01/08/2026
Publichiamo l'Omelia di Don Sebastian Thomas
In occasione dei festeggiamenti Patronali di Santa Venera.
Venerdì 24 luglio2026, nel cuore dei solenni festeggiamenti in onore di Santa Venera, la comunità si è stretta attorno al proprio simulacro e alla Parola di Dio grazie all'intensa omelia pronunciata da don Sebastian Thomas.
Un momento di profonda riflessione spirituale che ha saputo unire la devozione popolare per la giovane martire e il messaggio evangelico, offrendo ai fedeli spunti di attualità e di crescita nella fede.
Carissimi Fratelli e Sorelle di Grotte,
Grazia e pace a voi da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo.
Ci riuniamo oggi sotto le volte della nostra chiesa, in questo cuore storico di Grotte, per celebrare una profonda pietra miliare della fede: la festa della nostra amata patrona, Santa Venera. Attraverso i secoli, dalle antiche strade dell'Impero Romano fino alle nostre assolate colline siciliane, il ricordo di questa coraggiosa vergine e martire ha ardeto luminoso. Viva santa venera Proclamiamo Viva santa venera
Oggi, mentre onoriamo la sua vita, le sue lotte e la sua testimonianza suprema, dobbiamo chiederci: cosa ha da dirci Santa Venera qui a Grotte nell'era moderna? Come parla una giovane donna del secondo secolo alle nostre famiglie, alle nostre ansie, alla nostra comunità e alla nostra fede oggi?
Ripercorriamo con la mente le sue orme. La tradizione e l'agiografia ci narrano di un viaggio che si estese dalla lontana Gallia fino ai profondi e suggestivi paesaggi interni della Sicilia, terre caratterizzate da antiche grotte, terreni aspri e comunità salde. Nata da nobili genitori, Agato e Ippolito, che pregarono per decenni per avere un figlio, Venera fu immersa nelle Sacre Scritture fin dalla giovinezza.
Alla morte dei genitori, si trovò di fronte a una scelta che la distingue dalla logica di ogni epoca, compresa la nostra. Ereditò un patrimonio, ma anziché accumulare ricchezze, scelse una rinuncia radicale. Vendette tutto e riversò il suo patrimonio nelle mani dei poveri, dei malati e degli emarginati.
Cari amici, il viaggio di Santa Venera non fu mai meramente geografico; fu profondamente spirituale. Attraversò il mondo romano non come una turista, ma come un'ambasciatrice di Cristo. Nella Sicilia del II secolo, governata da prefetti imperiali, templi pagani e dalla costante minaccia di persecuzione sotto sovrani come Antonino Pio, Venera rimase salda nelle sue convinzioni. Guarì i malati, confortò gli afflitti e si rifiutò di offrire incenso ai falsi idoli, persino di fronte all'olio bollente e a brutali torture.
Viva Santa Venera,
II. Le acque bollenti e i templi che crollano della vita moderna
Potremmo essere tentati di considerare questi drammatici racconti agiografici – l'elmo rovente, il calderone di zolfo, il tempio di Apollo che crolla – come reliquie di un passato lontano, quasi cinematografico. Ma guardiamo più da vicino.
Analisi iconografica dell'immagine
• La corona reale e le vesti nobili: la corona ornata sul suo capo e le sue ricche vesti decorate riflettono la sua nobile nascita (da Agato e Ippolita) e il suo status finale di sposa di Cristo, portatrice della corona della vita eterna.
• La mano alzata e la croce: la sua postura dinamica – con una mano alzata e l'altra che regge un crocifisso – illustra la sua dedizione di una vita alla predicazione missionaria e la sua incrollabile testimonianza attraverso la sofferenza, indicando ai fedeli direttamente Cristo crocifisso.
• I putti (angeli) che la accompagnano:
o L'angelo a sinistra regge simboli associati al suo martirio, a ricordo delle prove che ha superato.
o L'angelo a destra regge un libro aperto con l'iscrizione latina "PRAEDICA VERBUM" ("Predica la Parola"). Questo elemento funge da suggestivo fulcro tematico per un'omelia parrocchiale,collegando il suo zelo apostolico alla continua proclamazione del Vangelo a Grotte.
