Antico Tempio Dorato

Antico Tempio Dorato ASSOCIAZIONE RELIGIOSA GESU' MISERICORDIOSO - FOGGIA Quello che si chiede è la perfezione.

Gli ideali più antichi senza barriere etniche, religiose, ideologiche e politiche devono trovare ampiamente spazio all'interno della società, o ritrovare il vero senso delle cose attraverso i nobili principi discendenti. Essi sono dunque principi, o norme ideali, che non possono essere messi in discussione o essere cambiati, modificati o deviati in modo alcuno, conservando i valori nella libertà e

la libertà attraverso i valori. Lo scopo ultimo è il miglioramento dell'uomo e dell'umanità; l'istruzione degli aderenti per mezzo dei membri gerarchicamente superiori; l'accettazione nel Tempio attraverso una oculata selezione e la cerimonia di iniziazione; l'organizzazione di perfezionamento graduale, in cui i gradi di Apprendista, Accettato, Compagno di Mestiere e Maestro vengono conferiti tramite il perfezionamento; infine, e non per ultimo, il carattere confidenziale e discreto.

14/01/2026

Partecipate alle messe della Chiesa dell' Addolorata di Foggia. Vi aspettiamo.
Orario feriale 18,30 Santo Rosario
Ore 19, 00 Santa Messa.
Orario festivo e domenica ore 09, 30 Santa Messa.

14/01/2026
15/12/2025

Nel 1908, una fotografia li ritrae insieme: Claude Monet e Alice Hoschedé, circondati dai piccioni di Piazza San Marco, a Venezia.
Non sono nel loro giardino di Giverny, ma in viaggio, lontani da casa.

Eppure, anche in mezzo al viavai veneziano, tra colonne antiche e ali svolazzanti, si percepisce qualcosa di più profondo:
una complicità silenziosa, un’intesa maturata in anni di vita condivisa.

Alice era molto più di una moglie.
Fu presenza costante, equilibrio nascosto, forza tranquilla dietro al genio impressionista.
Entrò nella vita di Monet in punta di piedi.
Prima amica. Poi compagna inseparabile. Infine moglie.

Insieme costruirono una famiglia complessa: otto figli, ricordi intrecciati, fatiche condivise.
Mentre lui inseguiva la luce nei riflessi dell’acqua, lei manteneva saldo il quotidiano: la casa, i ritmi, la quiete necessaria per creare.

Monet dipingeva.
Ma Alice gli permetteva di dipingere.
Era lei a proteggere quello spazio fragile dove l’arte nasce.
Il giardino di Giverny, con i suoi stagni, le ninfee, gli archi fioriti…
prima di essere ispirazione, fu cura. Anche suo.

In questa foto, lontani dalla loro routine, sembrano concedersi un momento di leggerezza.
Ma dietro la semplicità del gesto — nutrire i piccioni in una piazza famosa — c’è il peso di un legame profondo.
Due vite intrecciate in un equilibrio raro: quello tra chi crea e chi rende possibile la creazione.

Quando Alice morì, nel 1911, Monet p***e più di una moglie.
P***e il centro silenzioso della sua esistenza.
Continuò a dipingere, ma qualcosa era cambiato.
Il silenzio, da allora, non fu più quello della pace,
ma quello dell’assenza.

In ogni tela firmata da Monet, c’è anche lei.
Non visibile. Ma presente.
Alice Hoschedé: la donna che rese possibile uno dei lasciti più luminosi della storia dell’arte.

15/12/2025

IL MAESTRO: UNA LUCE E UN’ONDA CHE ALLARGA L’ORIZZONTE ❤️

04/12/2025

📅 4 Dicembre – Santa Barbara, Vergine e Martire

✨ Il Santo del Giorno ✨
Oggi la Chiesa celebra Santa Barbara, martire del III secolo, una delle sante più amate nella tradizione popolare.
Figlia di un ricco pagano, Barbara si convertì al cristianesimo e consacrò la sua vita a Cristo.
Il padre, furioso, la fece imprigionare in una torre — divenuta poi simbolo della Santa — e consegnare al martirio.
È patrona di vigili del fuoco, artiglieri, marinai e di chi rischia la vita per il bene degli altri.

💬 “Il Signore è la mia forza e la mia luce.”

🙏 Santa Barbara, proteggi chi vive il pericolo ogni giorno e donaci la tua fede coraggiosa.

04/12/2025

Un giorno di luglio 1941, nel Blocco 14 di un campo terrificante, il prigioniero numero 16670 prese una decisione che trascendeva la disperazione. Non una fuga. Non un’illusione. Ma una promessa d’amore — sacra e definitiva — nel cuore dell’orrore nazista.

