Parrocchia Nostra Signora di Lourdes, Follonica

Parrocchia Nostra Signora di Lourdes, Follonica Siamo una parrocchia cattolica romana che fa parte della diocesi di Massa-Maritima-Piombino.

La nostra parrocchia è molto attiva con diversi ministri e attività per soddisfare le esigenze spirituali di ogni persona.

XXIX Domenica (C) del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 18,1-8): In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una p...
19/10/2025

XXIX Domenica (C) del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 18,1-8):

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: «Fammi giustizia contro il mio avversario». Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: «Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi»».

E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
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Il Vangelo di oggi (Lc 18,1-8) ci presenta la parabola della vedova importuna: una donna semplice, fragile agli occhi del mondo, ma dotata di una forza straordinaria, quella della perseveranza nella preghiera. Questa vedova con insistenza, chiede giustizia a un giudice indifferente. Nonostante l’arroganza del giudice, la sua costanza ottiene risposta. Così ci insegna che la fede non è fatta di parole frettolose, ma di fiducia che non si arrende.

Gesù ci insegna che Dio non è come il giudice ingiusto che si lascia convincere solo per stanchezza. Il Padre, al contrario, ascolta con amore ogni figlio/a che si rivolge a Lui con fede. La preghiera costante non serve a cambiare Dio, ma a trasformare noi, a renderci più aperti alla sua volontà, alla sua presenza, più fiduciosi nella sua bontà.

Pregare sempre non vuol dire stare tutto il giorno in chiesa o ripetere parole senza fine ma mantenere il cuore aperto a Dio e vivere ogni momento in relazione con Dio: mentre lavoriamo, mentre affrontiamo una prova, o semplicemente nel silenzio. La preghiera ci unisce, ci dà forza e ci ricorda che non siamo soli. È rimanere nel suo amore anche quando sembra non rispondere, certi che Egli opera nel tempo giusto.

Gesù conclude con una domanda provocante: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Questa domanda è per noi oggi: abbiamo ancora fede in un Dio che ascolta con amore? Ecco la sfida del Vangelo di oggi: mantenere viva la fiamma della fede attraverso la preghiera costante, certa che Dio ascolta sempre, anche quando sembra tacere.

Impariamo dalla vedova del Vangelo. Non smettiamo di bussare al cuore di Dio. Anche quando tutto sembra inutile, continuiamo a credere. Pregate sempre, senza stancarvi mai, perché nella preghiera fedele si accende la speranza e si rinnova il cuore. La perseveranza nella preghiera apre la strada ai miracoli dell’amore.

SANTO DEL GIORNO: 18 OTTOBRE:- SAN LUCA, EVANGELISTASan Luca Evangelista, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Ap...
18/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 18 OTTOBRE:- SAN LUCA, EVANGELISTA

San Luca Evangelista, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, fu un medico originario di Antiochia di Siria e compagno di viaggio di San Paolo. Pagano di nascita e convertito al cristianesimo, si distinse per la sua cultura, sensibilità e precisione nel narrare la vita di Gesù e la nascita della Chiesa.

Nel suo Vangelo, Luca pone particolare attenzione alla misericordia divina, ai poveri, alle donne e agli emarginati, presentando Cristo come il Salvatore universale. È l’unico evangelista a raccontare alcune delle parabole più celebri, come il Buon Samaritano e il Figliol Prodigo. Negli Atti degli Apostoli descrive con cura la diffusione del Vangelo e le missioni di Paolo, testimoniando la forza dello Spirito Santo nella comunità cristiana nascente.

Secondo la tradizione, dopo la morte di Paolo, Luca continuò a predicare la fede e morì martire, forse in Grecia, a età avanzata. È considerato patrono dei medici, degli artisti e dei pittori, poiché la leggenda gli attribuisce anche la prima icona della Vergine Maria. La sua festa liturgica si celebra il 18 ottobre, giorno in cui la Chiesa onora il suo esempio di fede, cultura e servizio al Vangelo.

