Parrocchia Regina Pacis Forlì

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Parrocchia Regina Pacis Forlì Chiesa cattolica della diocesi di Forlì-Bertinoro sita in Viale John Fitzgerald Kennedy, 2 Forlì FC, Telefono 0543 63254.

IBAN PARROCCHIA REGINA PACIS – FORLI’
IT03 V085 4213 2050 0000 0288 709
LA BCC RAVENNATE FORLIVESE E IMOLESE

23/10/2026

Giovanni da Capestrano

Dentro alle guerre per disinnescare la violenza e costruire la pace vera, quella dove a ogni essere umano è riconosciuta la propria dignità. Così i cristiani affrontano i conflitti, accompagnati da un Dio che è entrato nella morte vincendone l’oscurità. Questo fu lo stile di san Giovanni da Capestrano che visse il proprio ministero di sacerdote sui fronti più delicati dell’Europa del XIV secolo. Era nato a Capestrano, nell’Aquilano, nel 1386 da padre nobile tedesco e madre abruzzese. Studiò poi a Perugia diritto, diventando in seguito governatore della città per volere di Ladislao I di Napoli. Un’esperienza di prigionia, però, lo spinse a cambiare vita e a seguire la strada della consacrazione religiosa tra i Frati Minori. Conobbe san Bernardino da Siena e decise di seguirne l’esempio scegliendo il monogramma di Cristo come stemma. Il Papa lo inviò suo legato in Austria, in Baviera, in Polonia, dove si allargava sempre di più la piaga degli Ussiti. In Terra Santa promosse l’unione degli Armeni con Roma. A 70 anni, nel 1456, si trovò alla battaglia di Belgrado, attaccata dai Turchi. Per 11 giorni e 11 notti non abbandonò mai il campo. Tre mesi dopo, il 23 ottobre, Giovanni morì a Ilok, in Croazia. È stato canonizzato da Alessandro VII il 16 ottobre 1690. Nel 1984 san Giovanni Paolo II lo proclamò patrono dei cappellani militari. ...

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23/10/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,54-59

In quel tempo, Gesù diceva alle f***e:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Approfondisci con le parole dei Papi: https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/10/23.htm

22/10/2026

Giovanni Paolo II

Cos’è la vita del cristiano se non una finestra aperta dalla quale soffia il vento dello Spirito sulla storia? Così forse potrebbe essere descritta la vita e l’eredità di Karol Wojtyla, san Giovanni Paolo II, un pastore che ha saputo parlare all’umanità richiamandola ai principi di una autentica civiltà dell’amore. Una corsa esistenziale, quella di Wojtyla, che ha attraversato il XX secolo, concludendosi il 2 aprile 2005, alla vigilia della Domenica della Divina Misericordia. Il suo ministero petrino, iniziato il 22 ottobre 1978, si era aperto con l’invito a non avere paura e a spalancare le porte a Cristo. Un invito che oggi conserva tutta la sua profezia. D’altra parte Karol Wojtyla, con i suoi gesti e le sue parole, ha mostrato a tutti cosa vuol dire essere ovunque coraggiosi testimoni del Vangelo. E il suo vulcanico pontificato arrivò ovunque, in effetti, e lo vide impegnato a strigliare i potenti, a mettere in guardia dalle ideologie, a piegarsi sulle ferite dell’umanità. Wojtyla era nato a Wadowice il 18 maggio 1920 ed era stato operaio, poeta, attore. Prete nel 1946, vescovo nel 1958 e arcivescovo di Cracovia nel 1964, cardinale nel 1967, infine eletto Papa il 16 ottobre 1978. Un Papa che non temeva di mostrare la propria umanità rimanendo sempre una guida salda e autorevole. Anche nella malattia. Alla sua morte la richie...

Continua su Avvenire.it: https://www.avvenire.it/rubriche/santo-del-giorno/giovanni-paolo-ii_482

22/10/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Approfondisci con le parole dei Papi: https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/10/22.html

21/10/2026

Pino Puglisi

La fede cambia il destino delle persone, lascia solchi profondi nelle comunità e trasforma la società. Perché la fede è libertà del cuore, è responsabilità personale, è coraggio di andare controcorrente. Per questa fede, fermento delle periferie dell’umanità, il beato Giuseppe Puglisi diede la vita. Nato a Palermo, nel quartiere Brancaccio, il 15 settembre 1937, era figlio di un calzolaio, Carmelo, e di una sarta, Giuseppa Fana. Nel 1953 entrò in Seminario a Palermo e il 2 luglio 1960 fu ordinato sacerdote. I primi incarichi furono come vicario parrocchiale e vicerettore del Seminario minore. A questi impegni padre Pino affiancò l’insegnamento della religione a scuola. Fin da subito si prese a cuore la situazione degli abitanti nei quartieri periferici del capoluogo siciliano. Tra il 1970 e il 1978 fu parroco a Godrano, paesino segnato da una faida tra famiglie che egli s’impegnò a sanare. Da sempre attento alla cura delle vocazioni, il 29 settembre 1990 tornò a Brancaccio, come parroco di San Gaetano. Il suo amore per le nuove generazioni si concretizzò anche nel Centro «Padre Nostro», inaugurato il 29 gennaio 1993, divenendo un punto di riferimento per i giovani, ai quali veniva così offerta una prospettiva diversa da quella della manovalanza per la malavita. Questo, però, gli procurò minacce di morte da parte dei mafiosi. Cos...

Continua su Avvenire.it: https://www.avvenire.it/rubriche/santo-del-giorno/pino-puglisi_481

21/10/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Approfondisci con le parole dei Papi: https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/10/21.html

20/10/2026

Maria Bertilla Boscardin

Fare delle nostre ferite uno strumento per curare le ferite degli altri è il modo più bello di mostrare il vero volto di Dio. E fu proprio questa attenzione alla cura che portò santa Maria Bertilla Boscardin, religiosa vicentina, sulla via della santità. Nata in una famiglia contadina nel 1888 a Brendola (Vicenza), nel 1905 con l’aiuto del parroco entrò nelle suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Santissimi Cuori, prestando poi servizio come infermiera nell’ospedale di Treviso. A 22 anni fu operata a causa di un tumore, iniziando così il proprio percorso di testimonianza cristiana anche da malata. A causa della Grande Guerra fu poi mandata a Como, dove, però, dovette affrontare molte incomprensioni da parte dei medici e delle sue superiore. Tornò poi all’ospedale di Treviso, riprendendo il proprio servizio accanto ai malati da infermiera nonostante l’aggravarsi del tumore. Subì quindi un nuovo intervento chirurgico, ma la malattia non le lasciò scampo: morì nel 1922, all’età di 34 anni ed è stata canonizzata da Giovanni XXIII l’11 maggio 1961: «L’irradiazione di suor Bertilla si allarga – disse papa Roncalli –: nelle corsie, a contatto con gli epidemici, a consolare, a calmare: pronta e ordinata, esperta e silenziosa, fino a far dire anche ai distratti che Qualcuno – cioè il Signore – fosse sempre con lei a dirigerla». Altri...

Continua su Avvenire.it: https://www.avvenire.it/rubriche/santo-del-giorno/maria-bertilla-boscardin_480

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