02/10/2026
Bollettino francescano N. 1
FRANCESCO E IACOPA DEI SETTESOLI
di p. Mario Villani OFM
Il percorso giubilare del pellegrino incrocia Roma mille volte da S. Pietro a S. Paolo, e poi, ai due estremidella Via Merulana, da S. Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore. Se è fortunato, scendendo dalCelio avrà avuto una fuggevole vista del Circo Massimo in cui troneggiano alcuni maestosi resti medievali.Sono l’unico ricordo della dimora romana di Madonna Iacopa dei Settesoli, grande amica di Francesco etestimone della sua morte.Era la Betania di Francesco. Lì si riposava nei rari intervalli che gli concedevano le faticose visite aiCardinali e al Papa. Madonna Iacopa, vedova, gli narrava col cuore la sua solitudine, la preoccupazione peri figli, i suoi impegni di amministratrice del grande patrimonio che il marito le aveva lasciato.Probabilmente era lei, col suo ascendente di nobildonna ad aprirgli le porte dei poteri romani.Era un’amicizia che si nutriva di poche e semplici cose, visite rare, conversazione pacata, pranzi sobri incui non mancavano mai i mostaccioli, dolcetti di antica invenzione romana di cui parla anche Catone ilcensore nella sua opera De Agricultura.Un giorno Francesco volle farle un dono principesco: le portò un agnellino. Lei l’accolse come se fosse ilsuo terzo figlio. L’agnellino la seguiva dovunque andasse e addolciva col suo belato i momenti di dolore.L’amicizia di Madonna Iacopa e Francesco era profonda, superava le distanze e le differenze, si nutriva diun filo sottile e tenace di condivisione spirituale che le rendeva presente tutti i momenti della vita diFrancesco. Fu così che Madonna Iacopa sentì la suprema ora del distacco. Ma lascio questo racconto a chil’ha vissuto personalmente.† t †Dalla Leggenda Perugina, Fonti Francescane n. 1657Un giorno convocò i suoi compagni: “Sapete – disse – quanto Iacopa dei Settesoli sia affezionata a me eall’Ordine. Se le fate presente il mio stato, credo che lo avrà per un gran favore e conforto. Ditelesoprattutto che vi mandi del panno monastico color cenere per una tonaca, panno di cui si vestono icistercensi nelle regioni di oltremare. E aggiunga di quei dolcetti che mi fece tante volte quando andavo a Roma”. Quelle confetture, fatte di mandorle, zucchero, miele e altri ingredienti, i romani le chiamanomostaccioli.Madonna Iacopa era una donna religiosa, vedova e consacrata a Dio, di una delle più nobili e ricchefamiglie di Roma. Aveva ottenuto tali carismi da Dio per i meriti e le parole di Francesco, da sembrareun’altra Maddalena, sempre in lacrime ed in intima comunione con Dio.Si bussò alla porta. Un frate andò ad aprire e vide Madonna Iacopa venuta in gran fretta da Roma pervedere Francesco. Con grande gioia il frate andò subito da Francesco ad annunciargli che Iacopa era venutata fargli visita con suo figlio e molti altri; ed aggiunse “Padre, che dobbiamo fare? La lasciamo entrare eve**re da te?”.Per ordine di Francesco, infatti, era da tempo stabilito che, per rispetto e devozione a quel luogo, non vidovesse entrare nessuna donna.“Con questa signora, rispose Francesco, che una grande fede ha fatto ve**re così da lontano, non si devetener conto di questa proibizione”. Così fu fatta entrare.Alla vista di Francesco scoppiò in un pianto dirotto.Aveva portato con sé quel panno mortuario, color cenere, per una tonaca, e quanto altro era stato indicatonella lettera.Madonna Iacopa poi confezionò quei mostaccioli che il Santo desiderava mangiare; ma ne gustò appena,ché il suo corpo, per la gravità del male, si andava lentamente spegnendo ed appressando alla morte.A laude di Cristo e di Santo Francesco Amen!
Chi è l'autore:
p. Mario Villani OFM – Nato a San Marco in Lamis nel 1937, padre Mario Villani ha dedicato oltre quarant’annialla guida della Biblioteca “P. A. M. Fania” del convento-santuario di San Matteo.
Nel corso della sua attività si è distinto per:
• la ricerca storica
• la tutela dei beni librari
• la divulgazione culturale
• l'organizzazione di mostre e convegni
• gli studi dedicati alla Via Francigena e alla storia francescanaTransito di San Francesco
• 3 Ottobre 2026 • VIII Centenario • Parrocchia Gesù e Maria – Foggia