11/08/2026
𝙌𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙨𝙚𝙧𝙖, 𝙙𝙪𝙧𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙡𝙖 𝙘𝙚𝙡𝙚𝙗𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙑𝙚𝙨𝙥𝙧𝙞, 𝙛𝙖𝙧𝙚𝙢𝙤 𝙢𝙚𝙢𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙞𝙤 𝙏𝙧𝙖𝙣𝙨𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙈𝙖𝙙𝙧𝙚 𝘾𝙝𝙞𝙖𝙧𝙖.
⭐Dalla Legenda di Santa Chiara
Da ultimo la vedono agonizzare per parecchi giorni prima della fine: e cresce in questo tempo la fede della gente e la devozione popolare. Ogni giorno è anche
onorata, come già santa, dalla visita assidua di cardinali e di prelati. E, ciò che è evento meraviglioso ad udirsi, pur non potendo prendere alcun cibo per diciassette giorni, fu dal Signore sostenuta con tanta fortezza che era lei a confortare, esortandoli al servizio di Cristo, tutti quelli che venivano a visitarla. Infatti, esortandola il buon frate Rainaldo alla pazienza nel lungo martirio di così gravi infermità, con voce perfettamente libera da forzature gli rispose: «Da quando ho conosciuto la grazia del
Signore mio Gesù Cristo per mezzo di quel suo servo Francesco, nessuna pena mi è stata molesta, nessuna penitenza gravosa, nessuna infermità mi è stata dura, fratello carissimo!».Poi, facendosi più vicino il Signore e già quasi stando sulla soglia, Chiara vuole che le stiano accanto sacerdoti e frati spirituali, che le ripetano la Passione del Signore e
sante parole. E appena tra di essi le appare frate Ginepro, famoso per saper vibrare ardenti giaculatorie al Signore, con calde parole dal cuore, animata da rinnovata letizia gli chiede se abbia lì pronto qualcosa di nuovo riguardo al Signore. Ed egli, aprendo la bocca, dalla fornace del cuore ardente libera fiammeggianti scintille di parole, e la vergine di Dio trova grande consolazione nelle sue parabole. Infine si
volge alle figlie in lacrime,raccomandando loro la povertà del Signore e ricorda
lodando i benefici divini. Benedice devoti e devote sue e implora larga grazia di
benedizione su tutte le Donne dei monasteri poveri, sia presenti che futuri. Chi potrebbe narrare il resto, senza piangere?
Sono lì presenti quei due benedetti compagni del beato Francesco, dei quali uno, Angelo, lui stesso in lacrime, consola le afflitte; l'altro, Leone, bacia il giaciglio di
Chiara morente. Piangono le figlie desolate il distacco dalla loro pia madre e la accompagnano con le
lacrime mentre se ne va, sapendo che non la vedranno più. Si dolgono con immensa amarezza che, insieme con lei, sparisca ogni loro consolazione e che, lasciate nella valle delle lacrime, non saranno più consolate dalla loro maestra. A stento il pudore, esso solo, trattiene la mano dal ferire i corpi e la vampa del dolore è resa ancora più acerba dal fatto che non le si permette di sfogare in manifestazioni esterne di cordoglio. Il rigore claustrale impone il silenzio, la violenza del dolore strappa gemiti
e singhiozzi. Le gote sono tumefatte per le lacrime e ancora la piena del cuore,
straziato dal dolore, alimenta il rivolo del pianto. Volgendosi poi a se stessa, la vergine santissima parla silenziosamente alla sua anima: Tutte le sorelle:
«Va' sicura perché hai buona scorta, nel viaggio. Va', perché Colui che t'ha creata,
ti ha santificata e sempre guardandoti come una madre suo figlio, ti ha amata con tenero amore. E tu, Signore sii benedetto, che mi hai creata».
Interrogandola una delle sorelle a chi stesse parlando, rispose: « Io parlo all'anima mia benedetta ». E ormai quella gloriosa scorta non era molto lontana. Volgendosi infatti a una figlia, le domanda: «Vedi tu il Re della gloria, che io vedo, o figlia?».
Su un'altra pure si posò la mano del Signore e con gli occhi del corpo vide tra le lacrime una beatificante visione. Trafitta invero dal dardo di un profondo dolore,
volge lo sguardo verso la porta della casa: ed ecco, entra una schiera di vergini in
bianche vesti e tutte hanno ghirlande d'oro sul capo.
Si avanza tra loro una più splendente delle altre, dalla cui corona, che appare alla sommità come un turibolo traforato, s'irradia un tale splendore da mutare in luce del giorno l'oscurità della notte tra le pareti della casa. Si avvicina al lettuccio, dove giace la Sposa del Figlio e, chinandosi su di lei con tenerissimo amore, le dona un dolcissimo abbraccio. Le vergini distendono un pallio di meravigliosa bellezza e, tutte a gara servendo, rivestono il corpo di Chiara e ne adornano il talamo Indi, il giorno successivo alla festa del beato Lorenzo, quella santissima anima esce dalla vita mortale, per essere premiata con l'alloro eterno; e, disfatto il tempio del la
carne, il suo spirito passa beatamente al cielo. Benedetto quest'esodo dalla valle della miseria, che fu pel lei ingresso nella vita beata! Ormai, in cambio della penuria del cibo, si rallegra al convito dei cittadini del cielo; ormai, in cambio dell'umile cenere, beata nel regno dei cieli, è resa splendente dalla stola della gloria eterna.
Tutte le sorelle: Felice certo colei a cui è dato di godere di questo sacro banchetto, per aderire con tutte le fibre del suo cuore a colui del quale tutte le beate armate dei cieli ammirano incessantemente la bellezza, il cui amore appassionata, la cui
contemplazione ristora, la cui benignità sazia; la cui soavità riempie, la cui
memoria brilla soavemente, al cui profumo i morti rivivranno, la cui visione
gloriosa renderà beati tutti i cittadini della celeste Gerusalemme; poiché egli è lo
splendore dell'eterna gloria, il candore della luce eterna e lo specchio senza
macchia.