Parrocchia dell’Immacolata

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- Chiesa di Santa Caterina Labourè -Via delle Orchidee 88040 - Mortilla -Gizzeria (CZ)

Il 30 agosto si è concluso un cammino speciale: con l’ultima celebrazione sono terminate le Sante Messe sul lungomare di...
31/08/2026

Il 30 agosto si è concluso un cammino speciale: con l’ultima celebrazione sono terminate le Sante Messe sul lungomare di Gizzeria.

Due mesi di grazia, di preghiera e di momenti condivisi davanti all’altare del Signore. Due mesi in cui, accompagnati dalla bellezza del mare e del cielo, ci siamo ritrovati come comunità per celebrare insieme l’Eucaristia.

Portiamo nel cuore ogni incontro, ogni preghiera e ogni volto. Con gratitudine al Signore per quanto ci ha donato, custodiamo la gioia di questo tempo vissuto insieme.

21/08/2026
Festa in Onore di Santa Caterina
20/08/2026

Festa in Onore di Santa Caterina

Cari amiciAl tempo di Gesù, il Tempio di Gerusalemme era fatto di confini: più ci si avvicinava al santuario, più l’acce...
16/08/2026

Cari amici
Al tempo di Gesù, il Tempio di Gerusalemme era fatto di confini: più ci si avvicinava al santuario, più l’accesso diventava ristretto. Una donna pagana non avrebbe potuto oltrepassare l’atrio più esterno.
Era come sentirsi dire: «Fino a qui puoi arrivare. Più vicino a Dio, no».
Ma nel Vangelo della donna cananea accade qualcosa di straordinario: non è lei ad arrivare fino al Tempio. È il Signore del Tempio che arriva fino a lei.

Gesù entra nella regione pagana di Tiro e Sidone e incontra una madre che grida per sua figlia:
«Pietà di me, Signore!»

Gesù inizialmente tace.
Ma lei rimane.

I discepoli vorrebbero allontanarla.
Ma lei rimane.

Le parole che ascolta sembrano porre ancora un confine.
Ma lei rimane.

Si prostra davanti a Gesù e dice soltanto:
«Signore, aiutami!»

E quando Gesù parla del pane dei figli e dei cagnolini, lei risponde con una fede disarmante:
«Anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Non pretende. Non rivendica. Si affida.

Come se dicesse: «Signore, mi basta una briciola, purché venga da te».

E Gesù le risponde:
«Donna, grande è la tua fede!»

Questa donna ci insegna che la grande fede non è quella che non conosce il silenzio di Dio, ma quella che continua anche quando Dio sembra tacere. È la fede che rimane ai suoi piedi, che non smette di cercarlo, che sa che una sola briciola della sua misericordia è più grande di tutta la nostra miseria.

Ma il Vangelo ci pone anche una domanda: quali confini abbiamo costruito noi?

Chi abbiamo lasciato nel nostro “atrio dei pagani”?
A chi abbiamo fatto sentire: tu sei troppo lontano, tu non appartieni, tu non sei abbastanza degno per avvicinarti a Dio?

Gesù ci rivela un Dio diverso: un Dio che attraversa i confini, entra nella terra dello straniero e va incontro a chi pensavamo fosse lontano.

La donna cananea pensava forse di chiedere soltanto una briciola.

E scopre che Dio le aveva preparato molto di più: un posto alla sua tavola.

Perché questa è la bellissima notizia del Vangelo:

quando l’uomo non riesce ad arrivare fino a Dio, Dio arriva fino all’uomo.

E quando Dio arriva,
nessuno è più troppo lontano.

(Padre Francesco)

Oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Il dogma, proclamato da Pio XII il 1° nov...
15/08/2026

Oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Il dogma, proclamato da Pio XII il 1° novembre 1950, afferma che Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria del cielo in anima e corpo.

L’Assunzione non parla soltanto di Maria: parla anche del nostro destino. Cristo è risorto, primizia dei risorti, e Maria è la prima creatura nella quale la sua vittoria si manifesta pienamente. Guardando lei, contempliamo ciò che anche noi siamo chiamati a diventare.

Maria è la nuova Arca dell’Alleanza: come l’Arca rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom, così Maria rimase circa tre mesi con Elisabetta. Ma nel suo grembo non portava semplicemente un segno della presenza di Dio: portava Dio stesso fatto carne.

