Santuario di Nostra Signora della Guardia di Gavi

Santuario di Nostra Signora della Guardia di Gavi Il Santuario di Nostra Signora della Guardia di Gavi (AL) sorge sul colle dei Turchini, nei dintorni di Gavi.

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia fu ultimato nel 1861 e si trova in posizione dominante sopra Gavi sul colle dei Turchini, da cui si può ammirare tutta la Val Lemme. Le origini del Santuario risalgono al 1746 quando il Forte di Gavi venne bombardato dall’esercito austriaco e vennero inoltre distrutte le abitazioni sottostanti. Giacomo Bertelli fece voto di costruire una statua dedicata

alla Madonna nel caso la sua abitazione non fosse stata colpita; avendo avuto la casa illesa costruì una ca****la votiva sul monte Forneto dove venne ubicata la statua in legno della Vergine Maria. Per ordine di un editto napoleonico, nel 1799 la ca****la venne abbattuta e la statua cambiò di frequentemente la sua collocazione. Nel 1817, dopo una lunga siccità, gli abitanti di Gavi con una processione richiesero l’intercessione della Madonna per il ritorno della pioggia: lo stesso giorno iniziò a piovere il tempo necessario per garantire un raccolto abbondante. Come ringraziamento i gaviesi decisero di costruire sul colle dei Turchini un Santuario per accogliere la statua della Madonna, ma solo nel 1861 il Santuario è portato a termine.

Carissimi Guardiani, Pellegrini E ,Il Signore Gesù, Amato Figlio di Dio, sia con tutti coi! In queste settimane, da Gesù...
16/05/2026

Carissimi Guardiani, Pellegrini E ,

Il Signore Gesù, Amato Figlio di Dio, sia con tutti coi!

In queste settimane, da Gesù Buon/Bel Pastore a Gesù Via, Verità e Vita; da Gesù che prepara la casa nel Regno del Padre per tutti a Gesù che prega il Padre per inviare il Paraclito, lo Spirito della Verità, abbiamo visto l'amore infinito e la grazia santificante di Gesù per coloro che lo hanno accolto come Cristo, Signore, Maestro e soprattutto Figlio di Dio. La Chiesa è custode di questo grande evento e buona notizia ma anche viva testimonianza che continua ad essere presenza del Cristo Vivente nel mondo in virtù della missione e chiamata affidata da Gesù ai suoi Apostoli, resi partecipi alla Sua stessa vita divina. Ecco dove entra il discorso della vita eterna perché l'eternità inizia qui e ora ma anche non-ancora in quanto si compirà pienamente alla beatitudine al cospetto del Padre. Infatti, l'evangelista Giovanni diceva «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3). La vita eterna non è una proiezione dell'Aldilà, talmente lontana e irraggiungibile, che serviva solo per spaventare e controllare la psiche della gente come Freud piaceva definire: una grande illusione e una superstizione. Per noi cristiani, la vita eterna è nell'oggi di ogni incontro con Gesù come svelano le parole di Gesù sulla croce davanti al peccatore pentito: «In verità io ti dico: OGGI CON ME SARAI nel paradiso» (Lc 27,43). Ogni discepolo è testimone di questa realtà salvifica e sulla loro pelle è stata ben incisa sia l'incredulità che la misericordia, la fiducia, la vicinanza, l'amore di Dio. Oggi con l'ASCENSIONE, nel racconto di Matteo, ci proclama la Parola scritta e vissuta dagli stessi Apostoli, incoraggiandoci a guardare ma anche lasciarsi interpellare perché la domanda di fede è più che mai impellente. Prima di confrontarci con il Vangelo di oggi merita puntualizzare alcune parole fondamentali e significative.

