Fratel C. Oswaldo Curuchich jc

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ECCO L’AGNELLO DI DIO VIVENTE E OPERANTELa mia riflessione sulla Parola della domenica l’ho fatta nella ca****la dell’os...
14/01/2023

ECCO L’AGNELLO DI DIO VIVENTE E OPERANTE
La mia riflessione sulla Parola della domenica l’ho fatta nella ca****la dell’ospedale che mi ha “accolto” in questo periodo natalizio. È un’esperienza forte: luogo del silenzio, linguaggio del dolore; tempi lunghi, sofferenza “a due metri da me”, lotta, fiducia e soprattutto ATTESA. Non vi si celebra tutti i giorni la Messa, soltanto la domenica e due giorni a settimana; spesso soltanto la liturgia della parola, l’adorazione eucaristica che si conclude con il canto del vespro. Pochissime persone accompagnano il sacerdote o il diacono. Ma ci siamo. Insieme cantiamo il Kyrie eleison, il Pater, il Magnificat… La Chiesa di Cristo è viva, in alcuni luoghi apparentemente ha poche forze, ma continua il suo pellegrinaggio e, “cammin facendo”, proclama, indica il Suo Signore, presente: «Ecco, l’Agnello di Dio» in mezzo a noi.

Questa lunga introduzione ci potrebbe dare la chiave di lettura per entrare nella Parola che proclamiamo in questa seconda domenica del tempo Ordinario. Gesù è il “servo sofferente” (Is 49, 3-6) che accetta il disegno di Dio e risponde: «Eccomi, sono pronto per compiere il tuo volere» (Sal 39). Giovanni il Battista lo riconosce presente tra i penitenti che si preparano a ricevere il battesimo di conversione e lo indica come il consacrato, il vero Servo sofferente. Dio non è soltanto lassù in cielo, non regna glorioso dal suo trono d’oro, ma si coinvolge con l’umanità…
«La notizia di Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 34). Giovanni Battista dice di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell’uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra. Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi. È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Gesù sulla croce: Dio nel mezzo della sofferenza umana; questa notizia è per noi un’incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo un’esistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nell’anonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono… Sono tutti tuoi fratelli e tue sorelle! (lachiesa.it)».

La Chiesa di oggi si presenta un po’ provata, stanca, delusa secondo alcuni osservatori più pessimisti, direi più critici e poco amici della Chiesa. L’accogliere o non accogliere, credere o non credere da parte della gente fa parte della nostra storia. Nuova è la forma: “apostasia di massa” (masse che negano la fede senza un motivo grave o serio); “desertificazione spirituale” (è scomparsa l’assemblea, il numero di partecipanti); la rinascita del paganesimo (la domenica non è più il Giorno del Signore, ma quello della gita e delle attività “laiche” (come lo sport, i raduni di categorie e le attività culturali); ossia la moltitudine ha lasciato i templi sacri per nuovi templi pagani…

Tuttavia, in questo contesto brilla la luce di Cristo perché rimane sempre il “piccolo resto”, linguaggio profetico dell’Antico Testamento per indicare quel «piccolo gruppo rimasto fedele senza piegare le ginocchia agli idoli». Compito fondamentale della Chiesa oggi potrebbe essere INDICARE la presenza dell’Agnello di Dio, vivo ed operante in mezzo a noi, cominciando con i “mezzi poveri” dell’annuncio – dice frère Charles – come la conversione di vita, la preghiera e la vita di santità.

