Centro Studi "Adelaide di Borgogna"-Centre d'études Adélaïde de Bourgogne

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Centro Studi "Adelaide di Borgogna"-Centre d'études Adélaïde de Bourgogne Adelaide di Borgogna (27 giugno 931 - Seltz 16 dicembre 999)
Principessa di Borgogna, regina d’Italia, infine imperatrice accanto al marito Ottone I.

Ci dedichiamo allo studio di uno delle personaggi femminili più famosi del Medioevo. Adelaide di Borgogna, moglie e madre agli albori dell'anno Mille: tale fu il giudizio di molti intellettuali coevi su Adelaide. In verità, i suoi matrimoni e le sue maternità si declinarono al plurale, mentre, fra Italia e Germania, il loro raggio d'azione rinviò a un destino imperiale ed europeo. Sposa dapprima d

i Lotario d'Italia e in seguito del futuro imperatore Ottone I, madre di Ottone II e ava, ancora assai attiva, di Ottone III, Adelaide sembrò trarre l'origine del suo fascino più nel presente e, semmai, nel futuro che non nel proprio passato. Una donna influente, energica e rigorosa, di imprescindibile fede che traghettò l'Europa medievale verso l'unità.

Santa Adelaide - esterno abside - Duomo di MilanoSaint Adelaide - externe abside - Dôme de MilanSaint Adelaide - externa...
07/11/2017

Santa Adelaide - esterno abside - Duomo di Milano
Saint Adelaide - externe abside - Dôme de Milan
Saint Adelaide - external apse - Duomo of Milan

"Ex abundantia cordis os loquitur""La bocca parla per l’abbondanza del cuore" (Mt 12, 33 - 35).( Metz – Imperatrice Adel...
06/02/2017

"Ex abundantia cordis os loquitur"
"La bocca parla per l’abbondanza del cuore" (Mt 12, 33 - 35).
( Metz – Imperatrice Adelaide e Odilone di Cluny con Cristo in mandorla, Gospel Book, 1000 d.C. ca. Parigi, Biblioteca Nazionale di Francia, MS 9395, fol. 15v.)

2 febbraio 962Adelaide e Ottone I, sovrani d'Italia vengono incoronati imperatori da Papa Giovanni XII.2 962 FévrierAdél...
02/02/2017

2 febbraio 962
Adelaide e Ottone I, sovrani d'Italia vengono incoronati imperatori da Papa Giovanni XII.

2 962 Février
Adélaïde et Othon, souverain de l'Italie sont couronnés empereur par le pape Jean XII.

2. Februar 962 wurden Otto I und Adelheid zu Kaiser und Kaiserin gekrönt.

«Honestissima […] gloriossissimam […] imperatricem augustam» ; «gratiosa» (Liutprando di Cremona); «omnium regnorum mate...
30/01/2017

«Honestissima […] gloriossissimam […] imperatricem augustam» ; «gratiosa» (Liutprando di Cremona); «omnium regnorum mater» (Gerberto di Aurillac - Silvestro II); «multorum imperatorum genitrix». Regina, Imperatrice, Donna.
(Adelaide di Borgogna liberata dal carcere del castello di Garda dal diacono Martino - Felice de Maurizio, olio su tela, post 1880, ante 1890 - Musei Civici di Pavia)

01 Gennaio - San Odilone di MercoeurBiografo di Adelaide di Borgogna, ne scrisse l'Epithaphium nel 999 dopo la morte di ...
01/01/2017

01 Gennaio - San Odilone di Mercoeur

Biografo di Adelaide di Borgogna, ne scrisse l'Epithaphium nel 999 dopo la morte di lei.

Nacque in Alvernia (Francia), fra il 961 e ill962, dalla nobile famiglia di Rerardo, signore di Mercoeur. Da una grave malattia alle game, apre guarì per intercessione della Vergine, alla quale fu, poi sempre devotissimo.
Si aggregò al clero della chiesa di San Giuliano di Brioude, ma sentendosi attratto ad una vita di maggiore perfezione, decise, a 29 anni, di recarsi nell'abbazia di Cluny (991), governata allora da S. Maiolo, che lo rivestì dell'abito monastico e lo nominò suo coadiutore nel governo dell'abbazia.mo, duca di Aquitania, con a capo S. Bernone. Per impedire che il monastero potesse essere confiscato dall'autorità laica, il fondatore ne fece dono perpetuo a S. Pietro, mediante un atto legale deposto sulla tomba dell'Apostolo, in Vaticano. Qualsiasi affronto fatto al monastero s'intendeva fatto all'Apostolo medesimo, e traeva con sé la scomunica. Il monastero, esente dalla giurisdizione episcopale, godeva pienamente dei propri diritti pagando un lieve tributo al papa, come riconoscimento della proprietà apostolica. È qui che fu introdotta la riforma di Cluny, che rappresentò un ritorno al primitivo rigore della regola benedettina e che per la sua salda unità fu accolta con favore propagandosi per tutta l'Europa cattolica.

