Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso

Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso Questa è la Vita Eterna: che conoscano Te, il solo vero Dio, e Colui che Tu hai mandato, Gesù Cristo (Giovanni 17:3)

Il nostro nome

CHIESA: una comunità di uomini e donne che per fede hanno deciso di affidare la propria vita al Signore Gesù Cristo, per seguire la sua volontà in ogni sfera dell’esistenza. EVANGELICA: una comunità che fonda la propria fede sull’insegnamento del Vangelo e che riceve la Bibbia intera come Parola di Dio e unica autorità per il pensiero e la vita. CRISTIANA: una comunità che in cont

inuità con i credenti di tutti i tempi crede che l’unico adeguato rimedio al peccato dell’uomo sia Gesù Cristo. Il nostro messaggio

È UNA BUONA NOTIZIA: duemila anni fa Gesù è morto sulla croce al posto di coloro che dovevano subire la giusta condanna di Dio. La Sua Grazia salva coloro che per fede si affidano a Lui. SI RIVOLGE AD OGNI PERSONA: sia essa religiosa o non, felice o infelice, ricca o povera, sapiente o ignorante. ED ANCHE A NOI: perché il nostro modo di pensare e vivere sia interamente riformato in conformità all’insegnamento della Sacra Scrittura. VALE PER TUTTI I TEMPI perché l’Eterno Dio non cambia, il Suo messaggio rimane sempre lo stesso e quindi lo si può sicuramente credere. Le nostre priorità

UNA CHIESA CONSACRATA: una delle scelte di fondo è di non separare il mondo e la vita in una sfera sacra ed in una profana, ma di vivere perché tutto sia sottomesso a Dio. UNITA E REALE: cerchiamo di vivere insieme senza simulazioni e nel modo più semplice e reale. AMMAESTRATA E TESTIMONE: attraverso lo studio e la riflessione desideriamo che Dio riformi i nostri pensieri e le nostre azioni per essere autentici testimoni di Dio nel mondo

DEVOTA: attraverso la preghiera e la meditazione desideriamo collocarci nella cornice di vita che il Signore vuole per noi. La nostra Struttura

ASSEMBLEA DEI MEMBRI: coloro che hanno creduto e pubblicamente confessato Gesù Cristo come Signore attraverso il battesimo e sono entrati nella chiesa in risposta alla vocazione che il Signore ha loro rivolto, si ritrovano per decidere insieme sui vari aspetti della vita di chiesa. CONSIGLIO DEGLI ANZIANI: gli anziani (o pastori), riconosciuti dalla chiesa, hanno la responsabilità di condurla secondo l’insegnamento della Parola di Dio. Rapporti con le altre chiese
La nostra chiesa è indipendente ma conserva un legame fraterno con le altre chiese evangeliche in Italia ed all’estero e, proporzionalmente all’accordo dottrinale, promuove attività comuni per la gloria di Dio. Le nostre attività

CULTO: ogni domenica ha luogo il culto domenicale dalle ore 10.00. FORMAZIONE BIBLICA e PREGHIERA: ogni MERCOLEDÌ alle 20.30 ci ritroviamo per lo studio della Bibbia, di soggetti ad Essa attinenti, e/o per la preghiera. VITA COMUNITARIA: durante l’anno vengono organizzati incontri occasionali e/o speciali ed attività di interesse vario, a vari livelli.

16/06/2026

Giudici 3:12-30

“ ... gridarono al Signore ed egli fece sorgere per loro un liberatore …”

