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“Qual è il futuro del nostro territorio?” Dibattito pubblico su ambiente, energia e deposito di rifiuti radioattiviSi te...
31/05/2026

“Qual è il futuro del nostro territorio?” Dibattito pubblico su ambiente, energia e deposito di rifiuti radioattivi

Si terrà venerdì 5 giugno alle ore 19:30, presso l’Auditorium “La Dolce Età” – Coop. San Sebastiano, in Piazza Cavour 19 (San Domenico) a Gravina in Puglia, il dibattito pubblico dal titolo:
“Qual è il futuro del nostro territorio?”
Un momento di confronto aperto alla cittadinanza sui temi della transizione ecologica, del caro energia e del possibile deposito nazionale di rifiuti radioattivi, questioni che coinvolgono direttamente il futuro ambientale, economico e sociale del territorio.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di approfondimento e partecipazione pubblica, mettendo a confronto istituzioni, attivisti, associazioni e rappresentanti del territorio.
Ad introdurre il dibattito sarà Francesco Calderoni, attivista M5S di Gravina in Puglia, mentre la moderazione sarà affidata all’Arch. Giuseppe Lapolla, ambientalista ed esperto di territorio, suolo ed energia.
Interverranno:
- Patty L’Abbate – Portavoce M5S alla Camera dei Deputati
- Domenico Bennardi – Portavoce M5S Matera
- Rosa Fiore – Presidente ANPI di Gravina in Puglia
- Carlo Loiudice – Comitato No Scorie
- Maria Conca – consigliera comunale di Gravina in Puglia
- Michele Loporcaro – portavoce M5S Altamura
- Peppino Deleonardis – CGIL di Gravina in Puglia
L’evento è aperto alla cittadinanza.
Perché parlare di ambiente, energia e tutela del territorio oggi significa parlare delle scelte che determineranno il futuro delle prossime generazioni.

Parco dell’Alta Murgia, al via il piano antincendio estivo: rafforzata la rete di sorveglianza e pronto interventoCon l'...
31/05/2026

Parco dell’Alta Murgia, al via il piano antincendio estivo: rafforzata la rete di sorveglianza e pronto intervento
Con l'avvicinarsi della stagione più calda, ripartono le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi sul territorio del Parco dell’Alta Murgia, un impegno fondamentale per la tutela del patrimonio naturale e per la sicurezza delle comunità locali. Le misure antincendio rappresentano infatti uno strumento essenziale per ridurre il rischio di roghi, garantire un rapido intervento in caso di emergenza e limitare i danni all'ambiente.
Anche quest'anno l'Ente punta sulla collaborazione con il territorio, coinvolgendo associazioni di volontariato, aziende agricole e operatori zootecnici nella costruzione di una rete capillare di monitoraggio e supporto operativo. L'obiettivo è individuare tempestivamente eventuali focolai e consentire l'immediata attivazione delle squadre di pronto intervento.
Per questo motivo sono stati pubblicati due distinti avvisi pubblici.
Il primo è rivolto alle associazioni di volontariato interessate a partecipare alle attività di prevenzione incendi. Le realtà che aderiranno saranno impegnate nell'intensificazione del monitoraggio del territorio durante il periodo di massimo rischio estivo, attraverso il pattugliamento delle aree del Parco e, se necessario, l'accompagnamento delle squadre di spegnimento durante le operazioni di intervento. Le attività saranno svolte a supporto dei Vigili del Fuoco e degli operatori Arif Puglia. La convenzione prevede il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento del servizio.
Il secondo avviso è invece destinato agli operatori agro-zootecnici, chiamati a svolgere un ruolo strategico nelle azioni di prevenzione. Gli aderenti metteranno a disposizione risorse idriche a supporto dei mezzi antincendio boschivo di minori dimensioni e contribuiranno all'attività di avvistamento, garantendo la segnalazione immediata di eventuali incendi. Anche in questo caso l'azione sarà coordinata con Vigili del Fuoco e operatori Arif Puglia, sotto la regia della Soup, la Sala operativa unificata permanente regionale.
L'iniziativa conferma l'importanza della collaborazione tra istituzioni, volontariato e mondo agricolo per rafforzare la capacità di prevenzione e risposta agli incendi boschivi, fenomeno che durante i mesi estivi continua a rappresentare una delle principali minacce per gli ecosistemi del territorio.

