Chiesa ADI Gela - Via Caronda

Chiesa ADI Gela - Via Caronda Siamo un gruppo di evangelici pentecostali della città di Gela, e ci prefiggiamo come unico scopo quello di innalzare il nome di Cristo! Dio vi benedica!

A nome della Chiesa ADI di Gela, ti do il benvenuto in questa pagina, che vorrà essere uno strumento di edificazione per quanti leggeranno. Ci auspichiamo che, anche attraverso questo mezzo, il nome di Dio sia glorificato e l'Evangelo della Grazia fatto conoscere ad ogni creatura. Buona navigazione a tutti!

11/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

11 Maggio

Lettura biblica: Giovanni 19:1-7

IL RE RIPUDIATO

Le prime parole del testo: "Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare" (v. 1), sintetizzano in modo chiaro la risposta che la creatura seppe dare al proprio Creatore.

Nel preciso momento in cui Gesù veniva per redimere l'uomo dall'oppressione del peccato e offrirgli la Sua libertà, era ripudiato e maltrattato! É il dramma vissuto da Cristo: Colui che da ogni eternità è ricoperto di gloria e di onore, viene torturato, rigettato e messo a morte da quella stessa creatura che è oggetto del Suo inesauribile amore.

Il Re, il sovrano, Colui per il quale esistono tutte le cose, si presenta per farsi conoscere: non è un tiranno ma un Salvatore, viene per guarire e benedire. L'uomo però reagisce in maniera irragionevole, bestiale. Pilato stesso aveva riconosciuto in Lui un'autorità divina e disse: "Ecco il vostro Re"; il popolo per tutta risposta gridò: "crocifiggilo!".

Sì, alla fine Lo incoronarono, ma con una corona di spine; Gli offrirono come trono la croce del Golgota; la folla Lo acclamò ma in modo ironico e dissacrante.

A volte, con le nostre azioni contrarie alla Sua volontà, anche noi ci identifichiamo in quella folla delirante. Anche noi con le nostre debolezze incoroniamo Gesù con una corona di spine e di dolori. Anche noi così facendo, alla manifestazione del Suo amore, replichiamo ripudiandoLo e flagellandoLo.

Chiediamo dunque a Dio la forza necessaria per operare secondo la Sua volontà, chiediamoGli la potenza del Suo Santo Spirito, affinché anche noi come gli Apostoli, possiamo essere più che vincitori con Cristo nel nostro combattimento di fede.

Se la testimonianza cristiana che rendiamo nel mondo è negativa, anche noi apparteniamo a quella folla di scalmanati che incoronò il Redentore con una corona di spine; ma se facciamo brillare la luce di Cristo in noi, conducendoci in conformità alla Parola di Dio, la nostra testimonianza sarà una corona di gloria per il nostro Re.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

10/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

10 Maggio

Lettura biblica: Genesi 41:37-57

DIO ONORA QUELLI CHE LO ONORANO

"...andate a Giuseppe e fate ciò ch'egli vi dirà..."

Chi pronunciò queste parole fu lo stesso Faraone, colui che era considerato dai suoi sudditi un figlio degli dei.

Giuseppe temeva l'Eterno e ciò lo rendeva gradito agli occhi di Dio. A lui erano state rivolte delle promesse di future benedizioni, ma prima che queste si adempissero, dovette passare attraverso una serie di difficoltà che misero a dura prova la sua fede. Fu odiato dai suoi fratelli e rischiò la vita, venne venduto come schiavo ad una carovana di Madianiti che a loro volta lo cedettero ad un ufficiale del Faraone. Ma anche in Egitto dovette soffrire, poiché, accusato ingiustamente, fu rinchiuso in una oscura prigione. Ogni speranza sembrava ormai perduta e poteva essere indotto a credere che i suoi fratelli avevano avuto ragione nel vedere in lui un sognatore inattendibile. Ma Giuseppe era certo che quelle promesse erano da parte di Dio e non dubitò della Sua fedeltà.

Dopo un periodo trascorso in prigione, fu inaspettatamente prelevato dal carcere e portato alla presenza del Faraone.