Cluny ebbe l'inestimabile fortuna di avere nei secoli X e XI una serie di abati santi fra i quali, appunto San. Maiolo (965-994) e S. Odilone (994-1048).
Monaco di grandi risorse e d'intensa attività, Odilone, quinto abate, consolidò la riforma e la estese fino alla Spagna, portando le case filiali da 37 a 65. Da ogni parte si faceva appello al suo zelo per la riforma dei monasteri, il che spiega i frequenti viaggi che fu costretto a intraprendere. I principi ebbero per lui la più grande venerazione, perché sotto la sua direzione Cluny cominciò ad esercitare un preponderante influsso da un capo all'altro dell'Europa.

Di grande austerità con sé stesso, Odilone nel proprio governo si mostrò sempre con tutti di una tenerezza materna. Non mancarono confratelli intransigenti che gli rimproverarono l'eccessiva dolcezza. A costoro rispondeva con un sorriso: ''Preferisco essere punito per un eccesso di misericordia che di durezza!". Ovunque esercitò il suo ministero, fu a tutti di edificazione con la sua grande umiltà. In uno dei suoi nove viaggi in Italia, si recò a Monte Cassino e, a motivo della grande venerazione che nutriva per S. Benedetto, volle baciare i piedi a tutti i religiosi residenti nell'abbazia madre.
Odilone dovette sostenere un'aspra lotta contro Burcardo, arcivescovo di Vienne, quando si recò a Cluny per conferire gli ordini, in difesa dell'indipendenza e dei privilegi della Congregazione monastica.

Le solide amicizie, che Odilone contava alla corte papale, gli permisero di difendersi pure contro i feudatari che volevano appropriarsi dei beni cluniacensi. Per questi meriti egli fu salutato da Fulberto, fondatore della scuola di Chartres, "l'arcangelo dei monaci". Le ricchezze dell'Ordine erano del resto patrimonio dei poveri. Odilone soccorse sempre tutte le miserie del prossimo. Durante la terribile carestia del 1006 egli si mostrò prodigo delle risorse della sua abbazia. Per soccorrere gli affamati si fece mendicante, ordinò la fusione dei vasi sacri, vendette gli ornamenti preziosi della sua chiesa, alienò la corona d'oro offertagli dall'imperatore S. Enrico II, suo amico, con gli altri 17.000 regali, al dire del cronista Udalrico, ricevuti in un solo anno dal medesimo.
Una quantità di donazioni affluirono a Cluny in seguito all'introduzione, il 2 novembre, della festa della Commemorazione dei fedeli defunti, istituita da Odilone per i suoi monaci, analogamente alla festa di tutti i Santi.
Nel secolo XV la pia pratica era già diffusa ovunque. Le offerte dei fedeli fatte in suffragio dei loro morti, un po’ alla volta resero ricchi e potenti i cluniacensi fino a causarne, con l'indebolimento della disciplina, il rapido tramonto, al sorgere nel secolo XII.
Odilone esplicò pure notevole attività nel campo politico. Amico e consigliere di papi, imperatori e prìncipi, durante le continue guerre del tempo seppe svolgere un'abile opera di mediazione tra il re di Francia, Roberto il Pio, e il ducato di Borgogna (1009), che voleva occupare; tra Corrado II il Salico e la città di Pavia (1027), che voleva punire con rappresaglie. La corrispondenza di Odilone dovette essere considerevole. A noi è giunto un frammento di una sua lettera indirizzata all'imperatore Enrico III al tempo del concilio di Sutri (1046), in cui pare che lo preghi di deporre i contendenti alla tiara, Gregorio VI e Benedetto IX, e di ristabilire i negozi ecclesiastici con la riunione dei rappresentanti della cristianità.

Odilone ha contribuito a fare stabilire la pace e la tregua di Dio con l'aiuto dell'imperatrice S. Adelaide, vedova di Ottone I,con la quale intrattenne fino alla morte di lei rapporto basato sulla stima, il consiglio, il religioso conforto e sincera amicizia. A ei si aggiunsero personaggio quali l'imperatore S. Enrico II e di S. Stefano, re d'Ungheria.
La "pace di Dio" aveva per oggetto la sottrazione alla violenza di soldati belligeranti, chierici, chiese, religiosi, monasteri, donne e fanciulli, mercanti e contadini con le rispettive dimore, con i raccolti e i bestiami. Essa non segnava per sé stessa una sosta delle frequenti e interminabili falde e guerre feudali.
Nel 1027 il sinodo di Eine (Pirenei Orientali) per iniziativa di Odilone, a quanto pare, stabili che fossero sospese anche le azioni guerresche dal sabato sera al lunedì mattina tra l'Avvento e l'Epifania e dalla Settuagesima a tutta l'ottava di Pasqua. Tale sospensione passò alla storia con il nome di "tregua di Dio", e doveva estendersi anche alle vendette o violenze private fra i cristiani per dare a tutti la possibilità di attendere ai propri affari senza essere ricercati né per debiti, né per delitti.

