Parrocchia Santa Maria Maggiore - Gioia del Colle

Parrocchia Santa Maria Maggiore - Gioia del Colle Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia Santa Maria Maggiore - Gioia del Colle, Chiesa cattolica, Via Stefano da Putignano, 2, Gioia del Colle.

07/09/2026
31/08/2026

Carissimi fratelli e sorelle, carissime confraternite, ieri sera abbiamo iniziato con gioia la Novena in preparazione alla festa della nostra Titolare che celebreremo l’8 settembre. Questa festa non è la festa di qualcuno: è la festa di tutti e per tutti! È la festa della nostra comunità, della nostra famiglia parrocchiale, delle nostre confraternite, di ogni persona che vive, spera, prega e cammina insieme a noi. Per questo, sentiamoci tutti chiamati e coinvolti. Facciamo diventare la festa un’occasione per ritrovarci, per creare legami, per ricucire relazioni, per conoscerci di più e per sentirci davvero parte di una stessa famiglia. Una comunità diventa viva quando non ci si limita a stare insieme, ma ci si prende a cuore gli uni degli altri. Vi invito pertanto a vivere insieme la Novena ogni sera durante la Santa Messa delle ore 18.30. È il nostro appuntamento quotidiano con Maria, il momento in cui, come comunità, ci lasciamo raccogliere sotto il suo manto e ci prepariamo alla festa. E giovedì, al termine della Messa, vivremo insieme un momento di Adorazione Eucaristica. Sarà un tempo per fermarci davanti a Gesù, deporre ai suoi piedi le nostre fatiche, le nostre famiglie, le nostre attese, le nostre ferite e anche i nostri desideri più belli. Perché Maria non trattiene mai per sé i suoi figli: Maria ci porta sempre a Gesù* È la Madre che ci prende per mano e ci dice, ancora oggi: «Fate quello che vi dirà». Vi aspetto.

Pensare secondo Dio: la via stretta della croce
30/08/2026

Pensare secondo Dio: la via stretta della croce

29/08/2026

Ci sono momenti in cui anche noi, come Pietro nel Vangelo di questa domenica, vorremmo bene a Gesù, gli vogliamo sinceramente bene, ma facciamo fatica ad accettare la strada che ci indica. Gesù annuncia ai suoi discepoli qualcosa che non vorrebbero sentire: dovrà soffrire, essere rifiutato, morire e poi risorgere. Pietro reagisce d’istinto. Lo prende in disparte e, in fondo, gli dice: «Non sia mai, Signore! Questo non ti accadrà mai». È una frase affettuosa, ma anche molto umana. Pietro vorrebbe un Messia forte, vincente, al riparo dalla sofferenza. Vorrebbe un Dio che risolva tutto senza passare attraverso la croce.
Quante volte siamo anche noi così. Quando arriva una difficoltà, una malattia, una delusione, una perdita, una porta che si chiude, chiediamo a Dio di toglierci immediatamente quel peso. E non c’è nulla di sbagliato nel farlo. Dio non si scandalizza delle nostre paure. Ma il Vangelo ci ricorda una cosa importante: la fede non è una promessa di vita senza problemi. È la certezza di non essere soli dentro i problemi. Per questo le parole di Gesù a Pietro sono forti: «Va’ dietro a me, Satana!». Non sono una condanna della persona. Sono un richiamo alla direzione. Pietro deve tornare dietro a Gesù, deve smettere di pretendere che sia Gesù a seguire i suoi progetti.
È una indicazione che vale anche per noi. A volte la fede diventa fragile proprio quando vogliamo insegnare a Dio come dovrebbe comportarsi. Vorremmo capire tutto, controllare tutto, evitare ogni dolore. Gesù, invece, ci invita a fidarci e a seguirlo, anche quando non vediamo ancora dove conduce la strada.
«Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Non significa cercare la sofferenza o rassegnarsi al dolore. Significa non permettere alle difficoltà di avere l’ultima parola sulla nostra vita. La croce che incontriamo non è la fine della storia. Dopo la croce, Gesù parla di risurrezione.
E allora, fratelli e sorelle, vorrei fermarmi qui e pregare con voi.
Signore Gesù, quante volte anch’io, come Pietro, vorrei indicarti la strada. Vorrei dirti come devono andare le cose, vorrei capire subito perché certe sofferenze arrivano e perché alcune preghiere sembrano non ricevere risposta. Ma oggi ti chiedo una cosa diversa: insegnami a seguirti. Quando non capisco, aiutami a non scappare. Quando ho paura, ricordami che non sono solo. Quando una croce pesa sulle spalle di una persona che amo, donami parole capaci di consolare e mani capaci di sostenere. Quando sono stanco e mi viene voglia di mollare, mettimi accanto qualcuno che sappia camminare con me. E a ciascuno di noi, Signore, dona la grazia di non confondere la croce con l’abbandono. Tu sei lì, anche quando non ti vediamo. Sei lì, anche quando il silenzio sembra troppo lungo. Aiutaci a fidarci di te un passo alla volta. E quando la nostra fede vacilla, prendici per mano. Non permettere che perdiamo la speranza. Perché noi lo sappiamo: la croce non è l’ultima parola. L’ultima parola, con te, è sempre la vita.