Dio lo illuminò fornendogli la spiegazione di quei sogni: intravide sette anni di abbondanza, cui sarebbero seguiti sette anni di carestia. Egli fornì inoltre tutta una serie di consigli utili ad affrontare quella situazione di emergenza, al che il Faraone riconobbe in lui una straordinaria sapienza e gli assegnò la carica più elevata dell'intero regno. A questo punto la vita di Giuseppe viene rischiarata dalla gloria di Dio ed egli assiste all'inizio del compimento delle promesse divine.

Il Faraone costituisce Giuseppe sovrintendente di tutti i beni del regno, gli consegna il suo anello, lo fa vestire sontuosamente, Io adorna con una collana d'oro e lo fa salire sul cocchio del vicerè, ordinando che alla sua vista tutti si inchinassero.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

09/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

9 Maggio

Lettura biblica: Giovanni 18:28-40

"Il mio regno non è di questo mondo"

Il Figlio di Dio è trascinato davanti al tribunale degli uomini per essere giudicato dal magistrato del popolo romano.

L'innocente Figlio di Dio sa bene quello che vogliono le persone che Gli stanno attorno: la Sua morte. Di fronte al più iniquo processo che si sia mai celebrato, un cuore fornito di un minimo di sensibilità, non può che riempirsi di tristezza e di dolore.

Siamo di fronte ad uomini decisi a perpetrare il loro crimine, strumenti usati da Satana per portare a compimento il suo piano di morte.

Per i Giudei, Gesù non era che un malfattore, tanto valeva consegnarlo a Pilato. Nell'impossibilità di imputarGli qualche crimine, Lo accusarono di offendere Dio con le Sue affermazioni e di avanzare "un'assurda" pretesa di regalità. Premono dunque su Pilato affinché Lo condanni: si è fatto re e chi agisce in questo modo si oppone a Cesare. Questi lo interroga: "...sei tu il re dei Giudei?" Ma Gesù perentoriamente rispose: "Il mio regno non è di questo mondo!". Una risposta laconica intesa però a chiarire un concetto di regalità completamente diverso da quello che avevano i Giudei e l'autorità romana. Poche parole ma intese a dissipare il dubbio dei potenti che Egli fosse venuto per privarli del potere. Non era questo il Suo obiettivo, ne è riprova il fatto che, quando la moltitudine volle farlo re, Egli si sottrasse e si nascose. Eppure Gesù era veramente re, era nato per questo ed era venuto per abbattere un potere che non era certo quello di Pilato, bensì il potere che teneva dispoticamente schiavi tutti gli uomini, rendendoli servi di Satana e del peccato. Un re venuto per testimoniare della verità e per raccogliere intorno a Sé tutti coloro che erano disposti a seguirLo. Un re senza vesti sontuose, senza esercito, senza trono o seguito regale. Eppure questo re fu trascinato come un comune malfattore davanti a un tribunale e dopo un processo sommario fu condannato a morte. Il popolo, quando si trattò di scegliere tra la Sua liberazione e quella di Barabba, preferì quest'ultimo. A Gesù non rimase che bere il calice amaro fino in fondo, ma a questo era stato destinato prima della fondazione del mondo.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

08/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

8 Maggio

Lettura biblica: Genesi 41:1-36

LA SAPIENZA CHE VIENE DA DIO

Questo episodio ci parla del dono di Dio a Giuseppe. Egli, umile schiavo ebreo, riuscì laddove i magi di Faraone avevano fallito; mediante l'aiuto divino, poté infatti svergognare i professionisti delle scienze occulte.

Tutti le menti più "fini" del paese si prodigarono per alleviare il turbamento che il sogno aveva prodotto nell'animo di Faraone, ma i loro tentativi erano destinati a fallire. Quando si era persa ormai ogni speranza di poter conoscere il significato del sogno, Dio intervenne favorendo l'introduzione di Giuseppe alla corte del re dell'Egitto. Era un uomo umile che si trovava in condizioni disagiate, ma che amava Dio e conosceva la Sua volontà; un uomo semplice ma armato di quella fede nel Signore che dovrebbe essere la prerogativa di ogni credente.