Degrado senza fine davanti alla pineta: l’inciviltà dilaga, le istituzioni restano a guardareDa anni denunciamo una situ...
31/05/2026

Degrado senza fine davanti alla pineta: l’inciviltà dilaga, le istituzioni restano a guardare

Da anni denunciamo una situazione che definire indecorosa è ormai riduttivo. Eppure, nonostante le continue segnalazioni, gli appelli pubblici e le richieste di intervento, nulla sembra cambiare. Nei pressi dell’emporio, di fronte alla pineta e in una zona frequentata quotidianamente da residenti e turisti, continua indisturbato l’abbandono di vecchi indumenti, spesso inutilizzabili e destinati a trasformarsi rapidamente in rifiuti.
Una pratica vergognosa, figlia dell’inciviltà e del totale disprezzo per il bene comune, che ha trasformato un’area che dovrebbe rappresentare un punto di accoglienza e socialità in uno scenario di degrado permanente. Sacchi, vestiti sparsi, materiali deteriorati e cumuli di oggetti lasciati senza alcun criterio finiscono per creare una sorta di squallido bazar a cielo aperto, uno spettacolo che mortifica il territorio e danneggia l’immagine della comunità.
La situazione peggiora ulteriormente perché molte persone, attirate dalla presenza delle buste, si fermano a rovistare tra il materiale abbandonato nella speranza di trovare qualcosa di utile. Il risultato è un accumulo sempre maggiore di rifiuti sparsi ovunque, con scene che trasmettono una sensazione di abbandono e trascuratezza difficilmente tollerabile. Un colpo d’occhio desolante per chi attraversa la zona e, soprattutto, per i turisti che si trovano davanti un biglietto da visita tutt’altro che decoroso.
A rendere il quadro ancora più assurdo è il fatto che proprio presso l’emporio operano volontari che, con impegno e spirito di solidarietà, distribuiscono generi alimentari e sostegno alle persone in difficoltà. Il loro lavoro meritorio viene quotidianamente mortificato da quell’ammasso di rifiuti che si forma all’ingresso della struttura, quasi a voler cancellare il valore sociale di un servizio fondamentale per la comunità.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: quanto ancora dovrà andare avanti questa situazione? Perché, se da una parte è giusto condannare senza esitazioni il comportamento degli incivili che continuano ad utilizzare quell’area come una discarica improvvisata, dall’altra non si può ignorare il silenzio e il menefreghismo di chi avrebbe il dovere di individuare e mettere in campo soluzioni efficaci.
Non sono mancati gli appelli, le denunce e le segnalazioni. La nostra redazione ha più volte acceso i riflettori sul problema, interpretando il malcontento di cittadini esasperati da uno spettacolo che si ripete con inquietante regolarità. Eppure, a fronte delle proteste e dell’evidenza dei fatti, la risposta continua a essere insufficiente o addirittura inesistente.
Quando il degrado diventa una costante e le segnalazioni cadono nel vuoto, il rischio è che passi il messaggio più pericoloso di tutti: che tutto sia normale, che nessuno debba intervenire e che chi sporca e deturpa il territorio possa continuare a farlo impunemente. Un messaggio inaccettabile per una comunità che merita rispetto, decoro e risposte concrete, non l’ennesima dimostrazione di indifferenza da parte di chi è chiamato ad amministrare e risolvere i problemi.

