Confraternita SS. Sacramento Fragagnano

Confraternita SS. Sacramento Fragagnano Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Confraternita SS. Sacramento Fragagnano, Organizzazione religiosa, Via Papa Giovanni XXIII, Fragagnano.

02/04/2026
La statua in cartapesta del “Cristo in croce”, realizzata nel 1871 dai maestri cartapestai leccesi, si presenta come un’...
30/03/2026

La statua in cartapesta del “Cristo in croce”, realizzata nel 1871 dai maestri cartapestai leccesi, si presenta come un’opera di intensa espressività devozionale e raffinata maestria artigianale, pienamente inserita nella tradizione artistica salentina.

Il corpo del Cristo è modellato con straordinaria cura anatomica: il torso, leggermente incurvato in avanti sotto il peso della sofferenza, evidenzia una muscolatura definita ma non idealizzata, resa con delicate sfumature cromatiche che conferiscono realismo alla pelle. Le braccia, tese e allungate lungo il patibolo, accentuano il senso di tensione e abbandono, mentre le mani, trafitte dai chiodi, mostrano dettagli accurati delle ferite, da cui colano sottili rivoli di sangue dipinto con grande perizia.

Il volto, inclinato verso il basso, è uno degli elementi più toccanti: gli occhi socchiusi, la bocca appena dischiusa e l’espressione sofferente ma composta restituiscono un senso di pietà e raccoglimento. La corona di spine, finemente intrecciata, cinge il capo, segnando la fronte con piccole ferite sanguinanti. I capelli, lunghi e scuri, ricadono sulle spalle in ciocche morbide, mentre la barba è trattata con minuziosa attenzione al dettaglio.

Il panno che cinge la vita, modellato con pieghe morbide e naturali, avvolge i fianchi con un movimento leggero che contrasta con la rigidità della croce, realizzata in legno scuro e robusto. Sopra il capo, il cartiglio con la scritta “INRI” richiama la tradizione iconografica della Crocifissione.

Alla base, la croce si innesta su un elemento roccioso che simboleggia il Golgota, impreziosito da una composizione floreale che introduce un segno di speranza e devozione. Ai lati, eleganti candelieri con candele slanciate incorniciano la scena, contribuendo a creare un’atmosfera solenne e liturgica.

Quest’opera, custodita con profonda venerazione dai confratelli del SS. Sacramento, non è soltanto una scultura, ma un oggetto di culto che racchiude fede, tradizione e identità comunitaria. La tecnica della cartapesta leccese, con la sua leggerezza e capacità espressiva, permette di raggiungere un livello di realismo e partecipazione emotiva che rende il “Cristo in croce” una testimonianza viva della spiritualità popolare ottocentesca.

La statua raffigura la Madonna Addolorata in un momento di intensa partecipazione al dolore, espressa attraverso una pos...
27/03/2026

La statua raffigura la Madonna Addolorata in un momento di intensa partecipazione al dolore, espressa attraverso una postura composta ma profondamente carica di pathos. La figura è eretta su una base rocciosa, con i piedi scalzi appena visibili sotto le pieghe dell’abito, a sottolineare un senso di umiltà e radicamento terreno.

Il volto, finemente modellato, è rivolto leggermente verso l’alto, con lo sguardo velato di sofferenza e gli occhi lucidi che sembrano cercare conforto nel cielo. Le sopracciglia sono appena corrugate, mentre la bocca socchiusa suggerisce un dolore trattenuto, più interiore che manifestato. L’espressione complessiva trasmette una sofferenza composta, tipica dell’iconografia dell’Addolorata.

Il capo è avvolto in un velo chiaro, che incornicia il viso e scende lungo le spalle, sormontato da una raggiera metallica dorata che enfatizza la sacralità della figura. Le mani, giunte in preghiera all’altezza del petto, sono scolpite con grande delicatezza, con dita affusolate e realistiche, accentuando il raccoglimento spirituale.

L’abbigliamento è ricco e solenne: la Madonna indossa una veste interna nera un ampio manto scuro, quasi nero, decorato con eleganti motivi dorati che si sviluppano lungo i bordi e le pieghe.