“[12] I figli d’Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del Signore; così il Signore rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi del Signore. [13] Eglon radunò intorno a sé i figli di Ammon e di Amalec; poi marciò contro Israele, lo sconfisse e s’impadronì della città delle palme. [14] I figli d’Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. [15] I figli d’Israele gridarono al Signore ed egli fece sorgere per loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, beniaminita, che era mancino. I figli d’Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab. [16] Eud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito, e la cinse sotto la sua veste, al fianco destro. [17] Quindi offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso. [18] Quando ebbe finito la presentazione del regalo, rimandò la gente che l’aveva portato. [19] Ma egli, giunto agli idoli che sono presso a Ghilgal, tornò indietro e disse: «O re, io ho qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» Tutti quelli che gli stavano intorno, uscirono. [20] Allora Eud si avvicinò al re, che stava seduto nella sala di sopra, riservata a lui solo, per prendervi il fresco, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Eglon si alzò dal suo seggio; [21] ed Eud, stesa la mano sinistra, prese la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel ventre. [22] Anche l’elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama, poiché egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva da dietro. [23] Poi Eud uscì nel portico, chiuse le porte della sala di sopra e mise il chiavistello. [24] Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero: «Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca». [25] Tanto aspettarono, che ne furono preoccupati; e poiché il re non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. [26] Mentre essi indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre gli idoli e si mise in salvo a Seira. [27] Quando fu arrivato, suonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d’Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa. [28] Disse loro: «Seguitemi, perché il Signore vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dietro a lui, s’impadronirono dei guadi del Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti e non lasciarono passare nessuno. [29] In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. [30] Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d’Israele e il paese ebbe pace per ottant’anni.”.

Otniel, il primo Giudice suscitato dal Signore per liberare il Suo popolo dai nemici, e durante la cui vita Israele ebbe pace, era morto e ben presto gli Israeliti tornarono a peccare contro il Signore: “… a fare ciò che è male agli occhi del Signore …”.

Così arrivò il tempo del giudizio, il tempo in cui Dio intervenne per mettere fine a quel male e lo fece attraverso il re di Moab, che il Signore rese forte contro Israele … [12-13]

Così Eglon, re di Moab, si rafforzò facendo alleanza con gli ammoniti e gli amalechiti, marciò contro Israele, vinse e conquistò perfino una città simbolo, Gerico, la cosiddetta città delle palme …

Cominciò così il periodo in cui gli israeliti furono asserviti al re di Moab per 18 lunghi anni ... [14]

Come al solito, nel periodo della sofferenza, schiacciati sotto il dominio di Moab, gli israeliti si ricordarono di Dio e del bene che aveva loro fatto nel corso del tempo … così gridarono al Signore, il quale anche stavolta volle usare misericordia e rispose al loro grido di dolore … [15] “… ed egli fece sorgere per loro un liberatore: Eud …”!

Leggendo e rileggendo il versetto 15, mi sono chiesto come mai l'autore del libro precisi che Eud, il liberatore suscitato da Dio, quindi il nuovo giudice, era mancino?

La risposta sta nel fatto che quasi sempre gli uomini, allora come oggi, sono destri … perciò era raro che ci fosse un valoroso che fosse sinistro … Per questo il testo lo precisa e nella storia questa particolarità assume un peso speciale …
Così il testo racconta che questo beniaminita, suscitato da Dio come nuovo Giudice, prese l'iniziativa per cercare un modo per liberare Israele, evidentemente ispirato e guidato da Dio …

Con la scusa di portare un regalo al re che dominava su di loro, si forgiò una spada a doppio taglio, lunga circa mezzo metro, che poteva cercare di nascondere sotto la veste …
La particolarità del fatto che fosse mancino risultò molto utile perché i soldati che controllavano il palazzo tendenzialmente verificavano se ci fossero rigonfiamenti sotto i vestiti dei visitatori, ma soprattutto sul fianco sinistro, da dove normalmente un soldato sfoderava la spada prendendola con la mano destra …
Perciò Eud, evidentemente guidato e favorito dal Signore, riuscì a superare il controllo delle guardie e a portare con sé la spada all'interno del palazzo. [16]

Fu lui, Eud, a portare il regalo [17] “… a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso.”.

Ecco un altro particolare riportato dal testo, l’obesità di Eglon il re, che non sembra di particolare significato, ma ritroveremo questo dettaglio nella descrizione della sua uccisione, un particolare evidentemente poi diventato famoso nel racconto degli israeliti …

[18] Eud si fece lasciare a palazzo rimandando indietro i suoi accompagnatori … e lui tornò indietro dal re, facendo finta di avere qualcosa d particolarmente importante e privato da dirgli … [19]

Con quella scusa riuscì a restare solo con il re e, annunciandogli di avere una parola personale che veniva da Dio, fece sì che il re si alzò mettendo Eud in condizioni di estrarre la spada nascosta e ucciderlo … [20-21]