La forza di Giuseppe risiedeva nella sapienza che Dio gli aveva donato; egli infatti, non solo fornì l'interpretazione del sogno, ma diede pure dei preziosi consigli al Faraone per evitare le drammatiche conseguenze dell'imminente carestia. Per la sua saggezza fu eletto vicerè dell'Egitto e in breve tempo fu condotto dalla prigione alla gloria del comando.

Chiediamo anche noi saggezza al Signore, impegniamoci nella ricerca della volontà di Dio; esaminiamo noi stessi per diventare più semplici, cerchiamo di imparare dai bambini l'entusiasmo e lo slancio nella ricerca della verità.

Giuseppe, ben fornito di questa fondamentale qualità, fu un prezioso strumento usato da Dio nel contesto del Suo meraviglioso piano per il popolo d'Israele. Rimase umile e sempre disposto a ricercare la saggezza che viene dall'alto. La sua risposta al Faraone deve diventare il nostro motto: "Non son io, ma sarà Dio...".

Dio ci aiuti a rimanerGli fedeli come lo fu Giuseppe.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

07/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

7 Giugno

Lettura biblica: Salmo 4

L'ESAUDIMENTO

In questo salmo, Davide esprime lo stridente contrasto esistente tra le difficili circostanze esterne in cui si era venuto a trovare, e la certezza che dimorava nel suo cuore. Egli, nell'invocare il Signore, non fa affidamento sulla propria presunta giustizia, ma sembra piuttosto precorrere i tempi presentando quel concetto di "giustizia mediante la fede", così ben espresso nel capitolo nove dell'epistola ai Romani. Egli sa di appartenere a Dio, ricorda che il Signore stesso un giorno lo ha scelto ponendolo sul trono di Israele e tutto ciò solo in forza del Suo immenso amore. É proprio questa consapevolezza che produce in lui una certezza incrollabile. Egli è certo di ottenere l'esaudimento che già tante volte, nel passato, aveva avuto occasione di sperimentare; è sicuro che il Signore gli potrà far vedere nuovamente quella prosperità che ha dovuto abbandonare e che non potrà riottenere con metodi umani. Attende che la luce della presenza del Signore renda chiaro il suo cammino. Egli gode di una gioia esuberante che non dipende dall'abbondanza di beni materiali; la pace di Dio riempie il suo cuore e gli permette di dormire "il sonno dei giusti" senza timori, dimorando al sicuro.

Sembra difficile credere che l'atteggiamento di tranquillità e di fiducia di cui diede prova Davide fosse l'espressione di un uomo perseguitato ingiustamente e in costante pericolo di vita, eppure è proprio così.

Tante volte si è detto che la gioia e la pace di Dio possono riempire l'animo umano anche nelle più gravi difficoltà, ed è assolutamente vero, qui ne abbiamo infatti una meravigliosa dimostrazione. Nessuna circostanza riuscirà ad abbattere chi è certo dell'amore di Dio, poiché ogni credente può affermare con l'apostolo Paolo: "Colui che non ha risparmiato il Suo proprio Figliuolo, ma l'ha dato per tutti noi, come non ci donerà tutte le cose con Lui? "(Romani 8:35).

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

06/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

6 Giugno

Lettura biblica: Atti 2:14-36

CON FRANCHEZZA

Gli apostoli, dopo l'esperienza del battesimo nello Spirito Santo, non temevano le difficoltà che avrebbero ostacolato la divulgazione del Vangelo. Non ebbero timore dell'opera dell'avversario mirante ad oscurare la realtà della presenza del Signore, della Sua opera e delle Sue promesse. L'apostolo Pietro non è più l'uomo timoroso di prima: ora, ripieno della potenza dello Spirito Santo, alza la voce chiarendo il significato delle lingue nuove in cui si esprimevano i discepoli, segno ed evidenza esteriore di quel battesimo di Spirito Santo.

