21/02/2024
LE TENTAZIONI DI GESÙ E LA CONVERSIONE PER IL REGNO DEI CIELI
Dal Mercoledì delle Ceneri, è iniziato il Tempo liturgico della Quaresima, quaranta giorni che ci preparano alla celebrazione della Santa Pasqua;
è un tempo di particolare impegno nel nostro cammino spirituale.
Il numero quaranta ricorre varie volte nella Sacra Scrittura. In particolare, come sappiamo, esso richiama i quarant’anni in cui il popolo di Israele peregrinò nel deserto: un lungo periodo di formazione per diventare il popolo di Dio, ma anche un lungo periodo in cui la tentazione di essere infedeli all’alleanza con il Signore era sempre presente. Quaranta furono anche i giorni di cammino del profeta Elia per raggiungere il Monte di Dio, l’Horeb; come pure il periodo che Gesù passò nel deserto prima di iniziare la sua vita pubblica e dove fu tentato dal diavolo.
Anzitutto il deserto, dove Gesù si ritira, È IL LUOGO DEL SILENZIO, DELLA POVERTÀ, DOVE L’UOMO È PRIVATO DEGLI APPOGGI MATERIALI E SI TROVA DI FRONTE ALLE DOMANDE FONDAMENTALI DELL’ESISTENZA, È SPINTO AD ANDARE ALL’ESSENZIALE E PROPRIO PER QUESTO GLI È PIÙ FACILE INCONTRARE DIO.
Ma il deserto È ANCHE IL LUOGO DELLA MORTE, PERCHÉ DOVE NON C’È ACQUA NON C’È NEPPURE VITA, ED È IL LUOGO DELLA SOLITUDINE, IN CUI L’UOMO SENTE PIÙ INTENSA LA TENTAZIONE. Così Egli si carica delle nostre tentazioni, porta con Sè la nostra miseria, per vincere il maligno e aprirci il cammino verso Dio, il cammino della conversione.
RIFLETTERE SULLE TENTAZIONI A CUI È SOTTOPOSTO GESÙ NEL DESERTO È UN INVITO PER CIASCUNO DI NOI A RISPONDERE AD UNA DOMANDA FONDAMENTALE: CHE COSA CONTA DAVVERO NELLA MIA VITA?
-Nella prima tentazione il diavolo propone a Gesù di cambiare una pietra in pane per spegnere la fame.
Gesù ribatte che l’uomo vive anche di pane, ma non di solo pane: senza una risposta alla fame di verità, alla fame di Dio, l’uomo non si può salvare (cfr vv. 3-4).
-Nella seconda tentazione, il diavolo propone a Gesù la via del potere: lo conduce in alto e gli offre il dominio del mondo;
ma non è questa la strada di Dio: Gesù ha ben chiaro che non è il potere mondano che salva il mondo, ma il potere della croce, dell’umiltà, dell’amore (cfr vv. 5-8).
-Nella terza tentazione, il diavolo propone a Gesù di gettarsi dal pinnacolo del Tempio di Gerusalemme e farsi salvare da Dio mediante i suoi angeli, di compiere cioè qualcosa di sensazionale per mettere alla prova Dio stesso;
ma la risposta è che Dio non è un oggetto a cui imporre le nostre condizioni: è il Signore di tutto (cfr vv. 9-12). Qual è il nocciolo delle tre tentazioni che subisce Gesù? E’ la proposta di strumentalizzare Dio, di usarlo per i propri interessi, per la propria gloria e per il proprio successo. E dunque, in sostanza, di mettere se stessi al posto di Dio, rimuovendolo dalla propria esistenza e facendolo sembrare superfluo. OGNUNO DOVREBBE CHIEDERSI ALLORA: CHE POSTO HA DIO NELLA MIA VITA? È LUI IL SIGNORE O SONO IO?
SUPERARE LA TENTAZIONE DI SOTTOMETTERE DIO A SÉ E AI PROPRI INTERESSI O DI METTERLO IN UN ANGOLO E CONVERTIRSI AL GIUSTO ORDINE DI PRIORITÀ, DARE A DIO IL PRIMO POSTO, È UN CAMMINO CHE OGNI CRISTIANO DEVE PERCORRERE SEMPRE DI NUOVO. “CONVERTIRSI”, UN INVITO CHE ASCOLTEREMO MOLTE VOLTE IN QUARESIMA, SIGNIFICA SEGUIRE GESÙ IN MODO CHE IL SUO VANGELO SIA GUIDA CONCRETA DELLA VITA; SIGNIFICA LASCIARE CHE DIO CI TRASFORMI, SMETTERE DI PENSARE CHE SIAMO NOI GLI UNICI COSTRUTTORI DELLA NOSTRA ESISTENZA; SIGNIFICA RICONOSCERE CHE SIAMO CREATURE, CHE DIPENDIAMO DA DIO, DAL SUO AMORE, E SOLTANTO «PERDENDO» LA NOSTRA VITA IN LUI POSSIAMO GUADAGNARLA. QUESTO ESIGE DI OPERARE LE NOSTRE SCELTE ALLA LUCE DELLA PAROLA DI DIO.
Oggi non si può più essere cristiani come semplice conseguenza del fatto di vivere in una società che ha radici cristiane: anche chi nasce da una famiglia cristiana ed è educato religiosamente deve, ogni giorno, rinnovare la scelta di essere cristiano, cioè dare a Dio il primo posto, di fronte alle tentazioni che una cultura secolarizzata gli propone di continuo, di fronte al giudizio critico di molti contemporanei.
LE PROVE A CUI LA SOCIETÀ ATTUALE SOTTOPONE IL CRISTIANO, INFATTI, SONO TANTE, E TOCCANO LA VITA PERSONALE E SOCIALE. NON È FACILE ESSERE FEDELI AL MATRIMONIO CRISTIANO, PRATICARE LA MISERICORDIA NELLA VITA QUOTIDIANA, LASCIARE SPAZIO ALLA PREGHIERA E AL SILENZIO INTERIORE;
La tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita.
Ci sono di esempio e di stimolo le grandi conversioni come quella di san Paolo sulla via di Damasco, o di sant’Agostino, san Francesco…
Nel Libro dell’Apocalisse leggiamo: «Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (3, 20). IL NOSTRO UOMO INTERIORE DEVE PREPARARSI PER ESSERE VISITATO DA DIO, E PROPRIO PER QUESTO NON DEVE LASCIARSI INVADERE DALLE ILLUSIONI, DALLE APPARENZE, DALLE COSE MATERIALI.
In questo Tempo di Quaresima, rinnoviamo il nostro impegno nel cammino di conversione, per superare la tendenza di chiuderci in noi stessi e per fare, invece, spazio a Dio, guardando con i suoi occhi la realtà quotidiana.
L’alternativa tra la chiusura nel nostro egoismo e l’apertura all’amore di Dio e degli altri, potremmo dire che corrisponde all’alternativa delle tentazioni di Gesù: alternativa, cioè, tra potere umano e amore della Croce, tra una salvezza vista nel solo benessere materiale e una salvezza come opera di Dio, cui diamo il primato nell’esistenza.
CONVERTIRSI SIGNIFICA NON CHIUDERSI NELLA RICERCA DEL PROPRIO SUCCESSO, DEL PROPRIO PRESTIGIO, DELLA PROPRIA POSIZIONE, MA FAR SÌ CHE OGNI GIORNO, NELLE PICCOLE COSE, LA VERITÀ, LA FEDE IN DIO E L’AMORE DIVENTINO LA COSA PIÙ IMPORTANTE.
“SIGNORE NON TI CHIEDIAMO DI RISPARMIARCI DALLE DIFFICOLTÀ E DALLE TENTAZIONI, MA DI USCIRNE MATURATI”.