Per riuscire ad uccidere il re Eglon con la sua spada piuttosto corta, Eud dovette affondarla nel suo addome fino a farci entrare parte del ma**co, per riuscire ad attraversarlo tutto e perché la punta della spada fuoriuscisse dalla schiena … [22]

Eud, astutamente, chiuse le porte della sala dove si trovava da solo con il re, in modo da far pensare ai servi che il re fosse in bagno e che quindi non andava disturbato … questo gli permise di darsi alla fuga …

Infatti, quando i servi preoccupati per la lunga assenza del re entrarono, nel scoprirono la morte … ma Eud era già ormai al sicuro a Seira [23-26]

Radunò gli israeliti nella regione montuosa di Efraim, si mise alla loro testa e li chiamò a seguirlo, rassicurandoli … [27-28] “… perché il Signore vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici ...”!

Conseguirono una grande vittoria con Eud alla loro testa, infatti: [29] “In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.”!

La conclusione del brano ricorda la grande sconfitta dei moabiti e anche che sotto la guida di Eud Israele [30] “… ebbe pace per ottant’anni.”.

Non solo siamo davanti all’ennesima dimostrazione che la presenza di Dio faceva radicalmente la differenza nel destino del popolo, ma anche che vivere nel peccato significa perdere le benedizioni del Signore e attirare il Suo giudizio … Eppure Dio non abbandona mai i Suoi per sempre, infatti resta misericordioso e davanti al loro grido, al loro sincero pentimento, interviene e libera …

I dettagli credo non servano semplicemente per stimolare la nostra fantasia, ma soprattutto per dimostrare la grandezza di Dio che regna e domina anche su questi aspetti apparentemente minimi, nei quali riconosciamo la Sua grandezza, onnipotenza e sovranità …

Perciò capisco bene la preghiera che Gesù insegnò ai Suoi e l’incoraggiamento a supplicare il Signore di non abbandonarci nella tentazione e liberarci dal maligno … perché a questo noi tendiamo con la nostra vecchia e corrotta natura umana …

Dio non ci ha dato un liberatore umano come Eud e non ci ha liberato solo per un periodo, nel quale si presume ci comporteremo bene ricordando le Sue benedizioni … non ci ha liberato per ottant'anni, quantomeno per il tempo della nostra vita terrena, ma per sempre, per l'eternità, grazie al Messia dato per noi …

15/06/2026

Giudici 3:7-11

“… gridarono al Signore che fece sorgere per loro un liberatore …”!

“[7] I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte. [8] Perciò l’ira del Signore si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d’Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. [9] Poi i figli d’Israele gridarono al Signore che fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. [10] Lo Spirito del Signore venne su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. [11] Il paese ebbe pace per quarant’anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.”.

Questo brano descrive dei tratti veramente tristi e drammatici dell'atteggiamento del popolo d’Israele in quel tempo, dopo che la generazione contemporanea a Giosuè era ormai morta …

Ricordate cosa aveva scritto l’autore poco prima?
“… Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.” [2:17]

Così il nostro brano sottolinea ancora più chiaramente lo stato spiritualmente drammatico nel quale versava il popolo e lo descrive con estrema chiarezza:
[7] “I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte.”!

Sembra di leggere le parole che nel libro di Giosuè venivano usate per descrivere i popoli pagani, che occupavano la terra promessa e che perciò furono cacciati …
O sembra la descrizione dei popoli che continuavano a vivere ai confini esterni della terra donata da Dio al Suo popolo, quindi fuori dalla loro nazione, restando popoli pagani legati ai loro dèi e che arrivavano perfino a sacrificare i propri figli nel loro nome …

Invece, purtroppo, a questo punto sta descrivendo Israele in quella fase, la successiva generazione, quella che non aveva visto nessuna delle guerre di Canaan per conquistare il territorio e nelle quali Dio camminava alla testa del popolo e vinceva le loro battaglie …

In quella grave deriva spirituale del popolo, arrivò il giusto intervento di Dio che nella sua santa ira, ma anche con misericordia, non distrusse il popolo e lo chiede nelle mani del re di Mesopotamia, dei quali gli israeliti diventarono servi per un periodo di 8 anni [8].