18 ottobre: San Luca, Evangelista: Testo del Vangelo (Lc 10,1-9): In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e ...
18/10/2025

18 ottobre: San Luca, Evangelista: Testo del Vangelo (Lc 10,1-9):

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

»In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
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Nel Vangelo di oggi (Lc 10,1-9), Gesù invia settantadue discepoli in missione, due a due, come “agnelli in mezzo a lupi”, per annunciare che “il regno di Dio è vicino”. È un invito alla fiducia e alla comunione: nessuno è mandato da solo, perché la testimonianza cristiana nasce dalla fraternità. Essere “agnelli” significa scegliere la mitezza e la pace anche in un mondo che spesso risponde con durezza.

Gesù chiede di partire senza borsa, né sacca, né sandali. È un invito alla fiducia e alla povertà evangelica. Il discepolo non si affida alle proprie sicurezze o ai mezzi materiali, ma sulla testimonianza di una vita autentica vissuta nella potenza della Parola e nella presenza del Signore che lo invia.

Nella festa di San Luca, Evangelista, e compagno di Paolo, siamo invitati a riscoprire la gioia dell’annuncio. San Luca, medico e missionario, ci ricorda che l’annuncio del Vangelo passa anche attraverso la tenerezza, la cura e la misericordia: “Guarite i malati e dite loro: il regno di Dio è vicino a voi”. Ogni gesto di amore diventa così una parola di speranza. Anche noi siamo inviati nel mondo come discepoli missionari, per portare pace nelle case, consolazione ai cuori feriti e la gioia del Vangelo a chi ancora non conosce Cristo. Allora possiamo pregare: Eccomi Signore, manda me!

SANTO DEL GIORNO: 17 OTTOBRE:- BEATO CONTARDO FERRINI, LAICOBeato Contardo Ferrini (1859–1902) nacque a Milano in una fa...
17/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 17 OTTOBRE:- BEATO CONTARDO FERRINI, LAICO

Beato Contardo Ferrini (1859–1902) nacque a Milano in una famiglia profondamente cristiana. Fin da giovane mostrò un vivo interesse per lo studio e una fede sincera. Dopo il liceo, si iscrisse all’Università di Pavia, dove si distinse per la sua intelligenza e la serietà morale. Si laureò in giurisprudenza e approfondì il diritto romano, materia di cui divenne uno dei maggiori studiosi europei.

Dopo un periodo di perfezionamento a Berlino, fu professore universitario a Pavia e in altre città italiane. Pur immerso nell’ambiente accademico, visse la sua fede con profonda coerenza: partecipava ogni giorno alla Messa, si dedicava alla preghiera, all’apostolato tra i giovani e alle opere di ca**tà.

La sua vita dimostrò come fosse possibile essere laico e santo, testimoniando il Vangelo nel mondo della cultura e del lavoro. Fu terziario francescano e si impegnò anche nella vita civile, promuovendo iniziative sociali ispirate al Vangelo.

Morì improvvisamente a soli 43 anni, durante un’epidemia, nella sua casa di campagna a Suna, sul Lago Maggiore. Fu proclamato Beato da Papa Pio XII nel 1947, come modello di santità laicale e di armonia tra fede e scienza.

Venerdì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 12,1-7): In quel tempo, si erano radunate migliaia ...
17/10/2025

Venerdì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 12,1-7):

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
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Nel Vangelo di oggi (Lc 12,1-7), Gesù ci mette in guardia dal “lievito dei farisei”, cioè dall’ipocrisia: quella doppiezza che porta a mostrarsi diversi da ciò che si è nel cuore. L’ipocrisia nasce dalla paura del giudizio degli altri e ci allontana dalla verità di noi stessi e da Dio. Egli ricorda che nulla resta nascosto davanti a Dio: ogni cosa sarà rivelata nella verità del suo amore. Il Signore ci chiama alla sincerità del cuore, a vivere nella luce, senza maschere né doppiezze. Gesù ci invita alla trasparenza, alla sincerità, alla libertà interiore di chi vive alla luce del Padre.

