Unità Pastorale di Gradara

Unità Pastorale di Gradara Unità Pastorale delle parrocchie di San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo, Santa Sofia, Santo Stefano e San Giuseppe

ORARIO SANTE MESSE:

FERIALE
18:30 San Giuseppe in Borgo Mercato - Gradara

PREFESTIVE
17:00 San Michele Arcangelo in Fanano basso - Gradara
18:30 San Giuseppe in Borgo Mercato - Gradara

FESTIVE
7:45 San Giovanni Battista - dentro le mura del Borgo medioevale - Gradara
9:00 Santa Sofia in Pieve Vecchia - Gradara
9:00 Santo Stefano - Gradara
10:15 San Michele Arcangelo in Fanano basso - Gradara
11

:30 San Giuseppe in Borgo Mercato - Gradara

SEGRETERIA

Per certificati e richiesta appuntamenti con i sacerdoti telefonare al numero 0541 964535


PER EFFETTO DELLA NORMATIVA SUL COVID - 19 SONO SOSPESI:

- EUCARESTIA PER AMMALATI E ANZIANI. Nella nostra Unità Pastorale ci sono cinque Ministri straordinari dell'eucarestia per richieste a appuntamenti tel.: 0541 964535
Don Leonardo Reggiani cell.: 345 248 6894
Aiuto Pastorale Don Nicolas Rasolo

- SALONI

Per incontri professionali e ricreativi compatibili con gli orari delle celebrazioni prendere accordi con i responsabili:

- Salone San Giuseppe a Gradara Sig.ra Maria Conti

- Sale e saloni a Fanano

13/07/2026

Lettera dell'Arcivescovo di Napoli ai potenti della terra.
Ai potenti della terra, pace a voi!

Il male non arriva sempre sfondando una porta.

A volte entra in silenzio.

Indossa un abito elegante.

Sorride davanti alle telecamere.

Viene deposto in un astuccio, accompagnato da un biglietto, offerto con tutti gli onori.

E per qualche istante nessuno riconosce più il male, perché ha imparato le buone maniere.

È questo che mi ferisce nel gesto compiuto ad Ankara: non soltanto una pi***la donata ai rappresentanti dei Paesi della NATO, ma la morte trasformata in cortesia. La possibilità di togliere la vita divenuta souvenir, memoria ufficiale, oggetto da esporre.

Abbiamo addomesticato le armi fino al punto di poterle regalare.

Questo è il vero scandalo.

Ci dite che si tratta di un simbolo. Ma sono proprio i simboli a educare il mondo. Arrivano prima delle leggi, penetrano più in profondità dei discorsi, insegnano silenziosamente ciò che una civiltà considera normale.

E quel dono insegna che il potere deve riconoscersi nel metallo di una pi***la. Che un uomo importante è un uomo armato. Che tra governanti ci si può rendere omaggio consegnandosi, con eleganza, la possibilità della morte.

Sulla canna è stato inciso il nome di chi riceveva l’arma.

Ma ogni pi***la porta sempre un secondo nome, invisibile.

È il nome dell’uomo contro il quale potrebbe essere puntata.

Il nome della donna che potrebbe restare senza marito.

Il nome del bambino che potrebbe attendere inutilmente il ritorno di suo padre.

Il vero destinatario di un’arma non è mai soltanto colui che la riceve. È il corpo sconosciuto che un giorno potrebbe incontrarne il proiettile.

Per questo non riesco a considerare quel gesto una semplice eccentricità diplomatica. Esso racconta un’idea del mondo. Un mondo in cui abbiamo imparato a misurare la sicurezza contando le armi, senza più domandarci quanta paura occorra seminare per custodirla. Un mondo che chiama equilibrio il terrore reciproco e pace l’intervallo durante il quale nessuno ha ancora sparato.

Da cristiano, non posso accettarlo.

Il Vangelo ci ha consegnato un’altra immagine del potere.

