20/09/2020
Girato dall'amico Bruno Praticò:
Era il 7 agosto del 1986. Eravamo li, a Gambarie, nella casa di “Cucullaro”. C’erano i personaggi, i protagonisti del soggiorno sociale: Umbertino, sempre chiuso in se stesso, il “Professore” con il suo sapere di avvocato e di diritti. Mico, che si intratteneva in lunghi soliloqui con il sole. Pupetta quasi sempre sorridente, ma anche arrabbiata, talvolta. E tanti altri uomini e donne. Provenivano dallo Ospedale Psichiatrico. Si, il manicomio, quello del rione Modena, il lager, dove un’umanità perbenista e troppo distratta li aveva condannati a consumare la propria vita .
C’eravamo noi, “quelli della Caritas” e c’erano gli altri volontari. C’era Pino, con l’inseparabile moglie Franca, che non avevano esitato a spendere la propria vacanza in favore degli ultimi.
Pino lo abbiamo notato dal primo momento, per la sua affabilità, per il suo sorriso, per il suo modo gioviale e coinvolgente di rapportarsi con Mico, con Pupetta e con tutti gli altri presenti, volontari e protagonisti.
Con le luci dell’Alba era già operativo. Subito abbiamo appreso che era una presenza fondamentale in quell’importantissima esperienza, il soggiorno sociale per i ricoverati dell’Ospedale Psichiatrico. Pino sapeva fare tutto e non si risparmiava. Mancava l’acqua calda? Ci pensava Pino a risolvere tutto, in men che non si dica .. un guasto alla cucina? Ecco, subito fatto! Qualcuno doveva suonare per accompagnare il canto? Pino aveva con sè la sua tastiera. Pino non si fermava mai. Faceva mille cose e trovava il tempo. Tanto tempo, in particolare per stare con gli amici dell’ospedale psichiatrico. Parlare, andare a prendere assieme un caffè con la sua auto a Gambarie, tante, tantissime volte, anche nella stessa giornata. Aiutare. E Pino era sempre lì, con il sorriso. Dono che sappiamo aveva sempre avuto, sin da ragazzo e sempre conservato. Anche dopo che le sue braccia avevano patito il distacco, la prova più difficile dell’esistenza di un uomo.
Pino, una persona arguta e sornione… Pino, un maestro operaio al servizio degli ultimi. Un operaio dalle mani d’oro. Un uomo dal cuore d’oro.
Ora, un’anima, nella grazia di Nostro Padre. A riprendere in braccio la Vita. Che l’esperienza terrena aveva così precocemente tolto dalle tue braccia.