Gesù poi ci rassicura: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo…”. Il vero timore non è quello degli uomini, ma di perdere il rapporto con Dio che conosce perfino il numero dei nostri capelli. Questo ci rivela quanto siamo preziosi agli occhi di Dio, che si prende cura di ciascuno di noi con amore paterno.

Nulla di noi gli è indifferente. Anche il più piccolo passero è sotto il suo sguardo: quanto più ciascuno di noi, suo/a figlio/a amato/a! Vivere senza paura significa fidarsi del Padre, essere autentici, e lasciare che la verità del Vangelo plasmi la nostra vita. In Dio siamo al sicuro: valiamo più di molti passeri. Chi si affida al Signore vive nella libertà e nella verità, certo di essere amato e custodito da Lui.

SANTO DEL GIORNO: 16 OTTOBRE:- SAN GERARDO MAIELLA, RELIGIOSO REDENTORISTASan Gerardo Maiella nacque a Muro Lucano (Pote...
16/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 16 OTTOBRE:- SAN GERARDO MAIELLA, RELIGIOSO REDENTORISTA

San Gerardo Maiella nacque a Muro Lucano (Potenza) il 6 aprile 1726 in una famiglia umile. Fin da giovane mostrò un profondo spirito di preghiera e una grande ca**tà verso i poveri. Dopo aver lavorato come sarto, decise di consacrarsi totalmente a Dio.

Nel 1749 entrò nella Congregazione del Santissimo Redentore, fondata da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, come fratello laico. Nonostante la salute fragile, Gerardo si distinse per la sua obbedienza, umiltà e dedizione al servizio dei confratelli. Era conosciuto per i doni spirituali straordinari, tra cui la capacità di leggere nei cuori, compiere guarigioni e operare miracoli.

Un episodio celebre riguarda un fazzoletto da lui donato a una giovane madre: quel segno fu poi legato a numerosi casi di protezione delle madri e dei bambini, motivo per cui Gerardo è venerato come patrono delle mamme e dei nascituri.

Morì di tubercolosi a Caposele il 16 ottobre 1755, a soli 29 anni. Fu canonizzato da Papa Pio X nel 1904. La sua vita, segnata da semplicità e amore verso Dio e il prossimo, continua a ispirare i fedeli come esempio di santità nella quotidianità.

Giovedì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,47-54): In quel tempo, il Signore disse: «Guai a...
16/10/2025

Giovedì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,47-54):

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: «Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno», perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
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Nel Vangelo di Luca 11,47-54, Gesù rimprovera i farisei e i dottori della Legge perché costruiscono monumenti ai profeti che i loro padri hanno ucciso. Con parole forti, smaschera l’ipocrisia di chi onora il bene del passato, ma rifiuta di accoglierlo nel presente. Gesù ci invita a non cadere nella stessa trappola: possiamo facilmente venerare i santi e i giusti di ieri, ma ignorare la voce profetica che oggi ci chiama alla conversione, alla giustizia e alla misericordia.

Questo brano ci ricorda che la vera fede non si ferma ai gesti esteriori o alla tradizione, ma si traduce in ascolto e coerenza di vita. Accogliere la Parola di Dio significa lasciarsi mettere in discussione, cambiare mentalità e aprirsi al rinnovamento interiore. Gesù ci chiama a non essere custodi di tombe, ma costruttori di vita, uomini e donne capaci di ascoltare la verità e di metterla in pratica con cuore sincero. Gesù ci invita a essere discepoli autentici, non spettatori del bene, ma testimoni vivi del Vangelo nel presente.