Egli usa quella circostanza per proclamare a chiunque lo stesse ad ascoltare, il senso autentico del ministerio pubblico di Cristo, citando le profezie concernenti la venuta del Messia che Gesù aveva puntualmente adempiute nel corso della Sua vita.

La predicazione di Pietro espone delle verità che costituiscono un preziosissimo insegnamento anche per noi, poiché Gesù Cristo morì sulla croce come prezzo di riscatto per tutti, e ancora oggi noi possiamo essere salvati e ricevere il dono dello Spirito Santo, secondo la promessa fattaci dal Maestro. Questa esperienza produrrà un immediato e totale cambiamento anche nella nostra esistenza. Possiamo quindi essere usati da Dio nella stessa maniera degli apostoli. La potenza dello Spirito Santo, ci consente di opporci alle opere malvagie del nemico che oggi come allora, vorrebbero vanificare il sacrificio espiatorio e la predicazione di Cristo.

Ma la nostra testimonianza, fondata sull'annuncio e l'esperienza stessa degli apostoli, ha come unico scopo quello di innalzare Cristo presentandoLo al mondo quale unico mezzo di salvezza. Lo Spirito Santo non ci renderà vittime delle astute manovre di Satana, ma farà bensì comprendere ad ognuno di noi l'urgenza di annunciare che solo Lui è il salvatore.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

05/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

5 Giugno

Lettura biblica: Salmo 3

"...Tu sei uno scudo intorno a me"

Nelle avversità e nelle afflizioni, il vero credente si è sempre rivolto al suo Signore non imputandoGli alcuna colpa, ma ricercando piuttosto quella liberazione che solo Dio può dare.

Le afflizioni che colpirono Davide furono veramente molte, sia a causa del suo peccato con Beer-Sceba, sia quando, a motivo di suo figlio Absalom, usurpatore del suo regno, è costretto a fuggire per salvarsi la vita. É proprio in questa difficile circostanza che chiede al Signore una potente liberazione.

Egli si era rifugiato sotto le ali protettrici del suo Dio, al punto da esclamare: "Signore, tu sei uno scudo d'intorno a me... "Ecco perché, anche quando la situazione si fece più angosciosa ed apparentemente insolubile continuò a dire: "Tu sei quel che mi sollevi il capo". Lo stesso Dio che ha riabilitato e ripristinato l'autorità di Davide risolleva tutti coloro che, malgrado le cadute e le incertezze, continuano a confidare in Lui.

Davide, altrove disse: "L'uomo le cui vie l'Eterno gradisce... se cade non è però atterrato " (Salmo 37:23). Egli quindi, alla luce delle liberazioni passate, Lo invoca ancora sapendo che anche in questa occasione l'Eterno lo libererà dai suoi nemici.

Al credente è quindi rivelato che nelle prove, più si accosta al Signore e più la sua fede viene incoraggiata imparando così ad ubbidirGli e a temerLo per poi assistere a grandi vittorie spirituali. Dio è il giusto rimuneratore della nostra fede.

Davide seppe riconoscere l'artefice della sua liberazione e perciò esultante esclama: "Egli mi risponde dal monte della Sua Santità". Infine invoca il Signore lodandoLo con gratitudine e riconoscendo in Lui l'unico Salvatore. Tale dovrebbe essere il sentimento di ogni cristiano rigenerato da Cristo Gesù, lavato con il Suo sangue e giustificato mediante il Suo sacrificio.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

04/06/2026

4 Giugno

Lettura biblica: Atti 2:1-13

LA PROMESSA

Gesù Cristo, durante il Suo ministerio terreno, ebbe a promettere a più riprese, quell'esperienza gloriosa che consiste nel riempimento di Spirito Santo. Anche Giovanni Battista annunciò che Colui di cui egli era il precursore avrebbe battezzato con lo Spirito Santo e col fuoco.

Quello dell'attesa del compimento delle promesse divine è sempre un periodo importante. Ne è riprova l'attesa dei discepoli che dimostra un'autentica fiducia nelle cose annunciate da Gesù.

