27/01/2012
LA SICUREZZA DELLA VITA
Se avessimo messo nello stesso porto l’arca di Noe' la Concordia, la maggior parte avrebbero preferito la seconda, perche' probabilmente l’arca di Noe' al confronto sarebbe apparsa piu' fragile, cosi' come alle volte appare proprio la volonta' di Dio, ma in realta' essa e' perfetta, come lo era l’arca anche se non aveva la tecnologia, il materiale, i professionisti, i mezzi di comunicazione, la bussola e i mezzi di salvataggio presenti sulla Concordia. L'arca fu costruita da dilettanti, tali erano Noe' ed i suoi figli (con i materiali esistenti a quel tempo!), mentre la Concordia da professionisti, che hanno avuto a disposizione i migliori materiali e la miglior tecnologia conosciuta dall’uomo! L’apostolo Paolo pote' dire: “Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perche' nessuno si vanti di fronte a Dio” (I Corinzi 1:27-29).
Anche se l’uomo in un delirio d’onnipotenza, ha certificato le proprie opere come “assolutamente sicure”, le amare esperienze della vita, al contrario, ci hanno insegnato che nulla al mondo e' totalmente al sicuro, a tal proposito Salomone, l’antico saggio re d’Israele, afferma: “Io intrapresi lavori grandi ... piu' di tutti quelli che erano stati prima di me a Gerusalemme...Cosi' divenni grande e superai tutti quelli che erano stati prima di me... la mia saggezza rimase essa pure sempre con me...Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanita', un correre dietro ai vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole” (Ecclesiaste 2:4,7,9,11).
La Concordia era curata in ogni particolare che riguardava il conforto, la velocita', l'emergenza, aveva tutti i dispositivi piu' moderni, non esageriamo nel definirla una nave “magnifica”, eppure nonostante tutti gli forzi umani non e' riuscita a completare il suo viaggio: “Io mi sono rimesso a considerare che sotto il sole, per correre non basta essere agili, ne' basta per combattere essere valorosi, ne' essere saggi per avere del pane, ne' essere intelligenti per avere delle ricchezze, ne' essere abili per ottenere favore; poiche' tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. L'uomo, infatti, non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, cosi' i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversita', quando essa piomba su di loro improvvisa” (Ecclesiaste 9:11,12)