In quella condizione di schiavitù, gli israeliti si resero conto e gridarono al Signore, Lo invocarono, supplicarono il Suo perdono … e il Dio di ogni misericordia rispose:
[9] “… il Signore fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb, che li liberò.”.

Un grande uomo, con una grande stazza, con un fisico irresistibile si presentò come liberatore e vinse?

No, era un uomo normale e che evidentemente temeva il Signore, era cresciuto in una famiglia che si era sempre distinta per la fede, quella di Caleb, di cui Otniel era nipote …

Otniel fu investito dallo Spirito del Signore e chiamato a diventare Giudice d'Israele …
[10] “Lo Spirito del Signore venne su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.”!

Hai notato, come me, i termini usati nel racconto?
Lo spirito del Signore venne su di lui …
Egli fu giudice in Israele … quindi evidentemente chiamato da Dio ad esserlo …
Uscì a combattere contro il nemico, ma fu il Signore a dargli nelle mani il re di Mesopotamia …
Fu il signore a rendere potente la sua mano contro il re …

Non fu affatto la grandezza e la forza di Otniel ad ottenere quel risultato, ma l’iniziativa e l’opera potente del Signore! Dio fece sì che:
[11] “Il paese ebbe pace per quarant’anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.”.

Ancora una volta questo libro mette davanti a noi la grandezza della misericordia di Dio, il quale ascoltò il grido, il lamento, il pianto del popolo, e decise di usargli una misericordia che non meritava … Dio suscitò Otniel, gli diede la Sua forza, lo usò e combatté con lui per distruggere il re di Mesopotamia, liberando così il popolo da quella schiavitù …

Dio lo sostenne nel suo servizio di Giudice e guida del popolo, Dio lo portò avanti per quarant’anni, assicurando la pace in Israele, fino al giorno della sua morte, quando entrò nel riposo dei suoi padri …

Perciò capisco ancora meglio le parole del Salmo 127 che afferma: “se Dio non edifica la casa, inutilmente vi si affaticano i costruttori …

Il Signore mi aiuti a ricordare ogni giorno che senza di Lui non sono nulla e che se Egli decide di usarmi per servirLo, per la sua gloria … è solo graIe alla Sua potenza che si manifesta, non certo la mia …
Infatti, come ricorderà Paolo, in altre parole: la Sua Grazia e la Sua potenza si manifestano più luminose quando Lo serviamo umilmente, nella nostra debolezza …

14/06/2026

Giudici 3:1-6

Qualunque prova affrontiamo, se non viviamo attaccati al Signore in una relazione esclusiva, facciamo un disastro …

“[1] Questi sono i popoli che il Signore lasciò stare per mettere alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan. [2] Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d’Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che non l’avevano mai vista prima. Questi popoli erano: [3] i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat. [4] Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che il Signore aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè. [5] Così i figli d’Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; [6] sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli e servirono i loro dèi.”.

Continua, in questi primi capitoli del libro, la descrizione del modo in cui Dio agì nei confronti del Suo popolo prima di intervenire suscitando i Suoi Giudici …
Ricordo che il libro non descrive una precisa cronologia storica, ma una sintesi, perciò anche se non è esplicitamente scritto si capisce bene dalle espressioni del libro che, dopo l’arrivo nella terra promessa data loro dal Signore, le generazioni passavano, il tempo passava e, pur non essendo tutto narrato nel testo, ci sono altri eventi fra le righe che anche se non li leggiamo, perché non sono esplicitamente raccontati, capiamo facilmente che ci sono stati …

Un altro aspetto interessante di questo testo è che l'autore ricorda come con queste nuove generazioni Dio stava agendo per metterli alla prova … il che non significava che Dio lo facesse per riuscire a capire Lui come si sarebbe comportato il popolo (essendo Dio, non ne aveva certo bisogno) … Quindi la prova serviva a fare in modo che il popolo si rendesse conto di ciò che era davvero, quale fosse la loro natura, come si sarebbero comportati, quali scelte avrebbe fatto e quanto ci tenesse o meno alla propria relazione con Dio …
Dio era Colui che aveva dato inizio dal nulla a quel popolo, chiamando Abramo di fra i pagani della Caldea e facendone poi una grande nazione …
Così Dio voleva dimostrare al popolo, e infatti ci riuscì perfettamente, che nonostante le grandi cose fatte in loro favore la loro tendenza naturale non era affatto quella di riconoscere Dio e vivere secondo la Sua volontà, ma piuttosto di lasciarsi facilmente coinvolgere dai popoli pagani che Dio aveva lasciato fra loro, perché capissero cosa sarebbe significato restare in contatto con loro che abitavano tutta la montagna del Libano …