Sia la Scrittura che l'esperienza ci confermano che lo Spirito Santo si riceve semplicemente credendo. La fede nella Parola di Dio ci rende eredi di tutte le promesse divine.

Gesù ebbe modo di interrogare una persona che doveva essere da Lui beneficata, domandandogli: "Credi tu che io possa fare quello che tu mi chiedi?". La risposta spontanea di quell'uomo fu: "Si, Signore, lo credo!".

É estremamente importante anche il modo nel quale si trascorre il tempo dell'attesa: la semplicità di cuore dei credenti in quell'alto solaio nel giorno di Pentecoste rimane per noi un bellissimo esempio. I centoventi, lasciata ogni attività e qualsiasi altra cosa che potesse ostacolare la comunione fraterna, si riunirono nell'attesa fiduciosa di ricevere quella potenza che sarebbe stata messa a loro disposizione. Essi non facevano caso al trascorrere delle ore, ma desideravano ardentemente realizzare quella promessa fatta da Gesù in cui credevano sinceramente.

Un requisito irrinunciabile per far proprie le parole di Gesù si rivelò l'intesa e l'unità di sentimenti di cui diedero prova i discepoli in quell'occasione.

Questi avvenimenti spronano ognuno di noi a seguirne l'esempio, attenendoci scrupolosamente a quanto espresso in questo brano per ricevere dal Signore quello Spirito promesso da Dio.

03/06/2026

La Parola Giorno Per Giorno

3 Giugno

Lettura biblica: Salmo 2

IL MONTE DELLA SALVEZZA

Possiamo vedere chiaramente in questo salmo l'annuncio del Regno dell'Unto di Dio. Il salmista infatti, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, proclama verità fondamentali relative alla sovranità del Figlio e all'instaurazione del Suo Regno.

Il salmo esordisce descrivendo la ribellione dell'uomo verso il proprio Creatore. La replica umana all'iniziativa di Dio rispecchia fedelmente il quadro offerto dall'umanità odierna che rigetta le sane basi dell'Evangelo esprimendo fastidio ed insofferenza nei confronti dei piani stabiliti dal Signore. Si tratta di una ribellione che non può non attirare l'ira e il giudizio di Dio. Il salmista usa la parola "smarriti "per descrivere lo stato d'animo di coloro sui quali si abbatteranno le conseguenze di questa ira.

Ma, ringraziando Dio, Egli ha stabilito il Suo Re sopra Sion, monte della Sua santità. Queste parole ci riportano alla mente il Golgota dove il Re dei re ha provveduto per noi un'eterna salvezza, sacrificandosi per l'intera umanità. Su quel monte, Cristo ha stabilito il Suo Regno, in modo che, chiunque vi sale riconoscendoLo come proprio Salvatore e Signore, possa trovare salvezza dall'ira di divina.

L'intero piano della salvezza trova qui il suo pieno adempimento; alla premeditata ribellione dell'uomo Dio ha risposto con amore, all'odio e al rifiuto della società l'Eterno replica offrendo un perdono immeritato.

Perciò il salmista conclude con un invito rivolto a tutti coloro che riconoscono il proprio bisogno: "Servite l'Eterno con timore, gioite con tremore". Egli esorta ancora una volta ad abbandonare le soluzioni umane affidandosi, per la propria salvezza all'iniziativa divina. Servire l'Eterno con timore vuol dire avere riverenza, confidarsi il Lui e desiderare di conoscerLo mediante il Suo Figliuolo.

Se vuoi che i tuoi amici ricevano La Parola di Dio, condividi questa meditazione nel tuo profilo. Grazie

02/06/2026

"Toccami adesso"

Indirizzo

Via Caronda, 36
Gela
93012

Orario di apertura

Martedì 19:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 11:00
Giovedì 19:00 - 21:00
Sabato 19:00 - 21:00
Domenica 18:00 - 20:00

Telefono

+393939699849

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Chiesa ADI Gela - Via Caronda pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Chiesa ADI Gela - Via Caronda:

Condividi