C. Oswaldo Curuchich jc

DE LA QUIETUD AL TRÁFICO COTIDIANOQueridos Amigos: como les había prometido, lo que he escuchado y visto recientemente e...
10/01/2023

DE LA QUIETUD AL TRÁFICO COTIDIANO
Queridos Amigos: como les había prometido, lo que he escuchado y visto recientemente en Chixot, tarde o temprano me habría ayudado a escribir algunas líneas. Iniciemos hablando de problemas que ya existen, pero que podrían mejorar o empeorar con el pasar de los días. Hablemos del “caos” del transporte.
El paisaje que se puede percibir límpidamente en la imagen del Maestro C H Cuxil Cúmez (bus al calvario) es, a mi parecer, la QUIETUD, el silencio y la posibilidad de contemplar, meditar y disfrutar en la calle. Para disfrutar esa calle así “deliciosa”, sería necesario intentarlo solamente en altas horas de la noche, digamos de media noche a 3:00 a.m., porque todo el resto del tiempo, en particular los días de mercado, esa es una de las calles con alto “riesgo colapso”. Lo mismo se puede decir del camino al Estadio Las Victorias después de la reapertura el pasado mes de noviembre; y la presencia en el mismo camino de la Iglesia Sagrado Corazón, dicho “templo provisional”, pero que a nivel de actividades tiene poco de provisional –aquí se trata de una crítica constructiva: mi admiración por el dinamismo de la comunidad cristiana– y que los domingos a menudo mete a dura prueba a los transportistas, peatones y los mismos organizadores de las actividades… También esa zona la puedo definir con “riesgo colapso” en los años que vendrán. El asunto no es una novedad; lo que muchos lamentamos es que no se escucha hablar de soluciones, sino aparecen, espero solo aparentemente, la irresponsabilidad, superficialidad y poca seriedad de parte de todos: una falta de colaboración general.

Pero, entrando en la realidad nos damos cuenta que mejorando las cosas, el beneficio sería para todos y no solamente para un pequeño grupo o sector privilegiado; (he escuchado sólo de un señor que al invito de los Cocodes que apoyaban un proyecto importante, dijo: “Y qué sentido tiene, yo ya soy anciano y en poco tiempo me voy a morir”. Creo que aquí se trate de miedo y de egoísmo). Además, debemos siempre recordar que los problemas están correlacionados; por ejemplo, la falta de espacios para construir, depende de la demanda: los jóvenes se siguen uniendo en matrimonio para formar su propia familia: “Quien se casa, casa quiere”, me dijo un amigo, se necesita una solución para cada caso; pero no habiendo leyes estrictas para construir, cada uno realiza lo que puede y donde pueda, a menudo causando daño de los vecinos o creando fuerte “contaminación visual” de la zona. La población más es numerosa y más demanda soluciones. En estos casos, quien tenga más fuerzas ofrece las mejores soluciones, casi siempre en forma privada (pensemos en las fiestas).

Volviendo al “caos” de los días de mercado y los domingos en particular. Creo que el proyecto más importante ahora (tal vez ya estemos un poco atrasados) sea EL PARQUEO. Hace mucho tiempo que en las ciudades modernas, o mejor dicho donde ha llegado la Modernidad o los efectos de la Globalización (pensemos en cuántas personas están leyendo silenciosamente estas líneas) el Centro histórico (zona breve) ha sido completamente prohibido al tráfico, excepto a los residentes, y el área más grande en zonas de tráfico limitado; es decir que en algunos horarios pueden entrar todos libremente y en otros solamente los residentes; la mejor solución ha sido el parqueo antes de entrar en el centro. De aquí en adelante, quien construye una obra: restaurante, sala di diversiones, negocio grande… lo primero que debe pensar es dónde colocar el tráfico que creará su clientela. No se le debe echar fácilmente la culpa a los de la Muni o tachar a las familias como “egoístas” cuando realmente dejar un camión estacionado en pleno centro con todo tipo de vehículos que circulan crea un problema más. Cada caso necesita reflexión, diálogo y colaboración entre los interesados.

Pero si no cambia nada, la alternativa es COLAPSAR, eso significa que el problema huye de las manos de los que han sido elegidos legítimamente para beneficio de personas o grupos privados.
No podemos pensar en construir una ciudad ultra moderna como Ciudad Gótica de Batman, pero tampoco debemos quedarnos con los brazos cruzados y el cerebro congelado. ¡Animo a todos!