Quelli che Dio stava mettendo alla prova, quindi, era una nuova generazione del popolo ed erano tutti quelli che non avevano vissuto il periodo di conquista della terra promessa, non avevano mai vissuto la guerra e non si rendevano conto di quanta differenza facesse viverla e affrontare i popoli nemici con o senza la guida del, Signore, con o senza la Sua forza che li proteggeva e guidava … “… cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan.” [2]

I popoli pagani che Dio aveva lasciato attorno a loro erano: “[3] i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat.”.

Dio volle dimostrare così a Israele, mettendolo alla prova, che come popolo non avrebbero ubbidito ai comandamenti del Signore, dati attraverso Mosè, non si sarebbero preoccupati di ascoltare la Sua voce, né avrebbero seguito la Sua volontà … [4]
Anzi, come poi la storia dimostrò, piuttosto che eliminare quei popoli, come Dio aveva comandato all’inizio della conquista della terra promessa, si sarebbero mescolati con loro, seguendo spudoratamente il culto pagano e i loro dèi …
“[5] i figli d’Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; [6] sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli e servirono i loro dèi.”!

Ho dovuto riflettere in generale su cosa è capace di combinare da solo il popolo del Signore, i figli adottivi di Dio, la Sua Chiesa … di cosa sono capaci quando in realtà vivono ignorando la Parola di Dio, la Sua volontà, la presenza di Dio, le grandi cose che Egli ha fatto …
Cioè, di cosa siamo capaci quando camminiamo da soli, quando ci teniamo lontani da Dio, quando smettiamo di temerLo, onorarLo e di cercare la Sua faccia, quando dimentichiamo di tenere ben presente che Egli c’è con noi ogni giorno …
Un disastro dopo l’altro, di questo siamo capaci!

Non a caso Gesù spiegò, in Giovanni 15, l’importanza di una relazione stretta e costante con Lui con l’immagine della vite e dei tralci … Se non siamo attaccati alla vite, non viviamo davvero e tantomeno portiamo del buon frutto …
Se non camminiamo illuminati dalla Sua Parola e protetti dai Suoi comandamenti, se non al desideriamo che Dio cammini davanti a noi e combatta le nostre battaglie … siamo perduti e ci facciamo molte male!

13/06/2026

Giudici 2:18-23

“… il Signore aveva compassione dei loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano …”.

“[18] Quando il Signore suscitava loro dei giudici, il Signore era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché il Signore aveva compassione dei loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano e angariavano. [19] Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; non rinunciavano affatto alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta. [20] Perciò l’ira del Signore si accese contro Israele, ed egli disse: «Poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, [21] anch’io non scaccerò più davanti a loro nessuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; [22] così, per mezzo di esse, metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via del Signore e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no». [23] Il Signore lasciò stare quelle nazioni senz’affrettarsi a scacciarle e non le diede nelle mani di Giosuè.”.

Questo testo mette in luce in modo particolare le dinamiche che derivavano, da una parte da un popolo ostinato e peccatore tendente all’idolatria e quindi alla ribellione a Dio, e dall'altra la misericordia incredibile e ricorrente del Signore …

Credo che il versetto 18 sia la chiave di questo testo, perché mostra cosa c'era dietro l’agire di Dio che attuava azioni di misericordia, di perdono e di rinnovo del Suo impegno di fedeltà verso il popolo … il Signore aveva compassione ascoltando i loro gemiti, le loro sofferenze, il loro pianto …

Dal testo si evince chiaramente che era il Signore a prendere l'iniziativa, nonostante il comportamento del popolo, nonostante il disastro che avevano combinato ogni volta … quando sentiva il loro pianto, il loro dolore per ciò che stavano vivendo … Egli sceglieva di intervenire e lo faceva suscitando, chiamando, mettendo all'opera un Giudice … no, non nel senso che noi intendiamo oggi, ma si trattava di una persona chiamata ad essere guida e riferimento del popolo in quel periodo, perché tornassero a vivere secondo la volontà di Dio …

