Arcidiocesi di Gaeta

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A LENOLA GIUNGONO AL CULMINE I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DEL COLLEDal 5 al 15 settembre, il suggestivo borgo...
12/09/2026

A LENOLA GIUNGONO AL CULMINE I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DEL COLLE

Dal 5 al 15 settembre, il suggestivo borgo di Lenola diventa il cuore pulsante di una profonda devozione popolare con la Festa della Madonna del Colle. Questo appuntamento annuale richiama migliaia di fedeli, pellegrini e turisti, compresi molti emigrati che tornano dall’estero per riabbracciare le proprie radici.

Le radici della celebrazione risalgono al 15 settembre 1602, quando il giovane Gabriele Mattei trovò sul colle un'effigie della Vergine. Quell’evento miracoloso trasformò la sua vita: Gabriele abbandonò i propositi di vendetta verso un anziano e intraprese un lungo viaggio in Europa per raccogliere i fondi per la costruzione del tempio. Oggi quel luogo di grazia è la Basilica Pontificia del Colle di Lenola, titolo conferito nel 2015 da papa Francesco.

I riti hanno preso il via già dal 5 settembre con il solenne “Calo del Quadro”, momento in cui l’immagine di Maria viene esposta alle porte del paese. Il culmine si raggiungerà il prossimo 15 settembre con la processione di mezzogiorno e la spettacolare fiaccolata artistica delle ore 21.00 al rientro dell’effigie sul Colle. Per consultare tutti gli orari aggiornati delle celebrazioni liturgiche e degli eventi civili, è possibile fare riferimento al programma completo pubblicato sulla pagina Facebook del Santuario.

La festa della Madonna del Colle è più di una semplice ricorrenza, la festa rappresenta un connubio tra spiritualità, identità e cultura, segnando con speranza la conclusione della stagione estiva.

L’ANGOLO DELLA PREGHIERAXXIV Domenica del Tempo Ordinario — 13 settembre 2026C’è un’aritmetica misteriosa nelle parole d...
12/09/2026

L’ANGOLO DELLA PREGHIERA
XXIV Domenica del Tempo Ordinario — 13 settembre 2026

C’è un’aritmetica misteriosa nelle parole di Gesù, un calcolo che sfugge alla logica del mondo e invita a perdere il conto. «Settanta volte sette» non è un numero, ma un orizzonte aperto, un respiro infinito da regalare a chi ci sta accanto.

Oggigiorno il nostro tempo sembra aver smarrito la bellezza pura del perdono, sopraffatto da un ritmo frenetico dove ogni errore viene annotato e ogni fragilità diventa una colpa. Viviamo in una società che scambia spesso la misericordia per debolezza, dove chi cede o passa sopra un torto viene giudicato fragile, incapace di farsi valere. Ci insegnano ad alzare muri, a proteggere il nostro orgoglio, a considerare la vendetta una forma di giustizia e il rancore uno scudo necessari per sopravvivere. Eppure, il servo che non sa perdonare il compagno soffoca nella sua stessa rigidità, rimanendo prigioniero di una gabbia che si è costruito da solo.

Il perdono vero non è resa, ma il coraggio sognante di spezzare la catena del male, di guardare l’altro oltre le sue macerie per restituirgli la dignità. Perdonare significa avere la forza di fare spazio, di credere che l’amore sia sempre più grande di qualsiasi ferita. È un atto d’audacia che libera prima di tutto chi lo dona, trasformando le pietre del rancore in ponti verso una pace inattesa.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

L’ANGOLO DELLA PREGHIERAXXIII Domenica del Tempo Ordinario — 6 settembre 2026Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fra...
05/09/2026

L’ANGOLO DELLA PREGHIERA
XXIII Domenica del Tempo Ordinario — 6 settembre 2026

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello
(meditazione su Mt 18,15-20)

Questo brano del Vangelo affronta una delle sfide più umane e complesse: la gestione del conflitto. Gesù ci insegna un metodo in tre passaggi per affrontare chi ci fa un torto, dove il primo passo si gioca sempre nel silenzio di un incontro a quattr’occhi. L’obiettivo primario non è mai vincere una discussione, ma ricucire una relazione: guadagnare il fratello.

In una società dominata dalla cultura della gogna e dal tasto “blocca”, questo testo è una provocazione straordinaria. Oggi tendiamo a esporre subito i torti sui social o nel pettegolezzo, cercando l’approvazione del pubblico invece del chiarimento. L’insegnamento evangelico ci chiede invece il coraggio della riservatezza e della presenza diretta. Correggere l'altro significa dirgli: “Tengo alla nostra relazione più che al mio orgoglio”.

