Collegiata Santa Sofia

Collegiata Santa Sofia Edificata dalla metà del Cinquecento, la chiesa patronale è di proprietà della città.

Vi fu sepolto Giovan Battista Basile. È arricchita da stucchi di Domenico Antonio Vaccaro, dipinti di Nicola Cacciapuoti, dall’abside affrescato di Domenico Viola

ᴍᴇʀᴄᴏʟᴇᴅɪ ᴅᴇʟʟᴇ ᴄᴇɴᴇʀɪ ✝️Sante messe ore 8:00-18:30-20:00
17/02/2026

ᴍᴇʀᴄᴏʟᴇᴅɪ ᴅᴇʟʟᴇ ᴄᴇɴᴇʀɪ ✝️

Sante messe ore 8:00-18:30-20:00

𝓐𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓬𝓸𝓹𝓮𝓻𝓽𝓪 𝓭𝓮𝓲 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓲 𝓣𝓮𝓼𝓸𝓻𝓲 𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨Il 17 gennaio si svolge il tradizionale “fuocarazzo e Sant’...
19/01/2026

𝓐𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓬𝓸𝓹𝓮𝓻𝓽𝓪 𝓭𝓮𝓲 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓲 𝓣𝓮𝓼𝓸𝓻𝓲

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨

Il 17 gennaio si svolge il tradizionale “fuocarazzo e Sant’Antuono”: nelle nostre campagne, dove un tempo si allevavano gli animali, sono accesi falò in onore di Sant’Antonio Abate. Com’è ben noto, il nome del santo è anche associato alla dolorosa malattia detta “fuoco di Sant’Antonio”. Ma perché queste associazioni col nome del Santo?

Sant’Antonio Abate nacque intorno al 250 in Egitto; rimasto orfano, vendette tutti i suoi beni e si diede a una vita eremitica, dedicata alla preghiera, alla contemplazione e alla conoscenza della Parola di Dio. Non sembra dunque esserci alcun legame col “fuocarazzo” né con la malattia. L’origine delle associazioni nasce invece intorno al 1095, quando viene fondato in Francia l’ordine religioso di cavalieri detti Antoniani. Essi accoglievano e curavano gli ammalati, tra cui quelli affetti da herpes zoster, il “fuoco di Sant’Antonio” appunto, e in cambio avevano il privilegio di fare pascolare liberamente i loro maiali nel terreno comune.

La devozione per il Santo presso la Chiesa di Santa Sofia era testimoniata da un antico altare a lui intitolato, fatto realizzare prima del 1542 da Carlo Basile e poi di titolarità di Cesare Basile (1607). L’altare, che prevedeva anche una “comoda sepoltura”, era di giuspatronato della famiglia Basile, da cui discese anche il noto sacerdote giuglianese Agostino Basile. Esso fu rimosso nel corso della prima metà del Seicento a seguito della realizzazione delle cappelle laterali della navata.

A memoria dell’antica devozione per il Santo, però, la Chiesa Collegiata di Santa Sofia custodisce un dipinto cinquecentesco di Sant’Antonio Abate, realizzato con la tecnica di olio su tavola. Il quadro (2,5x1,5 m) è posto in controfacciata, nei pressi di dov’era un tempo l’omonimo altare. Nonostante l’usura del tempo, sono chiaramente distinguibili la posa e il volto del santo barbuto, che con la mano destra sorregge un bastone con un campanellino e con la sinistra mantiene un libro.

Proprio la scritta che si legge sulle pagine del libro lancia ai fedeli il messaggio di quale sia il vero “fuoco” che nasce dalla testimonianza del Santo. La scritta recita “No(n) est hic locus quietus in quo possimus salvare animas nostras”, un pensiero del santo eremita che invita i fedeli a guardarsi dai pericoli di una vita mondana: un messaggio ancora molto attuale, se solo troviamo il coraggio di “accendere questo fuoco”!

(Tratto da “La Genesi della Collegiata di Santa Sofia”, L. Ronca, F. Vasca, A. Nardelli, fotografie di G. Vista, disegno di copertina di A. Pianese, Claudio Editore, 2025.)

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨Domenica 4 gennaio, ore 19:00
01/01/2026

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨

Domenica 4 gennaio, ore 19:00

𝓐𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓬𝓸𝓹𝓮𝓻𝓽𝓪 𝓭𝓮𝓲 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓲 𝓣𝓮𝓼𝓸𝓻𝓲𝑳’𝒂𝒅𝒐𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒐La Natività (Lc 2, 1-20; Mt 1-2) è una delle scene più raffigurat...
26/12/2025

𝓐𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓬𝓸𝓹𝓮𝓻𝓽𝓪 𝓭𝓮𝓲 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓲 𝓣𝓮𝓼𝓸𝓻𝓲

𝑳’𝒂𝒅𝒐𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒐

La Natività (Lc 2, 1-20; Mt 1-2) è una delle scene più raffigurate nell’arte sacra. Non è da meno la Chiesa Collegiata di Santa Sofia che custodisce tre dipinti con questo soggetto.

L’olio su tela posto nella Ca****la degli Angeli Custodi e dell’Immacolata, è un dipinto di stile caravaggesco attribuito a Sebastiano Conca (H170, L270, sec. XVII) che raffigura l’adorazione dei Magi. La Sacra Famiglia è rappresentata in un edificio in rovina, richiamando l’immagine del Cristo come Tempio di Gerusalemme che sarà “distrutto” e “ricostruito” in tre giorni (Gv 2, 19). Tutta l’umanità adorante è sintetizzata nelle varietà dei personaggi: un re sta inginocchiato ai piedi della Madonna in atto di offrire l’oro, un altro Magio di carnagione scura porta in dono l’incenso, il terzo con barba folta ed elegante matello ha con sé la preziosa mirra, un povero è prostrato in preghiera.

Lo stesso soggetto è nel grande dipinto posto nella sacrestia (H300, L600, 1736). La Madonna è raffigurata con il gesto di reggere il braccio proteso del Bambino Gesù, quella premura materna che contraddistingue l’opera di Nicola Cacciapuoti e la sua attenzione alle componenti affettive e psicologiche. Il dato naturalistico dell’artista, oltre che nelle connotazioni fisiognomiche delle figure che affollano la scena, è espresso con un tocco di virtuosismo nella posa di spalle del re Magio inginocchiato davanti al Bambino e anche nella resa pittorica del tergo del cavallo.

Un’altra opera della Collegiata, più “nascosta”, dedicata alla Natività è uno dei riquadri che circonda l’olio su tavola con la Madonna del Rosario, nel transetto rivolto a nord. Il quadretto (H30, L30, 1579) di Fabrizio Santafede rappresenta il terzo dei misteri gaudiosi del rosario: la Madre a mani giunte e San Giuseppe appoggiato al bastone pastorale osservano il Bambino poggiato nella mangiatoia mentre i pastori, l’asinello e il bue circondano la scena.

(Tratto da “La Genesi della Collegiata di Santa Sofia”, L. Ronca, F. Vasca, A. Nardelli, fotografie di G. Vista, disegno di copertina di A. Pianese, Claudio Editore, 2025.)

19/12/2025

Indirizzo

Piazza Giacomo Matteotti, Giugliano In Campania NA
Giugliano In
80014

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 10:00
Martedì 07:30 - 10:00
17:30 - 20:00
Mercoledì 07:30 - 10:00
Giovedì 07:30 - 10:00
Venerdì 07:30 - 10:00
Sabato 07:30 - 10:00
Domenica 07:30 - 13:30
17:30 - 20:00

Sito Web

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