Sul petto è appuntato un piccolo elemento decorativo, probabilmente un ex voto o un simbolo devozionale, che aggiunge un ulteriore livello di significato e di legame con la tradizione confraternale. Ai lati della figura, l’ambientazione della chiesa — con marmi policromi, dorature e lampade votive — esalta ulteriormente la presenza scenica della statua.

La base reca un’iscrizione che testimonia la devozione della famiglia offerente, elemento tipico delle opere devozionali di inizio Novecento. La realizzazione in cartapesta, propria della tradizione leccese, è qui portata a un alto livello di maestria: le superfici sono lisce, i dettagli accurati, e la policromia contribuisce a rendere la figura viva e partecipata.

Realizzata nel 1912 da Raffaele Zappatore a Malecore, in sostituzione della precedente statua della confraternita del SS. Sacramento, quest’opera ha attraversato il tempo mantenendo intatta la sua forza espressiva, grazie anche ai due importanti restauri che ne hanno preservato l’integrità. Oggi è custodita con grande devozione dai confratelli del Carmine nella chiesa omonima, dove continua a essere fulcro di culto e di intensa partecipazione spirituale

La statua in cartapesta denominata “cascata”, conosciuta nel gergo fragagnanese come “Cristo alla caduta”, raffigura con...
26/03/2026

La statua in cartapesta denominata “cascata”, conosciuta nel gergo fragagnanese come “Cristo alla caduta”, raffigura con intensa drammaticità il momento in cui Cristo, sfinito dal peso della croce, cede sotto il suo carico durante il cammino verso il Calvario. La figura è colta in una posa fortemente espressiva: il corpo piegato in avanti, il ginocchio poggiato su una roccia, mentre una mano si aggrappa con fatica al legno della croce e l’altra cerca sostegno a terra. Il volto, segnato dal dolore e dalla sofferenza, è incorniciato dalla corona di spine, con lo sguardo rivolto verso il basso, quasi a sottolineare il peso umano e spirituale del sacrificio. Le vesti, dipinte in un intenso rosso, presentano pieghe morbide e realistiche, arricchite da dettagli dorati, mentre le tracce di sangue contribuiscono a rendere la scena ancora più toccante e realistica.

Questa statua è stata anch’essa realizzata da maestri cartapestai leccesi nel 1871 e restaurata tre volte nel corso del tempo, a testimonianza della cura e dell’importanza che le è stata sempre riservata. Oggi è custodita celosamente dai confratelli della confraternita del S.S. Sacramento di Fragagnano, che ne preservano il valore artistico, storico e devozionale.

La statua in cartapesta raffigurante l’“Ecce Homo” si presenta come un’opera di intensa espressività devozionale, capace...
24/03/2026

La statua in cartapesta raffigurante l’“Ecce Homo” si presenta come un’opera di intensa espressività devozionale, capace di trasmettere con grande forza il pathos della Passione. La figura di Cristo è rappresentata a grandezza quasi naturale, in posizione eretta, con il corpo segnato dalle ferite e dalla sofferenza subita durante la flagellazione.

Il volto, incorniciato da lunghi capelli scuri e da una barba ben delineata, è piegato leggermente in avanti e mostra un’espressione mesta e rassegnata, con gli occhi socchiusi e lo sguardo carico di dolore. La corona di spine cinge il capo, dalla quale colano rivoli di sangue che scendono lungo la fronte e il viso, accentuando il realismo della scena.

Il corpo è semin**o, coperto soltanto da un panno chiaro, mentre un ampio mantello rosso, simbolo di scherno ma anche di regalità, avvolge le spalle e ricade con pieghe morbide lungo i fianchi. Le mani sono legate davanti al busto con una corda, in segno di prigionia e umiliazione, mentre Cristo tiene una canna, ulteriore elemento simbolico della derisione subita.

Particolarmente curata è la resa anatomica: le ferite, i segni della flagellazione e le colature di sangue sono realizzati con grande attenzione ai dettagli, contribuendo a creare un forte impatto emotivo nel fedele. Anche la postura, leggermente inclinata e sofferente, trasmette un senso di abbandono e sacrificio.

