03/12/2025
Il contributo di Duns Scoto e la Madonna Immacolata.
Testimoniane nel convento della Croce di Francavilla Fontana
a cura di Fra Giancarlo Greco
Sostenitore del concepimento immacolato
Il Beato Giovanni Duns Scoto elaborò una delle più profonde argomentazioni a favore dell’Immacolata Concezione. Egli affermò che, se era conveniente e possibile per Dio preservare la Madre del suo Figlio dal peccato originale, allora certamente Dio lo avrebbe fatto.
“Decuit, potuit, ergo fecit”
Questa intuizione teologica può essere riassunta nel celebre sillogismo latino: “Era conveniente, era possibile, dunque lo fece.” La forza di questo principio permise a Scoto di superare molte riserve teologiche allora esistenti.
Una sfida alle opinioni dominanti
Duns Scoto si oppose con coraggio alle posizioni di autorevoli teologi come Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino. La sua lucidità argomentativa impressionò talmente Clemente V da spingerlo a convocare una disputa pubblica, nella quale Scoto ottenne grande credibilità.
Un’eredità profondamente francescana
Grazie alla sua opera, la convinzione dell’Immacolata Concezione si radicò nell’Ordine francescano, diventando uno dei suoi tratti distintivi e contribuendo alla particolare devozione mariana dei frati.
La prospettiva storica successiva
Diffusione e dibattito
Le tesi di Scoto alimentarono un vivace confronto tra gli studiosi scolastici. A partire dal XIV secolo, la sua posizione divenne progressivamente un punto di riferimento teologico sempre più autorevole.
Verso il dogma
Il suo insegnamento, insieme al contributo dei teologi successivi, preparò il terreno per il futuro riconoscimento della dottrina da parte della Chiesa. Il lungo percorso teologico e devozionale culminò nel 1854, quando Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione.
Maria, protettrice dell’Ordine
L'Immacolata divenne così un pilastro dell’identità francescana, rafforzando il legame dell’Ordine con la Vergine e la sua speciale protezione.
Testimonianze locali della devozione all’Immacolata
La tradizione immacolatista non è solo una realtà teologica, ma ha lasciato segni concreti nella storia del nostro convento:
I volumi di Duns Scoto: nella biblioteca dedicata a padre Primaldo Coco erano conservati alcuni testi del Beato Duns Scoto. Con la soppressione degli ordini, i volumi furono prelevati dal Comune e oggi sono custoditi presso la biblioteca comunale.
Affresco dell’Immacolata: entrando nel convento, nell’ “albergo della santità”, è ancora visibile un antico affresco raffigurante la Madonna Immacolata.
Le statue dell’Immacolata: una statua del XVIII secolo, originariamente collocata sull’altare di San Pasquale e oggi conservata nel museo;
una splendida statua dell’Ottocento, anch’essa conservata nel museo;
una statua in cartapesta del Novecento, tuttora presente in chiesa.
La tela del Settecento di Fra Giacomo da San Vito (al secolo Giacomo di Paolo) nel coro superiore si conserva una tela settecentesca dell’Immacolata, realizzata ben prima della proclamazione del dogma, segno eloquente della fede francescana nella preservazione di Maria.
Questi elementi storici e artistici testimoniano come, nel nostro convento, la devozione all’Immacolata sia stata sempre viva e profondamente radicata, in perfetta continuità con l’eredità di Duns Scoto e dell’intera tradizione francescana.