Parrocchia Regina Pacis Forlì

Parrocchia Regina Pacis Forlì Chiesa cattolica della diocesi di Forlì-Bertinoro sita in Viale John Fitzgerald Kennedy, 2 Forlì FC, Telefono 0543 63254.

IBAN PARROCCHIA REGINA PACIS – FORLI’
IT03 V085 4213 2050 0000 0288 709
LA BCC RAVENNATE FORLIVESE E IMOLESE

17/06/2026

Nicandro e Marciano

Le storie dei martiri dei primi secoli custodiscono un messaggio prezioso e affascinante: la fede cristiana non è appannaggio di un’élite o di un gruppo ristretto di prescelti dal censo ben definito, essa, infatti, è esperienza che coinvolge persone di provenienza, cultura, posizioni sociali e professioni diverse. Così abbiamo storie di madri ma anche di figli, di funzionari pubblici o soldati, ma anche di schiavi che hanno dato la loro vita per la fede. Una scelta, però, che non è mai individuale ma sempre un’offerta fatta per il bene delle comunità, che poi proprio grazie all’eredità dei martiri hanno trovato la forza di affrontare le sfide della storia. Così ad esempio è per la diocesi di Isernia-Venafro, che si riconosce nell’esempio dei santi Nicandro e Marciano. La loro vicenda si colloca nel contesto della persecuzione di Diocleziano nel 304. A Venafro tra l’anfiteatro romano e il tempio pagano della dea Bona «sulle cui fondamenta sorge oggi la Cattedrale di Santa Maria Assunta in cielo» vivevano due ufficiali dell’esercito romano: Nicandro e Marciano. La loro origine è incerta (forse erano greci) ma di certo si sa che avevano aderito alla fede e per questo si rifiutarono di sacrificare agli dei pagani. Con essi fu martirizzata anche la moglie di Nicandro, Daria, che aveva sostenuto il marito nella scelta di non abiurare e rinnegare la loro fede. I loro corpi furono seppelliti nei pressi di Venafro, dove già nel 313 fu eretta la Basilica cimiteriale a loro dedicata.

Leggi su Avvenire.it: https://www.avvenire.it/rubriche/santo-del-giorno/nicandro-e-marciano_350

17/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/17.html

16/06/2026

Giuditta. La profezia dell’esempio di un genitore che crede (a cura di Matteo Liut).

Una madre e il proprio figlio, entrambi vittime della violenza del mondo, che rifiuta il messaggio di speranza del Vangelo. È la storia di santa Giuditta (o Giulitta) e del piccolo Quirico, martiri nel 303 in Asia Minore. Una vicenda che ci parla del coraggio di una donna, ma anche dell’esempio fondamentale dei genitori, che con i loro gesti mostrano ai loro figli ciò in cui credono veramente. E il Martirologio Romano, proponendo la figura di questa santa oggi, ci dà la possibilità di riflettere sulla forza del proprio credo, sulla profezia del Vangelo, destinato a scontrarsi con le logiche del mondo. Vedova facoltosa di Iconio (oggi Konya in Turchia) vissuta all’epoca della persecuzione di Diocleziano, Giuditta fu privata di tutti i propri beni a causa della sua fede: essendo cristiana, infatti, le fu negato il diritto di difendere le sua proprietà. Fuggì quindi verso Tarso, ma fu arrestata dal governatore romano Alessandro e sottoposta a torture. Secondo la tradizione quando Giuditta si proclamò cristiana Alessandro scagliò a terra il piccolo Quirico che era sulle sue ginocchia. Il piccolo morì e la madre venne condannata, torturata e martirizzata.

16/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/16.html

15/06/2026

Luigi Maria Palazzolo. Fare tutto il possibile e poi affidare tutto a Dio (a cura di Matteo Liut).

Tutto quello che possiamo fare davanti alle traversie della vita è «fare di tutto noi, come se toccasse solo a noi fare tutto, e poi, quando abbiamo fatto tutto quello che possiamo, aspettare da Dio tutto». Insomma: impegno fino in fondo, affidando poi ogni cosa a Dio. Era questo lo stile di san Luigi Maria Palazzolo, fondatore delle congregazioni delle Suore Poverelle e dei Fratelli della Sacra Famiglia. Nato il 10 dicembre 1827 a Bergamo, fu ordinato prete il 23 giugno 1850. Fin dall’inizio del suo ministero si dedicò alla cura dei ragazzi dei quartieri poveri. Ben presto capì che era necessario rivolgere il suo apostolato anche alle ragazze, così nel 1864 arrivò all’apertura di un oratorio femminile. Tuttavia mancava qualcuno che se ne prendesse cura: nasceva così l’idea di una congregazione femminile, che prendeva vita nel 1869. La prima a pronunciare i voti fu Teresa Gabrieli. A lei si aggiunsero altre donne: erano le Suore delle Poverelle. Nel 1872, poi, nascevano a Torre Boldone i Fratelli della Sacra Famiglia, la congregazione maschile, dedicata alla cura dei figli del contadini poveri. L’opera proseguì per alcuni decenni, ma venne chiusa nel 1928. Fino alla morte, avvenuta il 15 giugno 1886, Palazzolo proseguì nella sua opera, superando non poche difficoltà. Beato dal 1963, è santo dal 15 maggio 2022.

15/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/15.html

14/06/2026

Quest'anno il campo Join Up si è inserito nel solco della campagna europea “Good Food 4 All”, che riafferma il cibo come un diritto umano fondamentale legato alla dignità

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Forlì
47121

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