07/04/2026
Grazie. Grazie a chi c’era, a chi ha camminato, pregato e sperato con noi.
Grazie a chi nonostante un cielo incerto sia venuto a darci sostegno; ad aspettare con gli occhi pieni di speranza la riuscita di quella serata.
È davvero bello vedere che oltre a noi c’è ancora gente che trema al rimbombo dei tamburi; che freme nel ve**re nel nostro quartiere a condividere il venerdì santo con noi.
Purtroppo la pioggia ci ha stoppati ma ormai è chiaro a tutti; la Naca non è soltanto una rappresentazione e non si misura in minuti. Ma molto altro: sono le risate nelle congreghe tra una prova e l’altra, è lo spirito di squadra che si crea tra la comunità nel organizzare tutto, è la tradizione che ci scorre nelle vene, la devozione di chi con la Naca sente vicino a sé l’amore di Dio.
La naca è un qualcosa che resta per sempre, è memoria che resta dentro di noi, un filo che continuerà a legare passato e futuro.
Non è solo tradizione.
È appartenenza. È identità. È cuore.
E nemmeno la pioggia può spegnerla, perché ciò che vive davvero non si ferma, non si spezza,
ma trova sempre un modo per continuare.
Grazie a tutti.
Perché la naca, anche quest’anno,nonostante tutto, ha continuato a vivere.