Parrocchia San Gerardo Maiella Frosinone

Parrocchia San Gerardo Maiella Frosinone PARROCCHIA SAN GERARDO MAIELLA DI FROSINONE RETTA DAI PADRI DELLA CONGREGAZIONE DEL SANTISSIMO REDENTORE (REDENTORISTI) FONDATI DA SANT'ALFONZO NEL 1732

QUESTA PAGINA DELLA PARROCCHIA DI SAN GERARDO MAIELLA A FROSINONE E' TENUTA DAI PADRI DELLA CONGREGAZIONE DEL SANTISSIMO REDENTORE DETTI ANCHE REDENTORISTI. L'ISTITUTO NASCQUE A SCALA IN PROVINCIA DI SALERNO IL 09 NOVEMBRE 1732. TRA I SANTI CHE L'ISTITUTO ANNOVERA NELLE SUE FILA SI VENERA ANCHE SAN GERARDO MAIELLA DI CUI LA NOSTRA PARROCCHIA PORTA IL NOME

FESTA DI SAN GERARDO                       PROGRAMMA                        27 SETTEMBRE 2015  -“I SANTI SONO IL VANGELO...
06/09/2015

FESTA DI SAN GERARDO
PROGRAMMA
27 SETTEMBRE 2015
-“I SANTI SONO IL VANGELO VIVENTE”
24 - 25 - 26 SETTEMBRE:
TRIDUO PREDICATO da P. LUIS PERZ, nuovo superiore dei Redentoristi a Frosinone
Ore 18.00 Rosario - Preghiere a S. Gerardo - S. Messa solenne
VENERDI’ 25 SETTEMBRE
Ore 18.00 Vespri Solenni, Musicati da P. Giacomo Cirelli, Cantati dal Gruppo Polifonico
“Città di Frosinone”, Dir. M° A. Giuliani, all’organo M° F. Bracaglia.
SABATO 26 SETTEMBRE:
Ore 11.00 S. Messa con amministrazione dell’Olio degli Infermi e Supplica al Santo per gli
ammalati.
Ore 16.30 Benedizione delle mamme e dei bambini e Affidamento a San Gerardo.
Ore 19.00 XI Rassegna Corale Gerardina
DOMENICA 27 SETTEMBRE:
Ore 7.00 - 8.00 - 9.00 - 10.00 - 11.30 - 17.00 SS. Messe
Le SS. Messe saranno animate da Corali:
Ore 9.00 Coro “S. Paolo Apostolo” di Frosinone,Dir.M.°P. Papetti;
Ore 10.00 Corale “A. Reali”, Dir. M.° F. Bracaglia;
Ore 11.30 Gruppo polifonico “Città di Frosinone”, Dir. M.° A. Giuliani;
Ore 17.00 Coro “Cattredale di Frosinone”, Dir. M°. L. Raganelli;
Ore 17.00 Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Ambrogio Spreafico
Ore 18.00 SOLENNE PROCESSIONE CON LA STATUA E LA RELIQUIA DEL SANTO
Al rientro benedizione con la RELIQUIA proveniente da Materdomini.
Accompagna la processione la Banda Musicale “A. Romagnoli” di Frosinone.
A conclusione estrazione della LOTTERIA
VENERDI’ 16 OTTOBRE: FESTA LITURGICA DEL SANTO
Ore 18.00 RIVIVIAMO IL BEATO TRANSITO DI S. GERARDO
Ore 18.30 SANTA MESSA SOLENNE
Con San Gerardo
per amare di piùPARROCCHIA E SANTUARIO DI S. GERARDO – FROSINONE
Festeggiamenti in onore di San Gerardo
27 SETTEMBRE 2015 - “I SANTI SONO IL VANGELO VIVENTE”
24 - 25 - 26 SETTEMBRE:
TRIDUO PREDICATO da P. LUIS PERZ, nuovo superiore dei Redentoristi a Frosinone
Ore 18.00 Rosario - Preghiere a S. Gerardo - S. Messa solenne
VENERDI’ 25 SETTEMBRE
Ore 18.00 Vespri Solenni, Musicati da P. Giacomo Cirelli, Cantati dal Gruppo Polifonico
“Città di Frosinone”, Dir. M° A. Giuliani, all’organo M° F. Bracaglia.
SABATO 26 SETTEMBRE:
Ore 11.00 S. Messa con amministrazione dell’Olio degli Infermi e Supplica al Santo per gli
ammalati.
Ore 16.30 Benedizione delle mamme e dei bambini e Affidamento a San Gerardo.
Ore 19.00 XI Rassegna Corale Gerardina
DOMENICA 27 SETTEMBRE:
Ore 7.00 - 8.00 - 9.00 - 10.00 - 11.30 - 17.00 SS. Messe
Le SS. Messe saranno animate da Corali:
Ore 9.00 Coro “S. Paolo Apostolo” di Frosinone,Dir.M.°P. Papetti;
Ore 10.00 Corale “A. Reali”, Dir. M.° F. Bracaglia;
Ore 11.30 Gruppo polifonico “Città di Frosinone”, Dir. M.° A. Giuliani;
Ore 17.00 Coro “Cattredale di Frosinone”, Dir. M°. L. Raganelli;
Ore 17.00 Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Ambrogio Spreafico
Ore 18.00 SOLENNE PROCESSIONE CON LA STATUA E LA RELIQUIA DEL SANTO
Al rientro benedizione con la RELIQUIA proveniente da Materdomini.
Accompagna la processione la Banda Musicale “A. Romagnoli” di Frosinone.
A conclusione estrazione della LOTTERIA
VENERDI’ 16 OTTOBRE:
FESTA LITURGICA DEL SANTO
Ore 18.00 RIVIVIAMO IL BEATO TRANSITO DI S. GERARDO
Ore 18.30 SANTA MESSA SOLENNE
Con San Gerardo per amare di più