SANTISSIMA TRINITA’Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:«Dio ha tanto amato il mond...
31/05/2026

SANTISSIMA TRINITA’

Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

Commento:
Dio ha tanto amato il mondo e ci ama tanto! Attenti bene, ci ha dato una prova: gli sta tanto a cuore il mondo che ha mandato il suo Figlio in mezzo a noi: è venuto lui per stare con noi e si è fatto carne. E ti ha mandato il suo Figlio apposta per farti capire che non devi morire! Dio è amante della vita! Tutte le volte che tu ti lasci convincere dalla cattiveria, dal tuo egoismo, dalla tua miseria, muori, il mondo muore.
Possa il Signore, nella sua infinita misericordia, togliere il peccato che è dentro di noi, aprirci a lui e farci comprendere che siamo già in questa comunione, per cui noi «non ci chiamiamo soltanto, ma siamo davvero figli di Dio».
Facciamo di questo mondo quello che è, quello che è in Dio, facciamo di questa vita un paradiso. Com'è bello vivere così! Il Signore ci ha fatto per vivere così!

Lavoro all’aperto a temperature climatiche elevate, ordinanza per prevenire i rischi sanitari e per limitare orario di l...
30/05/2026

Lavoro all’aperto a temperature climatiche elevate, ordinanza per prevenire i rischi sanitari e per limitare orario di lavoro nelle ore più calde della giornata

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per prevenire i rischi sanitari derivanti dall’esposizione prolungata a temperature elevate e radiazione solare durante gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti e intensi, connessi ai cambiamenti climatici, attraverso misure organizzative e preventive finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
L’ordinanza è stata adottata sulla base delle evidenze epidemiologiche e scientifiche disponibili in materia di stress termico ambientale e delle previsioni meteoclimatiche fornite dal sistema Worklimate, sviluppato da INAIL e CNR, con particolare riferimento ai lavoratori impegnati in attività outdoor o in ambienti termici severi caratterizzati da elevato impegno fisico.
L’ordinanza è finalizzata a ridurre il verificarsi di malori, infortuni e patologie correlate allo stress termico, promuovendo modelli organizzativi del lavoro compatibili con la tutela della salute, la prevenzione e l’adattamento climatico.
Il dispositivo ha valore su tutto il territorio regionale relativamente alle attività lavorative svolte in ambienti outdoor o in ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o raffrescamento nei quali si determinino condizioni microclimatiche severe, caratterizzati da esposizione diretta o indiretta a carico termico elevato, con particolare riferimento alle attività ad elevato dispendio energetico fisico.
Ai fini dell’ordinanza, sono considerati ambienti termici severi gli ambienti nei quali condizioni climatiche, temperatura, umidità, ventilazione o irraggiamento solare possano determinare un rischio rilevante per la salute e sicurezza dei lavoratori.
È fatto quindi divieto di svolgere attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole o di esposizione a condizioni microclimatiche severe, nella fascia oraria dalle ore 12:30 alle ore 16:00, limitatamente ai giorni in cui la mappa Worklimate riferita a “lavoratori esposti al sole – attività fisica intensa”, fascia oraria delle ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.
Il monitoraggio e la consultazione delle mappe devono essere effettuati quotidianamente tramite il portale ufficiale www.worklimate.it prima dell’avvio delle attività lavorative.
Restano fermi gli obblighi previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di valutazione del rischio microclimatico e di adozione delle misure necessarie alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

1946-1948: nascita di una Repubblica“1946-1948: nascita di una Repubblica”. È il triennio decisivo che segnò la rinascit...
30/05/2026