TEOFILO, Amici di Dio: «Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando… vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi» (Gv 15 14-15), l'evangelista Luca, scrittore degli Atti degli Apostoli e compagno di San Paolo (2Tm 4,9-11), presume ogni sentimento e fiducia di ogni amico-discepolo nei confronti di Gesù. Il primo racconto ossia il Vangelo secondo Luca è stato scritto perché la memoria di Gesù si mantenga viva come "memoriale," inteso come nello spezzare il pane (nell’Eucaristia) e non come un evento sterile ma che continui ad incarnare nella vita dei suoi amici, cioè a chiunque ascolta e mette in pratica il comandamento d'amore di Gesù. Tu sei stato battezzato, cresimato e comunicando (oppure una volta comunicato), per Gesù sei amico! Tu, però, ti consideri amico? Nella sua amicizia, infatti, si comunica lo stesso amore ardente e generante! Caro Teofilo, Gesù è vivo e ti è vicino. Tu sai dire che tipo di amicizia con Gesù hai potuto maturare lungo questi anni?
Carissimi, sentitevi l'esortazione di Paolo alla comunità Efesina ma sentitevi il cuore, la voce appassionante, il peso di ogni parola: «vi DIA uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; ILLUMINI gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi». Meriterebbe davvero andare a fondo ad ogni parola di questa esortazione ma permettetemi solo a prendere uno spunto. Profonda conoscenza e comprendere non è tanto un lavoro intellettuale quanto confrontarci con la parola "amicizia" perché Gesù non è teorico né ideale ma è una persona. Solo quando quella "amicizia" si sbriciola nella vita quotidiana, nella spontaneità, nella semplicità allora diventa reale, profonda e ricca. Gesù non è più lontano, tema da studiare e un mosaico da completare. Solo così smettiamo anche noi di abbassare ogni stima sia sugli altri e soprattutto sia su noi stessi, di deprimerci dai nostri fantasmi passati e presenti, di delimitare la vita secondo la propria categoria e criterio perché siamo chiamati per la grandezza. Anche in questa lettura a mio avviso merita ogni attenzione per gustare meglio Dio che parla.

Con il nostro Vangelo, ogni andare e ogni credere alla Parola, ogni monte è un incontrare Gesù. l'incontro permette e abbraccia il guardare, il prostrarsi e il dubitare. Chi dice di credere e non si mai posto il dubbio è un gran fasullo oppure non l'ha mai creduto veramente. È talmente superficiale che si accomoda nel consumarsi il "sacro" senza mai porsi il Santo. La conclusione cartesiana (con tutto il suo limite) con la celebre "Cogito ergo sum" nasce e inizia con il dubbio metodico oppure consideriamo l'esemplare immagine di Tommaso Apostolo: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Se gli Apostoli che hanno vissuto con Gesù gli viene il dubbio e la Filosofia che cerca di varcare l'impossibile con la conoscenza avvale dell'importanza del dubbio, mi viene tutto spontaneo a domandare: sono forse io più di costoro per essere immune al dubbio oppure per non avere il coraggio di pormi la domanda? Oppure con la solita scusa, "non ho tempo", "perdita di tempo", "non mi serve", "sono pigro", "che m'importa?" ed etc. Come possiamo pretendere di guardare, prostrare, servire, amare Dio, se davvero non abbiamo neanche mosso un dito per conoscere un nostro Amico? Come possiamo mettere carne e valorizzare tutto quanto segue nel vangelo:
«È stato dato a Gesù ogni potere in cielo e in terra», che potere è di fronte al male del mondo e del cuore dell'uomo? Che potere ha sulla mia vita e le sue implicazioni? Come l'amore di Gesù diventa potere in cielo e in terra? O è il più grande fasullo nella storia o qualcosa di estremamente grande che vale la pena rischiare?
«Andate, fate discepoli, battezzateli», questa missione è anche per me o roba da sacerdoti e suore? Cosa significano e sulla mia storia oggi? Perché seguire? È bigottismo?
«Insegnare a osservare tutto ciò che vi ho comandato», lasciar liberi le generazioni o appassionato all'insegnamento di Gesù che ti ha liberato? Osservanza cieca oppure osservanza nell'ascolto docile che dà vita?
«Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo», "promessa" consolante emozionalmente o realtà operante? Presenza ipotetico, simbolico o indicativo presente e reale? Proiezione del futuro oppure già possibile qui o era?
Carissimi, a voi ogni possibilità di conoscere e approfondire l'amicizia a Colui che si è fatto amico da sempre! A voi ogni scelta per cogliere, irrobustire e legare fortemente ogni amicizia!

Buona Ascensione e buona Domenica a tutti.

Saluti,
P. Carmelito Go

Carissimi Guardiani, Pellegrini E  ,Gesù Via, Verità e Vita, sia con tutti voi! Quelle parole consolanti, quei sospiri c...
09/05/2026

Carissimi Guardiani, Pellegrini E ,

Gesù Via, Verità e Vita, sia con tutti voi!