06/09/2015

OMELIA DELLA XXIII Domenica DEL TEMPO ORDINARIO 06 SETTEMBRE 2015
“ CORAGGIO ! “
Agli smarriti di cuore e sfiduciati, Dio dice: “CORAGGIO !”; Gesù dirà: “Coraggio !, sono Io, non abbiate paura!”. Questa parola e quest’invito, per non essere banale, insignificante, o addirittura indisponente, può ve**re solo da un Dio che ama, che ti apre una prospettiva umanamente impensabile; perfino dinanzi alla morte ti assicura che questo dramma, che ha fatto paura anche a Lui quel Venerdì Santo, sfocia nel Mattino di Pasqua per una vita che non conoscerà più sofferenza alcuna, ma solo pienezza di vita , come per Gesù Risorto. “Coraggio !” può dirlo una persona che ti vuole bene, e che può far qualcosa per te perché nulla rimanga come prima. Il profeta Isaia, in nome di Dio, assicura Israele del ritorno dall’esilio, perché il Dio della liberazione dalla schiavitù d’Egitto è sempre il Dio fedele. Isaia ama Dio e il suo popolo e si fa messaggero di speranza e di vita. Delle persone che hanno conosciuto Gesù e la sua onnipotenza divina, e hanno un cuore sensibile, aiutano un sordomuto portandolo da Gesù e pregando Gesù per lui. Si ripeterà altre volte la scena: portano, con tanta fede, un paralitico a Gesù, e al paralitico vengono perdonati i peccati e ridata la salute; la suocera di Pietro è a letto con la febbre e a Gesù parlano di lei: Gesù la guarisce e lei si mette a servirli. Se manca quest’amore, questa premura, non si fa nulla per il bisognoso. Ai bordi della piscina di Betzata, da anni giaceva un ammalato; quando l’acqua della piscina, agitata dall’angelo, diveniva miracolosa il poveretto non aveva nessuno che lo immergesse. Quanta amarezza in quel “IO NON HO NESSUNO”. Ci auguriamo di essere come il profeta Isaia e come tutti coloro che, nei modi più diversi, sono di aiuto ai bisognosi.
“ AIUTAMI ! “
L’ammalato deve aver coscienza di essere malato, e voler guarire. Il 40% degli ammalati non guariscono e neppure migliorano, perché sono convinti di non guarire.(Freeud) Guerre, guerriglie, violenze e sopraffazioni di ogni genere, furti, uccisioni, tradimenti, droga, alcool, fumo, quanti mali e sofferenze provocano! Delusioni, nevrosi, tumori! Occorre eliminare le cause di tanti mali, e nel contempo curare il malato. Per una famiglia e una società sana, per una famiglia e una Chiesa santa, non è sufficiente che sia bravo e santo l’uno o l’altro, ma siano bravi e santi tutti i componenti della famiglia, della società, della Chiesa. Occorre bontà, onestà, santità comunitaria, oltre che individuale. Della Trinità abbiamo la Santissima trinità; di Gesù la santa famiglia di Nazaret. Siano così le nostre famiglie, la famiglia religiosa delle Suore Agostiniane, la comunità dei credenti di Via Cavour. AMEN !
P. Nicola Fiscante, Redentorista e mail: [email protected]