1946-1948: nascita di una Repubblica

“1946-1948: nascita di una Repubblica”. È il triennio decisivo che segnò la rinascita democratica dell’Italia, dalla scelta repubblicana del 2 giugno 1946 ai lavori dell’Assemblea Costituente, fino all’elezione del primo Parlamento della nuova Italia libera e democratica.
Il volume di Pasquale Martino accompagna il lettore nell’Italia del dopoguerra: un Paese provato dalla guerra, attraversato da povertà e profonde ferite sociali, ma animato dalla speranza di ricostruire il proprio futuro. Emergono le aspettative dei partigiani che avevano contribuito alla Liberazione, le rivendicazioni di contadini e operai, le nuove lotte sindacali, il protagonismo delle donne nella vita pubblica e il fermento culturale che accompagnò la nascita della Repubblica.
Di questi temi si è discusso ieri nella suggestiva sala pinacoteca della Fondazione “E. Pomarici Santomasi”, nel corso di un incontro organizzato dall’ANPI di Gravina in vista delle celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana. A moderare l’iniziativa è stata l’avvocata Rosa Fiore.
Nei saluti introduttivi, il presidente della Fondazione, professor Filippo Tarantino, ha richiamato il valore universale della Carta costituzionale, sottolineando come la Costituzione italiana non appartenga a una parte politica, ma rappresenti l’intera comunità nazionale, identificandosi idealmente nei colori del Tricolore.
Di particolare interesse l’intervento di Pasquale Martino, già presidente del Comitato provinciale ANPI di Bari fino allo scorso aprile, che ha evidenziato il contributo determinante del Mezzogiorno alla vittoria della scelta repubblicana. In questo contesto ha ricordato anche il significativo dato registrato a Gravina, dove circa il 60 per cento degli elettori si espresse a favore della Repubblica.
Coinvolgente e ricco di spunti storici l’intervento dello storico Fabrizio Fiume, che ha ripercorso il complesso cammino della giovane Repubblica, soffermandosi sulle difficoltà incontrate nel consolidare le istituzioni democratiche e sulla persistenza, per molti anni, di norme e mentalità ereditate dal regime fascista. Un richiamo alla necessità di custodire la memoria storica e di vigilare affinché i principi democratici sanciti dalla Costituzione non vengano mai messi in discussione.
Il professor Laiso ha invece approfondito alcune vicende locali di quel periodo, ricordando le lotte operaie che segnarono la storia della città e che sfociarono in momenti di forte tensione sociale, culminati nella morte di quattro persone, il cui sacrificio merita ancora oggi una memoria pubblica piena e condivisa.
L’incontro si è rivelato un’importante occasione di riflessione civile e storica. Ripercorrere gli anni della nascita della Repubblica significa infatti riscoprire i valori fondanti dello Stato repubblicano: la libertà, la partecipazione democratica, la giustizia sociale, il lavoro, l’uguaglianza dei cittadini e il rispetto della Costituzione. Principi che continuano a rappresentare il patrimonio comune della comunità nazionale e il punto di riferimento imprescindibile per le generazioni presenti e future.

Liste d’attesa, oltre 191 mila cittadini contattati: anticipate più di 91 mila prestazioni nei primi quattro mesi dei pi...
30/05/2026

Liste d’attesa, oltre 191 mila cittadini contattati: anticipate più di 91 mila prestazioni nei primi quattro mesi dei piani di recupero

