11/01/2026
Oggi, 11 gennaio, celebriamo la "Festa del ringraziamento" in ricordo del terremoto dell'11 gennaio 1693
Nonostante i gravissimi danni subiti dagli edifici (si ricorda proprio l'esistenza del "Quartiere rovine 11 gennaio) non ci furono vittime.
Da allora i Frazzanesi, ogni anno, hanno celebrato questa giornata per ringraziare ed onorare San Lorenzo.
Secondo la tradizione, prima della costruzione del braccio reliquiario, in questa giornata i frazzanesi, per ottenere la guarigione dalle malattie, portavano in chiesa delle bacinelle piene d’acqua, nelle quali veniva immerso il braccio di San Lorenzo; successivamente l’acqua veniva bevuta con la speranza di riacquistare la salute (cit. San Lorenzo - G. Fragale).
Questa sera, nella Chiesa di San Lorenzo
ore 18.00: Rosario
ore 18.30: Santa Messa con recita del TE DEUM
A seguire, verrà effettuato il sorteggio della festa del 30 dicembre.
A FESTA DI RINGRAZIAMENTU DI L'UNNICI INNARU
Del Prof. Albino Amedeo Rocco
Frazzanó ringrazia il Patrono San Lorenzo Confessore per lo scampato pericolo del terremoto dell'11 gennaio 1693.
All'unnici innaru, a vintin'ura
Si visti e non si visti Terranova
Tuttu Butera non iappi paura
Chi Santu Roccu porta la bannera.
Chianci Catania e arrispunni Iaci
E lu Casali poviru infilici,
Bronti si fracassó la cittadina
Catania lì palazzi appuntiddava;
Sant'Aita chi fu Santa miraculusa
Sarvari non si potti la so chiesa
È puru Frazzanó chi chiantu fici
C'ha persu un campanaru e na matrici.
Il terremoto dell'11 gennaio 1693, conosciuto anche come terremoto della Val di Noto, in realtà fu avvertito in tutta la Sicilia, anche se i danni maggiori furono rilevati nella parte orientale dell'isola. A Frazzanó, provincia di Messina, la scossa dovette essere abbastanza forte, tanto che la tradizione dice che fece crollare l'antica matrice dell'Assunta, nella zona "du CANALI" (tuttora nel quartiere Canale esiste la via "matrice vecchia") , e danneggiò il campanile della nuova matrice dell'Annunziata. I documenti d'archivio riportano che non ci furono vittime grazie all'intercessione del Patrono San Lorenzo, anche se ci furono diversi crolli di case, come testimonia la toponomastica; esiste infatti la via "quartiere rovine 11 gennaio".
Già l'anno successivo, per volere del popolo, fu istituita la festa di ringraziamento che ancora oggi viene celebrata. Per tutta la giornata dell'11 gennaio viene aperto il sacello che conserva la statua del Santo, nella messa della sera si canta il Te Deum e si svolge "u pirdunu", ovvero il bacio del braccio reliquiario. Questa festa è una chiara testimonianza del legame che i Frazzanesi hanno con il loro Santo, che mai nella storia ha negato la sua protezione ai suoi concittadini.
"GIOISCE FRAZZANÓ, TERRA BENEDETTA, CHE AL GRAN SANTO LA VITA GLI DIÈ"