​Infine, la promessa che “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” ci ricorda che non siamo soli. Le spaccature nelle famiglie, sui luoghi di lavoro o nelle comunità si guariscono solo abbandonando la fretta di giudicare per fare spazio all’ascolto reciproco.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

LA FESTA DELL’ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE ALL’INTERNO DEGLI EVENTI DEL GIUBILEO ALBINIANONella cornice dell’Anno Sant...
04/09/2026

LA FESTA DELL’ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE ALL’INTERNO DEGLI EVENTI DEL GIUBILEO ALBINIANO

Nella cornice dell’Anno Santo albiniano celebriamo il 43° anniversario della Dedicazione della nostra chiesa parrocchiale, avvenuta il 10 settembre 1983 durante il Solenne Pontificale del Cardinale Pietro Palazzini, Prefetto della Congregazione dei Santi, come testimonia la lapide sulla facciata del tempio.

Il giubileo albiniano concesso da Papa Leone XIV offre alla nostra comunità l’opportunità di vivere una pagina di storia ricca di liturgia, catechesi, ca**tà e aggregazione, affinché la nostra Chiesa risplenda della santità di Dio, riflessa sui volti delle persone e negli spazi celebrativi. Quando una Comunità si lascia riconciliare con Dio, si apre alla sua grazia e diventa casa e scuola di comunione. Partecipando alla liturgia, i fedeli si sentono accolti dai fratelli, abbracciati dalla bellezza dei luoghi e pronti ad ascoltare lo Spirito che edifica la Chiesa attraverso i sacramenti.

Nella memoria dei momenti giubilari vissuti e in vista della conclusione dell’Anno Santo il 16 dicembre prossimo, celebriamo la solennità della Dedicazione, l’Esaltazione della Croce, la memoria mensile della nostra Patrona e i prossimi appuntamenti con oratori, sportivi e motociclisti. Ringraziamo il Signore per averci dato nella giovane sant’Albina un esempio luminoso di coerenza evangelica. Venerata come Compatrona dell’Arcidiocesi di Gaeta e della città di Minturno, Patrona di Scauri, del mare, dei naviganti, dei giovani e dei ragazzi, dopo aver percorso il nostro mare dal Molo Caboto alla foce del Garigliano, sant'Albina si conferma «alma insegna del golfo di Gaeta» — come scrisse don Angelo Di Giorgio nel primo inno —, ossia «nobile faro del nostro mare» e punto di riferimento per riconoscere la luce di Cristo, soprattutto nei momenti tempestosi della nostra vita.

don Antonio Cairo,
parroco della parrocchia Sant’Albina V.M. in Scauri di Minturno

ESERCIZI SPIRITUALI IGNAZIANI NELLA VITA ORDINARIA: AL VIA I NUOVI GRUPPI 2026-2028Il 16 giugno scorso, sedici esercitan...
01/09/2026

ESERCIZI SPIRITUALI IGNAZIANI NELLA VITA ORDINARIA: AL VIA I NUOVI GRUPPI 2026-2028

Il 16 giugno scorso, sedici esercitanti provenienti da Formia, Penitro, Maranola, Minturno, Scauri hanno concluso gli Esercizi Spirituali Ignaziani nella Vita Ordinaria.

Particolarità degli EVO è vivere questo cammino spirituale immersi nella vita quotidiana, imparando a leggere tutti gli avvenimenti della vita con gli occhi e lo sguardo di Dio.

La modalità sviluppa il cammino ignaziano delle 4 settimane nell’arco di 2 anni, attraverso incontri quindicinali in gruppo, durante i quali gli esercitanti vengono accompagnati dai brani della Parola di Dio e dalle istruzioni sul metodo della preghiera, del discernimento e dell’elezione indicati da sant’Ignazio di Loyola.

A settembre si terranno due incontri di presentazione per nuovi gruppi 2026-2028: il primo il giovedì 17 settembre alle ore 19.00 presso il salone della parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Formia – località Vindicio; il secondo il venerdì 18 settembre alle ore 19.00 a Scauri nel salone della parrocchia Sant’Albina.

Il percorso inizierà nella prima settimana di ottobre e le guide saranno Anna Corrado, Ugo Tomassi, Tiziana Scalena, Lucia Saturnino, Maria Teresa Crisci, Elisa Cervone, accompagnate da due tirocinanti che iniziano la loro formazione per diventare guide di esercizi spirituali.