A quattro mesi dall’avvio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, emergono risultati significativi sul fronte della riduzione dei tempi di accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie. Sono infatti 191.646 i cittadini contattati nell’ambito dei programmi aziendali finalizzati al recupero delle prestazioni prenotate nel 2025 oltre i tempi previsti dai codici di priorità. Di questi, 175.291 riguardano visite specialistiche ed esami diagnostici, mentre 16.355 sono relativi a ricoveri ospedalieri.
L’attività di richiamo e riorganizzazione delle agende ha consentito di anticipare complessivamente 105.871 prestazioni, con un impatto particolarmente rilevante sulla specialistica ambulatoriale. Nel dettaglio, sono state anticipate ed effettivamente erogate 91.359 prestazioni tra visite ed esami, offrendo una risposta concreta a migliaia di cittadini che attendevano da tempo l’accesso ai servizi sanitari.
Nella fase iniziale, i piani sperimentali si sono concentrati esclusivamente sul recupero delle prestazioni non erogate nel corso del 2025. Una scelta strategica dettata dalla volontà di dare priorità ai pazienti con tempi di attesa più lunghi e di rispondere in modo tempestivo ai bisogni di salute accumulatisi nel tempo.
Il raggiungimento e il superamento, già all’inizio di aprile, del target di recall fissato a 124.320 prestazioni ha consentito di ampliare l’intervento anche alle prenotazioni effettuate per il 2026. Da quel momento, l’attività di recupero ha proceduto su un doppio binario: da una parte lo smaltimento delle prestazioni arretrate, dall’altra l’anticipo delle prenotazioni più recenti.
Attualmente, le prestazioni riferite al 2026 rappresentano già una quota significativa dell’attività svolta nell’ambito dei piani sperimentali. Sono infatti 44.279 le visite e gli esami del 2026 anticipati ed erogati, pari al 48% del totale delle prestazioni specialistiche ambulatoriali effettuate attraverso il programma di recupero.
I primi effetti dell’intervento trovano conferma anche nei dati della Piattaforma nazionale delle liste di attesa, illustrati oggi da Agenas. Pur evidenziando la presenza di criticità che richiedono ulteriori interventi, l’Agenzia nazionale ha sottolineato i segnali di miglioramento registrati in Puglia nel corso del primo quadrimestre dell’anno e le concrete possibilità di ulteriore progresso.
Un riconoscimento che conferma l’efficacia delle misure messe in campo e che rappresenta al tempo stesso uno stimolo a proseguire lungo il percorso intrapreso. La Regione Puglia, nel ringraziare Agenas per il lavoro di monitoraggio e valutazione svolto, ha ribadito il proprio impegno a consolidare i risultati raggiunti e a rafforzare ulteriormente le azioni necessarie per garantire ai cittadini tempi di attesa sempre più contenuti e un accesso più rapido ai servizi sanitari.

Villa Comunale, al via i trattamenti antiparassitari: la caduta delle foglie è un effetto naturaleIn merito alla presenz...
29/05/2026

Villa Comunale, al via i trattamenti antiparassitari: la caduta delle foglie è un effetto naturale

In merito alla presenza di foglie cadute presso la Villa Comunale, l’Amministrazione rende noto che sono già stati avviati i primi interventi di trattamento fitosanitario sulle alberature interessate dalla presenza di cocciniglie e altri parassiti.
Le operazioni, effettuate attraverso l’utilizzo di lance ad alta pressione e getti d’aria con prodotti antiparassitari specifici, rappresentano una fase necessaria per la tutela e la salvaguardia del patrimonio arboreo cittadino. Tali interventi provocano inevitabilmente la caduta improvvisa delle foglie già secche o compromesse, fenomeno che rientra in un processo del tutto naturale e previsto durante le attività di manutenzione straordinaria.
L’azione di cura del verde pubblico proseguirà anche nella prossima settimana con ulteriori interventi di concimazione, finalizzati a rafforzare lo stato di salute delle alberature e a favorirne la piena ripresa vegetativa.
Per garantire il decoro e la piena fruibilità dell’area, nella mattinata di domani verrà inoltre effettuata una pulizia integrativa della Villa Comunale.

IL CONSIGLIERE COMUNALE SANTOMASI FUORI DA “OFFICINE GRAVINESI”A pochi giorni dalla celebrazione del Consiglio Comunale ...
29/05/2026

IL CONSIGLIERE COMUNALE SANTOMASI FUORI DA “OFFICINE GRAVINESI”

