae Mariae”.

A Roma la celebrazione della festa dell’Assunzione viene introdotta nel VII secolo da Papa Sergio I, assieme ad altre feste mariane (la Purificazione, l’Annunciazione, la Natività e la Dormizione di Maria); e ben presto diviene anche la più importante di tutte e si estende rapidamente a tutto l’Occidente, stabilendo la data della festa al 15 di agosto.
In seguito S. Leone IV volle aggiungere alla festa, che già si celebrava sotto il titolo dell'Assunzione della beata Genitrice di Dio, una maggiore solennità, prescrivendone la vigilia e l'ottava; e in tale circostanza volle partecipare personalmente alla celebrazione in mezzo a una grande moltitudine di fedeli.

Papa Pio XII nella solenne proclamazione esprime: «Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo” - “expleto terrestris vitae cursu, fuisse corpore et anima ad caelestem gloriam assumptam”

Si parla anche di “Dormizione di Maria”, tant’è che in diverse raffigurazioni antiche la Vergine è raffigurata in uno stato, appunto, “dormiente” (l'uso del termine "dormizione", dal latino “dormitio”, deriva da una parte della dottrina teologica che Maria non sarebbe veramente morta, ma sarebbe soltanto caduta in un sonno profondo, dopodiché sarebbe stata assunta in cielo). Occorre però riconoscere che il dogma di Pio XII non definisce se l'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo sia stata preceduta da sonno profondo (la c.d. “Dormitio Virginis” che intende sia un sonno che la morte naturale): pertanto, la Dormizione di Maria non è oggetto di dogma nella Chiesa Cattolica che celebra soltanto l’Assunzione; l'esclusione voluta al fine di escludere un'anticipata Resurrezione.

Il Simulacro di Maria SS. Assunta in Cielo
E’ custodito nella Ca****la a dx della Basilica S. Maria Maggiore di Ispica; in legno e cartapesta, è scampata miracolosamente alle rovine del terremoto del 1693, proviene dall'antica Chiesa di S. Maria della Cava, dove era collocata nell'altare destro: “Oggi finalmente, dopo una ventina di giorni di febbrile lavoro di sgombro delle macerie della Chiesa di S. Maria della Cava, a cui ha dato mano una vera folla di paesani d'ogni ceto e mestiere, fra cui non pochi Sacerdoti e persino ragazzi, è stato possibile trasportare nella cripta di detta chiesa le due immagini del SS. Cristo e della S. Vergine Assunta; ed era tempo, in quanto le continue piogge di questi giorni minacciano di provocare una delle solite annuali e disastrose piene della Cava”(Dal diario anonimo datato 1 Marzo 1693).
La stessa ubicazione è stata mantenuta nella nuova Chiesa.
La statua presenta la seguente composizione: “La Vergine, assisa in trono con le braccia e le mani aperte, ha un mirabile, delicato viso roseo assorto nell'estatica contemplazione della patria celeste in cui è assunta. Una veste dorata ne ricopre il corpo fino ai piedi e un manto che sembra di seta operata, girando sul petto e le spalle, si poggia con flessuose pieghe sul grembo. Accanto, unite al suo corpo, le stanno serafini e puttini alati; due angioletti sono separati, ai due lati, sopra la base dorata. Dietro la statua, in basso, è incisa la data 1598.

La tela dedicata da Olivio Sozzi all’Assunzione.
Traendo ispirazione da Leonardo e Tiziano, e dal ricordo della Ca****la della Madonna Assunta esistente nella Chiesa di S. Maria della Cava (a dx della Croce Latina e dall’antica statua in essa giacente, risparmiata dal terribile terremoto del 1693, Olivio Sozzi rappresenta la scena dell’Assunzione in maniera più semplice, probabilmente per non turbare quella principale già eseguita nel quadro della navata centrale.
In alto, in mezzo ad un sorriso di cielo, “la Rosa in che il Verbo Divino carne si fece”, librata nello spazio, con le braccia aperte che attirano verso l’Empireo, assisa su un va****so ammasso di nuvole, ascende, circondata da diverse coppie di angeli “dalle facce del color di fiamma viva e dalle ali d’oro” danzanti e osannanti alla Sua gloria “Regina Coeli dolce e cantando. In basso, sta l’Arcangelo Gabriele, … quegli che portò la palma giù a Maria quando il Figlio di Dio carcar si volle della nostra salma – bellissimo, con le ali distese, in costume guerriero; con la spada fiammeggiante colpisce Lucifero (tutto avvinto dalle spire del serpente) il quale, portandosi la mano sulla nuca sanguinante, si sprofonda nel vuoto” (tratto da R. Fronterrè, “La Basilica di S. Maria Maggiore di Ispica”).

Nel 1794 Giovanni Gianforma, figlio di Giuseppe, decorava con colonne tortili e statue in stucco, sul modello di quella del SS. Cristo, la Ca****la dell'Assunta.
I quattro grandi manti e padiglioni di porpora, con corona globata e crociata, che decorano le pareti laterali, sono il simbolo araldico della regalità di Maria.

In alto nella Ca****la è posta una vetrata artistica dedicata a Maria SS. Assunta in Cielo realizzata dal celebre artista toscano Francesco Mori a cura dell’Arciconfraternita S. Maria Maggiore e grazie al prezioso contributo di famiglie ispicesi per devozione alla Vergine Maria.

14/08/2026
Domani sera ad Ispica alle ore 21.00,  nella splendida cornice del Loggiato del Sinatra della Basilica S. Maria Maggiore...
13/08/2026

Domani sera ad Ispica alle ore 21.00, nella splendida cornice del Loggiato del Sinatra della Basilica S. Maria Maggiore, note di armonia che salgono al cielo: il XXVII Concerto in onore di Maria SS. Assunta in Cielo, per elevare il cuore e la mente attraverso la bellezza della musica
Nel cuore della vigilia, il consueto evento musicale costituisce momento indispensabile per prepararci insieme alla solennità della beata Vergine nel mistero della sua Assunzione.

Stasera in Piazza S. Maria Maggiore alle ore 20,30 si terrà la cerimonia di apertura della ### edizione dei Giochi del P...
11/08/2026

Stasera in Piazza S. Maria Maggiore alle ore 20,30 si terrà la cerimonia di apertura della ### edizione dei Giochi del Palio dell'Assunta a cura dell'Associazione Cattolica Fazzoletti Rossi.
Il corteo sarà accompagnato dai Grifoni di Biscari-Tamburi di Acate.

Maria SS. Assunta in Cielo abbraccia il suo popolo
02/08/2026

Maria SS. Assunta in Cielo abbraccia il suo popolo

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