Chiesa Valdese Grottaglie

Chiesa Valdese Grottaglie Chiesa Evangelica Valdese

21/01/2026

TIME OUT.
Breve pausa spirituale.
Mercoledì 21 gennaio 2026

Meditano pensieri malvagi e dicono: «Abbiamo attuato il nostro piano». I sentimenti e il cuore dell'uomo sono un abisso. (Salmo 64,6)

Signore, grazie per il tuo amore, che è come una pioggia gentile che cade sulla terra arida, che è capace di sanare le ferite e lenire il dolore. Per il tuo amore, che è forte e certo come il sorgere del sole, che trasforma in luce le tenebre e rivela la tua verità, noi ti diciamo grazie. Per il tuo amore, che è così tenace nel volerci sollevare dai luoghi profondi in cui siamo prigionieri, noi ti rendiamo grazie. Per il tuo amore, che non ci tura la bocca ma fa sorgere domande e raccoglie i nostri dubbi, noi ti diciamo grazie. Donaci, o Signore, di servirti servendo gli altri nella forza del tuo Spirito. Amen. (Luca Baratto)

08/01/2026

TIME OUT.
Breve pausa spirituale.
Giovedì 8 gennaio 2026

Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all'ombra delle tue ali. (Salmo 63,7)

Signore, nostro Dio! Quando abbiamo paura, non permettere che dubitiamo. Quando siamo delusi, non permettere che ci esacerbiamo. Quando cadiamo, non lasciarci a terra. Quando le nostre forze sono al limite, non lasciarci soccombere. No, permettici allora di sentire la tua vicinanza e il tuo amore. (Karl Barth)

22/12/2025

TIME OUT.
Breve pausa spirituale.
Lunedì 22 dicembre 2025

Poiché il SIGNORE ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi sono conservati in eterno (Salmo 37,28)

Chi sei tu, o luce, che mi riempie e che illumina l'oscurità del mio cuore? Tu mi guidi come mano di madre e, se tu mi lasciassi, non saprei fare più neppure un passo. Tu sei lo spazio che racchiude il mio essere e lo accoglie in sé. (Edith Stein)

19/12/2025

Meditazione del 19 dicembre 2025
Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia (2a Pietro 3,9)
PROMESSE MANTENUTE
La Scrittura, tra le tante rivelazioni che ci offre, ci parla della fedeltà di Dio, proponendoci tutta una serie di promesse mantenute nello scorrere del tempo.
Come credenti, la grande promessa a cui guardiamo è quella della sua seconda venuta: il Signore tornerà per condurre con Sé, nell’eterna gloria celeste, tutti i riscattati dal sangue dell’Agnello.
Siamo ormai nel terzo millennio e sembra che per tanti cristiani, il tempo scorra invano e il sussistere delle cose induca i molti a vivere come se dovessero stare sempre su questa terra.
Pur essendo assidui frequentatori delle attività comunitarie, la maggior parte dei credenti sa poco o nulla del ritorno di Cristo, che viene a prendere la Sua Chiesa.
In questa attesa si insinua il nemico delle nostre vite, ed ecco che gli schernitori, ci domandano: "Dov’è la promessa della sua venuta?".
Essi non considerano che questo apparente ritardo non è dovuto ad una dimenticanza da parte di Dio o ad una sua presunta infedeltà, ma è la manifestazione del suo immenso amore, perché il Signore è paziente verso tutti e desidera che ognuno si ravveda ed acceda, tramite Cristo al dono della grazia. Facciamo nostro il consiglio della Parola: “Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà” (Mt 24,42). AMEN

17/12/2025

MEDITAZIONE DEL 17.12.2025
Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà (Salmo 37,5)
UNA SORTE SICURA
Capita molto di sovente che tante persone si ritengono autosufficienti al punto tale di non aver bisogno di nessuno, e, men che meno, di Dio.
Reputo che sia intelligente, da parte di un sincero credente riporre le proprie sorti nel Signore.
Ciò significa, innanzitutto, affidare a Cristo nell’oggi tutti i nostri giorni insieme, contando su un futuro di beatitudine quando i nostri giorni si saranno esauriti.
In altre parole, significa scegliere di fondare le nostre esistenze su di Lui, ripensando a quel che Dio ha fatto per noi.
La Scrittura ci avverte: “Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal SIGNORE!” (Ger 17,3).
Riporre la nostra sorte nel Signore significa riposare serenamente nella Sua sovranità, anche quando ci capitano eventi che sembrano danneggiarci. Riporre la nostra vita in Cristo vuol dire continuare a fare la Sua volontà, lasciando che sia Lui a prendersi cura di noi, anche quando siamo tentati di risolvere dei problemi trascurando la Sua Parola.
Se ci affidiamo a Dio per qualcosa, continuiamo fino alla fine. Non cerchiamo noi di aprire le porte o chiuderle. Lasciamo che sia Dio ad operare.
Mettere la propria vita nelle mani del Signore non significa perderla, ma vederla, giorno per giorno, arricchita dalle Sue grandi benedizioni.
Rimettiamo il nostro oggi e il nostro domani nelle mani del Signore, “confidiamo”, pienamente e profondamente, “in lui, ed egli agirà”. AMEN

