Migrantes Genova

Migrantes Genova Le comunità in mobilità della Chiesa genovese

Il compito di questo ufficio è quello di coordinare e promuovere le iniziative di assistenza spirituale, sociale e culturale per gli immigrati. In particolare si occupa della prima e seconda accoglienza di quanti fanno richiesta di Protezione internazionale favorendone la piena e autentica integrazione. Tale accoglienza ed integrazione viene fatta attraverso accordi con la Prefettura per l'emerge

nza e il Comune per l'inserimento abitativo e lavorativo di quanti sono sul territorio della diocesi. L'Ufficio diocesano "Migrantes" ha il compito di favorire la vita religiosa dei migranti:

- Offre, in particolare modo ai cattolici attraverso una costante opera di evangelizzazione e di catechesi, i mezzi sacramentali e di culto necessari per un loro libero e originale inserimento nella Chiesa locale;

- Coordina le iniziative, a favore delle migrazioni, promosse dalla Chiesa diocesana e dagli organismi di ispirazione cristiana;

- Mantiene i contatti con gli uffici ed enti ecclesiali e civili per le migrazioni esistenti in Diocesi, con la disponibilità ad attuare particolari iniziative e servizi che venissero richiesti;

-Promuove la crescita integrale dei migranti perché, nel rispetto e sviluppo dei loro valori culturali e religiosi specifici, possano essere protagonisti nella società civile della quale fanno parte;

- Cura un'adeguata informazione dell'opinione pubblica e stimola ogni necessario strumento di tutela dei migranti per una convivenza più giusta e pacifica. Nella disponibilità dell'ufficio vi sono molte opportunità di ospitalità inclusa qualche esperienza anche sul tema dei corridoi umanitari. I vari progetti, cominciare da quello dell'insegnamento della lingua italiana, tentano di dare, quanto prima, una reale opportunità di integrazione reciproca dello straniero verso gli abitanti e viceversa. L'ufficio ha il suo luogo di culto presso la Chiesa del santissimo nome di Maria degli Angeli Custodi sita in piazza Scuole Pie e la sua sede operativa presso l'ex ospedale San Raffaele in Coronata.

un caro saluto, questa sera dopo la Messa delle 19 ho fatto un passaggio presso la Casa di accoglienza che ospita per qu...
04/12/2025

un caro saluto, questa sera dopo la Messa delle 19 ho fatto un passaggio presso la Casa di accoglienza che ospita per questo inverno dodici senza tetto nel salone della Chiesa di san Tommaso per poi prendere il mio scooter e andare presso il presidio dei lavoratori di Ilva alla stazione di Cornigliano
In un tempo in cui si perde tempo a parlare di presepi invece che di pace di solidarietà il mio giro dei presepi sarà proprio questo.
I senza tetto e gli operai che perdono dignità, lavoro e conseguentemente rischiano per sé e per le proprie famiglie anche la casa
Non ve lo dico perché protagonismo ma perché invitiate tutti ad aprire nuovamente il cuore in questo periodo natalizio.
Sotto il vento gelido ddi stanotte vo riporto la foto del fuoco che scalda a i corpi ma spero anche i cuori di chi legge.
il Natale – quello vero, non quello da luminarie – arriva proprio per spostarci di posto, per rimetterci dentro la storia degli altri.
Il Vangelo non parla mai di “meritocrazia”.
Non parla neppure di una sterile “uguaglianza”, in cui dare a tutti la stessa cosa basterebbe a salvarci.
Il Vangelo parla di equità.
Negli Atti degli Apostoli si racconta che la comunità distribuiva i beni “a ciascuno secondo il suo bisogno”.
Non secondo i meriti, non secondo la simpatia, non secondo l’efficienza.
Secondo il bisogno.
È quello che ci dimentichiamo in fretta quando le proteste infastidiscono, quando il disagio degli altri ci rallenta.
Ma una città, una comunità, una fraternità… funzionano come il corpo umano: se un membro soffre, tutto il corpo soffre.
Se una parte della città sta male, tutta Genova sta male.
Il Natale arriva proprio per ricordarcelo.

don Giacomo

https://genovaquotidiana.com/2025/12/03/il-giro-dei-presepi-di-don-giacomo-dai-senza-tetto-ai-lavoratori-ex-ilva/

UMANITÀ........ quella che la nostra Europa sta perdendo!!!Migranti per strada cucinano per gli alluvionati di ValenciaD...
01/11/2024

UMANITÀ........ quella che la nostra Europa sta perdendo!!!

