16/09/2026
1 Samuele 20:35-43
Il dono dell’amicizia … nella gioia e nel dolore …
[35] La mattina dopo, Gionatan andò nei campi a incontrare Davide, e aveva con sé un ragazzo. [36] Disse al ragazzo: «Corri a cercare le frecce che tiro». Mentre il ragazzo correva, tirò una freccia che passò di là da lui. [37] Quando il ragazzo fu giunto al luogo dov’era la freccia che Gionatan aveva tirata, Gionatan gli gridò dietro: «La freccia non è forse di là da te?» [38] Gionatan gridò ancora dietro al ragazzo: «Via, fa’ presto, non ti trattenere!» Il ragazzo raccolse le frecce e tornò dal suo padrone. [39] Ora il ragazzo non sapeva nulla; Gionatan e Davide erano i soli a sapere di che si trattava. [40] Gionatan diede le sue armi al ragazzo e gli disse: «Va’, portale in città». [41] E come il ragazzo se ne fu andato, Davide si alzò dal lato sud, si gettò con la faccia a terra e si prostrò tre volte; poi i due si baciarono e piansero insieme; Davide soprattutto pianse a dirotto. [42] Gionatan disse a Davide: «Va’ in pace, ora che abbiamo fatto tutti e due questo giuramento nel nome del Signore. Il Signore sia testimone fra me e te, e fra la mia e la tua discendenza, per sempre». [43] Davide si alzò e se ne andò, e Gionatan tornò in città.
Prima dell’inizio delle traversie, cioè delle sofferenze di Davide in fuga da Saul, troviamo in questo brano l’ultima parte del racconto sulla sua amicizia vissuta con Gionatan …
Ambedue avevano ormai chiaro che il futuro stava cambiando le loro sorti e soprattutto la loro possibilità di vivere la loro amicizia …
Gionatan aveva evidentemente chiaro che Dio avrebbe dato il regno a Davide e così, prima di trovarsi costretto ad allontanarsi dal suo amico a causa della persecuzione di suo padre, volle stringere un patto con Davide per cercare di proteggere la sua discendenza che, evidentemente, pensava avrebbe subito la maledizione sentenziata da Samuele su Saul, da parte di Dio, che lo aveva abbandonato e privato di qualsiasi discendenza regale …
È un brano triste che racconta perciò l’epilogo della loro storia di profonda amicizia …
Come avevano concordato, Gionatan usò lo stratagemma del lancio delle frecce con un servo per comunicare a Davide che l’assurda, ma ostinata, ira di Saul contro di lui era confermata e perciò doveva fuggire per salvarsi …
Poi mandò via il servo con una scusa, perché non ci fossero testimoni, e Davide poté uscire dal nascondiglio … e così poterono in un momento di tranquillità congedarsi, pur soffrendo molto …
Davide non si vantò mai della sua unzione, cioè della scelta che Dio aveva fatto nei Suoi confronti, e anche in quel caso si umiliò e si prostrò ancora, quando stava con Gionatan, credo come atto di umiliazione davanti a Dio, di accettazione della Sua volontà, prima di abbracciarsi e baciarsi dolorosamente come amici che si amavano profondamente …
Sapere o temere di non rivedersi più credo che sia terribilmente straziante, doloroso …
[41] “… Davide soprattutto pianse a dirotto.”
Questa espressione nel testo precisa il particolare coinvolgimento di Davide, come si dimostrerà anche in seguito …
Ribadito il giuramento reciproco di protezione e rispetto per loro stessi e per la loro discendenza, si lasciarono e Davide partì …
Davvero un’amicizia profonda, testimoniata in vari passaggi del libro, nella quale dominava un amore “come per se stesso”, come la propria vita, la gioia per il bene dell’altro, il dare più del ricevere … era evidente.
La situazione era più grande di loro, pericolosa per ambedue, eppure restarono fedeli alla loro amicizia fino in fondo, anche quando furono costretti alla separazione …
Che il Signore ci doni amicizie del genere, che ci spingano alla santità, in cui non si cerca il proprio interesse ma quello dell’altro, nelle quali ci si protegga a vicenda ad ogni costo, pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro … forse allora capiremo meglio perché Gesù chiamò “amici” i Suoi …