La statua poggia su una base semplice, che ne esalta la centralità e la solennità, rendendola adatta alla contemplazione e alla devozione.

Come le altre opere del complesso, anche questa statua è stata realizzata nel 1871. Nel corso del tempo ha subito tre importanti restauri, necessari per preservarne l’integrità strutturale e la vividezza cromatica. Oggi è custodita con grande cura dai confratelli del Santissimo Sacramento, che ne garantiscono la conservazione e ne tramandano il valore storico e spirituale.

La statua in cartapesta raffigura con intensa forza espressiva il momento della flagellazione di Gesù, noto nella tradiz...
20/03/2026

La statua in cartapesta raffigura con intensa forza espressiva il momento della flagellazione di Gesù, noto nella tradizione popolare come “Cristu alla culonna”. L’opera presenta il Cristo in posizione eretta ma affaticata, il corpo leggermente piegato in avanti e il capo reclinato verso la spalla, in un atteggiamento che trasmette dolore, rassegnazione e profonda umanità.
Gesù è legato a una colonna marmorea, elemento centrale della composizione, alla quale si appoggia con le mani vincolate da una corda. Il busto è n**o e mostra numerose ferite: i segni della flagellazione sono resi con grande realismo, attraverso colature di sangue che solcano il petto, le braccia e le gambe. Le ginocchia, anch’esse segnate da piaghe, contribuiscono a rendere la sofferenza fisica palpabile e drammatica.

Il volto è uno degli elementi più toccanti: incorniciato da lunghi capelli e barba, appare sofferente ma composto. Gli occhi abbassati e l’espressione dolente evocano un sentimento di silenziosa accettazione del sacrificio. La corona di spine, appena accennata ma evidente, aggiunge ulteriore intensità alla scena.

Un panno bianco cinge i fianchi, modellato con pieghe morbide che contrastano con la crudezza delle ferite, sottolineando al tempo stesso la dignità e la purezza della figura. La postura, con una gamba leggermente avanzata e il piede n**o ben ancorato alla base, conferisce equilibrio e naturalezza all’insieme.

Realizzata nel 1871, questa statua testimonia la maestria degli artigiani della cartapesta, capaci di infondere vita e sentimento a un materiale umile. Nel corso del tempo, l’opera è stata oggetto di diversi interventi di restauro che ne hanno preservato l’integrità e la bellezza originaria.

Oggi “Cristu alla culonna” è custodita con devozione dai confratelli della Confraternita del Santissimo Sacramento, che ne tramandano il valore religioso e culturale. Essa rappresenta non solo un simbolo di fede profonda, ma anche un prezioso esempio di arte sacra popolare, capace ancora oggi di suscitare intensa partecipazione emotiva nei fedeli e negli osservatori.

“Gesù nell’Orto degli Ulivi”La statua in cartapesta intitolata “Gesù nell’Orto degli Ulivi” rappresenta uno dei momenti ...
12/03/2026