LA GUARDIA DI FINANZANELLA NUOVA SEDEe il rifacimento di Piazza Risorgimentoa FrosinoneNon entro nel merito della bellez...
06/09/2015

LA GUARDIA DI FINANZA
NELLA NUOVA SEDE
e il rifacimento di Piazza Risorgimento
a Frosinone
Non entro nel merito della bellezza di Piazza Risorgimento in ristrutturazione,ma fo presente il disagio per il parcheggio dei residenti di zona e dei fedeli di San Gerardo che è scaturito da tali
lavori e dalla venuta della Finanza. Mi sorprese il Colonnello, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, che ad Ottobre scorso, ricevendomi nel suo ufficio al III piano dello stabile adiacente alla Chiesa,confiscato dallo Stato nel 1870, perplesso si chiedeva: “Ma quando arriveranno i finanzieri, e tutti con l’auto, dove dovranno parcheggiare?”.
Mi venne spontaneo esclamare: “In tutti questi anni di ristrutturazione del “Palazzo”, a cosa han pensato le Autorità competenti?”. In via Polveriera,e a 70 metri dalla piazza, esistono due siti notevoli del Demanio con ruderi ed erbaccecome si vede dalle foto.Con i lavori di ruspa e una spianata di asfalto si sarebbero ricavati molti posti macchina.Lo caldeggiai in Gennaio al Sindaco Ottaviani,al comandante della Finanza e all'ingegnere direttore dei lavori parlando nei pressi della fontana.Ancora con mia sorpresa si replicava: “Ma a voi del-ricavati tanti posti auto”
la Chiesa la venuta della Finanza cosa ha comporta-
to di nuovo?”. Con i pochi parcheggi rimasti, nessuno riservato
ai disabili, e già tutti occupati, venendo i fedeli al Santuario, con quale animo entreranno in Chiesa?!Non vorremmo lonta-
namente pensare che si voglia limitare la frequenza religiosa.
Noi Missionari invitiamo a parcheggiare all’Oratorio, usufruendo anche del campo di basket. Probabilmente un domani in via Polveriera i parcheggi si faranno. Lo speriamo! Ma “dopo che sono scappati i buoi”, dà quasi fastidio installare le porte di ferro.
Ricordiamolo: alla bellezza va unita la vivibilità.

Padre Nicola Fiscante,
superiore della Comunità di San Gerardo

CARISSIMI PERMETTETECI DI RICORDARE CHE IERI SI FACEVA MEMORIA DEL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA COLUI CHE HA INDICA...
30/08/2015

CARISSIMI PERMETTETECI DI RICORDARE CHE IERI SI FACEVA MEMORIA DEL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA COLUI CHE HA INDICATO IN GESU' L'AGNELLO DI DIO

DOMENICA 30 AGOSTO 2015 LITURGIA DELLA PAROLAPRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando ...
30/08/2015

DOMENICA 30 AGOSTO 2015 LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

SECONDA LETTURA (Giac 1,17-18.21-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.

VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore

30/08/2015

CARI FEDELI ECCO L'OMELIA DI QUESTA XXII Domenica 2015

Come conosciamo Dio - come ci conosciamo noi
“Ascoltate le leggi che io vi do, perché le mettiate in pratica e siate felici, disse Dio agli Israeliti; gli altri popoli diranno: Chi ha leggi così giuste e sagge, come questo popolo?! E voi direte: Chi ha gli dei così vicino, come il nostro Dio è vicino noi?!” Quali sono le leggi meravigliose e quanto Dio ci è vicino Prima che Dio si facesse uomo si doveva contemplare le scene più belle della esistenza umana per avere una certa idea di Dio. Dice Dio: “come un papà conduce per mano il proprio fanciullo, io ti ho insegnato a camminare”; “può una mamma scordarsi della propria creatura, del frutto del suo grembo?! Ebbene, se anche una mamma si dimenticasse, io, popolo mio, non ti dimenticherò mai”. Quindi Dio si prende cura di noi, come un papà dei propri figli; Dio ci ama più che una mamma; ed è vicino a noi più che non si può. Da Dio che era si è fatto uomo, per essere in tutto simile a noi, tranne che nel peccato. Ha amato, gioito, pianto, è stato benedetto, è stato tradito, è stato crocifisso; “ha fatto bene ogni cosa, è passato facendo del bene a tutti”. Si è fatto come noi, per farci come Lui, nella giustizia e santità. “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi, perché abbiate la pienezza della vita, della pace e della gioia”. Quindi, se prima della venuta di Gesù per avere una certa idea dell’amore di Dio, occorreva rifarsi alle scene più belle della vita familiare, da quando è venuto Gesù, le cose si capovolgono: moglie e marito devono amarsi come Gesù e la Chiesa; genitori e figli come Gesù e Dio Padre; tutti gli uomini amare Dio da figli, e amarsi da fratelli; tutti discepoli dell’unico Maestro, il Cristo. Dove è più lo schiavo, l’impurità delle cose, o parti vergognose del nostro corpo?! “O Dio, hai fatto tutto con sapienza e amore; tutto è buono, altrimenti non l’avresti neppure creato”. Dando questo insegnamento, si amministra il Battesimo; così ci si sposa dinanzi all’Altare. Si vive la bellezza della famiglia come Dio ci ha creati e salvati. Vivendo così moglie e marito, genitori e figli, in amicizia col vicinato, Dio ripeterà quanto disse all’inizio dinanzi alla prima coppia: Che meraviglia quello che ho fatto! Ringraziamo Dio, ringraziamo i genitori, i padrini, gli sposi; facciamo festa. Preghiamo per le famiglie per le quali le cose non sono andate bene; ma nessuno osi stravolgere le cose. Non facciamoci rubare la festa! E’ la nostra preghiera; è il nostro augurio ! A M E N !
P. Nicola Fiscante, Redentorista (3488992558) e mail: [email protected]

Tagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430Carissimi ieri abbiamo festeggito Santa MONICA madre ...
28/08/2015

Tagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430

Carissimi ieri abbiamo festeggito Santa MONICA madre di
Sant'Agostino oggi si festeggia il figlio. Nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia - attualmente Souk-Ahras in Algeria - il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Dalla madre riceve un'educazione cristiana, ma dopo aver letto l'Ortensio di Cicerone abbraccia la filosofia aderendo al manicheismo. Risale al 387 il viaggio a Milano, città in cui conosce sant'Ambrogio. L'incontro si rivela importante per il cammino di fede di Agostino: è da Ambrogio che riceve il battesimo. Successivamente ritorna in Africa con il desiderio di creare una comunità di monaci; dopo la morte della madre si reca a Ippona, dove viene ordinato sacerdote e vescovo. Le sue opere teologiche, mistiche, filosofiche e polemiche - quest'ultime riflettono l'intensa lotta che Agostino intraprende contro le eresie, a cui dedica parte della sua vita - sono tutt'ora studiate. Agostino per il suo pensiero, racchiuso in testi come «Confessioni» o «Città di Dio», ha meritato il titolo di Dottore della Chiesa. Mentre Ippona è assediata dai Vandali, nel 429 il santo si ammala gravemente. Muore il 28 agosto del 430 all'età di 76 anni.

