05/10/2026
“Quando la nostra parola prende il posto della Parola di Dio.”
Ci sono riflessioni che avrei potuto tenere per me.
Questa volta, però, sento di doverne condividere una, non per giudicare qualcuno, o per accusare sacerdoti, vescovi e nemmeno per aprire polemiche dentro la Chiesa che amo.
Ma perché certe cose le ho sentite con le mie orecchie, e non una volta sola.
Ho ascoltato personalmente, anche da persone molto autorevoli della Chiesa, affermazioni secondo cui alla fine ci salveremo tutti, nessuno si perderà e l’inferno sarebbe vuoto.
Una volta mi è stato detto, più o meno con queste parole: «Se anche una sola anima si perdesse, Dio sarebbe stato sconfitto da Satana».
Ricordo che rimasi profondamente colpito, e dentro di me nacque subito una domanda: ma il Vangelo dice davvero questo?
La Sacra Scrittura ci dice veramente che, se un uomo rifiutasse Dio fino alla fine, Satana avrebbe sconfitto Dio?
A me sembra di leggere esattamente il contrario.
La potenza di Satana non è infinita e non può impedire il Regno di Dio; Cristo lo ha già vinto e la Scrittura annuncia la sua sconfitta definitiva.
La libertà dell’uomo può essere usata perfino per rifiutare Dio, ma questo non rende Satana più forte di Dio: significa, semmai, che Dio prende terribilmente sul serio la libertà che ci ha donato.
In un’altra occasione ho ascoltato personalmente affermazioni secondo cui gli angeli di cui parla la Sacra Scrittura non sarebbero realmente creature spirituali, ma immagini, simboli, modi con cui gli uomini di quel tempo avrebbero rappresentato l’azione di Dio.
Anche lì rimasi molto perplesso.
Non faccio nomi: non perché abbia paura di assumermi la responsabilità di quello che scrivo, Acqua Azzurra quella responsabilità se la assume.
Non faccio nomi semplicemente per correttezza, perché non mi interessa mettere qualcuno alla gogna, mi interessa qualcosa di molto più importante: capire che cosa dice la Parola di Dio.
Perché una cosa è esprimere una propria opinione, un’altra cosa è presentarla come se fosse ciò che insegna la fede cristiana.
E allora apriamo la Bibbia, apriamo il Catechismo, e lasciamo parlare loro.
Partiamo dagli angeli.
Gesù dice a Natanaele: «Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo» (Gv 1,51).
L’angelo Gabriele viene mandato a Maria (Lc 1,26-38).
Un angelo appare a Zaccaria nel Tempio (Lc 1,11-20).
Gli angeli annunciano la nascita di Gesù (Lc 2,8-14).
Gli angeli servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto (Mt 4,11).
E Gesù stesso, parlando dei piccoli, dice: «I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10).
Quando parla del giudizio finale, inoltre, Gesù dice che il Figlio dell’uomo verrà «con tutti i suoi angeli» (Mt 25,31).
E non c’è soltanto la Sacra Scrittura: il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 328, afferma che l’esistenza degli esseri spirituali che chiamiamo angeli è una verità di fede.
La Chiesa celebra gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, celebra gli Angeli Custodi.
E il Catechismo insegna che la nostra vita è accompagnata dalla loro protezione e dalla loro intercessione.
Possiamo certamente discutere su come gli angeli siano stati rappresentati nei secoli, possiamo parlare delle ali, delle immagini, dei simboli.
Ma una cosa è dire che una rappresentazione è simbolica, un’altra cosa è dire che gli angeli non esistono.
Perché a quel punto non stiamo mettendo in discussione una semplice devozione popolare, stiamo mettendo in discussione qualcosa che il Catechismo definisce una verità di fede.
E veniamo all’altra grande questione.
Davvero alla fine ci salveremo tutti? Io desidero con tutto il cuore che tutti gli uomini si salvino, e sono certo che Dio lo desidera infinitamente più di me.
Dio cerca l’uomo, lo aspetta, lo richiama, gli apre continuamente una strada per tornare a casa.
La Sua misericordia è immensa e la salvezza è offerta a tutti.
Ma essere offerta a tutti significa necessariamente essere accettata da tutti?
Qui entra in gioco una cosa meravigliosa e, nello stesso tempo, tremendamente seria: la nostra libertà!
Il Catechismo insegna che morire senza accogliere l’amore misericordioso di Dio significa rimanere separati da Lui per una nostra libera scelta, e parla dell’inferno come della definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio.
Questo significa che non abbiamo davanti un Dio che prova piacere nel condannare, abbiamo un Dio che vuole salvarci.
Ma abbiamo anche un uomo che può arrivare a dire a Dio: «Non ti voglio».
E Dio prende sul serio la libertà che Lui stesso ci ha donato.
Gesù parla della strada larga che conduce alla perdizione e della strada stretta che conduce alla vita (Mt 7,13-14).
Parla delle vergini che rimangono fuori e trovano la porta chiusa (Mt 25,1-13).
Racconta del ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31).
Parla della Geenna.
E nel grande discorso sul giudizio finale dice: «Venite, benedetti del Padre mio» (Mt 25,34).
Ma poco dopo pronuncia anche quelle parole terribili: «Via, lontano da me» (Mt 25,41).
E conclude parlando di vita eterna, ma anche di una possibile separazione definitiva (Mt 25,46).
Anche san Paolo usa parole che non possiamo ignorare.
Parlando dell’Eucaristia ammonisce che chi mangia e beve indegnamente il Corpo e il Sangue del Signore «mangia e beve la propria condanna» (1 Cor 11,27-29).
