03/09/2026
15 Asmá'183
03 Settembre 26
Tu senti, o mio Dio, i miei sospiri e il mio lamento, e vedi la mia incapacità, la mia povertà, la mia infelicità, le mie afflizioni e il mio travaglio. Io giuro per la Tua potenza! Ho pianto di un tale pianto che sono stato incapace di fare menzione di Te, o di esaltarTi, e ho lacrimato con tali amare lacrime che ogni madre orbata rimase perplessa e dimenticò la sua propria angoscia e i sospiri che aveva emesso.
È un brano potentissimo. È una preghiera di Bahá'u'lláh, ed è una delle più intime e strazianti di tutti gli Scritti Bahá'í.
Una riflessione verso per verso, perché ogni parola qui ha un peso.
Il testo portato.
Tu senti, o mio Dio, i miei sospiri e il mio lamento, e vedi la mia incapacità, la mia povertà, la mia infelicità, le mie afflizioni e il mio travaglio. Io giuro per la Tua potenza! Ho pianto di un tale pianto che sono stato incapace di fare menzione di Te, o di esaltarTi, e ho lacrimato con tali amare lacrime che ogni madre orbata rimase perplessa e dimenticò la sua propria angoscia e i sospiri che aveva emesso.
1. La confessione radicale: Dio vede, non solo ascolta
La preghiera inizia non con una lode, ma con una vulnerabilità totale.
"Tu senti... e vedi la mia incapacità, la mia povertà..."
Nei testi Bahá'í, Dio è spesso chiamato l'Onnivedente, l'Onnisciente.
Ma qui non è un concetto teologico astratto. È un grido: Tu sei l'unico che vede veramente dove sono.
Bahá'u'lláh elenca 5 condizioni che sono il cuore del percorso spirituale bahá'í:
incapacità
- riconosco che da solo non posso nulla
povertà
- non ho meriti da offrirTi, sono vuoto
infelicità
- lo stato emotivo
afflizioni
- le cause esterne
travaglio
- lo sforzo interiore di sopportarle
È l'opposto dell'orgoglio spirituale. Nella Fede Bahá'í, la povertà spirituale non è una vergogna, è la porta.
Solo chi si riconosce povero può essere riempito da Dio.
2. Il giuramento: "Io giuro per la Tua potenza!"
Questo è un passaggio retorico tipico degli Scritti di Bahá'u'lláh.
Quando giura per la potenza di Dio, sta per dire qualcosa che va oltre il linguaggio normale. Sta per descrivere un dolore che non può essere misurato con parole umane.
3. Il paradosso più profondo: troppo dolore per pregare
"Ho pianto di un tale pianto che sono stato incapace di fare menzione di Te, o di esaltarTi"
Questo è il cuore mistico del brano.
Per un credente bahá'í, fare menzione di Dio (dhikr) è lo scopo della vita.
E qui Bahá'u'lláh dice: il mio dolore è stato così grande da impedirmi persino di compiere lo scopo per cui sono stato creato.
Non è una bestemmia, è l'espressione suprema dell'amore.
È come dire: "Ti amo così tanto e soffro così tanto per Te, che il mio dolore mi ha tolto persino la voce per dirTi che Ti amo."
È un dolore che nasce non dall'ego, ma dall'esilio, dalla persecuzione, dal vedere l'umanità rifiutare il Messaggio.
Sappiamo dalla storia che Bahá'u'lláh scrisse molte preghiere come questa durante gli anni di prigionia ad Akka.
4. L'immagine della madre orbata
"...che ogni madre orbata rimase perplessa e dimenticò la sua propria angoscia"
È un'immagine volutamente sconvolgente.
Nella cultura mediorientale, non c'è dolore più archetipico, più universale e intoccabile del dolore di una madre che ha perso un figlio.
Bahá'u'lláh dice: il mio pianto è stato così amaro che persino lei si è fermata, perplessa, e ha dimenticato il suo dolore per guardare il mio.
Cosa ci sta dicendo?
Che il dolore del Manifestante di Dio non è un dolore personale.
È un dolore cosmico. Piange per l'umanità intera.
È il pianto di Dio stesso per la condizione delle sue creature. Una madre piange per un figlio; Bahá'u'lláh piange per un mondo intero che non riesce ancora a riconoscersi come una sola famiglia.
In sintesi, cosa ci insegna questa preghiera a noi?
Ci autorizza a portare tutto a Dio. Non solo le lodi belle, ma anche i sospiri, l'incapacità, il lamento.
Non dobbiamo presentarci perfetti.
Ci insegna che anche l'aridità spirituale è preghiera.
Anche quando sei così triste da non riuscire a pregare, quel tuo silenzio pieno di lacrime è già una preghiera che Lui sente e vede.
Ci mostra il modello del servizio. Il vero amore per l'umanità a volte costa un pianto così profondo da farci dimenticare noi stessi.
È una preghiera da leggere non quando sei forte, ma proprio quando ti senti esattamente come descrive: incapace, povero e afflitto. In quel momento, sei più vicino a Lui che mai.