Abundantes bendiciones y mis mejores deseos en 2023.
C. Oswaldo Curuchich jc

07/01/2023

NON SPEGNERE IL CERVELLO

Leggo divertito e un filino amareggiato gli articoli del Corriere della Sera relativi alla morte di Benedetto XVI. Io capisco che i click portino pubblicità, ma voler creare il “personaggio”, padre George trasformandolo in un controaltare di Papa Francesco, come fosse ormai il paladino dell’ala tradizionalista mostra ignoranza e poca conoscenza della Chiesa Cattolica.
Benedetto XVI non era il Papa dei tradizionalisti, ma di tutti. Così come Francesco non è il Papa dei progressisti, ma di tutti i cattolici. Io capisco che - checchè ne dica la Murgia - il mondo dei media non ama la complessità, ma ridurre la riflessione bimillenaria all’interno della Chiesa in una discussione tra opposte tifoserie legate a due categorie più politiche che ecclesiali sia una semplificazione che i lettori non meritano.
La fede è fuoco, è magma, è spirito e non la di può maneggiare con le solite categorie.
Progressismo e conservatorismo sono le etichette che usa il mondo per banalizzare ragionamenti molto più alti e profondi.
Ed è divertente vedere come i media invece di “mediare” ormai polarizzino gli scontri. Invece di aiutare ad approfondire per una comprensione maggiore, trovino scorciatoie.
Invece di educare alla complessità, la negano.

La Chiesa - vivaddio - è una famiglia ed in famiglia si discute, ci si confronta, ci si corregge, ci si accoglie, ci si arrabbia, ci si fa male… tutto perché ci si ama. Nonostante le differenze.

Quindi evitiamo di seminare zizzania. Piangiamo ancora Benedetto XVI e ringraziamo Dio di avere tra noi Papa Francesco. Hanno mostrato di sapersi voler bene senza parlare male l’uno dell’altro. Ora i giornali provano a raccontarci il contrario strumentalizzando. Ma valgono più 10 anni di vita concreta di una persona o tre giorni di ricostruzioni giornalistiche? Non spegniamo il cervello.

ANDIAMO ANCHE NOI AL BATTESIMO DI GESÙDopo i due grandi eventi, le esequie di Papa Benedetto XVI (evento ecclesiale) e l...
06/01/2023

ANDIAMO ANCHE NOI AL BATTESIMO DI GESÙ
Dopo i due grandi eventi, le esequie di Papa Benedetto XVI (evento ecclesiale) e la celebrazione dell’Epifania (solennità liturgica) ci prepariamo a vivere la festa del Battesimo di Gesù con la quale si conclude il Tempo di Natale secondo il nostro calendario liturgico… Ormai abbiamo imparato, alla scuola di san Carlo di Gesù che il calendario liturgico è un ottimo mezzo per conoscere la vita di Gesù di Nazaret e, quindi, un modo concreto per seguire le sue orme, giorno dopo giorno, fino alla consegna totale della sua vita il Venerdì Santo di ogni anno. Durante queste ultime settimane, abbiamo accompagnato la Sacra Famiglia e visto Gesù cominciare a crescere «in età sapienza e grazia, davanti a Dio e a tutto il (suo) popolo»; ora è giunto per noi il momento dell’ascolto della sua predicazione, dell’annuncio del Regno che non va ricercato al di là del mare o soltanto nel tempio di Dio; ma il regno è in mezzo a noi, lo ritroviamo nella nostra quotidianità, nessuno è escluso; lo sostiene fortemente l’apostolo Pietro in questo suo intervento nella casa di Cornelio, centurione romano: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga» (Atti 10, 34-37).

La vicenda del Battesimo di Gesù al fiume Jordano fu talmente importante per la prima comunità cristiana che faceva parte del “Credo” quando ancora non era stato fissato e approvato ufficialmente. Lo dice il seguito dell’intervento di Pietro appena citato: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (Idem.). Gesù di Nazaret è il consacrato del Signore, consacrato dallo Spirito Santo per annuncia ai fratelli la salvezza avvenuta.