Cristo, nella notte in cui tutto avrebbe potuto spingerlo a difendersi, non mise un’arma nelle mani dei suoi discepoli. Mise un asciugatoio intorno alla vita. Si inginocchiò davanti a loro e lavò dei piedi stanchi.

Da una parte, un’arma offerta in piedi, tra uomini potenti.

Dall’altra, Dio inginocchiato davanti all’uomo.

Sono due civiltà.

Bisogna scegliere.

Noi cristiani non siamo ingenui. Conosciamo la violenza. La incontriamo nei quartieri abbandonati, nelle case dove manca il pane, nei corpi dei migranti, nei figli restituiti alle madri dentro una bara. Sappiamo che il male esiste. Proprio per questo rifiutiamo di renderlo elegante. Rifiutiamo di adornarlo, di lucidarlo, di trasformarlo in un segno di prestigio.

Un’arma non diventa innocente perché viene donata.

Non diventa muta perché non spara.

Non diventa umana perché porta inciso un nome.

Chiedo dunque a voi, responsabili delle nazioni, di non custodire quel dono come un trofeo. Non limitatevi a lasciarlo in una stanza, lontano dagli sguardi, come se bastasse nascondere un simbolo per cancellarne il significato.

Fate qualcosa di più difficile.

Rifiutate l’idea che la morte possa essere una forma di omaggio.

Dite pubblicamente che nessun patto tra popoli ha bisogno di riconoscersi in una pi***la. Dite che la dignità di una nazione non coincide con la quantità di paura che riesce a produrre. Dite che la sicurezza non è il privilegio di chi può sparare per primo, ma il diritto di tutti a non essere colpiti.

E al prossimo vertice lasciate una sedia vuota.

Non per un presidente, non per un generale, non per un ministro.

Lasciatela per l’uomo senza nome che paga sempre il prezzo delle vostre decisioni. Per colui che non partecipa ai vertici, non firma trattati, non compare nelle fotografie, ma finisce sotto le macerie quando la diplomazia fallisce.

Guardate quella sedia prima di parlare di armi.

Forse allora comprenderete che la pace non è una debolezza da correggere, ma una responsabilità davanti alla quale inginocchiarsi.

Perché il potere che non sa inginocchiarsi davanti alla vita finirà sempre per inginocchiarsi davanti alle armi.

E quel giorno, per quanto solenni siano le cerimonie, avremo già perduto tutti.”

† 𝐝𝐨𝐧 𝐌𝐢𝐦𝐦𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚

𝐀𝐫𝐜𝐢𝐯𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨 𝐌𝐞𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢

01/07/2026
22/01/2026

Invocazione all’Arcangelo Michele per Proteggermi da Me Stesso

"O Arcangelo Michele,
glorioso difensore della luce,
oggi ti chiamo non per difendermi dal mondo,
ma da ciò che dentro di me mi ostacola.

Difendimi da me stesso,
da quelle abitudini che mi allontanano dalla mia verità,
da quei pensieri che mi svuotano,
da quei giudizi che mi indeboliscono.

Con la tua spada di luce,
taglia le catene interiori che ripeto senza accorgermene.
Con il tuo scudo, proteggimi dalle voci interiori
che sussurrano paura, rassegnazione, autosabotaggio.

Sostituisci la reazione con la presenza,
l’automatismo con la scelta,
la fuga con la forza di restare.

Illumina le parti di me che dimentico di amare,
e guidami nella disciplina dolce
di chi vuole guarire, non punirsi.

Aiutami a diventare custode di me stesso.
A riconoscere ciò che mi avvelena
e ad avere il coraggio di lasciarlo andare.

O Michele, resta al mio fianco
in questo viaggio di trasformazione.
Sii la mia alleanza, la mia forza, la mia guida.

Amen.

Indirizzo

Via Mercato, 20
Gradara
61012

Telefono

+390541964535

Sito Web

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