• Candelabri e composizione floreale: Affiancata da candelabri disposti su più livelli e posta sopra una composizione floreale, la statua incarna la luce viva della fede.
"Quando guardiamo quest'immagine di Santa Venera, vediamo più di un ricordo storico di una martire del secondo secolo che sfidò l'elmo rovente e il calderone bollente. Vediamo il comandamento stesso che ci è stato lasciato: Praedica Verbum - Predicate la Parola. Come le antiche prove non riuscirono a spegnere la sua fede, la sua testimonianza sfida la nostra comunità qui a Grotte a portare quella stessa luce incrollabile nella nostra vita quotidiana di oggi." Viva Santa Venera.
Non possiamo costruire il nostro futuro sulle sabbie mobili della comodità moderna. «Sante come Venera sfidano il nostro mondo moderno proprio perché si rifiutano di inchinarsi agli idoli della comodità, del comfort e del compromesso. La sua purezza consacrata e il suo coraggio incrollabile sotto tortura ci dicono che siamo fatti per l'eternità. In un mondo che ci dice di omologarci, Santa Venera – con la sua croce e la sua corona – ricorda alla parrocchia di Grotte di rimanere salda, di vivere vite di profonda integrità e di predicare con audacia la Parola attraverso le nostre azioni oggi.» Dobbiamo edificarla sulla roccia di Cristo, sull'esempio di coloro che ci hanno preceduto.
Viva Santa Venera! Proclamiamo, Viva Santa venera.
III. Una sfida per i Grottessi di oggi
Quali sono gli "oli bollenti" della nostra era moderna?
È la pressione a conformarsi a una cultura secolarizzata che deride i valori cristiani. Le posizioni cristiane ortodosse sul matrimonio, la sacralità della vita o la natura umana sono viste come un peso.
È il peso silenzioso e schiacciante dell'ansia economica e dell'isolamento che ci tenta a chiudere le mani e il cuore al prossimo.
Sono gli idoli moderni del consumismo, dell'individualismo e dell'indifferenza che esigono il nostro sacrificio quotidiano.
Come i prefetti romani che misero alla prova Venera, il mondo moderno ci chiede di inchinarci. Ci dice che la ca**tà radicale è una follia, che la purezza di cuore è superata e che rimanere fedeli al Vangelo è un inconveniente.
Le reliquie fisiche di Santa Venera hanno trovato dimora in tutta la Sicilia, da Acireale alla nostra comunità di Grotte. Ma le sue vere reliquie viventi siete voi. Voi siete i custodi della sua memoria, portando avanti il suo spirito attraverso i rosari tradizionali, le processioni festive per le nostre strade e la silenziosa sopportazione della vita quotidiana.
Pertanto, miei cari Grottessi, Santa Venera ci rivolge oggi una santa sfida:
1. Rifiutare la cultura dell'indifferenza: così come lei ha disinvestito la sua eredità per i poveri e i malati, noi siamo chiamati a guardare oltre la nostra porta di casa. In un mondo che ci insegna a guardare dentro di noi, la vita cristiana nell'era moderna deve essere caratterizzata da un'ospitalità radicale e da una generosità verso i più vulnerabili.
2. Custodire l'integrità della fede: Venera avrebbe potuto salvarsi la vita con un solo pizzico di incenso offerto a Cesare. Scelse invece il martirio. Nei nostri luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle case, siamo chiamati a far conoscere la nostra identità cristiana senza vergogna né compromessi. 3. Essere pilastri di speranza: così come i nostri antenati invocavano Santa Venera per proteggere i loro campi e le loro case da terremoti ed eruzioni, invochiamola anche noi oggi per scuoterci dall'autocompiacimento spirituale. Siamo una comunità che guarisce le ferite anziché infliggerle, che costruisce ponti anziché muri.
Conclusione
Mentre la statua della nostra patrona si prepara a percorrere le nostre strade, che non sia una mera tradizione culturale o un nostalgico sguardo al passato. Che sia un rinnovamento vivo.
Possa Santa Venera, che affrontò le prove dell'Impero Romano con lo sguardo fisso sull'eternità, intercedere per Grotte. Possa donarci il coraggio dei primi martiri, la tenerezza di una vera guaritrice e la fede incrollabile per mantenere viva la luce di Cristo nell'era moderna.
Viva Santa Venera!