06/12/2025

TIME OUT.
Breve pausa spirituale.
Sabato 6 dicembre 2025

Confida nel SIGNORE e fa' il bene; abita il paese e pratica la fedeltà. (Salmo 37,3)

Non appoggiarti all'uomo: deve morire. Non appoggiarti all'albero: deve seccare. Non appoggiarti al muro: deve crollare. Appoggiati a Dio, a Dio soltanto. Lui rimane sempre. (Francesco d'Assisi)

05/12/2025

Meditazione del 05 dicembre 2025
Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove erano diretti (Giovanni 6,21)
LUI FA LA DIFFERENZA
Il lago Tiberiade è famoso per le tempeste di vento che improvvisamente sconvolgono la tipica tranquillità di un lago. Giovanni ci racconta che, mentre il giorno declinava, i discepoli salirono sulla loro barca per raggiungere “l’altra riva”.
Il Maestro non era con loro, ed ecco che repentinamente una tempesta li sorprese.
Quegli uomini cominciarono a combattere control il vento e le onde remando per circa sei chilometri, ma non c’era modo di raggiungere l’altra riva.
Quando ormai le forze si erano affievolite e si prospettava un tragico epilogo della traversata, mentre erano senza speranza, ecco che furono raggiunti dal Signore che andò loro incontro camminando sul mare.
La traversata dei discepoli è metafora delle nostre vite e può capitare che ognuno di noi si trovi ad affrontare la "traversata" -talora burrascosa- di questa esistenza.
Qualcuno si potrebbe domandare: «Come mai mi accade questo se -stando alle Scritture- sono un* figli* di Dio? La risposta è semplice: come esseri umani TUTTI e TUTTE siamo esposti alle intemperie per la vita. Sapere di avere Dio dalla nostra parte ci deve infondere quella fiducia che ci conforterà: “Lui senz’altro interverrà!”.
Purtroppo, tanti sono senza Cristo, e contano unicamente sulle loro forze. I venti contrari che incontrano, diventano ostacoli invalicabili che portano alla deriva e al naufragio.
Grazie alla spinta dello Spirito, anche noi, dopo avere tentato di affrontare il viaggio da soli, abbiamo accolto il dono della fede, lasciando così il timone della loro imbarcazione al Signore, e così siamo giunti alla riva desiderata.
Sia la nostra gratitudine al Padre, al Figlio e allo Spirito, mirabile santa Trinità ce ci guida e ci protegge. AMEN

04/12/2025

Meditazione del 04 dicembre 2025
Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri (Salmo 139,23)
LA CONOSCENZA DI DIO
Dio ha una profonda e perfetta conoscenza di tutte le cose e di tutti gli individui. Ciò suscita diversi atteggiamenti negli uomini, secondo la condizione spirituale di ciascuno. Davide, l’uomo "secondo il Suo cuore", che conosce Dio e lo adora, è invece benedetto da questa rivelazione del carattere divino. Egli, infatti, non dubita che Dio sappia ogni cosa, ma gioisce e, al contempo, stupisce di questo Suo attributo, confidando nell’Onniscienza del Signore per essere purificato e preservato dal peccato. Essa è per lui fonte di consolazione e di sicurezza.
Anche il Signore Gesù ci confermò questa divina realtà dicendoci che “"il Padre vede nel segreto" (Mt 6,4)
Il fatto che "il Padre vede nel segreto" fa ridere gli scettici e i beffardi, ma, per chi si trova in difficoltà e confida nell’amore del Padre, è fonte di certezza e consolazione.
Il desiderio di ogni figlio di Dio è quello di sapere di avere “le spalle forti” avendo un padre che lo ama e lo sostiene. Poiché si sente amato dal Padre, non teme di essere scrutato a fondo da lui.
Il fatto che il Padre ci vede e ci conosce a fondo vita sia per noi ma una preziosa fonte di benedizione e mai un elemento che ci faccia spaventare e sentire oppressi!
Impariamo a dire con Davide: «Quanto a me, io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza; io canterò al SIGNORE perché m'ha fatto del bene» (salmo 13,5) AMEN