Seguendo i passi di Gesù per meglio conoscere, andiamo anche noi al fiume per ascoltare la predicazione di Giovanni il Battista e la necessità della conversione prima di immergerci nelle acque del battesimo; proprio così rispose l’abbé Huvelin a Charles de Foucauld quando si presentò a chiedere qualche lezione di cristianesimo, voleva capire con le categorie della sola ragione: «Mèttiti in ginocchio, confessa i tuoi peccati e poi parliamo di cristianesimo», fu la risposta del confessore. E che convertito è venuto fuori! Ieri come oggi prima vi è l’incontro personale e poi la crescita alla scuola di Gesù a Nazaret; altrimenti non funziona!
Buon cammino a tutti! Ci vediamo ogni sabato.

C. Oswaldo Curuchich jc

Bollettino medico:
sono ancora in ospedale a causa di alcuni esami che potevo fare qui con maggiore comodità. Siccome si dice che l’Epifania tutte le feste si porta via, spero che dopo l’Epifania presto tornerò a casa.
Buona domenica a tutti! Oswaldo.

HAY SIEMPRE ALGO NUEVO BAJO EL SOLEl 2,022 ha pasado rápidamente, a medida que pasaban los meses, viendo lo que sucedía ...
03/01/2023

HAY SIEMPRE ALGO NUEVO BAJO EL SOL
El 2,022 ha pasado rápidamente, a medida que pasaban los meses, viendo lo que sucedía a mis alrededores, considerando la responsabilidad, colaboración y eficiencia de unos, así como la indiferencia o superficialidad de otros; en varas ocasiones he recordado y meditado las palabras del Sabio del Antiguo Testamento: el Qohelet que significa “el Predicador”, famoso por sus argumentaciones llenas de realismo pesimista e incluso escandalosas ya desde el principio.
Al inicio del Año Nuevo me parece importante recordar que, al volver a la cotidianidad, todos tenemos la posibilidad de vivir nuestros días con actitud o bien tristes y enojados con el mundo entero. La vida cotidiana es siempre un desafío. A nosotros el empeño.
Leamos buena parte del capítulo 1:

«Discurso de Qohelet, hijo de David, rey de Jerusalén:
¡Pura ilusión —dice Qohelet—; pura ilusión, todo es una ilusión!
¿Qué provecho saca el hombre de todos los esfuerzos que realiza bajo el sol?
Una generación se va, otra generación viene, mientras la tierra siempre permanece.
Sale el sol, se pone el sol, corre por llegar a su puesto y de allí vuelve a salir.
El viento camina al sur, gira al norte, gira y gira va dando vueltas y vuelve a girar [...]
Yo, Qohelet, fui rey de Israel en Jerusalén.
Me dediqué a investigar y a explorar con sabiduría todo lo que se hace bajo el cielo. Una dura tarea ha dado Dios a los hombres para que se dediquen a ella.
Examiné todas las acciones que se hacen bajo el sol y me di cuenta de que todo es pura ilusión, querer atrapar el viento.
Lo torcido no se puede enderezar, lo que falta no se puede calcular.
Y me dije a mí mismo: aquí estoy yo, que he acumulado más sabiduría que todos mis predecesores en Jerusalén; mi mente alcanzó sabiduría y mucho saber.
Y a fuerza de trabajo comprendí que la sabiduría y el saber son locura y necedad.
Y comprendí que también eso es querer atrapar el viento,
porque a más sabiduría más molestias, y aumentando el saber se aumenta el sufrir».