🙏
26/08/2026

🙏

22/08/2026

«Ma voi, chi dite che io sia?». È una domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli e che, attraversando i secoli, arriva fino a noi. Non chiede semplicemente che cosa sappiamo di lui, né che cosa abbiamo sentito dire. Ci domanda qualcosa di più personale e decisivo: chi è Gesù per me? Pietro risponde con parole semplici e forti: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». In quella professione di fede c’è il cuore della nostra vita cristiana. Gesù non è soltanto un grande uomo, un maestro o una figura del passato. È il Signore che viene incontro alla nostra vita, che la illumina, la sostiene e, quando siamo stanchi o smarriti, ci invita a ricominciare. La fede, però, non ci chiude in noi stessi. A Pietro, insieme alla professione di fede, Gesù affida una responsabilità: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». La Chiesa appartiene a Cristo. Non è la comunità dei perfetti, ma una famiglia di uomini e donne che hanno bisogno ogni giorno della misericordia di Dio. Per questo possiamo amarla senza nasconderne le fragilità, pregare per essa senza ignorarne le ferite e impegnarci perché sia sempre più fedele al Vangelo. È consolante sapere che la Chiesa attraversa prove e difficoltà, ma non è lasciata sola. «Le potenze degli inferi non prevarranno su di essa». La nostra speranza non poggia sulla bravura degli uomini, ma sulla fedeltà di Cristo. È lui la nostra roccia. E allora le “chiavi” affidate a Pietro diventano anche un’immagine bella per la nostra vita quotidiana. Un cristiano è chiamato ad aprire porte, non a chiuderle. Una parola buona può ridare coraggio. Un perdono può liberare un cuore. Un gesto di accoglienza può far sentire a casa chi si è allontanato. Forse questa settimana possiamo partire proprio da qui: dire nella preghiera, con sincerità, «Gesù, tu sei il Cristo: sii il Signore della mia vita». E poi aprire una porta concreta: cercare una persona sola, ricominciare un dialogo, offrire un aiuto, accogliere qualcuno senza giudicarlo. La nostra fede diventa credibile quando si trasforma in gesti. E la nostra comunità diventa davvero Chiesa quando, attraverso di noi, qualcuno può incontrare il volto misericordioso di Cristo. Non abbiamo bisogno di essere perfetti. Abbiamo bisogno di rimanere uniti a Gesù e di camminare insieme. È lui che sostiene la sua Chiesa. È lui che non ci abbandona. Ed è lui che, anche oggi, ci invita ad aprire porte e a custodire la speranza.

Indirizzo

Via Stefano Da Putignano, 2
Gioia Del Colle
70023

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia Santa Maria Maggiore - Gioia del Colle pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi