15/07/2026
GRAZIA
C'è una presenza costante, delicata ed importante che ci ha accompagnati in queste giornate, che ha dato senso e colore ad ogni attimo vissuto, ad ogni incontro effettuato, ad ogni servizio svolto: è Grazia.
È un nome personale, perché è una presenza effettiva, che si può constatare, ci si può lasciare incontrare, ci si può lasciare trasformare. È la testimonianza di Santa Bernadette, che si definiva la più ignorante per questo scelta dalla Vergine Maria, è l'esperienza e l'eco di tanti uomini e donne afflitti dalla malattia ma che sotto la grotta non potevano che elevare il loro canto di gioia e gratitudine per il dono della vita, che continua a sconvolgere e stranire i "sani" che rimangono interdetti dalla loro gioia, la gioia vera di chi lascia che la Grazia (il Signore) pervada tutta la loro vita e doni senso e splendore anche al limite più grande. È la testimonianza infaticabile di quanti, dame e barellieri dell'UNITALSI e tanti giovani volontari si sono fatti compagni di viaggio di chi è salito sul "Treno bianco".
Anche noi da oggi vogliamo dirvi che non abbiamo più paura di salire sul "Treno bianco" della vita, lì dove il Signore ci ha permesso di incontrare estranei che sono diventati fratelli e sorelle, croci che sono diventate giogo leggero perché portate con Cristo, vite che sono diventate storia perché hanno vinto la resistenza della chiusura e si sono intrecciate ad altre vite.
Soprattutto non abbiamo più paura di gridare come S. Bernadette:
“Gesù solo come maestro, Gesù solo come ricchezza, Gesù solo come amico”
Don Gigi, Antonio, Armando