S. Bartolomeo è uno dei dodici apostoli, cioè uno di quegli uomini che furono compagni di Simon Pietro per tutto il temp...
24/08/2015

S. Bartolomeo è uno dei dodici apostoli, cioè uno di quegli uomini che furono compagni di Simon Pietro per tutto il tempo che il Signore Gesù visse sulla terra, a partire dal battesimo di Giovanni Battista fino al giorno in cui fu assunto al cielo (Atti, 1, 21s.). Il suo nome compare in questa forma, subito dopo quello del suo amico Filippo, nelle tre liste che degli Apostoli riportarono i Sinottici (Mt. 10, 3; Mc. 3, 18; Lc. 6, 14). S. Giovanni l'evangelista ricorda invece con altri discepoli del Signore Natanaele di Cana di Galilea (Giov. 21,2). Gli studiosi attribuiscono oggi comunemente i due nomi ad una stessa persona. Il primo sarebbe patronimico e significa figlio di Tolmai; il secondo sarebbe nome proprio e significa dono di Dio.
Anche Bartolomeo esercitava il mestiere del pescatore. Difatti, quando S. Pietro, dopo la risurrezione, si accinse ad andare a pescare, Natanaele si associò agli altri cinque apostoli presenti, i quali esclamarono: "Veniamo anche noi con te". Quella notte non presero niente. Sul far del giorno, Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non sapevano che era Gesù. Egli disse loro: "Figliuoli, avete un po' di companatico?". Gli risposero "No". E lui ad essi: "Gettate la rete a destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscirono più a tirarla per la gran quantità di pesce (Giov. 21, 2-6).
Probabilmente Bartolomeo faceva parte della cerchia del BattistaLa passione dell'apostolo Bartolomeo contiene molte incertezze: la storia della vita, delle opere e del martirio del santo è inframmezzata da numerosi eventi leggendari.Il vero nome dell'apostolo è Natanaele. Il nome Bartolomeo deriva probabilmente dall'aramaico «bar», figlio e «talmai», agricoltore. Bartolomeo giunse a Cristo tramite l'apostolo Filippo. Dopo la resurrezione di Cristo, Bartolomeo fu predicatore itinerante (in Armenia, India e Mesopotamia). Divenne famoso per la sua facoltà di guarire i malati e gli ossessi. Bartolomeo fu condannato alla morte Persiana: fu scorticato vivo e poi crocefisso dai pagani.
FACCIAMO GLI AUGURI DI BUON ONOMASTICO A CHI PORTA QUESTO NOME

Ecco le letture di questa Domenica 23 Agosto 2015XXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno BLibro di Giosuè 24,1-2a.15-17....
22/08/2015

Ecco le letture di questa Domenica 23 Agosto 2015
XXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Libro di Giosuè 24,1-2a.15-17.18b.
Giosuè radunò tutte le tribù d'Israele in Sichem e convocò gli anziani d'Israele, i capi, i giudici e gli scribi del popolo, che si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: "Dice il Signore, Dio d'Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei.
Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrèi, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore".
Allora il popolo rispose e disse: "Lungi da noi l'abbandonare il Signore per servire altri dei!
Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d'Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati.
Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrèi che abitavano il paese. Perciò anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio".

Salmi 34(33),2-3.16-17.18-19.20-21.22-23.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 5,21-32.

Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore;
il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo.
E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,
per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola,
al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,
poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,60-69.
In quel tempo, molti tra i discepoli di Gesù, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?».
Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza?
E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima?
E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.
Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.
E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può ve**re a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;
noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

