04/12/2025
un caro saluto, questa sera dopo la Messa delle 19 ho fatto un passaggio presso la Casa di accoglienza che ospita per questo inverno dodici senza tetto nel salone della Chiesa di san Tommaso per poi prendere il mio scooter e andare presso il presidio dei lavoratori di Ilva alla stazione di Cornigliano
In un tempo in cui si perde tempo a parlare di presepi invece che di pace di solidarietà il mio giro dei presepi sarà proprio questo.
I senza tetto e gli operai che perdono dignità, lavoro e conseguentemente rischiano per sé e per le proprie famiglie anche la casa
Non ve lo dico perché protagonismo ma perché invitiate tutti ad aprire nuovamente il cuore in questo periodo natalizio.
Sotto il vento gelido ddi stanotte vo riporto la foto del fuoco che scalda a i corpi ma spero anche i cuori di chi legge.
il Natale – quello vero, non quello da luminarie – arriva proprio per spostarci di posto, per rimetterci dentro la storia degli altri.
Il Vangelo non parla mai di “meritocrazia”.
Non parla neppure di una sterile “uguaglianza”, in cui dare a tutti la stessa cosa basterebbe a salvarci.
Il Vangelo parla di equità.
Negli Atti degli Apostoli si racconta che la comunità distribuiva i beni “a ciascuno secondo il suo bisogno”.
Non secondo i meriti, non secondo la simpatia, non secondo l’efficienza.
Secondo il bisogno.
È quello che ci dimentichiamo in fretta quando le proteste infastidiscono, quando il disagio degli altri ci rallenta.
Ma una città, una comunità, una fraternità… funzionano come il corpo umano: se un membro soffre, tutto il corpo soffre.
Se una parte della città sta male, tutta Genova sta male.
Il Natale arriva proprio per ricordarcelo.
don Giacomo
https://genovaquotidiana.com/2025/12/03/il-giro-dei-presepi-di-don-giacomo-dai-senza-tetto-ai-lavoratori-ex-ilva/