28/11/2025
28/11/2025

Meditazione del 28 novembre 2025
Se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; (Giacomo 1,23)
COSA VEDI NELLO SPECCHIO?
Con il versetto di oggi, l’apostolo Giacomo paragona l’ascolto della Parola di Dio al rimirarsi di una persona in uno specchio al fine di riconoscere se stesso e le sue reali e profonde necessità spirituali. Questa è un’attività consueta nella nostra realtà di credenti.
Il vero problema è che la funzione dello specchio si limita a farci vedere le cose da evitare, da eliminare o da mettere in ordine. Non bisogna assolutamenteblimitarsi alla visione: è necessario agire di conseguenza. Se uno si accorge -ad es- di essere molto accaldato e col volto arrossato, sospetta di essere febbricitante e corre ai ripari consultando un medico.
Chissà perché, spesso, sotto l’aspetto spirituale non ci si comporta allo stesso modo: i sintomi di malessere o di disagio li vogliamo affrontare a modo nostro.
Addirittura, sono molti quelli che, con tanta superficiale sufficienza, si vantano di essere credenti non praticanti. Rispettare determinate festività. Essere cristiani consiste nel realizzare e sperimentare ogni giorno il miracolo della nuova nascita grazie alla fede in Cristo.
Anche l’esperienza più genuina di chi ha ascoltato la voce di Dio, se non è seguita dal riconoscere la volontà di mettere in pratica ciò che si è udito, si accontenterà di una benedizione superficiale e sterile, perdendosi lo stato di beatitudine annunciato da Cristo: «Beati quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!» (Lc 11,28).
A chi fonda la propria vita sulla Parola incarnata, lo Spirito Santo dice: "Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi medesimi che Gesù Cristo è in voi?" (II Corinzi 13,5).
Fidiamoci della Parola non solo come fatto per “l’al di là”. Certamente la Vita ci sorriderà. AMEN

27/11/2025

Meditazione del 27 novembre 2025
Il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 6,23)
UN AMARO GUADAGNO
Per chiunque lavori, al di là dell’aspetto economico, ricevere un giusto salario dopo un periodo lavorativo di onesto impegno è l’attesa più legittima e gratificante. Il salario dunque è il frutto dell’operosità e dovrebbe essere motivo di soddisfazione per l’ingegno e le energie profuse nelle nostre occupazioni.
Purtroppo, la modestia di alcuni salari, che spesso non ripagano affatto gli sforzi, illustra drammaticamente un'altra amara verità: nel mondo non c’è giustizia.
Sotto l’aspetto spirituale, il nostro “Datore di lavoro” è un Dio giusto e retto (Deut 3,24). Purtroppo succede che pur professando il nome di Cristo, qualcuno si lasci attrarre dalle lusinghe di vivere una vita lontana da Dio, “tanto alla fine Dio perdona tutto e tutti”. Questo sarebbe il comportamento di un Dio ingiusto che, come fa spesso qualche governante, rimette i debiti a chi non paga le tasse, in dispregio dei cittadini onesti che si attengono alle leggi dello Stato e del vivere civile.
Una vita vissuta senza la minima attenzione alla volontà di Dio e dedicata unicamente al raggiungimento ed al godimento dei propri obiettivi, sicuramente un giorno fornirà un’amara ricompensa: “Allontanatevi da me, operatori di iniquità! (Mt 7,23 e par)”.
Il Signore dice: "E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua?" (Matteo 16,26). AMEN

25/11/2025

Meditazione del 25 novembre 2025
CADUCITÀ UMANA E NECESSITÀ DELL’AMORE DI DIO
I giorni dell'uomo sono come l'erba; egli fiorisce come il fiore dei campi; se lo raggiunge un colpo di vento esso non esiste più e non si riconosce più il luogo dov'era. Ma la bontà del SIGNORE è senza fine (Salmo 103,15-17)

Nell’oggi, l’umanità vive una tragica contraddizione: mentre si investono grandi risorse per la ricerca scientifica al fine di migliorare le condizioni della vita umana, allo stesso tempo, si impiegano grandi capitali per realizzare micidiali strumenti di morte.
Le nostre vite oscillano nella tensione tra fragilità e caducità umana, dipanandosi in una serie di angosciose preoccupazioni.
Sembra nu secolo, ma da poco tempo ci siamo lasciati alle spalle una pandemia che ha arrecato lutti in tutto il mondo, eppure, continuamnte, alle nostre orecchie arrivano notizie di dolori e di lutti per guerre, disatri, genocidi.
Ogni giorno sperimentiamo la possibilità di “scomparire” in modo del tutto inatteso e da ciò possono sortire due risultati: l’allontanarci da Dio o l’accostarsi a Lui.
Come credenti, auguriamoci di non fare mai “naufragio“ della fede. L’accostarci a Dio, di contro, può aiutarci ad essere più attenti a noi e agli altri, vigilando diligentemente sulle nostre e altrui vite, migliorandoci in prima persona.
Ecco allora che la nostra debolezza diventa un’opportunità per una vita piena ed esuberante. Facciamo nostra l’esortazione delle Scritture: “Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi” (Giac 4,8).
Nell’accostarci a Lui, fonte di vita, nello star vicino a Lui, impareremo ad amare le vite nostre e altrui, onorando quella Sua immagine con la quale siamo stati formati. AMEN

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Via Mascagni 5
Grottaglie
74023

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