Migranti per strada cucinano per gli alluvionati di Valencia
Decine di migranti si sono messi a cucinare nelle strade di Picanya, uno dei centri più colpiti dell'alluvione. Così in mezzo alle macerie, al fango e a auto distrutte dalla piena, si sono accesi dei barbecue improvvisati, si affettano verdure, si preparano piatti tipici delle cucine di mezzo mondo.
Tutto cibo destinato alla popolazione locale, a chi non ha più una casa. Questi migranti, anche loro sono sfollati. Vivevano in un hotel che è stato allagato dalla piena: vengono da tanti Paesi diversi tra cui Afghanistan, Siria, Georgia e Venezuela. Hanno parlato con il proprietario per poter utilizzare il cibo che si trovava nella dispensa della grande sala da pranzo della struttura e cucinarlo per tutti che ne avessero bisogno.
Ora offrono cibo a tutti coloro che passano e il menu è ovviamente il più vario, a seconda di chi cucina. "Quando c'è da aiutare - racconta un uomo venezuelano alla stampa locale - non ci sono più differenze. Non abbiamo nè luce nè acqua ma siamo contenti di essere sopravvissuti e vogliamo solo dare una mano".

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2024 a Genova
29/09/2024

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2024 a Genova

In prima fila alla messa in cattedrale a Genova per la 110ma Giornata mondiale, un delegato della Geo Barents, la nave di Medici Senza Frontiere bloccata in porto da un fermo amministrativo

Un importante appuntamento da non perdere....
28/09/2024

Un importante appuntamento da non perdere....

A celebrare il responsabile Migrantes a Genova, Don Giacomo Martino. La nave di Medici Senza Frontiere è bloccata in porto da un fermo amministrativo

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiatohttps://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/2...
26/09/2024

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/20240524-world-migrants-day-2024.html

*“Dio cammina con il Suo popolo”, è il titolo scelto da Papa Francesco* per il suo Messaggio per questa domenica.

Di fronte al *sequestro a Genova della nave Geo BARENTS* per aver salvato delle vite senza rispettare i divieti insulsi della pseudo "guardia costiera libica" ancora una volta il Papa alza il tiro.
*Tutti possiamo fare qualcosa.....* tutti....
In questi giorni si parla tanto del *Referendum sulla cittadinanza*.
È un'importante occasione per dare dignità a decine di migliaia di ragazze e ragazzi.
Non perché col Referendum cambi la legge ma perché è un chiaro indirizzo popolare che non può restare inascoltato....
Attraverso lo SPID (3 minuti per chi lo sa usare e 10 x chi non è avezzo .... i nonni si facciano aiutare dai nipoti) *puoi firmare, entro il 30 settembre, questo appello* cliccando su....
https://www.referendumcittadinanza.it/ *per dare speranza a chi ormai l'ha perduta....*

oppure

*vieni in Cattedrale a San Lorenzo Domenica 29 alle 16 che il Vescovo Tasca* ha chiesto a Don Giacomo di celebrare *la Messa diocesana* per questa occasione della Giornata Mondiale per i profugo e rifugiato.
Vieni perché la preghiera agisce anche attraverso la nostra pochezza.
Ti aspettiamo!!!

Firma ora il Referendum Cittadinanza: puoi farlo con SPID o CIE in pochi minuti.

L'11 giugno 2024 all'arrivo della Geo BARENTS, con 160 persone salvate dalla morte in mare, ha voluto essere presente il...
10/06/2024

L'11 giugno 2024 all'arrivo della Geo BARENTS, con 160 persone salvate dalla morte in mare, ha voluto essere presente il Vescovo di Savona mons. Calogero Marino che sarà accompagnato dal Direttore Generale della Migrantes Mons. Paolo Felicolo della CEI e da Andrea Chiappori della Comunità di Sant'egidio.
Li accompagnerò sulla banchina dove dalle 9 alle 10.30 attenderemo insieme l'arrivo di queste persone.
Questo gesto vuole esprimere nel modo più semplice l'accoglienza di cui è intriso tutto il Vangelo.
Nessuna discorso, polemica, predica o benedizione ma semplicemente vogliamo essere segno di attesa e benvenuto per questi fratelli e sorelle scampati da morte certa.
Questa improvvisata delegazione è il segno di "una chiesa in uscita" come dice da anni Papa Francesco che, invece di aspettare che la gente venga da lei esce dalle sacrestie e gli va incontro.
Saremo presenti senza proclami o richieste di primi posti ma come fratelli tra i fratelli.
Abbiamo chiesto il permesso, prima che alle autorità competenti, al capo missione della Geo Barents perché la nostra presenza sia un segno di speranza e non fonte di divisioni.
Abbiamo trovato braccia aperte così come il pronto aiuto delle istituzioni.
Al pomeriggio, poi, cercheremo di portare tanta focaccia all'equipaggio stremato che apprezza questo nostro piatto genovese nella speranza che anche loro si sentano inclusi in un abbraccio che "non fa differenza tra le persone".

Grati per questa opportunità, nonostante il momento infausto, auguriamo a tutti di realizzare le loro "speranze" di vita e vita dignitosa nel nostro paese.