“Gesù nell’Orto degli Ulivi”
La statua in cartapesta intitolata “Gesù nell’Orto degli Ulivi” rappresenta uno dei momenti più intensi e drammatici della Passione di Cristo: la preghiera nel Getsemani, quando Gesù, consapevole della sofferenza imminente, si raccoglie in profonda meditazione e dialogo con il Padre prima della sua cattura.
L’opera raffigura Cristo in atteggiamento di intensa preghiera e abbandono alla volontà divina. Il suo sguardo è rivolto verso l’alto, colmo di dolore ma anche di fiducia, mentre le braccia aperte esprimono un gesto di supplica e di totale affidamento. Il volto, modellato con grande sensibilità artistica, comunica un forte pathos e un’intensa spiritualità, caratteristiche tipiche della tradizione della cartapesta sacra.
Accanto a Gesù è raffigurato un piccolo angelo che, poggiato su un ulivo, si china verso di Lui in un gesto di conforto e sostegno. L’angelo rappresenta la presenza divina che consola Cristo nel momento della prova. Sulla roccia è posto il calice, simbolo del sacrificio imminente e richiamo diretto alle parole evangeliche: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice; tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà.”
La composizione poggia su una base rocciosa che richiama simbolicamente il luogo della preghiera nell’orto. La ricchezza delle pieghe della veste rossa e del mantello scuro conferisce movimento e solennità alla figura di Cristo, mentre i dettagli del volto, delle mani e dell’angelo dimostrano la straordinaria abilità tecnica nella lavorazione della cartapesta.
La statua fu realizzata nel 1871 dal maestro cartapestaio Caretta, autore che ha lasciato una significativa testimonianza della tradizione artistica della cartapesta sacra. Nel corso degli anni l’opera è stata oggetto di importanti interventi di restauro che ne hanno preservato l’integrità e la bellezza.
Un primo restauro fu eseguito nel 1950 dallo stesso maestro Caretta, che intervenne per consolidare la struttura e mantenere intatta l’espressività originaria dell’opera. Successivamente, nel 1997, la statua fu sottoposta a un importante restauro ad opera del maestro Rocco Zappatore, che lavorò al recupero cromatico e alla stabilità delle parti più delicate. Un ulteriore intervento conservativo, sempre a cura del maestro Zappatore, è stato realizzato nel 2017, garantendo così la piena salvaguardia di questo prezioso manufatto.
Oggi la statua è custodita con grande devozione e rispetto dai confratelli della Confraternita del Santissimo Sacramento, che ne preservano gelosamente il valore storico, artistico e spirituale. Essa rappresenta non solo un importante esempio della tradizione della cartapesta sacra, ma anche un simbolo di fede profondamente radicato nella comunità, tramandato con cura e devozione di generazione in generazione.

La medaglia raffigurata è un prezioso emblema in metallo argentato, finemente cesellato, appartenente alla confraternita...
04/03/2026

La medaglia raffigurata è un prezioso emblema in metallo argentato, finemente cesellato, appartenente alla confraternita del S.S. Sacramento. Si tratta dell’ultima di tre medaglie che si sono succedute nel corso degli anni, entrata in vigore negli anni ’80 come versione definitiva e tuttora rappresentativa dell’identità confraternale.
La forma è ovale, incorniciata da una ricca bordatura ornamentale in stile barocco, con volute e motivi floreali che ne impreziosiscono il profilo. La superficie è lavorata con una texture puntinata che crea un raffinato gioco di luci e ombre, esaltando la scena centrale in rilievo.
Al centro della medaglia sono raffigurati due angeli inginocchiati, posti simmetricamente l’uno di fronte all’altro. Le loro ali sono dettagliate con grande cura, le vesti presentano pieghe morbide e armoniose, e l’atteggiamento raccolto esprime adorazione e devozione. Entrambi sostengono con le mani un calice, simbolo eucaristico per eccellenza, sopra il quale si innalza un’ostia raggiante. L’ostensorio è circondato da raggi luminosi che si espandono verso l’esterno, enfatizzando la centralità del Santissimo Sacramento come cuore spirituale della confraternita.
Nella parte superiore si distingue un piccolo medaglione circolare con il monogramma eucaristico, sormontato da una corona stilizzata che richiama la regalità di Cristo. L’intera composizione è equilibrata e solenne, pensata per trasmettere un forte senso di sacralità.
Lo sfondo rosso su cui la medaglia è adagiata ne esalta ulteriormente la brillantezza metallica, creando un contrasto cromatico intenso che sottolinea la dignità e l’importanza dell’oggetto. Questa versione, adottata negli anni ’80, rappresenta quindi l’evoluzione più recente del simbolo confraternale: una sintesi di tradizione, devozione e rinnovamento, che racchiude in sé la storia e la spiritualità della confraternita del S.S. Sacramento di Fragagnano.

04/03/2026

Oltre la Tradizione: La processione non è solo un rito che si ripete, ma un'occasione per "entrare nel significato profondo della solitudine, dell'abbandono e del dolore sofferti da Gesù". È un momento in cui la città si ferma per riflettere sul fatto che la morte non ha l'ultima parola.

Vi aspettiamo questa domenica alle 17 nella confraternita del S.S. Sacramento per l’aggiudicazione dei simulacri del Venerdì Santo 📍

Indirizzo

Via Papa Giovanni XXIII
Fragagnano
74022

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