El Qohelet o Eclesiastés es un libro breve, dividido en 12 capítulos, algunas corrientes del judaísmo e del cristianismo no lo reconocen como “libro inspirado”, es decir no lo consideran Palabra de Dios, precisamente porque al Autor (que se “esconde” detrás de la personalidad de Rey Salomón, el sabio por excelencia) tiene una visión negativa de la vida y no habla de Dios; considera que todas las actividades que se realizan son inútiles: ¿A qué le sirve al hombre trabajar duramente, si cuando se marcha lo deja todo, y a uno que no ha hecho ningún esfuerzo? ¿Qué sentido tiene estudiar mucho si a final de cuentas los hombres mueren como los animales? Se trate de trabajo manual o intelectual igualmente es una ilusión: “aumentando el saber se aumenta el sufrir”… En su argumentación el Autor dice que el único consuelo en esta tierra es disfrutar y darse a la alegría; después eso también eso es vanidad. Pero se trata de un libro de la sabiduría popular, esa sabiduría que existe en la gente de cualquier cultura y cualquier generación. La sabiduría de los ancianos, de los “filósofos de la calle”, los cantantes; como aquel que decía: “La vida no vale nada” o bien: “Si para morir nacimos”, etc. Subrayar lo negativo de la vida es también una forma de distinguir de lo positivo. Lo triste es cuando ya no distinguimos entre bien y mal, peor si consideramos bien lo que en sí es mal.

Volviendo a Qohelet, solamente llegando al final del libro, al capítulo 12, la visión negativa de la vida obtiene una respuesta:
«Acuérdate de tu Creador durante tu juventud, antes de que lleguen los días difíciles y alcances los años en que digas: No les s**o gusto. Antes de que se oscurezca la luz del sol, la luna y las estrellas, y a la lluvia siga el nublado […]
Un último aviso, hijo mío: escribir más y más libros es un trabajo interminable, y el mucho estudiar desgasta el cuerpo.
En conclusión, y después de oírlo todo, honra a Dios y guarda sus mandamientos, porque eso es ser hombre; que Dios juzgará todas las acciones, aun las ocultas, buenas y malas». Cuando cito la Biblia en mis artículos normalmente utilizo la versión para América Latina; pero en este caso me parece interesante la traducción de la Biblia de Jerusalén: «Basta de palabras. Todo está dicho. Teme a Dios y guarda sus mandamientos, que eso es ser hombre cabal».
Todas las actividades en este mundo en sí son limitadas y a veces inútiles (¡por ejemplo compartir reflexiones cada martes!), pero todo tiene sentido cuando no hay malas intenciones o se tiene un objetivo, una meta, sobre todo cuando se considera que cada actividad humana es una colaboración con el mismo Creador de todas las cosas.
«Cuando contemplo tu cielo, obra de tus dedos, la luna y las estrellas que en él fijaste, ¿qué es el hombre para que te acuerdes de él, el ser humano para que te ocupes de él? (Salmo 8).
«No te enojes por causa de los malvados, no envidies a los que cometen injusticias, porque pronto se secarán como hierba y como césped verde se marchitarán. Confía en el Señor y haz el bien, habita en la tierra y sáciate de sus riquezas; deléitate en el Señor y cumplirá lo que pide tu corazón» (Salmo 37).

Mi punto de vista es que la vida tiene siempre una dimensión de Adviento: algo nuevo está por suceder. Cada día es nuevo. Cada momento es oportuno para aprender algo nuevo. Un encuentro puede cambiar tu vida: el encuentro con la Palabra, el encuentro con una persona que te cambia interiormente y te hace capaz de observar la belleza de vivir…
Vivamos sobre la tierra en este 2,023, posiblemente haciendo el bien.

¡Feliz Año Nuevo!

C. Oswaldo Curuchich jc

P.S. A mis amigos informo que sigo hospitalizado desde el día de Navidad y seguiré aquí por algunos días; en estas circunstancias es más fácil realizar otros exámenes importantes. Unidos en amistad y oración.

