07/03/2026
C’è una strada che non è fatta solo di pietre e di silenzi, ma anche di luce e di passi interiori.
È "la via della Croce"
che abbiamo provato a percorrere insieme.
In chiesa, poco alla volta, ha preso vita quella strada fatta di piccole installazioni simboliche, semplici ma cariche di significato. Lo sguardo veniva a tratti catturato dalle grandi immagini proiettate, capaci di riportarci dentro la storia, dentro quei momenti accaduti davvero.
Il ritmo era quasi quello di una nenia. Il canto del "Nada te turbe", che tornava come un respiro. Lo sguardo andava sull’immagine e subito dopo si spostava sull’installazione.
La voce narrante, che ci riportava indietro nel tempo, dentro i fatti della Passione.
Passo dopo passo, stazione dopo stazione, tutto questo si è ripetuto.
Come un cammino condiviso.
Come un cuore che batte piano.
E mentre da fermi avanzavamo, la via si illuminava lentamente: ogni piccola luce dava voce a quelle installazioni, trasformando segni semplici in parole profonde.
Poi, all’improvviso, il buio.
Un buio pieno, totale.
Solo una piccola candela accesa.
Per ricordarci, senza altre parole, che Gesù è veramente morto per noi.
È stato come ricevere una carezza.
Un tempo di preghiera e di meditazione, raccolto e intenso.
Un momento vissuto alla nostra maniera, quella scout, fatta di segni semplici, essenziali, ma veri.
E non è stato solo nostro, è diventato un cammino condiviso con tutta la comunità parrocchiale, fermi di fronte a quella via che non finisce nel buio… ma prepara già la luce.