22/08/2015

Salve a tutti ecco come ogni Sabato l'omelia di Padre Nicola per questa XXI Domenica del tempo ordinario 2015
Occorre fare delle scelte
Le scelte nella storia: Il popolo d’Israele – I discepoli di Gesù – Noi … oggi Nella vita è necessario scegliere; e anche “chi non fa alcuna scelta, sceglie di non scegliere”. (Kierkegaard) Ciò avvenne per il popolo d’Israele, per i discepoli di Gesù; avviene per noi oggi. Israele Dopo la traversata del deserto, Israele si era stabilito nella “Terra promessa”. Da una vita nomade del deserto si passa ad una vita agricola, sedentaria, con nuovi interrogativi per la sua esistenza e per la sua fede: scegliere Dio che li aveva liberati dalla schiavitù d’Egitto, o le divinità pagane del nuovo paese e dei paesi vicini. Sia Giosuè, che il popolo, scelgono di rinnovare l’alleanza col Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. I discepoli di Gesù Molti son rimasti delusi di Gesù, avendo atteso un Messia politico, che avrebbe risolto ogni loro problema, che avrebbe dato il pane di ogni giorno, come un tempo la manna nel deserto. Gesù invece, con la moltiplicazione dei pani e tutto il discorso che ne seguì, insegnò che, ricevendo il pesce, occorreva imparare a pescare. Occorre assumere le proprie responsabilità; occorre impegnarsi nella vita. Tutto ciò costa, “è duro”?! Molti lasciano Gesù; ma i dodici, nella voce di Pietro, riconoscono Gesù l’unico, vero Maestro, che dice parole di verità e di vita. Noi Negli ultimi secoli quante ideologie si sono succedute! - la fede nella ragione (l’illuminismo) - la fede nella scienza e nella tecnica (il positivismo) - la fede nella politica (il liberalismo e il marxismo) - la fede nel benessere economico (il materialismo) Ciascun movimento ha avuto il suo aspetto positivo; l’errore è stato averlo considerato valore assoluto, ritenendolo sufficiente a risolvere ogni nostro problema; e la fede e il cristianesimo considerati un sovrappiù, o addirittura nocivi per il progresso dell’umanità. “La caduta degli dei”, della “razza pura ariana”, dell’uomo-dio, del super uomo, hanno insegnato che, se Dio è morto, l’uomo non sta meglio; senza il Dio di Gesù Cristo si è meno uomini. Con Dio-Padre ci si sente fratelli; con Gesù, nostro modello, e con il suo aiuto, si vive meglio nella giustizia e santità. Anche la famiglia sarà più stabile, se tra moglie e marito ci si vorrà bene come Gesù con noi. E noi, come l’apostolo Pietro quel giorno, diciamo fermamente: Gesù, vogliamo stare con Te sempre, perché Tu solo hai parole di vita, e di vita eterna. Amen !
P. Nicola Fiscante, Redentorista (3488992558) e mail: [email protected]

MEMORIA DELLA BEATA VERGINE MARIA REGINALa festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XI...
22/08/2015

MEMORIA DELLA BEATA VERGINE MARIA REGINA
La festività odierna, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Pio XII nel 1955. Si celebrava, fino alla recente riforma del calendario liturgico, il 31 maggio, a coronamento della singolare devozione mariana nel mese a lei dedicato. Il 22 agosto era riservato alla commemorazione del Cuore Immacolato di Maria, al cui posto subentra la festa di Maria Regina per avvicinare la regalità della Vergine alla sua glorificazione nell'assunzione al cielo. Questo posto di singolarità e di preminenza, accanto a Cristo Re, le deriva dai molteplici titoli, illustrati da Pio XII nella lettera enciclica “Ad Coeli Reginam” (11 ottobre 1954), di Madre del Capo e dei membri del Corpo mistico, di augusta sovrana e regina della Chiesa, che la rende partecipe non solo della dignità regale di Gesù, ma anche del suo influsso vitale e santificante sui membri del Corpo mistico.
Il latino "regina", come "rex", deriva da "regere", cioè reggere, governare, dominare. Dal punto di vista umano è difficile attribuire a Maria il ruolo di dominatrice, lei che si è proclamata la serva del Signore e ha trascorso tutta la vita nel più umile nascondimento. Luca, negli Atti degli apostoli, colloca Maria in mezzo agli Undici, dopo l'Ascensione, raccolta con essi in preghiera; ma non è lei che impartisce ordini, bensì Pietro. E tuttavia proprio in quella circostanza ella costituisce l'anello di congiunzione che tiene uniti al Risorto quegli uomini non ancora irrobustiti dai doni dello Spirito Santo. Maria è regina perché è madre di Cristo, il re. Ella è regina perché eccelle su tutte le creature, in santità: "In lei s'aduna quantunque in creatura è di bontade ", dice Dante nella Divina Commedia.
Tutti i cristiani vedono e venerano in lei la sovrabbondante generosità dell'amore divino, che l'ha colmata di ogni bene. Ma ella distribuisce regalmente e maternamente quanto ha ricevuto dal Re; protegge con la sua potenza i figli acquisiti in virtù della sua corredenzione e li rallegra con i suoi doni, poichè il Re ha disposto che ogni grazia passi per le sue mani di munifica regina. Per questo la Chiesa invita i fedeli a invocarla non solo col dolce nome di madre, ma anche con quello reverente di regina, come in cielo la salutano con felicità e amore gli angeli, i patriarchi, i profeti, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini. Maria è stata coronata col duplice diadema della verginità e della maternità divina: "Lo Spirito Santo verrà su di te, e la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. Per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio".