1° gennaio 2023CUSTODIRE E MEDITARE NEL PROPRIO CUOREPremessa: sono ancora in ospedale dove vivo questi giorni santi.Car...
31/12/2022

1° gennaio 2023
CUSTODIRE E MEDITARE NEL PROPRIO CUORE
Premessa: sono ancora in ospedale dove vivo questi giorni santi.
Carissimi, siamo giunti al nuovo Anno e il calendario liturgico, nel tempo natalizio che stiamo vivendo, ci fa spostare i “riflettori” della fede sulla persona di Maria, intitolando la prima festa dell’anno: Maria Santissima Madre di Dio.
Ma, ascoltiamo subito il Vangelo di oggi, Lc 2, 16-21:
«I pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».

È vero, i vangeli ci dicono poco di Maria e di Giuseppe, ci narrano gli eventi perché necessari ai fini dell’annuncio della salvezza e della redazione del vangelo scritto; ma, chi potrebbe dirci che è successo a partire dall’intervento di Dio, prima con la visita dell’angelo Gabriele a Maria, poi l’annunciazione, durante il sonno, a Giuseppe? Entrambi hanno risposto liberamente alla chiamata aderendo pienamente al progetto di Dio. Ma, quanto è costato loro? A cominciare da quella frase di san Luca, al termine dell’Annunciazione: «E l’angelo partì da lei». Sì, Maria è rimasta sola con tutta la responsabilità e le conseguenze della sua adesione alla volontà di Dio. C’erano i suoi genitori, il fidanzato Giuseppe e, soprattutto, c’era il popolo con le sue leggi rigide. Dello stato d’animo di Maria non sappiamo niente, possiamo soltanto immaginare alla luce dell’esperienza nostra. Maria ha vissuto sicuramente momenti difficili e d’angoscia, di dubbio e di senso di sconfitta, voleva forse che tutto fosse soltanto un sogno, se non un incubo… Ma aveva detto sì al messaggero di Dio. Non è facile per chi crede venir meno alla parola data, tanto meno quando l’interlocutore è l’Altissimo. Ci credo che «Maria custodiva e meditava tutto nel suo cuore».

Nel racconto della Natività secondo Matteo (cf Mt 2), troviamo un versetto particolare. Dopo i pastori, arrivarono i Magi da una terra lontana e tutti dicevano meraviglie del “bambino re” nato per Israele. Si erano appena ritirati i Magi, quando arriva la voce chiara e precisa di Dio: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finche non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe e Maria erano diretti verso Gerusalemme, Betlemme non era distante, la logica razionale (la geografia) non indicava altra meta importante per poi tornare a Nazaret. Ma, «i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri», l’intervento dell’Altissimo arriva come una sterzata decisa: bisogna andare in Egitto e in fretta! Anche qui cerchiamo di immaginare lo stato d’animo dei giovani sposi; quanti perché; perché obbedire a una voce che indica cose non razionali? I vangeli non ci dicono niente, ma anche in questo caso cappiamo che Maria e Giuseppe «custodivano e meditavano nel proprio cuore»… E che diremo dei miracoli, della folla che seguiva il Maestro, dell’ingresso solenne in Gerusalemme, il processo e la crocifissione?

Accogliere l’invito di Dio a far parte del suo progetto e così meraviglioso quanto “tremendum”. Ogni credente che vuole “fare sul serio” si troverà sempre sul “cammino della croce”. Ci saranno tante cose difficili da decifrare e da comprendere; le scelte di Dio molte volte saranno incomprensibili e seguiranno non soltanto la logica umana, ma soprattutto la logica evangelica, il paradosso o apparente contradizione. Ci saranno molti pensieri e domande che rimarranno soltanto nel cuore del credente e, quelle cose che “solo Dio sa”, allora, sarà necessario custodire e meditare nel proprio cuore.
Giuseppe è il custode di Gesù, Maria custode della parola, il discepolo di ogni tempo è il custode di tutto.