Grazie

Don Giacomo Martino

responsabile diocesano e regionale della Liguria per la Migrantes.

Stamane, reduce da una br**ta influenza, cercavo qualcosa di divertente su Instagram.Quando ho visto il viso del governa...
18/03/2024

Stamane, reduce da una br**ta influenza, cercavo qualcosa di divertente su Instagram.
Quando ho visto il viso del governatore De Luca ho cliccato immaginando di ascoltare una delle sue gag. ..... e invece no!
Era una pesante accusa all'occidente "silenzioso" che non condanna le odierne ingiustizie ed in particolare il massacro sulla Striscia di Gaza.
Recentemente un'amica di FB mi scriveva sul silenzio della Chiesa, a parte Papa Francesco, su questi eventi.
Onestamente il mio primo pensiero è stato: "a cosa serve condannare ciò che è chiaro agli occhi di tutti?". .... e invece no!
La piccola dissertazione del Governatore della Campania mi ha aperto gli occhi sulla perdita di umanità dell'occidente.
Non solo l'indifferenza (come avevo già scritto) è colpevole ma qui ci troviamo di fronte alla falsità, al perbenismo di chi disserta sui termini da usare fra "massacro o genocidio" restando comodamente seduto a guardare.
Come me, come te.
La condanna dell'azione israeliana è chiara e netta.
Non è il giudizio su un popolo ma sull'infame aggressione in una guerra che non si distingue più dal terrore del terrorismo.
Mentre i popoli soffrono le gerarchie decidono il loro destino portando la fame e l'odio nella vita della gente.
La guerra non è solo disumana ma anche disumanizzante e conduce le singole persone (soldati, civili, aggrediti ed aggressori) a compiere gesti di cui si pentiranno, inutilmente, per tutta la vita.
La guerra "cosifica" le persone trasformando tutto in un "videogioco virtuale" ma il sangue che e scorre a Gaza, in Ucraina, in Sudan ha un colore indelebile che non si potrà lavare dalle mani e dal cuore indifferente.
Si affamano, si torturano, si annulla la dignità dell'altro come fosse un piatto tirato sul pavimento.

Allora non basta uscire dall'indifferenza ma si deve condannare.
Ma chi sono io per condannare?
Forse sono peggio di tanti che, impauriti, obbediscono agli ordini omicidi.
La condanna non va verso un popolo contro un altro.
Se oggi condanno vibratamente il massacro, il genocidio, le disumanità di Gaza è solamente perché vivo con una chiara convinzione antisemita che è inamovibile come questa condanna dell'orrore commesso da un'umanità che ha perso la sua essenza, che ha perso l'empatia, l'accoglienza, la difesa dei più deboli.

Nel ginepraio delle inutili discussioni di Bruxelles sulla carne artificiale o la riforma, pur importante, della scuola dobbiamo fermarci tutti e piegare il capo battendoci il petto e poi, immediatamente dopo, tirarci su le maniche per uscire da questo schifo.
La condanna nasce dalla mia umanità fragile e colpevolmente ferita.

La condanna del male odierno viene rafforzata dalla umanità di Cristo che, con parole inequivocabili, mette il punto ai vergognosi sofismi di tutti i tempi.
Nel Vangelo di Matteo al capitolo 23, 27-28 ecco le parole del Maestro che rivolge ad ognuno di noi:
"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.
Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità."
L'ipocrisia non può coesistere con la felicità che Dio ha scritto nei nostri cuori.

Diventa ancora più grande il senso della Pasqua, ormai prossima, nella quale la ferocia della folla crocifigge il Bene lasciando libero l'assassino.
Gesù continua per la sua strada, la via Crucis (la via della croce) per "pagare di persona", come uomo, anche per noi.
Lui paga ma se io non cambio non posso accedere alla Sua Misericordia.
Sul Calvario sono in tre sulla croce.
Gesù al centro è due delinquenti ai lati.
Mentre il primo, ormai vicino alla morte, lo insulta e si schiera con i suoi assassini, l'altro, comprendendo il male fatto, intraprende un dialogo salvifico dicendogli: «Signore, ricordati di me quando verrai nel tuo regno». Allora Gesù gli disse: «In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso». (Luca 23, 42-43)
Il paradiso è la riconquista dell'umanità.
Anche noi, oggi, siamo ancora in tempo per salvare la nostra vita e quella delle persone che amiamo.
Siamo ancora in tempo per ritrovare la nostra umanità perduta.... ma il tempo, inesorabilmente, passa....

don Giacomo Martino

08/11/2023

Meloni: 'L'intesa può diventare un modello per l'Europa'. Schlein: 'Sembra violare le norme di diritto internazionale e di diritto europeo'. Piantedosi: 'Non sono Cpr ma strutture come quella di Pozzallo-Modica' (ANSA)

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