Parrocchia San Tommaso - Genova

Parrocchia San Tommaso - Genova Una Comunità che vive con e per il Vangelo nell'attenzione verso i "più piccoli ' e contro la teoria dello scarto. Uomini e donne di Buona Volontà.

07/09/2026

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QUANDO IL BOIA DIVENTA EROE Mentre noi discutiamo dei 17 centesimi della benzina, ci stanno rubando la memoria. Ratko Ml...
28/08/2026

QUANDO IL BOIA DIVENTA EROE
Mentre noi discutiamo dei 17 centesimi della benzina, ci stanno rubando la memoria. Ratko Mladić è morto. Harald V di Norvegia è morto, ma non fa notizia.
Condannato all’ergastolo per genocidio e crimini contro l’umanità. Oltre ottomila uomini e ragazzi musulmani massacrati a Srebrenica. La Serbia annuncia per lui i massimi onori militari e di Stato. Il problema non è un funerale. Il problema è rendere gli onori alla bara di un uomo condannato per genocidio. Mladić si faceva fotografare mentre accarezzava la testa dei bambini prima di massacrarli e disperdere i loro corpi a pezzi nelle fosse comuni.
Il male raramente arriva gridando: «Sono il male».
Prima cambia le parole.
Poi cambia la memoria.
Alla fine trasforma i carnefici in eroi.

L’Europa lo condanna: se vuole ancora avere un’anima, deve avere confini morali prima ancora che geografici. Mosca parla di sentenza ingiusta e manda le condoglianze. Aspettiamo se arriverà qualche analoga parola da Israele, mentre il governo Netanyahu, con Ben-Gvir e la sua estrema destra, continua a Gaza uno scempio che la Commissione d’inchiesta dell’ONU ha definito «genocidio».
Per fortuna ci sono giovani serbi che strappano quegli striscioni prendendosi insulti.

Il patto diabolico è questo: rendere tutto normale.
I nostri criminali diventano eroi.
I nostri morti sono vittime, quelli degli altri numeri.
Le nostre bombe sono necessarie, quelle degli altri terrorismo.

Chi tiene in mano il Vangelo ha ricevuto un ordine preciso: pregare per i nemici. Dunque non festeggiamo la morte di Ratko, non desideriamo vendetta e lo affidiamo alla misericordia di Dio.
Proprio quel Vangelo, però, ci obbliga a chiamare il male con il suo nome.
La misericordia non cancella la verità.
Gesù perdona il peccatore, non santifica il peccato.
Il nazismo non comincia con i campi di sterminio.
Comincia quando «i nostri» hanno sempre ragione, quando i morti degli altri valgono meno, quando la propaganda rende normale ciò che normale non è.

La pace nasce dalla memoria che diventa verità, dalla verità che diventa giustizia, dalla giustizia che diventa riconciliazione. Non c’è altra via!!!

DUE PESI E DUE MISURE (...e il silenzio della maggioranza è assordante!)Per il governo italiano uno Stato sembra esister...
25/08/2026

DUE PESI E DUE MISURE (...e il silenzio della maggioranza è assordante!)

Per il governo italiano uno Stato sembra esistere a seconda dell’uso che dobbiamo farne.

La Libia è uno Stato riconosciuto e membro dell’ONU, ma politicamente spezzato: due governi concorrenti, istituzioni divise, il potere militare di Haftar nell’Est e milizie che controllano pezzi di territorio. L’ONU stessa lavora per arrivare a istituzioni unificate ed elezioni.

Per l’Italia, però, questa autorità basta. Tanto che la Sea-Watch 5 è stata fermata 45 giorni e multata di 7.500 euro dopo aver soccorso in acque internazionali, nella zona SAR libica, sei persone, tra cui tre minori. La contestazione? Non essersi coordinata con il centro libico.

Sappiamo cosa accade nei centri libici? Ho incontrato decine di ragazzi torturati che, dopo anni, ancora non dormono per gli incubi. Secondo Sea-Watch, poco dopo quel soccorso uomini armati avrebbero persino puntato un fucile contro l’equipaggio.

Dunque, per l’Italia, persino l’autorità di uno Stato così spezzato va riconosciuta e rispettata.

Spostiamoci qualche centinaio di chilometri più a est: Palestina.

Qui il metro cambia.

Ha un popolo, un territorio rivendicato sulla base del diritto internazionale, proprie istituzioni ed è dal 2012 Stato osservatore non membro dell’ONU. Eppure per il governo italiano non basta per riconoscerla come Stato.

Ecco il capolavoro: alla Libia non chiediamo di essere unita per riconoscerne l’autorità; alla Palestina chiediamo praticamente di esserlo prima ancora di riconoscerla.

Due pesi e due misure.

Il sospetto è semplice: la Libia ci serve come Stato. La Palestina ci conviene che non lo sia ancora.

La Libia serve perché qualcuno fermi i migranti: pattugliamenti, respingimenti e persone che l’Europa preferisce non vedere né sapere come vengano trattate, anche grazie ai nostri soldi. Qui divisioni e milizie diventano dettagli.

Sulla Palestina, invece, diventiamo esigentissimi.

Curioso: per fermare sei poveracci in mare basta molta meno sovranità di quella necessaria per riconoscere un popolo.

Le regole servono a riconoscere la realtà o scegliamo quale realtà riconoscere a seconda di chi vogliamo fermare?

Indirizzo

Via Almeria, 19
Genova
16135

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 10:00
Martedì 08:00 - 10:00
Sabato 17:00 - 19:30
Domenica 09:30 - 12:00

Telefono

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