Buon Anno a tutti!
C. Oswaldo Curuchich jc

UNA NAVIDAD DIFERENTE Y ELOCUENTEQueridos Amigos:éste es el último martes del 2022 y quisiera despedir el año con tanta ...
27/12/2022

UNA NAVIDAD DIFERENTE Y ELOCUENTE
Queridos Amigos:
éste es el último martes del 2022 y quisiera despedir el año con tanta gratitud a nuestro Creador por haberme concedido vida y la suficiente salud para vivir la cotidianidad en mi comunidad. He tenido la oportunidad de estar en Guatemala dos veces en pocos meses, diciembre-enero 2021-22 y noviembre-diciembre 2022; ha sido algo extra ordinario porque en general he visitado a mi familia a cada tres años más o menos. Mi reciente estadía fue también por motivos de salud: esperábamos que el calor humano y el clima normalmente agradable de nuestro País me hubiesen ayudado a mejorar; pero lastimosamente no obtuvimos todos los resultados que esperábamos. Volviendo a Italia las cosas no mejoraron porque mis condiciones físicas en general eran muy frágiles. Si en las semanas pasadas tenía dificultad a tragar los alimentos, sólidos y líquidos, en los últimos días prácticamente me estaba quedando sin comer ni beber. El 24 de diciembre solicitamos la una hospitalización para mí y la respuesta fue afirmativa. Por eso, y por primera vez en mi vida me tocó vivir una Navidad silenciosa y “fuerte” porque estuve de la parte de los más frágiles…

Pasar la Navidad o el Año Nuevo en el hospital es muy común para todo el personal médico que con sus turnos se ven obligados a renunciar a vivir momentos emocionantes en compañía de sus seres queridos. He escuchado el testimonio de algunos (enfermeras en particular) que narran acerca del sufrimiento, de los niños especialmente, que representa trabajar durante la Navidad. Mi caso es diferente, así como mi punto de vista: para mí ha sido la primera vez y eso me ha hecho comprender algunas cosas y reflexionar sobre otros aspectos de la vida que frecuentemente consideramos “normales” sin conocer el campo al que nos referimos; o bien cosas que no ocupan algún lugar en nuestros pensamientos y mucho menos en nuestros actos.
He pensado también al misterio de la vida: «70 son los años de nuestra vida; 80 para los más fuertes; pero casi todos son fatiga y dolor, pasan rápidamente y con ellos nosotros también» (ver Salmo 89). La vida es un misterio: he vivido estas horas en compañía de un grupo de ancianos y algunos están muy en forma, no ven las horas de volver a casa para iniciar de nuevo. Mi caso es particular porque soy el más joven del grupo y el mañana para mí es menos claro. No me queda que vivir agradecido por cada día que el Señor me concede, sin nostalgia y sobre todo sin rencores.

Durante la Noche larga y silenciosa también he pensado en todas aquellas personas que, con un duro trabajo y posiblemente con grandes sacrificios, se afanan para permitir a la multitud de vivir la Navidad como se debe, como la fiesta más importante del año y de la Historia en general. ¿A qué hora se levantan los carniceros, panaderos, comerciantes, transportistas, músicos y otras categorías? ¿Cuánto tiempo necesitan para los preparativos y a qué hora logran finalmente descansar un momento? ¿Y por qué no pensar en aquellas personas que se sacrifican por los demás no por dinero sino por pura buena voluntad o por amor al prójimo? “Cada uno con su trabajo”, se dice comúnmente; es cierto, pero ¿a qué se debe el hecho que algunos tengan que trabajar duramente para permitir que la mayoría la pase bien? Seguramente me dirán que “pensar” en eso no cambia nada o que son palabras que se pierden en el viento. Es cierto. La escritura no cambia las cosas, pero puede iluminar la inteligencia y la conciencia; despierta en los demás aquello que normalmente queda cubierto por la distracción o la indiferencia.
Expresar nuestra solidaridad y admiración por todas esas personas trabajadoras es ya importante.