Il contesto è quello della Comunione, certamente, ma ancora una volta la Sacra Scrittura ci ricorda che le nostre scelte davanti a Dio hanno un peso reale.
Sono parole che troviamo nella Bibbia, che cosa dobbiamo farne?
Possiamo interpretarle, certamente!
La Sacra Scrittura va letta conoscendone il linguaggio, il contesto, i simboli e i diversi generi letterari.
Ma interpretare la Parola non significa cancellarla, e soprattutto non significa farle dire quello che piace a noi.
Perché altrimenti corriamo un rischio molto serio: quello di finire per far dire a Dio cose che Dio non ha mai detto.
E qui, secondo me, dobbiamo fare molta attenzione, perché quando certe affermazioni vengono fatte da un semplice fedele, rimangono le opinioni di un fedele; quando invece vengono pronunciate da un sacerdote, da un teologo, da un vescovo o comunque da una persona autorevole nella Chiesa, chi ascolta potrebbe pensare: «Se lo dice lui, allora questa è la fede della Chiesa».
Ma non è necessariamente così: un sacerdote rimane un uomo, un vescovo rimane un uomo, un teologo rimane un uomo.
Può essere una persona straordinariamente intelligente, colta, buona, mite.
E alcune delle persone alle quali mi riferisco hanno proprio queste qualità, ma nessuna intelligenza umana trasforma automaticamente una propria convinzione nella Parola di Dio.
L’intelligenza è un dono, la cultura, la teologia sono un dono, ma anche l’uomo più intelligente e più colto, davanti alla Parola, rimane un discepolo.
Ed è proprio qui che nasce la responsabilità di chi annuncia, perché la Parola non ci appartiene.
Non possiamo indurirla per spaventare le persone, ma non possiamo nemmeno addolcirla fino al punto da svuotarla: dobbiamo servirla!
E questo vale anche per Acqua Azzurra.
Se qualcuno ci mostrasse, Sacra Scrittura e insegnamento della Chiesa alla mano, che abbiamo scritto qualcosa di sbagliato, dovremmo avere l’umiltà di correggerci.
Perché non dobbiamo difendere noi stessi, ma dobbiamo cercare la verità.
E attenzione anche all’errore opposto: Acqua Azzurra non sa chi sia salvo e chi sia dannato, non sappiamo chi ci sia all’inferno, non siamo noi a giudicare le anime, e mai ci permetteremmo di farlo.
Possiamo però sperare che tutti si salvino? Certamente!
Possiamo pregare perché nessuno si perda? Dobbiamo farlo!
Possiamo confidare fino all’ultimo respiro nell’infinita misericordia di Dio? Sempre!
Ma una cosa è sperare che tutti accolgano la salvezza, un’altra è trasformare questa speranza nella certezza che, qualsiasi cosa l’uomo faccia e qualunque sia la sua risposta a Dio, alla fine saremo necessariamente salvati tutti.
Perché allora potrebbe nascere un pensiero molto pericoloso: «Tanto alla fine Dio mi salva lo stesso».
E allora che importanza avrebbe scegliere una strada oppure un’altra?
Che importanza avrebbe convertirsi?
Che importanza avrebbero i richiami di Gesù?
La misericordia non può diventare una scusa per vivere come se Dio non esistesse.
Certo, la misericordia di Dio è immensa.
Santa Faustina Kowalska, nel suo Diario, arriva a chiamarla il massimo attributo di Dio.
Ma la misericordia non cancella la giustizia!
Amore, misericordia e giustizia in Dio non si fanno guerra e non si annullano a vicenda.
Questo, però, non significa vivere nell’ansia o nella paura.
Dio non ci vuole angosciati, ci vuole liberi, sereni, nella pace, nella gioia vera, oggi e per l’eternità.
Misericordia, quindi? Sempre!
Perché Dio ci ha amati fino in fondo, ha donato Suo Figlio; Gesù ha dato la Sua vita sulla croce per noi.
Più di questo, cosa poteva donarci? Ha dato tutto!
Ma proprio per questo facciamo attenzione a non trasformare la misericordia in una falsa sicurezza.
Non possiamo pensare: «Qualunque cosa faccia, qualunque strada scelga, qualunque sia la mia risposta a Dio, tanto alla fine sarà tutto uguale».
Gesù questo non lo ha detto!
Ha parlato della strada larga e della strada stretta, ha parlato delle pecore e dei capri.
Ha detto: «Venite, benedetti del Padre mio».
Ma ha pronunciato anche: «Via, lontano da me».
Non sono parole inventate da Acqua Azzurra, sono parole della Sacra Scrittura.
Perciò facciamo attenzione: non seguiamo un uomo semplicemente perché è colto, autorevole o perché parla bene.
Ascoltiamo, riflettiamo, discerniamo e confrontiamo ciò che ascoltiamo con la Parola di Dio e con la fede che la Chiesa ci ha consegnato.
Perché qui non stiamo parlando di una discussione tra persone, qui c’è in gioco qualcosa di molto più grande: la nostra vita eterna!
Dio ci offre la strada, ci dona la grazia, ci cerca fino all’ultimo.
Ma a noi rimane una risposta da dare.
E allora, alla fine di tutta questa riflessione, rimane una domanda, forse la più semplice di tutte, ma anche quella alla quale non possiamo sfuggire.
Quando quello che penso io entra in contrasto con quello che Dio ci ha rivelato... chi deve cambiare idea?
Io?
Oppure Dio?
Pace e Bene 🩵
Acqua Azzurra 💧