A pochi giorni dalla celebrazione del Consiglio Comunale che si terrà, presumibilmente, mercoledì 3 giugno si riscalda il clima politico.
Il 18 u.s. il movimento politico inviò una nota al Sindaco per chiarire alcune questioni politiche, seguì la risposta del primo cittadino per ribadire che non intendeva procedere a cambiamenti di G.C. riconoscendo che "l'assessore Schinco ha tra i banchi del consiglio comunale l'appoggio del consigliere Francesco Santomasi e fino a qualche giorno fa anche quello di altri consiglieri".
Ne è scaturita la replica del movimento “OFFICINE GRAVINESI” che ha inviato in data odierna la seguente nota al Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Depascale:
Il movimento Officine Gravinesi ritiene necessario, con senso di responsabilità istituzionale, comunicare alla S.V. alcune precisazioni politiche alla luce delle recenti dichiarazioni pubbliche e delle dinamiche che stanno interessando la maggioranza consiliare.
È un dato oggettivo che, nel corso di questi anni, i movimenti politici non siano mai stati realmente coinvolti nei processi decisionali dell’Amministrazione.
Si è consolidato un metodo fondato su rapporti diretti con singoli consiglieri comunali, anziché su un confronto trasparente e strutturato con i soggetti politici organizzati.
Tale impostazione ha progressivamente marginalizzato il ruolo della politica, rendendola subordinata a dinamiche personali.
Alla luce di ciò, Officine Gravinesi ritiene doveroso precisare quanto segue:
* l’Assessora Marienza Schinco non rappresenta in alcun modo il movimento Officine Gravinesi;
* il movimento non ha mai espresso alcun componente in Giunta e non ha alcun interesse a dare indicazioni;
* il consigliere Francesco Santomasi è stato escluso dal movimento con una scelta politica chiara, collegiale e definitiva.
Lo ringraziamo per il percorso svolto insieme e gli auguriamo buon lavoro per il suo cammino personale, che non coincide più con la linea politica, i valori e il metodo del movimento.
Pertanto, ogni posizione o iniziativa riconducibile al consigliere Santomasi deve essere considerata esclusivamente personale e non riferibile, in alcun modo, a Officine Gravinesi.
Riteniamo necessario che tale chiarimento sia acquisito agli atti del Consiglio Comunale, al fine di evitare equivoci, improprie sovrapposizioni o attribuzioni politiche non corrispondenti alla realtà.
Confidando nella consueta attenzione istituzionale, porgiamo cordiali saluti.

Gravina in Puglia, 29/05/2026

Il Coordinatore Politico Cittadino
“Officine Gravinesi”
Avv. Domenico Cardascia

VILLA COMUNALE IN STATO DI ABBANDONO E ALBERI MALATI: CHIEDIAMO CHIAREZZA IMMEDIATALe immagini parlano da sole e documen...
29/05/2026

VILLA COMUNALE IN STATO DI ABBANDONO E ALBERI MALATI: CHIEDIAMO CHIAREZZA IMMEDIATA

Le immagini parlano da sole e documentano una situazione non più tollerabile all’interno della nostra Villa Comunale a Gravina in Puglia. Come visibile dagli scatti, diverse alberature mostrano chiari segni di sofferenza e disseccamento, con ampie porzioni di chioma ormai ingiallite o prive di vitalità.
La conseguenza diretta è sotto gli occhi di tutti: viali e aree monumentali (compresa la zona della fontana) invasi da una massiccia caduta di foglie secche, in un quadro generale di evidente incuria e abbandono.
Nel pieno della stagione primaverile ed estiva, con il nostro centro storico gremito di turisti e visitatori che scelgono Gravina, non possiamo permetterci di presentare un simile biglietto da visita. La Villa Comunale deve essere il salotto verde della città, non un simbolo di trascuratezza.
In qualità di Presidente della III Commissione Consiliare, ho deciso di intervenire formalmente e chiedere che:
1Gli uffici comunali facciano immediata chiarezza sullo stato di salute degli alberi, per capire quale patologia o problema fitosanitario stia colpendo il nostro patrimonio arboreo e quali azioni urgenti vadano messe in campo per salvarlo.
2Venga interpellata l'azienda aggiudicataria che ha in gestione il servizio di verde pubblico, per verificare come mai l’area non sia stata interessata dalle dovute e costanti attività di manutenzione, spazzamento e cura.
La tutela dell'ambiente, del decoro urbano e dell'immagine turistica della nostra Gravina deve essere una priorità assoluta. Monitorerò personalmente la vicenda affinché si intervenga senza ulteriori ritardi.

IL PRESIDENTE
III COMMISSIONE CONSIGLIARE
Angelo Lapolla

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