Vogliamo ridare vita, nella sua autenticità e verità, alle pietre di un antico Monastero da tempo abbandonato (XXII sec.), partendo dal significato originario, per riattualizzarlo nei nostri giorni, come domanda di vita per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. I monasteri cristiani iniziarono a nascere dopo l’epoca delle persecuzioni e durante una crisi di fede ed esistenziale che si resp
irava nella Chiesa e nel mondo. Questo primo aspetto ci sembra di riviverlo oggi; l’idea di ripercorrere strade “antiche” con passi nuovi, può essere un percorso possibile per comprendere e vivere la crisi che respiriamo nel passaggio di questi anni. Semplici ed essenziali vie proponiamo in questo luogo: l’ascolto, la riflessione, il lavoro. Così nasce la nostra Fraternità nel 2008, dall’intuizione di don Francesco Fiorillo e di molti volontari che ogni giorno nella gratuità e nella provvidenza abitano questo spazio di bellezza e di silenzio. Un porto di terra dove approdare per poi riprendere il largo, una carezza dell’Invisibile sulle ferite della nostra vita, uno stimolo nuovo per continuare il proprio cammino di crescita. Con la luce negli occhi:
“C’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico c’era un tempo sognato che bisogna sognare” C’è un tempo di forte crisi che è il nostro, dove ricominciare a respirare e sperare. Le parole spesso ingannano, gli umori cambiano, i principi crollano; gli occhi solo ci dicono chi siamo e dove vogliamo andare. La Fraternità cerca di essere casa per occhi che possono posare il loro sguardo verso un’altra possibilità, per occhi stanchi dalle superficialità e dalle mediocrità della vita, per occhi che possono finalmente esporsi, con le proprie fragilità, sentendo che anche le proprie fatiche e le proprie debolezze possono posarsi su un luogo e su delle persone senza giudizio. La ferita può diventare così una feritoia, la paura può diventare presto una strada. Con il ritmo del cuore:
“Finché c’è fatica, c’è speranza” diceva don Lorenzo Milani. Una fatica che diventa ritmo del cuore, nonostante le difficoltà e le apatie dell’esistere. Far riabbracciare la fede con la vita, il sogno con la realtà, la passione con il pensiero. La Fraternità vuole essere una porta aperta ad ogni incontro, ad ogni diversità, ad ogni riflessione che conduce ad un miglioramento della vita. Allontanare la rassegnazione, la passività e il “lamentarsi” e “diventare il cambiamento che si vuole vedere nel mondo”. Con il vento alle ali:
Si è spiccato il volo solo qualche anno fa, i cieli mi sembravano sempre più infiniti ed io sempre più piccolo. In questo viaggio, un'unica fedeltà, un unico faro, un'unica presenza leggera: Gesù. Non occorre avere grandi ali per prendere il volo, bisogna solo sentire che c’è il Vento alle ali, che soffia dove, quando e come vuole, senza pretese, senza rigidità, abbandonarsi alla brezza di un Dio che cammina con te nonostante il resto, usare i venti contrari per condurti in porto. Sentirsi soli è un inganno, che non permette di sentirci amati. La Fraternità cerca di essere un porto di terra, uno spazio dove trovare un pezzo di pane, un po’ d’affetto e un posto dove sentirsi a casa.