Parrocchia San Nicolò di Bari - Gioiosa Marea

Parrocchia San Nicolò di Bari - Gioiosa Marea Chiese di Gioiosa Marea, Feste, Celebrazioni e Manifestazioni religiose

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI   🟢Giovedì 4 giugno – IX Settimana del T. OSan Francesco Caracciolo, sacerdote✝Da...
04/06/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🟢Giovedì 4 giugno – IX Settimana del T. O
San Francesco Caracciolo, sacerdote

✝Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Rifletto💭
📌"Non sei lontano dal regno di Dio". La nostra vita, la nostra vera vita dipende da tale prossimità o lontananza. Dove siamo rispetto al regno? A che punto siamo nell'identificarci come figli del Padre? Per saperlo, ripetiamo i due comandamenti: "Amerai il Signore Dio tuo. Amerai il prossimo tuo come te stesso". Esaminiamoci, mettiamoci alla prova del fuoco di questi due comandamenti. Da una tale prova la nostra coscienza uscirà splendente come l'oro passato nel fuoco? Se sì, saremo allora riconosciuti da Cristo come vicini al regno. Se invece questa prova ci restituisce un'immagine sbiadita e consunta, non disperiamo: facciamo ancora in tempo a correggerci e a orientare il nostro cuore verso Dio e verso il prossimo.

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI🔴Mercoledì 3 giugno – IX Settimana del T. OSanti Carlo Lwanga e compagni, martiri✝...
03/06/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🔴Mercoledì 3 giugno – IX Settimana del T. O
Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri

✝️Dal Vangelo secondo Marco 12,18-27

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Rifletto💭
📌Anche i sadducei contestano Gesù: essi non credono alla risurrezione dei morti. La risposta di Gesù considera due momenti. Anzitutto egli fonda la fede nella risurrezione sul rapporto che Dio ha stabilito con gli uomini: un rapporto di alleanza, di amicizia, di solidarietà, di vita. Dio non è impotente di fronte alla morte, «non è il Dio dei morti, ma dei viventi». Citando Esodo 3, che è un testo su Dio e non sulla risurrezione dei morti, Gesù riconduce il dibattito all’amore di Dio e alla sua fedeltà: se Dio ama l’uomo non può abbandonarlo in potere della morte. Gesù inoltre corregge l’altro errore dei sadducei che pensano alla risurrezione come a una semplice continuazione della vita attuale, con gli stessi tipi di rapporti. Pensando in questo modo, essi non tengono conto della «potenza di Dio». La risurrezione non è una semplice continuazione della vita attuale, ma il passaggio a una vita nuova, creata dalla potenza di Dio. Non è la rianimazione di un ca****re: è una trasformazione qualitativa, è una nuova esistenza. La nostra risurrezione è il centro della vita cristiana. Senza di essa « è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» scrive Paolo ai Corinti (1Cor 15,14). I sadducei assomigliano a tanti credenti del nostro tempo. Credono in Dio, ma non nella risurrezione dei morti. Chiusi nel materialismo, non credono, né teoricamente né praticamente, al fine a cui Dio ci ha destinati: la vita eterna.

🟡 ANNIVERSARIO DI DEDICAZIONE DELLA CHIESA MADRE📆 4 GIUGNO ORE 18.30«Anche voi, come pietre vive, venite impiegati per l...
02/06/2026

🟡 ANNIVERSARIO DI DEDICAZIONE DELLA CHIESA MADRE

📆 4 GIUGNO ORE 18.30

«Anche voi, come pietre vive, venite impiegati per la costruzione di un edificio spirituale» (1Pt 2,5).

🔸Nel giorno anniversario della dedicazione della Chiesa Madre, ci raduniamo come comunità parrocchiale attorno all’altare del Signore, segno visibile della Chiesa edificata non solo di pietre, ma del popolo santo di Dio convocato nella fede.

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI🟢Martedì 2 giugno – IX Settimana del T. OS. Annibale Maria di Francia, sacerdote –...
02/06/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🟢Martedì 2 giugno – IX Settimana del T. O
S. Annibale Maria di Francia, sacerdote – S. Felice da Nicosia, religiosa


✝️Dal vangelo secondo Marco 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

Rifletto💭
📌Ogni giorno siamo messi di fronte a scelte in cui Dio e Cesare sono in conflitto. Tali scelte si situano a volte sul piano del semplice apprezzamento, altre volte su quello dell'azione. I giornali ci riportano ogni giorno avvenimenti che richiedono il nostro parere, proprio come la domanda posta a Gesù duemila anni fa: "È lecito o no dare il tributo a Cesare?". È lecito o no praticare il controllo delle nascite? La pena di morte? L'eutanasia? L'aborto? Cesare, cioè, nelle società moderne, lo Stato, ha ragione di...? Ed io, che sono cristiano, devo approvarlo o no? Noi non siamo Gesù. Ma il nostro compito è di fare di tutto perché egli viva in noi. A questo proposito dobbiamo pregarlo di darci il suo Spirito in ogni istante, affinché sia lui a dire sì o no a Cesare.

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI🔴Lunedì 1 giugno – IX Settimana del T. OSan Giustino, martire✝️Dal Vangelo secondo...
01/06/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🔴Lunedì 1 giugno – IX Settimana del T. O
San Giustino, martire

✝️Dal Vangelo secondo Marco 12,1-12

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.