Pero antes de despedirnos del 2022 quisiera expresar mi gratitud, respeto y admiración a muchos lectores del martes porque, sin haber creado algún proyecto, hemos realizado varias cosas: nuevas amistades, encuentros con amigos o conocidos que los años sin internet habían “silenciado”, conversaciones acerca de la vida espiritual; y en forma de todo particular el libro que recientemente hemos presentado en Comalapa, animados por la buena cantidad de seguidores y lectores de mis artículos. ¡Quien se presente en la tienda de mi mamá para comprar una copia, y demuestre que es uno de mis contactos fb puede exigir el descuento!
Les prometo que seguiré compartiendo reflexiones, noticias, historias y fotografías hasta cuando el Niño Dios, nacido por nosotros, me permita vivir y seguir mi peregrinaje.

Abundantes bendiciones y mis mejores deseos en 2023.

C. Oswaldo Curuchich jc

BUON NATALE A TUTTI!Carissimi/e, in questi giorni sono rientrato in Italia dopo alcune settimane trascorse nel mio Paese...
23/12/2022

BUON NATALE A TUTTI!
Carissimi/e,
in questi giorni sono rientrato in Italia dopo alcune settimane trascorse nel mio Paese, presso la mia famiglia. È sempre bello ritrovarsi a casa e gioire della presenza dei propri cari, gli amici e la comunità cristiana. Il calore umano è la miglior “ricarica” per riprendere la propria strada con un nuovo slancio e con determinazione.
Questo mio soggiorno in un luogo diverso della mia quotidianità aveva anche l’obiettivo di poter riposarmi fisicamente; tuttavia le cose non sono andate proprio come pensavo (come speravamo) e altre difficoltà hanno reso il cammino meno “dolce”; per non parlare di quanto sia impegnativo viaggiare, gli spostamenti a piedi negli aeroporti sono di solito una passeggiata, ma quando non si è in piena forma le cose sono diverse… In buona sintesi, i Fratelli e il mio medico curante mi hanno trovato “un po’provato”, quest’ultimo subito mi ha prescritto degli esami e qualche integratore in più. Ci vorrà qualche giorno per poter fare una diagnosi adeguata, ma nel frattempo, stanchezza permettendolo, lentamente sto tornando al ritmo regolare.
Non volevo perdere questa occasione per inviare a ciascuno di voi l’augurio di un santo Natale.
Viviamo i nostri giorni in serenità e gratitudine perché la vita per quanto lunga sembra, è sempre breve.
Un abbraccio forte e il Signore vi benedica!

C. Oswaldo Curuchich jc

Con mio fratello Jimmy

Lunes, 20-12-2022HE LLEGADO SIN NOVEDADDeseo agradecer a todas las personas que han estado pendiente de mi persona. Ayer...
19/12/2022

Lunes, 20-12-2022
HE LLEGADO SIN NOVEDAD
Deseo agradecer a todas las personas que han estado pendiente de mi persona. Ayer domingo viajé hacia Italia; hace un rato gracias a Dios llegué a mi casa, la Abbazia di Sassovivo.
Mis sinceros agradecimientos a Dios y a cada uno de ustedes.
Ahora me retiro porque es ya de noche y mañana vuelvo a viajar porque me espera el médico.
Que tengan un buen martes y hasta pronto.

C. Oswaldo Curuchich jc

ME DESPIDO DE ESTA FORMAHoy han pasado algunas personas a comprar mi libro y sobre todo a buscar la firma del Autor. El ...
18/12/2022

ME DESPIDO DE ESTA FORMA
Hoy han pasado algunas personas a comprar mi libro y sobre todo a buscar la firma del Autor. El detalle que me ha sorprendido es que tres chicos afirmaron de querer escribir un libro en el futuro. Por qué no. Inculcar el interés por la lectura y la escritura era uno de mis objetivos. He hecho mi parte, ahora paso "el balón" a los padres de familia y a los chicos.
En breves momentos me desconecto de internet y por motivos técnicos muy probablemente podré conectarme de nuevo ya estando en Roma.

Como se dice en italiano: ARRIVEDERCI = ¡HASTA PRONTO!

C. Oswaldo Curuchich jc

Indirizzo

Voc. Abbazia Di Sassovivo 2
Foligno
06034

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