Il giudice si comportava in modo forte, chiaro e, guidato da Dio, liberava il popolo dal suoi oppressori e li riportava al Signore … Ma questo recupero, questa situazione positiva, durava solo durante la gestione e quindi per il tempo della vita di quel Giudice …

Poi, appena il giudice veniva a mancare, cioè moriva … il ravvedimento del popolo veniva meno, dimenticavano in fretta ciò che avevano riscoperto grazie alla guida del Giudice … erano così tendenti al peccato che riuscivano a fare perfino peggio di chi li aveva preceduti, corrompendosi ancora di più … [19]

Nella loro idolatria avevano una condotta caparbia, testarda, ostinata …

Così, visto che per l’ennesima volta violavano il patto che Dio aveva stretto con i loro padri, rifiutando di dare ascolto alla voce e alla Legge del Signore, subivano la Sua santa ira! [20]

Il Signore smise di agire in loro favore, smise di proteggerli, di cacciare davanti a loro le nazioni pagane sopravvissute al tempo di Giosuè …

Questo comportava, non combattendo più il Signore per loro, che quelle nazioni facilmente riuscivano a prendere il sopravvento su Israele … [21]

Il v. 22, se letto in modo superficiale, farebbe pensare che Dio doveva mettere alla prova Israele per vedere se fossero tornati a Lui o meno … Nella realtà, come numerosi altri testi biblici dimostrano, la prova non era per il Signore, che è onnisciente e conosce il nostro cuore e i nostri pensieri perfettamente, ma per lo stesso popolo, perché imparasse a conoscere la propria natura, il proprio cuore, la propria corruzione ed imparare a fidarsi di Dio, anziché di loro stessi …

Infatti, Israele dovette prendere atto più volte, come vedremo, della loro misera condizione e di come non erano affatto in grado di poter fare a meno di Dio e del Suo soccorso …

Dio lo dimostrò semplicemente lasciando che il popolo facesse scioccamente la scelta di non cacciare del tutto le nazioni pagane, lasciando che vivessero fra loro e ne pagassero le conseguenze … [23] fino al prossimo intervento misericordioso del Signore che suscitava il successivo Giudice.

Che triste condizione è quella che viviamo quando ostinatamente vogliamo fare di testa nostra, quando trascuriamo il nostro rapporto con Dio, non meditiamo e seguiamo la Sua Parola … per ritrovarci ogni volta nei guai …

Solo la misericordia del Signore ci tira fuori dalla nostra follia e apre i nostri occhi per vedere la durezza del nostro cuore e il nostro bisogno di Dio!

12/06/2026

Giudici 2:10-17

Abbandonarono il Signore …

[10] Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il Signore, né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele. [11] I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono gli idoli di Baal. [12] Abbandonarono il Signore, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra quelli dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del Signore. [13] Abbandonarono il Signore e servirono Baal e gli idoli di Astarte. [14] L’ira del Signore si accese contro Israele ed egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro nemici. [15] Dovunque andavano, la mano del Signore era contro di loro a loro danno, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande. [16] Il Signore allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano. [17] Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi, si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.

Anche questo brano mantiene la caratteristica della sintesi, dimostrando che l'obiettivo non è presentare una cronologia degli eventi, ma sottolinearne alcuni, in base all’ispirazione e alla guida del Signore …

Così l’autore racconta che la generazione del popolo, quella che era passata sull’asciutto attraverso le acque del Giordano ed era entrata nella terra promessa con Giosuè, era ormai terminata, erano tutti stati riuniti ai loro padri nel riposo del corpo, in attesa della risurrezione …