Quelle parole consolanti, quei sospiri carichi di ogni promessa, quelle risposte pronte a fare migliaia di tenerezza e di fiducia, quelle opere compiute che svelano qualcosa di estremamente Bello e Vero, tutto ci rivela Gesù come "con noi", "uno di noi", "per noi", ma anche tutto "Altro" perché è Figlio di Dio ed è Dio! Il suo entrare nella nostra carne, e quindi, nella nostra storia, la sua vicinanza e la sua amicizia, il suo sacrificio e l'amore oblativo, benché esprimano la profondità, la nobiltà e la bellezza di come vediamo il nostro rapporto con Gesù rimane il fatto che le stesse ci richiamano a qualcosa di Trascendente. Non possiamo fermarci solo a ciò che l'uomo può articolare col linguaggio ma tener vivo ciò che il cuore può aspirare come direbbe Blaise Pascal: «Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce». Vale a dire che il nostro cuore è chiamato per sua natura a qualcosa di straordinario perché in esso inabita lo Stragrande. Proprio grazie a questo Stragrande che noi siamo fatti per la grandezza perché ci ha reso partecipe alla vita divina e in modo singolare nel ruolo delle Mamme di cui oggi si festeggia. Da figlio, uomo e sacerdote, permettetemi di rivolgere un inno di ringraziamento a tutte le mamme del mondo sia di sangue che di spirito e in modo particolare alla mia amatissima mamma:

"Grazie Mamma!
Tu che hai creduto all'amore e alla vita;
Tu che hai abbracciato il dono della maternità;
Tu che sei inondata di tanto calore e affetto
Ti venero con tutto il mio cuore
Perché tu e solo tu puoi generarmi alla vita.

Ringraziarti non è la parola giusta
Perché non chiedi in cambio ma vivi nella gratuità;
Perché non calcoli ma sempre pronta a portare il peso del sacrificio;
Perché non riservi ma spendi tutta te stessa;
Tu, ogni sguardo, ogni tocco, ogni parola, ogni silenzio diventa vita,
Ti venero con grande ammirazione
Perché solo quando credi che allora possa essere avvolto di ogni mistero.

Dal grembo al primo pianto il tuo abbraccio traboccante;
Dalle notti vigilanti ai primi passi la tua presenza inestimabile;
Dal tuo canto ai primi insegnamenti la tua parola trasformante;
Dallo zaino alla corona d'alloro sei stata una fortezza incredibile
Ti benedico nel nome del Signore
Perché solo Lui può ricompensarti.

Sebbene "grazie" non è abbastanza,
Oggi vorrei ugualmente dirti GRAZIE
Perché sicuramente è la parola
che ti ha modellata per esserne piena di grazie
Ed è il primo insegnamento su cui mi hai educato
Per essere quello sono ora.
Grazie infinite e il mio grande onore per essere tuo figlio”.

Sulla stessa linea vorrei oggi collegarmi ad un'altra mamma che altrettanto significativa per noi: la Madre Chiesa. Nella prima lettura, infatti, la Chiesa per mezzo della Tradizione ha sempre tenuto viva l'annuncio del Vangelo, il Battesimo e l'Imposizione delle mani per ricevere lo Spirito Santo. Tale tradizione viene tramandata di generazione in generazione fino a noi oggi. Quello che il mondo ecclesiale per la maggioranza di noi cristiani ha ritenuto rituali di allora sono innegabilmente vitali e reali. Ringrazio la madre Chiesa che mi ha generato per essere e godere la figliolanza divina cioè anche io sono figlio di Dio. Nel suo grembo mi ha fatto sentire il battito del cuore di Dio; con l'acqua zampillante mi ha immerso nel mistero dell'amore trinitario; con l'unzione del santo Cristo e per l'imposizione delle mani mi ha reso partecipe alla missione regale, profetica e sacerdotale di Gesù. E come san Pietro ammoniva le prime comunità nella seconda lettura: «adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi», così vi incoraggio a far risuonare nei vostri cuori le stesse parole perché come me anche voi siete figli di Dio grazie alla madre Chiesa. Perché la nostra fede non sia infantile, sterile e inutile sarebbe opportuno domandarsi: cosa significa e perché ADORARE? Come e quando Gesù è diventato per me Signore e Cristo? Di conseguenza, sono pronto e disposto a dare ragione della speranza che è in me? Infatti, la fede non può essere imposta ma è un dono e grande onore riceverla. l'adesione e l'obbedienza alla fede richiede la tua risposta libera e generosa senza la presunzione di meritarla ma solo e puramente grazia.