Maksymilian Kolbe, frate francescano polacco e missionario, scelse di scambiare la sua vita per quella di un altro uomo.

Tutto cominciò quando un prigioniero riuscì a fuggire dal campo verso la fine di quel mese. Come punizione collettiva, il comandante selezionò dieci ostaggi dal Blocco 14. Tra loro c’era Franciszek Gajowniczek, uomo disperato che piangeva la moglie e i figli che mai più avrebbe rivisto.

All’improvviso, Kolbe si fece avanti. Si spinse fuori dalla fila, si rivolse al comandante e disse: «Sono un prete cattolico, prenda me al suo posto. Lui ha una moglie e dei figli.» Dopo un momento di silenzio e un breve sguardo interrogativo, Fritzsch accettò lo scambio.

Da quel momento, Kolbe condivise la stessa sorte di quei prigionieri: il bunker sotterraneo, la fame, la sete, l’attesa. Ma non offrì silenzio o abbandono. Invece, guidò i compagni con preghiere, canti, conforto. Nel buio, diventò luce.

Passarono due settimane d’inferno. Ogni giorno la debolezza cresceva, la disperazione tentava di spegnere ogni respiro. Eppure, la voce di Kolbe resisteva. La sua compassione era un dono più forte della crudeltà del mondo.

Quando le guardie decisero che quei corpi non sarebbero stati più utili a nulla, Kolbe fu ucciso con un’iniezione letale.

Ma la sua vita — il suo sacrificio — non morì con lui.

Gajowniczek sopravvisse, visse fino al 1995, e ovunque andò portò con sé la storia dell’uomo che aveva dato tutto per amore. Quell’uomo fu beatificato, poi canonizzato nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II come «martire della carità».

Col suo gesto, Kolbe dimostrò che anche nella barbarie più assoluta, la compassione può trionfare. Dimostrò che la libertà più profonda non è fisica, ma spirituale — e che nessuna gabbia, nessun ordine malvagio, può spegnere il cuore di chi sceglie di amare oltre la propria vita.

04/12/2025

𝐍𝐎𝐕𝐄𝐍𝐀 𝐀𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐌𝐀𝐂𝐎𝐋𝐀𝐓𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐎

👉 𝐒𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎 (𝟒 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞)

𝐿𝑎 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑡𝑎 𝑓𝑖𝑔𝑢𝑟𝑎 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑢𝑒; ℎ𝑎 𝑢𝑛 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑎, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑠𝑖𝑎𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 “𝑚𝑖𝑟𝑎𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜” 𝑑𝑒𝑖 𝑉𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑖: 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑙𝑒𝑖 𝑎 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝐺𝑒𝑠𝑢̀, 𝑎 𝑖𝑛𝑣𝑜𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 (𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑔𝑜𝑔𝑛𝑎).
𝐿𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑎, 𝑠𝑎𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ ℎ𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛’𝑖𝑛𝑡𝑢𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑡𝑖𝑝𝑖𝑐𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑒𝑚𝑏𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑒𝑠𝑢̀ -𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑟𝑒 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝐿𝑢𝑖, 𝑝𝑢𝑟 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑙𝑐𝑎- 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎̀ 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑟𝑒. 𝐸 𝑙’𝑎𝑢𝑑𝑎𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑜 - 𝑠𝑐𝑎𝑛𝑑𝑎𝑙𝑜𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑜 𝐿𝑣 15,19-30 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑖𝑚𝑝𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑢𝑟𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎, 𝑒̀ 𝑛𝑜𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐺𝑒𝑠𝑢̀, 𝑐ℎ𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎 𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑎𝑙𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑖𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑖𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒. 𝐶ℎ𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑓𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒: 𝑐ℎ𝑖 𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎 𝐺𝑒𝑠𝑢̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑒𝑑 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑖𝑎𝑛𝑖𝑐𝑜, 𝑎𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝐺𝑒𝑠𝑢̀ 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑖𝑛 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑒̀ 𝑎𝑣𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 (𝐿𝑐 8,47). 𝐿𝑎 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑡𝑎 𝑡𝑎𝑝𝑝𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑖𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑒̀ 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑣𝑖𝑣𝑜 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝐺𝑒𝑠𝑢̀, 𝑖𝑙 𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 (𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑟𝑜𝑙𝑎, 𝑖 𝑠𝑎𝑐𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑖 𝑝𝑜𝑣𝑒𝑟𝑖) 𝑒 𝑖𝑙 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝐿𝑢𝑖. 𝐿𝑎 𝐶𝑜𝑛𝑐𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑏𝑒𝑎𝑡𝑎 𝑉𝑒𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑢𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎. 𝐸 𝑛𝑜𝑖 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑎𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑖𝑑𝑢𝑐𝑖𝑜𝑠𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑛𝑎.

Indirizzo

Foggia
71121

Sito Web

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