18/03/2026
"Senza le religioni l'Etica non esisterebbe"
Uno dei ritornelli che ci si sente ripetere le rare volte in cui si ha la voglia di interloquire con i credenti.
E' una ca***ta colossale, degna di ignoranti superstiziosi:
"Il pensiero etico, inteso come riflessione razionale sul bene, sul male e sul comportamento umano autonomo dalla rivelazione divina o dai dogmi religiosi, ha radici antiche ma si è distinto nettamente in momenti diversi della storia.
Ecco i passaggi chiave evidenziati dalle ricerche:
Antichità Classica (Grecia Antica): Sebbene non totalmente "laica" nel senso moderno, la filosofia greca (socratica, platonica, aristotelica) ha iniziato a fondare l'etica sulla ragione (logos), la virtù e la felicità terrena (eudaimonia), piuttosto che solo sui comandi divini.
Epoca Moderna (XVII secolo): Una distinzione più strutturale inizia a emergere. Spinoza (1670) è un punto di svolta, proponendo un'etica fondata sull'ontologia e la ragione.
Illuminismo e Kant (XVIII secolo): Il vero spartiacque si ha con Immanuel Kant, il quale nel 1793 con "La religione entro i limiti della sola ragione" pone l'etica (morale) come base, sostenendo che la religione stessa debba essere valutata dalla ragione morale, invertendo il rapporto tradizionale.
Etica Secolare/Moderna: La separazione definitiva si consolida con l'umanesimo secolare e l'idea di un'etica basata sui diritti umani, sulla ragione e sulla convivenza sociale, indipendentemente dalla fede.
In sintesi, mentre nell'antichità si pongono le basi razionali, è tra XVII e XVIII secolo (da Spinoza a Kant) che il pensiero etico si costituisce come disciplina autonoma e distinta dalla teologia"