Nel nostro vangelo Gesù si trova ancora nella scena dell'ultima cena dopo quelle parole: «non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e anche in me… credete a me… se non altro per le opere stesse… farete cose più grandi», come di allora così anche oggi Gesù parla con cuore aperto a ciascuno di noi «Se mi amate». Il condizionale "SE" vuole essere non solo futuro consequenziale ma anche un punto interrogativo nell'indicativo presente. Questo è dare spazio a ciascuno di noi di domandarsi: io amo Gesù? Accetto il suo amore? Sono disposto umilmente a immergersi nel suo amore? Cosa ho visto a quell'amore tanto da adorare Gesù come Signore e Cristo e da considerare l'unica ragione e criterio del vivere? Di fatto, incontrare questo amore genera in sé il dono della fede ossia di fronte a Dio che si è degnato di farsi conoscere, l'uomo malgrado la sua debolezza, il suo peccato e la sua meschinità non può fare a meno che godere questo atto d'amore.
Come l'amore di Gesù per noi è segnato dal Padre e dallo Spirito Santo così l’amore cristiano perché sia tutto in tutti. l'amore di Gesù è fatto e caratterizzato dall'obbedienza: «sia fatta la tua volontà» ed è inscindibile da questo criterio «osserverete i miei comandamenti». Purtroppo, l'uomo moderno, con la sua presunzione e l'autoesaltazione, vuole essere lui a mettere I paletti e le condizioni.

Il Paraclito, lo Spirito di verità, presente in virtù della presenza di Gesù per quello diceva: «Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi», diventa Promessa per tutta la Chiesa «sarà in voi. Non vi lascerò orfani». Questo atto d'amore dimostra l'estensione dell'amore fondante e vincolante per la vita cristiana, e quindi, garante per la testimonianza al mondo che non lo conosce. Carissimi, abbiamo un Intercessore presso il Padre. Abbiamo l'Avvocato e Presenza reale di Dio in mezzo a noi. Noi siamo più che vincitori! Noi non siamo soli! Godiamo l'amore di Dio e condividiamo quest'esplosione d'amore perché l'unica cosa che il mondo ha bisogno. l'amore genera, ricrea, costruisce e soprattutto promessa non solo alla generazione futura ma anche alla vita che avverrà.

Augurio e benedizione di una Domenica piena e santa
per tutta la tua settimana per te e per tutta la famiglia.

Saluti,
P. Carmelito Go

Carissimi Guardiani e Pellegrini ,La Pace del Cristo Risorto sia con tutti voi! Se mi stai leggendo da un po', se mi sta...
02/05/2026

Carissimi Guardiani e Pellegrini ,

La Pace del Cristo Risorto sia con tutti voi!

Se mi stai leggendo da un po', se mi stai ascoltando da un po', se mi stai seguendo da un po' forse senti anche il battito del mio cuore, forse riconosci la mia voce, forse percepisci anche la mia presenza e vicinanza, e magari si sta anche facendo forte in te il desiderio di guardarmi non solo come un amico ma soprattutto come Signore e Dio. Il Sono il Buon Pastore e Io do la mia vita per le mie pecore come vi ho annunciato la settimana scorsa. Oggi ti invito ancora una volta a stare con me perché vorrei farmi conoscere ancora di più. E magari rispecchiandoti, ti vedi anche nel volto dei miei discepoli Tommaso e Filippo. Ti chiedo solo di lasciare spazio nel tuo cuore la tenerezza della mia parola con la sua tonalità e sostanza perché solo così riesci a vedere e valutare il mio cuore per te. Non vorrei che le mie dichiarazioni vengano solo recepite a livello teorico, svuotato di ogni carattere relazionale e presenziale; vengano considerate come una parola caduta dall'alto senza riferimento alle mie opere e testimonianze; vengano percepite come una storia lontana incapace di raggiungere la tua storia nel presente. Se sei pronto e ritieni opportuno stare con me oggi, allora, vorrei un attimo portarti a conoscere I segni della mia presenza nella vita dei nostri primi fratelli e sorelle. Poi ti faccio entrare nella lettera del mio Vicario Pietro, scelto per guidare la mia Chiesa, scelto non per la sua bravura ma perché c'è spazio di pentimento nel suo cuore. E alla fine, ti voglio far esplorare il mio cuore, sperando che riesci a raccogliere qualcosa per la tua vita.