Rifletto💭
📌La parabola dei vignaioli che Gesù racconta nel Vangelo di oggi è tutta spiegata innanzitutto nel suo incipit: “Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano”. Piantare, recintare, scavare, costruire, dare, sono tutti verbi che riguardano il Padrone della vigna. Il grosso lo ha fatto lui. Chi si mette a lavorare non ha piantato non ha recintato, non ha scavato, non ha costruito, non ha dato, ma ha solo coltivato. In pratica la vita, simboleggiata da questa vigna, non ce la siamo dati da soli, non l’abbiamo fatta noi, non l’abbiamo voluta per primi, non l’abbiamo resa possibile, ma l’abbiamo solo ricevuta, come un dono, come una consegna. E seppur questo Padrone se ne va lontano e la lascia in mano a noi, lo fa con due grossi motivi: fidarsi, e tornare. Solo uno che si fida di te può lasciare le cose in mano a te. Ma solo uno che ti vuole davvero bene alla fine torna affinché tu non rimanga incastrato nelle logiche della vigna, ma ti ricordi che non devi caricarti del peso del Padrone, ma solo dell’onere di chi collabora. Eppure l’arrivo del servo inviato del Padrone che chiede conto della vigna è visto come una minaccia. Percepiamo sempre come una minaccia chi ci costringe a dover fare i conti con ciò che abbiamo fatto, che siamo stati, che abbiamo ottenuto. Ci si convince che la libertà è non dover rendere conto a nessuno. Ma la libertà è rimanere se stessi. E poter rimanere se stessi significa ricordarci che possiamo diventare anche le persone più grandi del mondo, ma non siamo i Padroni di questa vita e che alla fine dovremmo riconsegnare, rendere conto di ciò che ci è stato affidato. Giocare troppo a fare i Padroni ha come rischio quello di farci incattivire fino al punto da uccidere “il figlio del Padrone”: “Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra”. Vogliamo far fuori Cristo dalla storia pensando così di diventarne i padroni, ma questa è la menzogna preferita del diavolo.

🟠 SETTIMANA EUCARISTICA E SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINIAnche quest’anno la nostra comunità si appresta a celebrare e viver...
31/05/2026

🟠 SETTIMANA EUCARISTICA E SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI

Anche quest’anno la nostra comunità si appresta a celebrare e vivere la Settimana Eucaristica.

🔸L’Eucaristia è il cuore della nostra fede: Gesù che si dona a noi nel pane e nel vino, che rimane con noi, che cammina in mezzo a noi.

🙏🏼 Durante la Settimana Eucaristica portiamo Gesù Eucaristia nelle strade del nostro paese, perché ogni angolo della nostra comunità possa accoglierlo.

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI🟡Domenica 31 maggio – Santissima Trinità – Anno AVisitazione della Beata Vergine M...
31/05/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🟡Domenica 31 maggio – Santissima Trinità – Anno A
Visitazione della Beata Vergine Maria

✝️Dal Vangelo secondo Giovanni 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

Rifletto💭
📌Spesso ci si immagina un "Dio" lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili. Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l'impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda. E invece, l'essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante. Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi. Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito". Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione. È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto. E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. "Chi non crede è già stato condannato". Ma se ci apriamo alla sua dilezione... Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese. È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù. La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la "vita eterna".

📌Domani, a conclusione del mese di maggio, dopo la S. Messa delle ore 11:00, sul sagrato della Chiesa Madre verranno bru...
30/05/2026

📌Domani, a conclusione del mese di maggio, dopo la S. Messa delle ore 11:00, sul sagrato della Chiesa Madre verranno bruciate le letterine alla Madonna.

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI🟢Sabato 30 maggio – VIII Settimana del T. OSan Gavino, martire✝️Dal Vangelo second...
30/05/2026

🪔LA TUA PAROLA È LAMPADA AI MIEI PASSI

🟢Sabato 30 maggio – VIII Settimana del T. O
San Gavino, martire

✝️Dal Vangelo secondo Marco 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Rifletto💭
📌La Liturgia della parola di oggi è anzitutto un inno di ringraziamento a Dio per il dono della sapienza, che ci fa godere delle opere del Signore e ci aiuta a dare il giusto valore agli avvenimenti e alle cose che ci circondano. Nella pericope evangelica viene chiesto a Gesù da parte dei sommi sacerdoti, degli scribi e degli anziani: "Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?" Che cosa faceva Gesù? - scacciava i venditori dal tempio - insegnava con autorità una dottrina che loro dicevano nuova e che non coincideva con gli schemi farisaici. Gesù non risponde alla domanda ma a sua volta interroga i suoi interlocutori per mettere alla prova la loro sincerità. Una loro risposta vera avrebbe ottenuto quella di Gesù. Domanda: "Il battesimo di Giovanni veniva da Dio o dagli uomini?..." I suoi interlocutori non vogliono dare una risposta perché non vogliono compromettersi. E rispondono: Non lo sappiamo. E Gesù: "Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose." Ogni pagina del vangelo offre preziosi insegnamenti per la nostra vita perché il vangelo è vita. Quante volte forse anche noi cadiamo nella insincerità perché abbiamo paura di perdere la stima o la fiducia di qualcuno! Ci doni il Signore lo spirito di verità che ci fa esprimere i nostri giudizi nella piena libertà senza ingannare noi stessi né adulare altri per salvaguardare interessi personali. Possedere il dono della sapienza significa agire con verità nella ca**tà, nel rispetto di noi stessi e degli altri.

📌😇Conclusione dell'anno catechistico,Sabato 30 maggio ore 15.00
29/05/2026

📌😇Conclusione dell'anno catechistico,
Sabato 30 maggio ore 15.00

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Via Ruggero Settimo, 10
Gioiosa Marea
98063

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