SANTO DEL GIORNO: 15 OTTOBRE:- SANTA TERESA D'AVILA, VERGINE E DOTTORE DELLA CHIESASanta Teresa d’Avila, nata a Gotarren...
15/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 15 OTTOBRE:- SANTA TERESA D'AVILA, VERGINE E DOTTORE DELLA CHIESA

Santa Teresa d’Avila, nata a Gotarrendura (Spagna) nel 1515, fu una delle più grandi mistiche e riformatrici della Chiesa cattolica. Entrata giovanissima nel monastero carmelitano dell’Incarnazione ad Avila, inizialmente visse una vita religiosa piuttosto comoda, ma una profonda esperienza di conversione la spinse a cercare una più autentica unione con Dio.

Animata da un ardente desiderio di rinnovamento spirituale, Teresa fondò nel 1562 il primo monastero delle Carmelitane Scalze, dedicato alla povertà, al silenzio e alla preghiera contemplativa. La sua riforma si estese rapidamente, nonostante le molte opposizioni, e segnò una svolta decisiva nella vita dell’Ordine Carmelitano.

Donna di grande intelligenza e profonda umanità, Teresa fu anche una scrittrice straordinaria: nelle sue opere principali — Il Castello interiore, Il Libro della vita e Cammino di perfezione — descrisse con chiarezza e realismo il cammino mistico verso l’unione con Dio, divenendo maestra di spiritualità per tutti i tempi.

Morì ad Alba de Tormes nel 1582 e fu canonizzata nel 1622. Nel 1970 papa Paolo VI la proclamò Dottore della Chiesa, riconoscendo in lei una delle più alte voci della mistica cristiana. La sua festa si celebra il 15 ottobre.

Mercoledì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,42-46): In quel tempo, il Signore disse: «Guai...
15/10/2025

Mercoledì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,42-46):

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
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Nel brano di Luca 11,42-46, Gesù rivolge parole forti ai farisei e ai dottori della legge: non per condannarli, ma per smascherare un atteggiamento religioso falso. Essi osservano scrupolosamente le regole esteriori — come pagare la decima di ogni erba — ma dimenticano ciò che è più importante: la giustizia, l’amore di Dio e la misericordia verso il prossimo. Gesù denuncia l’ipocrisia di chi si preoccupa di apparire giusto, ma non si lascia trasformare il cuore. Ai dottori della legge rimprovera di imporre pesi insopportabili agli altri, senza aiutare nessuno a portarli.

Questo Vangelo ci invita a un esame di coscienza: anche noi rischiamo di ridurre la fede a gesti esterni — andare a Messa, dire preghiere — senza lasciarci trasformare dall’amore di Dio; ci invita a verificare la nostra fede: è fatta solo di abitudini e pratiche esteriori, o nasce da un cuore che ama? Gesù ci chiede coerenza, umiltà e sincerità: non basta sembrare buoni, dobbiamo esserlo davvero, nei gesti concreti verso gli altri. Seguendo Gesù, impariamo che la vera religiosità non è nella forma, ma nel vivere la verità del Vangelo, nella giustizia, nella compassione e nell’umiltà. La vera religione è amare Dio e il prossimo con cuore autentico. Solo così la nostra fede diventa viva e credibile.

SANTO DEL GIORNO: 14 OTTOBRE:- SAN CALLISTO I, PAPA E MARTIRESan Callisto I, Papa e martire, visse tra il II e il III se...
14/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 14 OTTOBRE:- SAN CALLISTO I, PAPA E MARTIRE

San Callisto I, Papa e martire, visse tra il II e il III secolo e fu una delle figure più significative della Chiesa primitiva. Nato a Roma, probabilmente da una famiglia di schiavi, fu inizialmente servo di un cristiano di nome Carpoforo. Dopo alcune vicende difficili — tra cui un periodo di prigionia e lavori forzati nelle miniere di Sardegna per la sua fede — riuscì a tornare a Roma grazie all’intervento della comunità cristiana.