Il KERYGMA (Annuncio della Parola) e la DIAKONIA (Servizio/Carità) non si possono separare né si possono radicalizzare solo una di esse ma si richiamano e si perfezionano a vicenda. Sono segni della mia testimonianza: «Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13, 15), e che ho voluto lasciarli ai miei Apostoli perché l'amore sia tutto e pieno: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Un'altra cosa importante da tener presente è il fatto che gli Apostoli non possono fare tutto altrimenti viene trascurato qualcosa di essenziale. Per questo motivo, la CONVOCA, la SCELTA e l'IMPOSIZIONE DELLE MANI costituiscono parte integrante della vita delle prime comunità. In altre parole, ci vogliono DISCERNIMENTO e GENEROSITÀ tenendo conto che siamo tutti importanti e scelti dal Signore ma nessuno è indispensabile «perché noi siamo di Cristo» come direbbe San Paolo. Vedi e forse te ne accorgi anche lo spirito con cui vivono la chiesa nascente sembra totalmente e immensamente lontana dalla nostra realtà. Nonostante ciò, qualcosa di permanente e indubbiamente vitale nel cuore della chiesa: la presenza di Gesù non solo ai Sacramenti e alla Parola ma anche cuore/corpo donato come un pane spezzato e condiviso agli altri soprattutto ai bisognosi. La Parola continua a diffondere incarnando nel cuore di ogni fratello e sorella disposto/a ad essere lievito, sale, luce e pane del mondo.
Questa fragilità della Chiesa e Fedeltà di Dio nella storia ha fatto sì che la TRADIZIONE perdura tutt'ora con la guida del Vicario di Cristo iniziando da Pietro sino al nostro Papa Leone XIV. Pur nella fragilità umana per 2mila anni di storia, hanno sempre tenuta alta e viva l'Annuncio della Parola anche di fronte alla minaccia degli avversari e ad ogni persecuzione. Ieri come oggi, San Pietro nella sua Lettera, ci ricorda fortemente chi siamo noi: «pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale» (1Pt 2,5) nella misura in cui siamo vicini alla Pietra Viva, rifiutata dai costruttori. Sebbene la Chiesa come Edificio Spirituale si fonda sulla forza della Fede, alimentata e radicata nell'obbedienza della Parola. Il suo crollo, invece, dipende strettamente allo sgretolamento della Fede: «Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8) così avverrà anche all'Edificio strutturale, fatto di marmi pregiati. Siamo chiamati e fatti per essere «stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato» (1Pt 2,8). Ecco ti faccio risuonare nelle tue orecchie, nel tuo cuore e nella tua anima le parole di Pietro: «Onore, dunque, a voi che credete», dando particolare sottolineatura sulla parola: "ONORE". Tu ti senti e ti credi ONORATO perché Dio si è interessato di Te? Tu ci credi davvero? Credi veramente che anche tu sei una pietra viva? un edificio spirituale? Chiamato per essere un popolo santo, sacerdozio regale e nazione santa?
Ti senti stanco? Ce la fai ancora? O ti senti stravolto? Riposiamo un po’ e riposa nel mio cuore. Mentre ti riposi vorrei portarti sul piano superiore dove gli Apostoli avevano preparato la Cena Pasquale. Dopo aver lavato I loro piedi, dopo aver consegnato il Comandamento Nuovo e, ormai svelato anche chi mi tradiva e il rinnegamento di Pietro, io ho voluto far sentire il mio cuore perché possano in qualche modo rasserenarsi. Io gli ho detto: «NON SIA TURBATO il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» perché la loro anima non si altera, non si agita, non si disperda. Lo stesso sentimento e ardore del mio cuore vorrei che tu senti invitandoti ancora ad avere fiducia, a mantenere la fede e ancorare la speranza perché io ho accolto una volta il tradimento e il rinnegamento ma ho continuato a far sgorgare dal mio cuore ogni misericordia del Padre per I miei Apostoli così anche per te. Se questo non ti basta che le mie opere e parole ti sostengono nel combattimento spirituale per assicurarti un posto sicuro: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». Immagina un genitore che lavora giorno e notte perché tu un giorno avrai una dimora stabile e degna per vivere con dignità ma soprattutto perché ci guardiamo faccia-a-faccia in quella casa per spendere tutto nell'amore e non solo per sicurezza economica e luogo per compiere obblighi e responsabilità.
Il mio caro Tommaso mi diceva: «non sappiamo dove vai e dov'è la via?!». Invece, mio amico Filippo mi diceva: «Signore, mostraci il Padre e ci basta!» e tu che domande hai o richiesta di prove da mostrarti? Forse sei pieno anche tu di tante domande e di prove perché tu possa credere veramente. Ti posso solo dire che Io sono il Verbo di Dio, il Verbo Incarnato, Io sono la Via, la Verità e la Vita e le Mie opere testimoniano di Me e del Padre. Per rafforzare il sentimento del mio cuore, ardente e appassionante di ogni amore per te, nel tuo cuore, ti chiedo di sentire la solidità della mia Parola e di guardare ad occhio n**o la credibilità e l'autenticità delle mie opere. Tu cosa dici? Ti lascio con questa domanda non per rispondermi ora ma perché ogni ricerca, ogni ascolto, ogni devozione, ogni gesto di servizio e ca**tà che fai possano guidare il tuo cammino verso di me o ancora meglio ravvivare il tuo amore per me.
Augurio e benedizione di una Domenica piena e santa per te e per tutta la famiglia.