È significativo che questo dogma sia stato proclamato nel 1950, dopo una guerra che aveva mostrato quanto il corpo umano potesse essere umiliato, sfruttato e distrutto. L’Assunzione ricorda al mondo una verità fondamentale: il corpo umano è prezioso agli occhi di Dio ed è destinato alla risurrezione.

È prezioso il corpo del bambino nel grembo materno, del malato, della persona con disabilità, dell’anziano e del moribondo; è prezioso il corpo del povero, dello straniero, dell’emarginato e di ogni persona, senza distinzione. Nessun essere umano è un oggetto, una merce o uno strumento.

E Maria, dopo aver ricevuto Cristo, si mise in cammino. Anche noi siamo chiamati a ricevere Gesù e a portarlo agli altri con la nostra vita.

Oggi guardiamo Maria Assunta e riconosciamo in lei il nostro futuro: creati, redenti e chiamati alla gloria.
Il nostro corpo è prezioso. La vita dell’altro è preziosa. Siamo destinati alla risurrezione e alla luce di Cristo.

Padre Francesco

Orario Sante Messe: 14 e 15 agosto 2026Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
14/08/2026

Orario Sante Messe: 14 e 15 agosto 2026

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

Pellegrinaggio a ConflentiUn bel pomeriggio vissuto insieme come comunità parrocchiale, pellegrini a Conflenti, ai piedi...
10/08/2026

Pellegrinaggio a Conflenti

Un bel pomeriggio vissuto insieme come comunità parrocchiale, pellegrini a Conflenti, ai piedi della Madonna della Quercia. Un tempo prezioso di preghiera, fraternità e condivisione, culminato nella celebrazione della Santa Messa.

Portiamo nel cuore la gioia dello stare insieme, i volti, gli incontri e le intenzioni affidate alla Vergine Maria. Sono questi semplici momenti di comunione che ci aiutano a riscoprirci famiglia e a continuare con rinnovata fiducia il nostro cammino di fede.

Maria, Madre della Quercia, accompagna e custodisci la nostra comunità!

Condivido una piccola riflessione dalla Parola di oggi. 1ª lettura: È bellissima la sensibilità del profeta Elia, capace...
09/08/2026

Condivido una piccola riflessione dalla Parola di oggi. 1ª lettura: È bellissima la sensibilità del profeta Elia, capace di riconoscere la presenza di Dio non nelle manifestazioni più grandi e plausibili — il vento impetuoso, il terremoto, il fuoco — ma in quella meno appariscente: il sussurro di una brezza leggera. Tante volte anche noi vorremmo che Dio si manifestasse nella grandezza, attraverso segni evidenti e risposte immediate. Ma Dio non dipende dalle nostre aspettative: siamo noi che dobbiamo educare il cuore a riconoscerlo. Il Vangelo ci porta poi dentro un’altra immagine: la barca agitata dalla tempesta. Il verbo greco “tarássein” esprime proprio questo turbamento e ritorna anche davanti alla tomba di Lazzaro, quando Gesù stesso è turbato, e nelle sue parole: «Non sia turbato il vostro cuore». Quante volte anche il nostro cuore diventa una barca agitata in mezzo al mare! Ed è proprio allora che dovremmo chiederci: dov’è Gesù in questo momento? I discepoli lo avevano davanti agli occhi, ma la paura impediva loro di riconoscerlo: pensavano fosse un fantasma. Solo quando Gesù dice: «Coraggio, sono io, non abbiate paura», cominciano a riconoscerlo. Anche Pietro dice: «Signore, se sei tu…». Quel piccolo “se” rivela il suo dubbio. Cammina sulle acque, ma quando il rumore del vento diventa più forte della fiducia nel Signore, ha paura e comincia ad affondare. Grida: «Signore, salvami!», e Gesù gli tende subito la mano. Il testo non dice che Gesù dovette avvicinarsi: semplicemente tese la mano. È un dettaglio meraviglioso: la mano di Gesù è abbastanza grande da raggiungerci ovunque ci troviamo. Tante volte il problema non è che Dio sia assente, ma che la paura, la tristezza e le preoccupazioni parlano così forte da impedirci di riconoscerlo. Chiediamo allora la grazia di un cuore sensibile, capace di trovare Dio nella brezza leggera e di riconoscerlo anche nella tempesta; capace di ascoltare, sopra il rumore del vento, la sua voce: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». E quando sentiamo di affondare, ricordiamoci che possiamo ancora gridare: «Signore, salvami!». La sua mano è già tesa verso di noi.
Padre Francesco

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Gizzeria
88040

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