04/05/2026
Pluralismo religioso, mons. Ferretti: "Non si perda l'umanità, integrazione è un bene"
Politiche pubbliche della sicurezza e dialogo interreligioso: a Foggia un confronto di alto profilo accademico e istituzionale. Sicurezza, libertà e pluralismo religioso al centro delle
Politiche pubbliche della sicurezza e dialogo interreligioso: a Foggia un confronto di alto profilo accademico e istituzionale. Sicurezza, libertà e pluralismo religioso al centro della presentazione in anteprima del documento Osce 'Credo, dialogo e sicurezza'
Questa mattina, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza di Foggia, si è svolto un incontro di particolare rilevanza dedicato al tema delle politiche pubbliche della sicurezza e del dialogo interreligioso. L’iniziativa si inserisce nel dibattito contemporaneo su questioni sempre più centrali nel panorama giuridico e sociopolitico europeo, offrendo uno spazio di riflessione qualificata tra studiosi e rappresentanti istituzionali
Elemento distintivo dell’evento è la presentazione, in anteprima assoluta, della traduzione ufficiale italiana dell’ultimo documento dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, intitolato ‘Credo, dialogo e sicurezza’. Il testo rappresenta un contributo strategico nel definire il ruolo del dialogo tra fedi diverse come leva per la stabilità sociale e la prevenzione dei conflitti.
Elemento distintivo dell’evento è la presentazione, in anteprima assoluta, della traduzione ufficiale italiana dell’ultimo documento dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, intitolato ‘Credo, dialogo e sicurezza’. Il testo rappresenta un contributo strategico nel definire il ruolo del dialogo tra fedi diverse come leva per la stabilità sociale e la prevenzione dei conflitti.
Un panel accademico e istituzionale di eccellenza
A moderare l’incontro è stato Aldo Ligustro, che guida un panel composto da figure di primo piano del mondo accademico e istituzionale. Tra i relatori figurano la Arianna Vedaschi, esperta di diritto pubblico comparato, e il Francesco Clementi, noto costituzionalista. A questi si affianca il Abdallah Massimo Cozzolino, figura chiave nel dialogo tra istituzioni e comunità religiose, insieme al Venerando Marano, che porta una prospettiva istituzionale di respiro internazionale.
Il confronto tra queste personalità consente di affrontare il tema da molteplici angolazioni, intrecciando diritto costituzionale, relazioni internazionali e dinamiche sociali.
Pluralismo religioso e sfide per le democrazie contemporanee
Uno dei nodi centrali dell’incontro riguarda la gestione del pluralismo religioso all’interno degli ordinamenti democratici. La crescente diversità culturale e confessionale pone interrogativi complessi sull’equilibrio tra integrazione sociale e rispetto delle identità religiose, soprattutto in contesti segnati da tensioni geopolitiche e fenomeni migratori.
In questo quadro, il pluralismo religioso non è soltanto una questione di diritti individuali, ma diventa un banco di prova per la tenuta delle istituzioni democratiche e per la capacità degli Stati di garantire coesione sociale senza comprimere le libertà fondamentali.
Sicurezza e libertà: un equilibrio delicato.
L’incontro approfondisce anche il rapporto tra sicurezza nazionale e libertà di culto, un tema che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza. Le politiche di sicurezza, infatti, devono confrontarsi con la necessità di prevenire fenomeni di radicalizzazione senza scivolare in forme di discriminazione o limitazione indebita dei diritti.
Il documento dell’OSCE presentato durante l’evento si inserisce proprio in questo dibattito, proponendo il dialogo interreligioso come strumento efficace di prevenzione e di costruzione della fiducia tra comunità diverse.
Il dialogo interreligioso come strategia di prevenzione.
Particolare attenzione viene dedicata al ruolo del dialogo interreligioso come risorsa strategica. Non si tratta soltanto di un principio ideale, ma di una pratica concreta che può incidere sulle politiche pubbliche, contribuendo a ridurre conflitti e incomprensioni.
Le esperienze internazionali dimostrano come il coinvolgimento attivo delle comunità religiose nei processi decisionali possa rafforzare la sicurezza collettiva e favorire modelli di integrazione più inclusivi.
Verso nuovi modelli di integrazione
Infine, l’incontro offre uno sguardo sull’evoluzione dei modelli di integrazione nelle democrazie contemporanee. Le trasformazioni sociali richiedono approcci innovativi, capaci di coniugare pluralismo, sicurezza e diritti.
In questo senso, il confronto promosso a Foggia rappresenta un’occasione preziosa per riflettere su come costruire politiche pubbliche più efficaci e sostenibili, in grado di rispondere alle sfide di un mondo sempre più interconnesso e diversificato.
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