Per ricevere informazioni:
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NELLA CHIESA DI SAN PAOLO A GAETA UN CENOTAFIO IN MEMORIA DI DON COSIMINO FRONZUTOSabato 5 settembre alle 19.00 sarà pos...
31/08/2026

NELLA CHIESA DI SAN PAOLO A GAETA UN CENOTAFIO IN MEMORIA DI DON COSIMINO FRONZUTO

Sabato 5 settembre alle 19.00 sarà posto un cenotafio nella chiesa di san Paolo Apostolo in Gaeta per il Servo di Dio don Cosimino Fronzuto.

In questo “sepolcro vuoto” rappresentato da una lapide in pietra si ricorda come questo sacerdote focolarino abbia servito come parroco dal 5 settembre 1967 al 5 luglio 1989. Il suo vivere con radicalità evangelica è stato trasmesso con gesti concreti, diremo oggi ad “ogni contatto”, stabilendo rapporti veri senza alcuna distinzione. Quando incontravi Don Cosimino con il suo sorriso perenne, ti infondeva immediatamente un senso di profondo rispetto e di pace. Ti sentivi così amato, sin dal primo momento, che nasceva non solo il desiderio di ricambiare la sua attenzione, ma di metterti a disposizione dei fratelli e delle loro esigenze evangeliche. Quindi, da quel rapporto si aveva non solo un ritorno di parole, ma soprattutto di esperienze vissute negli ambiti più vari.

Questo stile, fondato nella Parola del Vangelo, diventò un’attrattiva per tanti così da generare una comunità cristiana. Quando trasmisero un servizio alla RAI il regista si espresse in questo modo: “Non pensavo che nella città di oggi si potesse creare un tale spirito di fraternità”.

In occasione della “scoperta” della lapide alle 18.00 saranno condivisi alcuni di quei momenti vissuti attraverso le testimonianze di alcuni sacerdoti che l’hanno conosciuto. Queste testimonianze, stavolta volutamente incentrate sulla figura sacerdotale e sul servizio pastorale svolto, contribuiscono insieme ed altre, appartenenti alla comunità di allora, alla Causa di Beatificazione e Canonizzazione in corso. Si concluderà questo evento con la concelebrazione della Santa Messa.

Alessio Valente,
Associazione Amici di don Cosimino Fronzuto

L’ANGOLO DELLA PREGHIERAXXII Domenica del Tempo Ordinario — 30 agosto 2026Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi...
29/08/2026

L’ANGOLO DELLA PREGHIERA
XXII Domenica del Tempo Ordinario — 30 agosto 2026

Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso
(meditazione su Mt 16,21-27)

In un mondo che correndo ci chiede continuamente di accumulare, mostrare e occupare ogni spazio con l’eco del nostro io, le parole del Vangelo risuonano come una brezza leggera e controcorrente.

«Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso»: non è l’invito a perdersi o ad annullarsi, ma il coraggio di sgonfiare quell’ego ingombrante che spesso sbarra la strada all’altro. In mezzo ai rumori delle guerre vicine e lontane, ai feed dei social che ci spingono a difendere una vetrina perfezionata, Gesù ci propone una logica sovversiva e sognante.

Custodire la propria vita non significa stringerla a pugni chiusi per paura di perderla, ma imparare ad aprirla, rischiando la vertigine del dono. Rinnegare se stessi vuol dire smettere di essere il centro del mondo per diventare una finestra spalancata su chi ci sta accanto, specie su chi oggi porta le croci pesanti dell’isolamento e dell’incertezza. È scegliere di fare spazio al silenzio quando tutti gridano, di offrire gentilezza dove cresce il risentimento. La croce di cui parla il Maestro non è una condanna alla tristezza, ma il timone di una nave che salpa verso la libertà autentica, dove il valore di un’esistenza non si misura da quanti follower raccoglie, ma da quanta luce sa lasciare indietro. Alla fine della giornata, quando le luci del palcoscenico quotidiano si spengono, non ci resterà ciò che abbiamo stretto a noi con avidità, ma solo la bellezza d’amore che abbiamo avuto l’ardire di regalare.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

A FONDI LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ”LE TAVOLE DI FRANCESCO”chiesa di San Francesco — domenica 30 agosto 2026In occasi...
28/08/2026

A FONDI LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ”LE TAVOLE DI FRANCESCO”
chiesa di San Francesco — domenica 30 agosto 2026

In occasione dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, un collettivo di amici artisti porta in mostra “Le Tavole di Francesco”, un tributo al messaggio universale del Santo Patrono d’Italia.

I dodici lavori che compongono la Mostra sono stati realizzati su antiche tavole di castagno, provenienti da una segheria dismessa e gentilmente donate al Convento dei Frati minori di Marcianise. Assegnate per sorteggio ai dodici artisti, le tavole sono state lasciate nelle loro forme e dimensioni originarie, intervenendo esclusivamente sulle superfici. Ogni opera vuole essere un umile e corale omaggio alla memoria e al messaggio di San Francesco.

