10/09/2026
CROCIFISSI SENZA CROCE
Santa Faustina Kowalska
“Il Vangelo di oggi e’ una delle pagine più belle e difficili da assimilare: dobbiamo avere e abbiamo bisogno di essere riconosciuti per il bene che facciamo. Dio vuole da noi che cambiamo il modo di vivere la realtà circostante, superando la vendetta, il concetto di volersi aspettare per forza qualcosa dagli altri. Dio ci vede nelle nostre fragilità, non ci giustifica, ma si prende cura di noi, dandoci sempre l’opportunità di cambiare, un cuore nuovo distaccato dal male che riceviamo. Dobbiamo saperci relazionare senza risentimento per le ingiustizie subite; non si tratta di tollerare il male, ma il cuore che soffre deve essere sempre libero di offrire anche per il cambiamento degli altri, essendo misericordiosi. La Comunione e’ possibile solo se sappiamo cosa abbiamo commesso: guardiamo l’altro nelle sue incapacità di rendersi conto di cio’ che persegue . Essere liberi interiormente non significa giustificare, ma vivere con compassione l’altro.
Ognuno di noi nella libertà deve e può scegliere una strada nuova. Non sempre si riesce ad aiutare e ad essere aiutati, ma siamo chiamati ad essere per tutti un sorriso, pazienza, disponibilità, accoglienza, conforto, incitamento e correzione senza condanna. E’ un esercizio senza la delusione, senza il dispiacere di non essere gratificati, ne’ riconosciuti. Un continuo ricominciare, perdonando si e’ perdonati, ricevendo misericordia; in questo rassomigliamo al Padre, vincendo la falsità, la menzogna, la cattiveria, senza rancori e pregiudizi. Tutto questo e’ difficile nella misura in cui vogliamo esercitarci, ma bello e saziante, senza remore, con la libertà del cuore, nel palmo della mano di Dio”.
(Omelia di don Antonio Quaranta)