Saluti,
P. Carmelito Go

Nella tua dichiarazione dei redditi scegli di donare il 5 per mille alla nostra fondazione, che da sempre sostiene il Sa...
10/04/2026

Nella tua dichiarazione dei redditi scegli di donare il 5 per mille alla nostra fondazione, che da sempre sostiene il Santuario.

Carissimi Guardiani e Pellegrini, Sia la forza del Signore su tutti voi! Un altro tempo si sta avviando. Un'altra stagio...
21/02/2026

Carissimi Guardiani e Pellegrini,

Sia la forza del Signore su tutti voi!

Un altro tempo si sta avviando. Un'altra stagione si sta aprendo. Un'altra Quaresima si sta proponendo. Un altro momento propizio, traboccante e provvidenziale di grazia e di verità. Abbiamo iniziato questo cammino quaresimale con Mercoledì delle Ceneri dove ci ha ricordato seppur polvere ci inabita l'alito di Dio, l'infinito e divino; dove Gesù ci ha fatto entrare nel santuario del nostro cuore perché noi vedessimo solo il nostro volto e quello del Padre; dove in Cristo ogni momento è favorevole alla salvezza. È proprio in questa ottica che il digiuno, l'elemosina e la preghiera trovano profondo arricchimento per la conversione del cuore. Sul monte ogni nostro sospiro è arricchito dall'insegnamento di Gesù. Ogni respiro è sostenuto dalla Parola divina ed eterna perché ogni alito di vita possa glorificare e testimoniare la grandezza di Dio.

Prima che veniamo trasportati di qua e di là dal Tentatore (alla terza tentazione viene nominato da Gesù come Satana di fronte a Gesù. Vi incoraggio di lasciarsi guidare dal silenzio di Gesù per quaranta giorni e notti in digiuno. Quaranta giorni e notti del Diluvio Universale e altri quaranta di attesa per l'asciutto. Quaranta giorni e notti di permanenza sul Monte Sinai prima che Mosè ricevette il Decalogo. Quaranta anni trascorsi da parte del Popolo d'Israele prima di entrare nella Terra Promessa. Il Profeta Elia che s'incammina per quaranta giorni e notti per arrivare sul monte Oreb. Per quaranta giorni e notti, Giona predicò prima della distruzione di Nineve. Poi abbiamo Gesù in digiuno come nel nostro vangelo e 40 giorni Gesù appare ai suoi prima che è asceso in cielo. Insomma, credo che non abbia bisogno di elaborare quanto debba essere importante anche per noi oggi. Quaranta giorni e notti appunto Quaresima prima della Pasqua del Signore. È tempo-chronos favorevole nella misura in cui, come la storia ci racconta, diventa kairos ossia "Tempo di Dio", ogni momento è pienezza come nel tempo dell'amore. Non lasciare scappare il tempo, che spesso noi diciamo - “il tempo è volato", senza aver colto l'attimo di respiro perché non ce ne pentiamo dicendo "ormai troppo tardi per prendere ogni sospiro". Perché ogni sospiro e respiro vengono apprezzati ci vuole il silenzio per aiutarci ad accorgersi, percepire, rendersi conto di ogni dinamismo sia fuori che dentro di noi. Come vediamo il silenzio è fondamentale se vogliamo che emerge ciò che è essenziale. Da quel fondamentale te ne accorgi quanto devi lasciare e quanta forza dedicare per la scelta solo perché raggiungi l'essenziale. Siamo solo all'inizio e la fatica si fa già abbastanza sentire. Il silenzio non è silenzio finché non si diventa luogo di presenza attiva e sacra. Non è quindi un semplice assenza di rumore sia esteriore che mentale ma è uno spazio dove la Parola diventa Presenza e dove la mia presenza di avvolge di ogni mistero dell'amore infinito. Ecco il tempo dedito al silenzio, si calma ogni agitazione corporale, si rallenta il tempo seguendo il battito del nostro cuore, si allarga l'orizzonte di fronte alla stretta vista, si entra nel mistero della bellezza e della bontà nella sua semplicità, dove la povertà diventa ricchezza e soprattutto dove troviamo il santuario del nostro cuore in cui Dio ci aspetta. Il Digiuno è lasciarsi spazio a Dio, l'unico nostro Sommo Bene, e riempirsi di ogni grazia che emana dalla Sua presenza. Il Digiuno e il silenzio si richiamano a vicenda tanto da far tacere la bocca dal parlare e dal masticare per favorire l'intimo più vero della mia esistenza alla presenza di Dio.