La successiva generazione, purtroppo, il testo precisa che non conosceva il signore, non conosceva le opere che Egli aveva compiuto in Israele, in loro favore …
Questo apre alla riflessione, in una parentesi molto importante, considerato che la legge di Mosè impegnava i genitori a raccontare la sera ai propri figli (allora non c'era certo la televisione o lo smartphone con cui giocare, e meno male!) le grandi cose che il Signore aveva fatto, quindi stimolando in loro la fede e la conoscenza del grande Dio che regnava su Israele e lo guidava fedelmente …
Mi sono chiesto, perciò, come mai questa nuova generazione non conosceva affatto le opere del Signore?
Rilevo tra le righe, e ipotizzo, che verosimilmente i loro genitori avessero trascurato questo preciso ordine del Signore vivere con i figli …

Così inizia nel testo la tremenda descrizione della condizione del popolo dopo la scomparsa della generazione vissuta con Giosuè e con gli anziani, suoi contemporanei …

[11] … fecero ciò che è male agli occhi del Signore ... servirono gli idoli di Baal.
[12] Abbandonarono il Signore, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto … andarono dietro ad altri dèi, fra quelli dei popoli che li attorniavano … si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del Signore.
[13] Abbandonarono il Signore e servirono Baal e gli idoli di Astarte.

Davvero una descrizione tremenda riguardo il comportamento del popolo e che dimostrava come fosse ormai completamente estranea al culto del Dio d’Israele, all'osservazione della Sua Legge e al timore del Signore … anzi, si era completamente abbandonata all'idolatria e quindi al culto di tutti gli dèi pagani seguiti dai popoli della terra promessa …

Inevitabilmente, perciò, arrivò l’intervento del Signore, la Sua santa ira si accese contro il popolo, come aveva minacciato:

[14] L’ira del Signore si accese contro Israele … egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono … li vendette ai nemici … non poterono più resistere di fronte ai loro nemici.
[15] Dovunque andavano, la mano del Signore era contro di loro … la loro tribolazione fu molto grande.

A questo punto c’è una bella novità nella storia del popolo di Dio … ancora una volta a dimostrazione del fatto che, seppure Egli è il perfetto Giudice che attua le Sue minacce contro un popolo ingrato, che si era abbandonato al peccato e all'idolatria … dimostra altresì di essere il Dio di ogni misericordia … infatti:
[16] Il Signore allora fece sorgere dei Giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano.

Un’incredibile Amore paterno ed una misericordia senza limiti vengono dimostrati da Dio con il dono dei Giudici …

A questo punto potremmo considerare che il popolo si trovasse in una nuova fase della storia, felicemente sotto la benedizione di Dio che era tornata su di loro …
Invece e purtroppo, la descrizione continua parlando di un popolo ostinato nel proprio peccato, testardo nella propria ribellione, radicato nel proprio male … tanto che:
[17] Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi, si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.

Per quanto mi riguarda, piuttosto che cadere nella tentazione di fare il distaccato e facile giudice del comportamento del popolo, ho dovuto riflettere a quanto pericolosa sia la nostra tendenza naturale al peccato … ma riflettere anche su come, quando lasciamo spazio al nostro istinto, la nostra reazione naturale, cadiamo e, fintanto che non c'è un vero ravvedimento, un ritorno al Signore, una vera sottomissione a Lui, il nostro cuore corrotto ci spinge sempre più in basso, proprio come successe al popolo …

In altre parole, senza un vero pentimento non c'è perdono, senza un vero ritorno al Signore, un attaccamento a Lui sincero e onesto, un abbandono del nostro peccato … non c'è modo di vedere gli effetti del Suo perdono e la nostra restaurazione, proprio perché da soli non ce la caviamo, la nostra natura ci porta sempre più in basso, il male è sempre più tollerato, la nostra anima diventa sempre più insensibile e gli effetti sono devastanti … perciò devo e voglio stare attaccato al Signore … Come una pianta le cui radici affondano lungo un fiume, così voglio nutrirmi regolarmente della Sua Parola, stare attaccato a Lui, sottomettere a Lui i miei pensieri, vivere tenendo conto della Sua presenza nella mia vita e del fatto che Egli cammina con me, anzi mi precede e combatte le mie battaglie … Voglio agire così per non lasciare spazio alla mia vecchia natura e alla mia tendenza al peccato …

11/06/2026

Giudici 2:1-9
Il popolo servì il Signore durante la vita di Giosuè e quella degli anziani che gli sopravvissero, perché avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in loro favore.
“[1] L’angelo del Signore salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: “Io non romperò mai il mio patto con voi; [2] e voi, dal canto vostro, non farete alleanza con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari”. Ma voi non avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo? [3] Perciò anch’io ho detto: “Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno per voi un’insidia”». [4] Appena l’angelo del Signore ebbe detto queste parole a tutti i figli d’Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. [5] Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al Signore. [6] Giosuè rimandò il popolo, e i figli d’Israele andarono ciascuno nel suo territorio a prendere possesso del paese. [7] Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in favore d’Israele. [8] Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del Signore, morì all’età di centodieci anni [9] e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.”.