Papa Zefirino lo nominò diacono e gli affidò la cura del cimitero sulla via Appia, che divenne noto come le Catacombe di San Callisto, uno dei più importanti luoghi di sepoltura dei martiri cristiani. Alla morte di Zefirino, Callisto fu eletto Papa (circa nel 217 d.C.). Durante il suo pontificato, si distinse per la sua misericordia e apertura pastorale, concedendo la riconciliazione anche ai peccatori gravi, come adulteri e apostati, scelta che gli attirò l’opposizione di alcuni rigoristi, tra cui Ippolito.

San Callisto morì martire durante una sommossa anticristiana sotto l’imperatore Alessandro Severo, intorno al 222 d.C. Il suo corpo fu deposto sulla via Aurelia. La Chiesa lo ricorda come Papa della misericordia e della riconciliazione, e la sua memoria liturgica si celebra il 14 ottobre.

Martedì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,37-41): In quel tempo, mentre Gesù stava parland...
14/10/2025

Martedì, XXVIII settimana del Tempo Ordinario: Testo del Vangelo (Lc 11,37-41):

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
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Nel brano di Lc 11,37-41, Gesù è invitato a pranzo da un fariseo e viene criticato perché non si lava le mani prima del pasto. Con questo gesto, Egli smaschera una religiosità esteriore, fatta di apparenze e formalismi, denuncia l’ipocrisia di chi cura l’apparenza, trascurando il cuore e invita a un cuore autentico, capace di misericordia. “Voi pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di cattiveria.”

Queste parole ci invitano a guardare dentro di noi, quante volte anche noi curiamo l’immagine, dimenticando la purezza del cuore! Gesù non disprezza i riti, ma li vuole riempiti di amore, sincerità e misericordia. La vera purezza non si misura con gesti esteriori, ma con la capacità di amare e di donarsi. Quando il cuore è colmo di ca**tà e di sincerità, tutto diventa puro.

Gesù ci invita a dare “in elemosina quello che c’è dentro”, cioè a lasciare che l’amore trasformi le nostre intenzioni più profonde. “Date in elemosina ciò che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro.” La conversione del cuore è il vero lavacro che purifica e rende la vita trasparente davanti a Dio. Solo così la nostra fede diventa vera comunione con Dio e con i fratelli.

SANTO DEL GIORNO: 13 OTTOBRE:- BEATA ALESSANDRINA MARIA DA COSTA, VERGINEBeata Alessandrina Maria da Costa nacque il 30 ...
13/10/2025

SANTO DEL GIORNO: 13 OTTOBRE:- BEATA ALESSANDRINA MARIA DA COSTA, VERGINE

Beata Alessandrina Maria da Costa nacque il 30 marzo 1904 a Balasar, in Portogallo. Fin da giovane mostrò una profonda fede e un grande amore per Gesù. A 14 anni, per difendere la propria purezza da un tentativo di violenza, si gettò da una finestra e rimase paralizzata per sempre. Accettò la sofferenza come offerta per la salvezza delle anime, trasformando il dolore in una missione d’amore.

Dal 1938 visse solo dell’Eucaristia, senza assumere altro cibo o bevanda per circa 13 anni, fino alla morte, evento riconosciuto come inspiegabile dalla scienza. In questo tempo, ricevette visioni e messaggi da Cristo, che la invitava a promuovere la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, richiesta poi accolta da Papa Pio XII nel 1942.

Nonostante le sofferenze fisiche e spirituali, Alessandrina irradiava gioia e serenità, incoraggiando tutti alla fiducia in Dio. Morì il 13 ottobre 1955, anniversario dell’ultima apparizione di Fatima. Fu beatificata da San Giovanni Paolo II il 25 aprile 2004, che la definì “una lampada accesa d’amore nel buio del mondo”. La sua tomba a Balasar è oggi meta di pellegrinaggi e fonte di consolazione per molti.

Indirizzo

Via D. Cimarosa, 4, Follonica
Grosseto
58022

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
17:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00
15:00 - 19:00
Domenica 07:30 - 12:00
15:00 - 19:00

Telefono

+3905661905169

Sito Web

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