Animato da vero spirito di compunzione Odilone, quando pregava, piangeva. Un giorno andò in estasi e cadde a terra al canto del versetto del Te Deum: "Per salvare l'uomo non hai disdegnato il seno di una Vergine": a ricordo dell'avvenimento i benedettini, quando lo cantano, s'inchinano profondamente.

Odilone era salito in tanta considerazione presso i suoi contemporanei che durante le competizioni per la successione di Burcardo (1033) all'arcivescovado di Lione, i suffraganei lo elessero loro metropolita e gli ottennero da Roma persino il pallio. Il Santo rifiutò energicamente l'episcopato, nonostante le insistenze di Giovanni XIX e di Benedetto IX (1044): volle invece compiere ancora un viaggio a Roma per pregare sulle tombe dei SS. Pietro e Paolo.
I suoi ultimi anni furono contrassegnati da frequenti infermità, ma intraprese l'ultima visita ai monasteri, pur se affranto dall'età e dalle malattie: si arrestò a Souvigny, dove morì la notte tra il 1048 e il 1049, dopo aver ricevuto i sacramenti disteso sopra un letto cosparso di cenere.
Venerato subito dopo la morte: venne canonizzato da Clemente VI nel 1345.
Pier Damiani, fra il 1063 e il 106 ne scrisse la biografia nella "Vita Odilonis".
( immagine da Bibliotheca Cluniacensis, col. 371-372)

La musica medievale.Fra Natale e festività varie non è raro oggigiorno imbattersi in concerti di musica medievale e/o ri...
29/12/2016

La musica medievale.
Fra Natale e festività varie non è raro oggigiorno imbattersi in concerti di musica medievale e/o rinascimentale, accanto, inoltre alle numerose produzioni discografiche presenti sul mercato classificate come musica “antica”, antecedente alla più conosciuta musica “classica”.
In realtà la nostra concezione attuale della musica medievale, caratterizzata dalla presenza di una voce solista accompagnata da numerosi strumenti, è un’invenzione recente: in base alle testimonianze manoscritte, non è possibile affermare con certezza quali fossero le modalità di esecuzione dei brani musicali medievali; tuttavia, grazie ad una serie cospicua di opere manoscritte e alle "invenzioni" di numerosi teorici musicali, abbiamo a disposizione, oggi, un immenso patrimonio.
Si prenda ad esempio la famosa "Mano guidoniana", conosciuta come "Mano Armonica" inventata nel XI secolo da Guido Monaco, conosciuto anche come Guido d'Arezzo o Guido Pomposiano (991 circa –1050), monaco e teorico della musica italiano considerato l'ideatore della moderna notazione musicale e del tetragramma.
La mano guidoniana era un mezzo meccanico usato nel Medioevo per facilitare agli scolari l'apprendimento della solmisazione musicale, secondo la divisione esacordale della scala da luii introdotta.
In un ordine stabilito s'indicavano sulle punte e sulle falangi delle dita di uno schema di mano sinistra i nomi delle note nel loro proprio ordine di successione. Così se la prima nota era quella che veniva a trovarsi su una linea del rigo, la susseguente si doveva trovare sullo spazio. Conoscendo la mano armonica gli scolari potevano facilmente contare sulle dita gli intervalli e le scale.
Al di là delle innovazioni occorse in epoca medievale, le difficoltà dello studio di tale disciplina musicale furono note già ai primi studiosi che, nella seconda metà dell’Ottocento, si avvicinarono al mondo della musica antica.
A modificare il quadro della situazione fu lo studio di un manoscritto, il Canon. Misc. 213, conservato nella biblioteca Bodleiana di Oxford: si tratta del più vasto repertorio di musica antica allora conosciuto, e del cui studio si occupò sir John Stainer.
Le conclusioni a cui giunse Stainer furono determinanti per il nostro modo attuale di pensare la musica medievale: lo studioso inglese infatti rimase colpito dai numerosi intermezzi musicali che si alternavano all’interno di ogni brano cantato, e per tanto ipotizzò che la voce cantata fosse sempre accompagnata da uno strumento musicale, come avveniva del resto nella musica operistica a lui contemporanea.
Da qui deriva la concezione moderna della “performance” musicale medievale, ripresa e applicata ad altri manoscritti dai più importanti musicologi del secolo, come Hugo Riemann.

"de solio regni, ad arcem pervenit imperii"Dal soglio del regno giunse alla rocca dell'impero(Odilone di Cluny, Epitaphi...
19/12/2016

"de solio regni, ad arcem pervenit imperii"
Dal soglio del regno giunse alla rocca dell'impero

(Odilone di Cluny, Epitaphium Adelheidae Imperatricis, 999 d.C.)

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