Il confronto tra Gesù e il Tentatore. Il luogo, lo spazio e il tempo sembrano dominati secondo la potenza spirituale tanto da trasportarci da un luogo all'altro, da un tempo e velocità fuori portata dell'uomo. Come nel racconto il Tentatore appare padrone della sequenza in quanto Gesù viene rapito e trasportato da un posto all'altro perché le tentazioni/seduzioni abbiano più forza irresistibile. La prima tentazione ha avuto luogo nel deserto perché Gesù ebbe fame dopo il digiuno. La cosa più imminente, importante e giusto da fare è mangiare. Non dovrebbe neanche considerato come una tentazione perché il pane è fondamentale per alimento dell'uomo, senonché il Tentatore tocca un tasto fondamentale e importante: «Se tu sei Figlio di Dio». La tentazione non avviene sullo stomaco come pensiamo noi, ma circa l'identità e la missione messianica di Gesù ossia il Tentatore sta dicendo: "mostrami che sei capace! Che sei divino! Che hai potere sul creato! Guarda ci sono tanti poveri, malati e disperati che hanno bisogno miseramente di un messia, un salvatore, mostrati grande!".
Quanti si sono arricchiti usando la povertà dei piccoli;
Quanti si sono auto-esaltati al costo della dignità dei poveri;
Quanta natura è stata calpestata e sfruttata per costruirsi l'impero;
Quanta manipolazione dell'età giovanile e dei deboli solo per essere intronizzati a capo;
In tutto ciò l'uomo si ripiega su sé stesso solo per mostrarsi. Tanti hanno gridato "morite per I miei ideali, mentre Gesù dice "io muoio per I vostri sogni". Gesù non ha bisogno di violentare la natura solo per essere servito ma è venuto perché la natura trovi ogni perfezionamento in Lui. Il Tentatore vuole da sempre emanciparsi per affermare sé stesso a capo di ogni cosa. Gesù è rimasto fedele alla Sua identità in quanto Figli di Dio per mezzo dell'obbedienza che viene incarnata nella Sua missione cioè a dare la Sua vita perché noi ricevessimo la vita in abbondanza. Gesù davvero si alimenta e concretizza nell'obbedienza ogni Parola che esce dalla bocca del Padre.
Per le altre due tentazioni vi chiedo di confrontarsi con la Parola questa settimana per continuare a riflettere e contemplare il volto di Dio.
Infine, Dopo che Satana lasciò Gesù, l'evangelista aggiunge: «Ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano», affermando non solo la vittoria sul male ma soprattutto il riconoscimento della fedeltà della Sua figliolanza al Padre. In tutto il confronto di Gesù con la tentazione non aveva bisogno di dimostrarsi ma si nasconde al cospetto di Dio perché solo a Lui merita ogni gloria e lode. Non ha bisogno del clamore e approvazione della gente solo per mostrarsi Dio. Egli si nasconde nella piccolezza ma resta fermo nella verità e nella ca**tà.

Buon cammino quaresimale e buona domenica a tutti

P. Carmelito Go

Carissimi Guardiani e Pellegrini, Lo Spirito del Signore sia sempre con tutti voi! Ci troviamo ancora sul monte, luogo d...
15/02/2026

Carissimi Guardiani e Pellegrini,

Lo Spirito del Signore sia sempre con tutti voi!

