Quanti di noi si sono imbattuti , sui sagrati delle chiese, dei santuari o in un semplice marciapiede cittadino, in uno di loro mentre con i comuni gessetti è intento a disegnare Madonne o a riprodurre opere più famose ? Quanti di noi hanno continuato sul proprio cammino , gettando frettolosamente, e
non sempre, una monetina in segno di gratitudine o peggio di pietosa commiserazione ? Quanti
di noi , invece, particolarmente interessati, si sono avvicinati con il preciso intento di conoscere la tradizione dell’arte dei pittori di strada comunemente noti con l’appellativo di “madonnari “ ? Wikipedia la famosa enciclopedia on line così li definisce : “ artisti di strada , così chiamati dalle immagini sacre , principalmente madonne che sono soliti disegnare per strada…” “ con il solo ausilio di comuni gessetti colorati “ aggiungiamo noi.
“ Il madonnaro è un artista nomade…” continua Wikipedia ,” …che si sposta da un paese all’altro in occasione di sagre e feste popolari. Esegue i suoi disegni su strade, marciapiedi e selciati traendo il proprio sostentamento dalle offerte ricevute dal pubblico ”
Già il pubblico…; il pubblico dei madonnari fu sicuramente composto inizialmente dai credenti della cultura Cristiano Cattolica che traevano conforto dal culto delle immagini della tradizione religiosa. Si può quindi far risalire l’inizio della storia del mestiere ambulante del madonnaro all l’origine del culto mariano, sebbene non sia facile ricostruire le testimonianze e i fatti legati a questa effimera attività popolare . Infatti , per la tipologia dei lavori realizzati, i madonnari non appartennero mai alla categoria degli artisti cosìdetti ufficiali , inoltre, e soprattutto, non furono mai rinvenute tracce delle loro opere che, dopo qualche giorno già sbiadivano nei loro colori e impietosamente svanivano del tutto con la prima pioggia. Tuttavia, come testimoniato da attentei descrizioni rintracciate in alcuni dell’epoca ,si può affermare che l’arte popolare dei madonnari era già presente in Europa fin dal XVI secolo. Solo relativamente di recente , probabilmente con la scoperta della fotografia, fu possibile iniziare a conservare una precisa documentazione visiva di questa arte. Si ha notizia infatti di una fotografia risalente ai primi anni del secolo scorso che
ritrae un anziano girovago che dipinge su di una strada con dei pezzi di gesso . Il secondo dopoguerra vide il declino della tradizione dell’arte dei madonnari, pochè il numero degli artisti dediti a questa specialità continuava infatti lentamente a diminuire. Nel 1973 però, grazie all’iniziativa di alcuni giornalisti, tra cui il compianto conduttore televisivo Enzo Tortora e all’ intervento dell’amministrazione comunale della città di Curtatone (MN) venne organizzato il primo incontro ufficiale dei pochi pittori di marciapiede ancora in attività ; proprio durante la rassegna artistica verrà tra l’altro coniato l’appellativo di “madonnaro” . In quell’ occasione fu stilato il codice artistico tecnico del madonnaro e vennero anche stabiliti data e luogo in cui gli artisti si sarebbero nel futuro riuniti per dare sfoggio delle loro abilità pittoriche e soprattutto per far recuperare alla popolazione questa tradizione folkloristica che il tempo aveva fatto dimenticare. ll 15 agosto , infatti, sempre sul Sagrato della Chiesa della Beata Vergine delle Grazie in Curtatone, annualmente si continua a tenere questa rassegna artisticae che ha sicuramente, consentiteci di dire, “sdoganato” di fatto l’arte dei pittori dell’effimero. Oggi questa attività è divenuta popolare ed è seguitissima al punto che vengono
organizzate miriadi di manifestazioni , eventi commerciali , rassegne artistiche di arte sacra e profana sia in italia che all’ Estero .