Un particolare ringraziamento va a fra Michele Santoro, responsabile della fraternità del Convento San Francesco in Marcianise (CE).

MINTURNO IN FESTA PER LA MADONNA DELLE GRAZIE: UN CAMMINO DI FEDE «OLTRE L’EMOZIONE»La comunità di Minturno si appresta ...
26/08/2026

MINTURNO IN FESTA PER LA MADONNA DELLE GRAZIE: UN CAMMINO DI FEDE «OLTRE L’EMOZIONE»

La comunità di Minturno si appresta a celebrare i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima delle Grazie. L’evento, da sempre radicato nel cuore dei cittadini e della tradizione locale, rappresenta un momento profondo di ripartenza e di unione spirituale.

L’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari, nel suo messaggio, invita i fedeli ad andare “oltre l'emozione” della celebrazione: «La fede non coincide semplicemente con l'emozione della festa, ma è fondamento di ciò che si spera. Veneriamo Maria come maestra di fede per la vita di ogni giorno, per non cedere all'indifferenza e alle fatiche». Un richiamo a trasformare la devozione in un impegno quotidiano e consapevole.

A fargli eco è il parroco, don Cristoforo Adriano, che sottolinea come, al termine della frenesia estiva, la comunità trovi riparo sotto lo sguardo della Mamma Celeste: «La sua festa è frutto di un amore radicato in secoli di storia. Impegniamoci a non farla essere la festa di un solo giorno, ma l'amore di ogni nostro giorno. A Lei affidiamo le speranze e la preghiera per la pace nel mondo, con un pensiero speciale ai nostri pescatori».

Il ricco programma liturgico e civile vedrà il suo culmine martedì 1° settembre, giorno della solennità. Alle 18.30 si terrà la solenne concelebrazione dell’Eucaristia presieduta da monsignor Luigi Vari, preceduta dalla consegna delle chiavi della città alla Patrona da parte del sindaco Gerardo Stefanelli. A seguire, la tradizionale processione per le vie del centro storico, per poi concludere i festeggiamenti con il concerto bandistico e lo spettacolo pirotecnico.

Tutta la comunità è invitata a partecipare per vivere insieme un momento di grazia, storia e fraternità.

AZIONE CATTOLICA – GLI ESERCIZI SPIRITUALI ANNUALI PER GLI ADULTI Dal 24 al 27 agosto l’Azione Cattolica della diocesi d...
24/08/2026

AZIONE CATTOLICA – GLI ESERCIZI SPIRITUALI ANNUALI PER GLI ADULTI

Dal 24 al 27 agosto l’Azione Cattolica della diocesi di Gaeta vivrà un momento di profonda comunione e riflessione presso la Casa del Divin Maestro di Ariccia, splendida cornice sul Lago Albano, per i giorni dedicati agli Esercizi Spirituali annuali degli adulti.

Un tempo sospeso, lontano dal ritmo frenetico della quotidianità, dedicato alla cura dell’anima e al rinnovamento interiore. Un programma, intenso e articolato, accompagnerà i partecipanti con tempi scanditi dalla meditazione, dalla preghiera e dal silenzio.

Nella prima giornata il predicatore don Mariano Parisella, Vicario generale della diocesi e Assistente unitario dell’Associazione, proporrà una riflessione sul brano del seminatore (Mt 13,1-31), un invito a guardare alla propria esistenza con stupore e gratitudine. Nei giorni successivi si esploreranno alcuni temi cruciali del cammino di fede: l’incontro con il volto di Dio in Gesù, la chiamata a essere amici del Signore e l’urgenza di una conversione autentica, capace di interrogare le mancanze del cuore.

I momenti di meditazione, alternati alla Santa Messa e all'adorazione eucaristica, permetteranno di sostare profondamente sui testi evangelici, riscoprendo la bellezza di un Dio che si rivela nell’umiltà.

Giovedì 27, a conclusione del percorso, lo sguardo si volgerà verso il Risorto. Attraverso la meditazione sulla vita nuova e il momento conclusivo della “collatio”, i partecipanti saranno chiamati a raccogliere i frutti di questa esperienza per riportarli nel vissuto quotidiano. “Se il chicco non muore non porta frutto” (Gv 12,24): è in questa consapevolezza che si chiuderà il ritiro, con la ripartenza verso casa, portando con sé il desiderio rinnovato di testimoniare, nel proprio impegno associativo e laicale, la gioia di un incontro che cambia la vita.

Giuseppe Casale,
presidente diocesano AC

Indirizzo

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Gaeta
04024

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