Ci troviamo ancora sul monte, luogo di Dio, dove Gesù, Figlio di Dio, dona a ciascuna di noi la Parola eterna. In parallelo con Mosè che ha ricevuto le Dieci Parole "Decalogo" da Dio, Gesù a sua volta enuncia dalla Sua bocca quelle parole divine, parole trasformanti e appassionate di vera felicità restando radicati nella giustizia e fedeltà in caso delle Beatitudini, parole traboccanti e rassicuranti di fiducia e di ogni ammirazione, innalzando la nostra identità e missione in quanto Sale della terra e Luce del mondo. Anche oggi vogliamo essere stupefatti dalle parole di Gesù tanto da sentirle leggi divine che guidano la normalità della nostra vita, come le leggi fisiche che guidano e governano le leggi naturali. Ringraziamo subito il Signore Gesù che non si stanca mai di donarci la Sua parola, non si ritira di fronte alle nostre incredulità e durezza di cuore, non manca di tenerezza quando sminuiamo il suo insegnamento. Grazie per ogni misericordia e amore nei nostri confronti! Non abbandonarci, Grazie!
Prima di toccare le leggi che a noi appaiono come parole dolorose e a volte fastidiose, vorrei un attimo riflettere con voi la prima parte del vangelo perché Gesù stesso fa riferimento all'importanza delle leggi e I profeti, dichiara la sua fedeltà, e soprattutto, raccomanda all'osservanza senza trascurare il minimo nel suo vero spirito.
Dalle prime parole di Gesù «Non crediate che…» emerge quasi una giustificazione o chiarificazione sulla Sua identità e missione di fronte ad un sospetto o giudizio contrario «che io sia venuto ad abolire» alle proprietà sapienziali-dottrinali religiosi e culturali di cui rappresentano le Leggi e I Profeti. Non dimentichiamo che la fede e la costituzione del popolo d'Israele è fondata sulla rivelazione della Volontà Divina, la quale è vista come tenerezza di Dio con tutte le sue funzioni pedagogiche per formare il cuore alla vita spirituale e morale. Se vogliamo captare un'immagine per farci capire. Il cuore è al centro della vita. Tutto il suo desiderio, sogni e aspirazioni nasce da esso, ma da sé non può sussistere senza il battito tramite il respiro che lo regola e lo alimenta. Ecco che le leggi e I profeti rappresentano quel battito-respiro che regola e alimenta il cuore di ogni verità divina e sapienziale. Per mettere in parole povere, la normalità della vita è regolata dalla norma. Perdere il vero spirito della Volontà Divina di fronte ad ogni interpretazione per promuovere solo l'interesse del potere politico-economico ed ecclesiale diventa flagello e condanna pesante. Con queste poche parole di Gesù vuole riconoscere e mantenere fedeltà alla Rivelazione, rivendicare la Volontà Divina non più ricevuta dall'alto, ma dalla sua stessa bocca e dare compimento allo spirito di ogni Parola divina con la Sua testimonianza.
Ora, vediamo come Gesù sbriciola la Parola Divina indicando cinque leggi: «Non ucciderai», «Non commetterai adulterio», «Non giurerai il falso», «Occhio per occhio e dente per dente», «Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico», ma prendiamo in considerazione solo per adesso la prima e l'ultima.
Come ogni indicazione Gesù sollecita la coscienza comune «Avete inteso che fu detto agli antichi» poi presenta la legge «Non ucciderai». Segue una dichiarazione tutto personale «Ma io vi dico» cioè la padronanza, la signoria, l'autorevolezza con cui sottolinea la sua interpretazione ribadisce non solo il suo ministero sacerdotale, come abbiamo visto quando era nella Sinagoga per leggere il Rotolo di Isaia: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato», ma soprattutto rivendica la Volontà Divina nella Sua stessa bocca. Questa interpretazione sicuramente va oltre a quello letterale e tocca profondamente il cuore e lo spirito della legge: «chiunque si adira», individuando anche ripercussioni di tipo comportamentale: «Chi poi dice al fratello: "Stupido"», «chi gli dice: "Pazzo"». Per noi oggi non ci voleva tanto per capire l'emozione dominante che porta all'omicidio ma Gesù rileva una cosa fondamentale da non trascurare: il nostro cuore, che poi, vogliamo o no, ha delle ripercussioni comportamentali dove l'impulso è incontrollabile. Lo stesso comportamento rivela lo stato del nostro cuore così anche la nostra libertà soggiogata delle cose che veramente non vogliamo fare o compiere. Per Gesù l'uccisione avviene non solo nell'atto compiuto, ma inizia nel cuore. Ora non so se siamo rimasti al nostro catechismo che ci ha fatti rimanere ad literam dei comandamenti, ma Gesù ci sta esortando di superare la giustizia degli scribi e dei farisei.
Mi collego subito all'ultima indicazione. Gesù non solo mette in guardia il nostro cuore dal male subito e ricevuto o dall'intrappolamento del maligno «non opporvi al malvagio» o come dice san Paolo «Non rendete a nessuno male per male» (Rm 12,17), ma fa appello finché la nostra giustizia è a pari misura di quello del Padre: «amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli… Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Il cuore, infatti, batte di una linfa vitale per ciò che è buono, bello e vero. Di fronte, all'odio, al giudizio ostinato, alla violenza, alla mancanza di serietà e responsabilità, all’indifferenza, il nostro cuore si alimenta di ogni male che ospita ogni oscillazione dell'impulso incontrollabile e dipendenza. Tutto ciò che è contrario al battito del cuore diventa sovrapposizione di sospiro pesante, schiavizzante e incolmabile.
La Parola di Gesù è viva ed efficace perché il nostro cuore vive, si sostiene, e si trasforma ad ogni parola che esce dalla Sua bocca. Buona Domenica a tutti e buona preparazione alla Quaresima .

Saluti,
P. Carmelito

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