Questo testo ha tutte le caratteristiche per essere un altro brano ‘di passaggio’, in sovrapposizione con la parte finale del libro di Giosuè … e, come in ogni libro storico, siamo apparentemente davanti a testi noiosi e ripetitivi … eppure, come disse un predicatore, la ripetizione è direttamente proporzionale all’ubbidienza del popolo …

Inoltre, è un susseguirsi di particolari che apre la porta ad altrettante importanti riflessioni …

L’angelo del Signore è una immagine usata diverse volte nell’A.T. per descrivere in varie circostanze un’apparizione di Dio in modo riconoscibile da noi umani … Quindi, escludendo che si trattasse della Persona del Padre, più volte dichiarata invisibile (es. Col. 1:15), considerato che Si esprime in prima persona (“Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti …” e non “cosi parla il Signore …”), credo si tratti della seconda Persona della Trinità, il Figlio.

Il luogo “Bochim” (che significa “luoghi del pianto”) è un nome attribuitogli proprio nel contesto di questo evento (v. 5), di cui ora leggiamo nel racconto che ha seguito le vicende …

Il Signore ricordò ciò che aveva fatto per il Suo popolo, ciò che aveva raccomandato, ciò che aveva proibito e ciò che aveva promesso … Egli non avrebbe mai rotto il Suo patto con loro, SE (il solito condizionale) non avessero disubbidito, se non avessero fatto patti con la popolazione del posto, se non avessero mancato di ubbidire alla volontà del Signore non applicando le Sue condizioni, quindi non demolendo gli altari della loro idolatria e rifiutando di essere consacrati solo al Signore che aveva dato inizio al loro popolo dal nulla e li aveva accompagnati fedelmente nel corso del tempo… Quindi un atto di accusa chiaro: “Ma voi non avete ubbidito alla mia voce.”!

Come sempre, al nostro comportamento ci sono delle conseguenze, alle nostre scelte scellerate seguono dei guai, al nostro peccato segue il giudizio e, nonostante il Signore ci tratti con misericordia, resta il fatto che le conseguenze del male che scegliamo e pratichiamo ricadono necessariamente su di noi, prima o poi …

Dio infatti dichiarò che avrebbe smesso di combattere per loro, di cacciare i loro nemici davanti a loro ... Anzi avrebbe lasciato che quei popoli, con i loro dèi, fossero per loro un’insidia … [3]

Il rimprovero del Signore produsse pentimento, il popolo pianse ad alta voce … [4-5] e fecero dei sacrifici al Signore …
Così Giosuè sciolse l’assemblea e rimandò tutti a casa …

Segue questo verso ‘sommario’ che spiega che la fedeltà del popolo era direttamente legata alle esperienze dirette fatte col Signore … [7] “Il popolo servì il Signore durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il Signore aveva fatte in favore d’Israele.”.

Viene ricordata quindi nel testo la morte di Giosuè, dichiarandolo “… servo del Signore …”! … che morì all’età di centodieci anni [8-9].

In questa sintesi abbiamo tanti elementi per capire la follia del popolo, nonostante fosse eletto da Dio, vediamo l’azione di Dio e gli effetti della nostra relazione con Lui …

Aver presente Dio, la Sua volontà, la Sua Parola, le Sue opere … porta il popolo ad essere fedele al Signore, a riconoscere le proprie colpe, a pentirsi quando peccava, a servire Dio …
Ma la fede non passa automaticamente da una generazione all’altra, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità , stare attaccato al Signore, onorarLo, temerLo, servirLo … ognuno sceglie per se e i propri cari la benedizione o la maledizione …

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