16/08/2015

Ecco invece l'omelia di oggi XX Domenica del tempo ordinario 2015
CHE LEZIONI DI VITA …!
Son 4 Domeniche che ci viene proclamata la Parola di Dio sul Pane di Vita che è Gesù. Abbiamo iniziato con la moltiplicazione dei pani operata da Gesù, servendosi dei pochi pani di un ragazzo. Dio ha bisogno di noi per rendere più vivibile la nostra esistenza terrena. Anche nei Sacramenti Gesù si fa presente se noi gli diamo quel poco che abbiamo: c’è l’Eucarestia se noi portiamo all’altare il pane e il vino. Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente cerca Gesù e vorrebbe farlo Re; ma Gesù li rimprovera perché non hanno capito il significato del miracolo. “Voi mi cercate, perché avete mangiato e vi siete saziati; cercate il pane che non perisce; Io sono il pane della vita”. Potrebbe sembrare che a Gesù non interessi tanto il pane materiale di ogni giorno; ma non è così. Gesù a chi ha fame non si contenta di dare il pesce, ma contemporaneamente insegna a pescare. C’è un solo Dio, Padre di tutti, una sola fede, un solo battesimo, siamo tutti figli di Dio e quindi fratelli, un solo Maestro e Salvatore Gesù Cristo. Vivendo così, quali siamo, vedremmo che il pane c’è, ma è mal distribuito; le risorse della terra sono tante, ma non sono bene utilizzate. Usando intelligenza e cuore, facendo “COM-UNIONE” con Gesù e tra di noi, come sono i tralci con la vite, vivendo nella giustizia e santità, vivremmo felici a lungo, e per l’eternità. Così è vivere da saggi; impostare la propria vita come apparecchiare una bella mensa, e partecipare alla festa. Camminare dritti nella via della verità, ubriachi non di vino, ma ricolmi dello spirito di Dio. Una volta si diceva: ci sono i denti e manca il pane; oppure: c’è il pane e mancano i denti; noi diciamo: ci sono i denti e il pane, ma non lo si vede, o non lo si produce per ben distribuirlo. Nell’eternità capiremo appieno tutto questo, e lo vivremo; quel rimpianto e quel rammarico di non averlo fatto prima costituisce il Purgatorio. Chi lo comprende e lo vive già oggi, inizia già un po’ di Paradiso nella sua vita; diversamente si costruisce l’inferno. Voglio concludere con tre immagini su: vivere i doni della creazione – collaborare con Dio per migliorare il mondo – Dio non si sostituisce a noi, nelle nostre responsabilità. - Se un uomo tra tante meraviglie della vita invoca l’aldilà, non ha conosciuto il bello dell’esistenza. - Un credente entrò nel palazzo del Re, fece un grosso inchino e disse: “Maestà, credo in Dio, ho tanta fiducia in Lui, che ho lasciato fuori il cavallo, senza neppure preoccuparmi di legarlo! ” “Sciocco, disse il Re, va’ subito a legare il cavallo”. – Un giorno un brav’uomo, vedendo una bambina infreddolita e affamata, alzò gli occhi al cielo e disse:”Dio mio, e fa’ qualcosa per lei !”; si sentì rispondere:”Ho fatto te!”. A M E N !
P. Nicola Fiscante, Redentorista (348 8992558) e mail: [email protected]

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